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Audace Cerignola, Grieco: “Un passo alla volta per sognare”

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nicola grieco audace cerignola

Audace Cerignola, il presidente Nicola Grieco ha parlato in esclusiva ai microfoni di Calcio Style: ecco cosa ci ha raccontato delle ambizioni del suo Club.

Le ambizioni dell’audace Grieco

Nicola Grieco Audace Cerignola

Da quando ha preso le redini del Cerignola nel 2014 il lavoro fatto è stato stratosferico, dalla prima categoria all’arrivo in Serie C.

Ci racconta la passione e l’operato che ci ha messo? Ha deviato anche qualche proposta da altre sedi per rimanere fedele alla sua città ed i suoi colori.

“Si, diciamo che tutto è partito dal lontano 2014 dove ho iniziato quest’avventura calcistica prendendo la squadra in Prima Categoria.

Sappiamo tutti che il calcio è fatto di progetti: io avevo promesso nel lontano 2014 di portare l’Audace in Serie C e devo dire che dopo tanta fatica e tanti anni ci siamo riusciti.

Sappiamo che il calcio è fatto di progetti e oggi non puoi improvvisare nel far nulla e quindi, avendo una base solida e cercando di credere in quello che poi abbiamo fatto, siamo riusciti ad arrivare fino a questo punto.

Io credo che alla fine il nostro merito sia stato quello di scegliere soprattutto le persone valide per questo progetto, perché sappiamo che da soli non si va da nessuna parte. Quindi dico sempre grazie a tutte lavorano 24h al giorno al mio fianco.

Sono felice di aver scelto di occuparmi di calcio nella mia città, perchè comunque ho avuto tante richieste di altre società in passato ma a tutt’oggi purtroppo sono ricercato (ride, ndr), è brutto dirlo ma è la realtà.

Però il mio amore per la mia città e di questi colori sono talmente grandi che nel momento in cui finirò di fare calcio finirà là”.

L’Audace Cerignola sta facendo tantissime iniziative come anche portare i bambini allo stadio regalandogli anche l’album Panini. Quindi questo clima che coinvolge anche le famiglie con i bambini allo stadio stà diventando sempre più grande…

“Si, diciamo che di iniziative sociali stiamo cercando sempre di farne perché comunque i bambini sono il nostro futuro.

Negli anni ’90-’95 tutti quanti eravamo innamorati del Foggia di Zemanlandia e quindi diciamo che moltissimi dei nostri ragazzi sono cresciuti con il Foggia Calcio.

Ecco, quello che sto cercando di portare alla mia città è proprio l’amore e la passione della mia squadra perché i miei frutti magari arriveranno fra 10 o 15 anni.

Perché i bambini ancora oggi cominciano a conoscere quello che è l’Audace Cerignola, fino a 30 anni fa l’Audace non esisteva.

L’Audace militava sempre nelle categorie di serie inferiori e quindi diciamo che quello che stiamo cercando di trasmettere ai ragazzi è la passione di tifare la nostra squadra piuttosto che le solite Inter, Milan e Juve. Io sono Juventino“. (sorride, ndr)

Chissà che non incontriate la Juventus Next Gen…

“Speriamo, fra qualche anno? Chissà, non si sa mai. La vita poi è fatta di tante cose strane, magari! Quest’anno noi ci siamo dati un obiettivo, poi ce ne stiamo trovando un altro!

Io dico sempre che bisogna avere tanta umiltà quando si va avanti e soprattutto noi ora dobbiamo credere più che mai alla possibilità di arrivare nelle zone più alte della classifica proprio per fare i Play Off.

Poi sappiamo tutti che i Play Off non li vince la squadra più forte ma magari li vince la squadra che ha più serbatoio nelle gambe e quindi abbiamo una piccola possibilità.

Un sogno che magari, ripeto, può essere remoto come sogno però, perché non crederci?”.

Prospettiva Serie B

C’è la prospettiva nei prossimi 2 o 3 anni di provare a fare il salto di categoria che vi possa far partecipare alla Serie B?

“Io voglio dire una cosa, l’errore magari che fanno tantissime Società. Una Società in Serie C, come statistica e non lo dico io perché sono numeri alla mano.

Un Presidente riesce a tenere la squadra dai 2 ai 3 anni poi alla fine mollano tutti.

Io vorrei cercare di rimanere più a lungo possibile con un progetto serio e ambire alla Serie B nei prossimi 3 anni perché poi la vita è fatta di obiettivi.

Già è un sogno quello che stiamo vivendo, però oggi stesso parlando col Direttore comunque e magari con calma mettendo tassello su tassello, iniziare a creare qualcosa di più grandioso rispetto a quello che stiamo facendo”.

La squadra ha trovato la quadra con Michele Pazienza. E’ soddisfatto del lavoro del Mister? Pensa che potrà rimanere a lungo?

Michele Pazienza

“Questo è da vedere, noi speriamo che Michele Pazienza possa rimanere il più a lungo possibile.

Poi sappiamo tutti le dinamiche del calcio, magari può avere un’offerta da un altro Club, io questo non lo so, perché sappiamo tutti che quando fai bene nel calcio ci sono altre Società che comunque ti mettono gli occhi addosso.

Noi vogliamo che Michele rimanga il più a lungo possibile con noi perché è un grande professionista, una persona seria e soprattutto sta dimostrando di essere molto competente e all’altezza di fare calcio.

Noi comunque abbiamo degli obiettivi e adesso dobbiamo giocare e pensare a partita dopo partita per chiudere il campionato nella miglior posizione possibile”.

Lo Stadio Monterisi è diventato molto bello. C’è in prospettiva un ampliamento? Ci state lavorando?

Stadio Monterisi

“Abbiamo già parlato con la nostra Amministrazione Comunale dove c’è un progetto di uno stadio nuovo e quindi stiamo solo vedendo tutte le carte burocratiche ma c’è già un progetto in essere.

Devo dire che oggi l’Audace e l’Amministrazione Comunale vanno per la stessa direzione e quindi siamo tranquilli sotto questo punto di vista.

Più che altro ci dobbiamo preoccupare di avere un centro sportivo adeguato per poter sviluppare il nostro settore giovanile scuola calcio perchè lo gestiamo noi, non ho dato in gestione niente.

Voglio sviluppare al massimo il settore giovanile perché dev’essere il nostro serbatoio per i giovani della prima squadra. Quindi noi ci stiamo soffermando sul centro sportivo col Comune e di pensare ad uno stadio nuovo”.

Un pensiero per i tifosi dell’Audace Cerignola?

Audace Cerignola

“Io adoro e voglio un bene dell’anima ai miei tifosi, poi magari c’è stata qualche divergenza o qualche fraintendimento però l’amore ed il rispetto che nutro per i miei tifosi è qualcosa di grandioso.

Se sto continuando a fare calcio e a cercar di far crescere la mia città è soprattutto perché ho l’appoggio dei miei tifosi che sinceramente non ci lasciano mai.

Pure quando perdiamo stanno sempre lì a cantare, quindi chapeau alla mia tifoseria perché sono grandi, lo stanno dimostrando non solo in termini numerici ma già il fatto che non prendiamo ammende e che si sanno comportare.

E’ segno di grande maturità da parte della mia tifoseria alla quale, ripeto, voglio bene. Li saluto calorosamente!”.

Come vede il presidente Grieco in Italia il progetto giovani e come si potrebbe migliorare?

“Se analizziamo l’Italia che non si è qualificata alle ultime edizioni mondiali ci dobbiamo fare delle domande, non solo noi presidenti ma tutti gli addetti ai lavori del calcio.

Io credo fermamente nel settore giovanile ma prima del settore giovanile nella scuola calcio.

Bisogna avere delle strutture adeguate, dei centri sportivi per far crescere i ragazzi perchè vedere le squadre con troppi stranieri, vuoi perchè sono un italiano o vuoi perchè sono Cerignolano DOC, non mi piace vedere una squadra con tanti stranieri.

Ecco, noi dobbiamo avere i nostri calciatori e dobbiamo essere bravi sopratutto a farli crescere questi ragazzi, come?

Attraverso le strutture, farli studiare, stargli vicino, cioè dargli tutto quello che può servire perché poi il calcio è la passione e l’amore di tutti quanti noi che poi siamo operativi”.

Chi è il giocatore che l’ha sorpreso di più?

“E’ difficile dirlo perchè quando si hanno determinati risultati è il frutto di un lavoro di squadra.

Non saprei rispondere a questa domanda perché semplicemente non ho preferenze verso i miei giocatori, voglio bene a tutti quanti e li rispetto tantissimo”.

Quando firmerà il Ds Di Toro il rinnovo del contratto?

“Col Ds abbiamo già parlato e c’è già un contratto pronto per i prossimi 2 anni quindi manca solo la firma, abbiamo già tracciato una linea quindi sarà con noi nei prossimi due anni il Direttore perché ne abbiamo già parlato quindi manca solo l’ufficialità“.

Dopo questa stagione molto positiva, la Società ha intenzione di alzare l’asticella e di puntare a qualcosa che fino a pochi anni fa era un sogno?

“Sicuramente il nostro obiettivo per l’anno prossimo sarà di alzare l’asticella, questo ve lo posso dire con certezza perché comunque vogliamo sempre migliorare quello che è il nostro percorso.

Quindi cercheremo di alzare l’asticella però sappiamo già che il percorso fatto finora è qualcosa di a dir poco meraviglioso. Sappiamo che mancano 9 partite difficilissime, tra cui 5 in trasferta e 4 in casa, quindi ora vorrei concentrarmi sulle ultime partite.

Sappiamo tutti che la classifica è corta e dopo 2 o 3 turni possiamo trovarci fuori dai Play Off. Quindi quello che sto chiedendo non solo ai miei tifosi ma anche alla mia squadra è di non guardare ora la classifica e di giocarci tutte le partite come se fossero finali.

Sappiamo già che sabato troveremo un ambiente molto ostico contro la Turris che è una squadra che era stata costruita per altri obiettivi e si ritrova lì al terzultimo posto. Avrà più che mai una voglia di vincere con noi per un obiettivo che prima erano i Play Off mentre ora è uscire dai Play Out. Sarà una delle partite più difficili da affrontare”.

Il nuovo maxischermo installato allo stadio sarà solamente provvisorio?

“No, no, no… Non è provvisorio, è stato un ennesimo regalo fatto dalla nostra Amministrazione Comunale e quindi ce lo godiamo, quello rimarrà e fa parte dello stadio Monterisi.

Un ringraziamento all’Assessore allo Sport e al Sindaco e a tutta l’Amministrazione Comunale.

Qual è il ricordo più bello che ha da quando è alle redini del Cerignola, la sensazione più forte che ha provato?



“Mah, c’è stata una partita in particolare che è stata quella del passaggio dall’Eccellenza alla Serie D.

Quella famosa partita con il Bitonto vinta per 6-1 perchè eravamo comunque abituati a vedere negli ultimi 20 anni il Cerignola tra Eccellenza e Promozione.

Quindi quella partita mi ha toccato molto dal punto di vista umano. La sera prima della partita comprai quasi 100 Kg di carne e festeggiammo all’interno del Monterisi.

Fui rimproverato da mio padre che mi disse: “Perché festeggi prima?”, ma io avevo la sensazione di poterli vincere, quel campionato e quella partita del campionato d’Eccellenza

Rimanemmo fino a notte tarda, fino alle 3 del mattino, a giocare, mangiare e bere! Abbiamo iniziato a festeggiare prima e ci ha portato bene perché poi abbiamo vinto 6-1 quella partita!”.

A quale modello di Società si ispira?

“Devo dire che come clun a me piace molto il Bayer Monaco, per una serie di motivi. Quando vai allo stadio di Monaco vedi famiglie e bambini: questo è importante perché lo stadio non rappresenta solo la partita di calcio.

Deve essere un luogo di aggregazione per tutte le famiglie, di dialogo, di bambini, questa è la visione che sto cercando di portare nel mio paese.

Per questo vedete tanti bambini, donne e famiglie… piano piano ci stiamo riuscendo perché trasmettere una cultura del tutto nuova ad un paese come Cerignola non è facile, ci vuole tempo.

Gli effetti di quello che stiamo facendo oggi, magari, li vedremo tra 10 anni. Perché tutti i bambini? Perché stanno iniziando a crescere con la mentalità del Cerignola Calcio.

Era la mentalità che c’era ai tempi del Foggia di Zemanlandia e quindi tutti quanti sono cresciuti col Foggia. Sto trasmettendo questo ai miei tifosi”.

Cosa ne pensa dell’attuale situazione della Juventus, da Presidente?



“Alla fine credo che la Juve stia passando un periodo strano a livello societario, ci sono tante cose magari che non sono chiare neanche a noi addetti ai lavori.

Però io credo che la Juventus ne uscirà fuori, ieri ha fatto un grande Derby.

Ho visto tutta la partita, credo che arriverà nella zona Champions perché ha un potenziale troppo più forte delle altre squadre, quindi sono molto fiducioso della “mia squadra”. (sorride)

Chissà che un giorno non possa lavorare per la Juventus, un Nicola Grieco nelle file della Juventus, chissà!

“Mai dire mai, sono giovane, ho tempo di crescere e fare esperienza poi, ripeto, la vita è fatta di sorprese, positive o negative che siano”.

Presidente, visto nella partita contro il Foggia sarà vietata la trasferta ai tifosi ospiti, si ripeterà la presenza dei bambini in Curva Nord?

“Ci stiamo lavorando, può essere una cosa del genere solo che la partita è alle 14.30.

Noi abbiamo chiesto di alla Società del Foggia di posticiparla alle 17.30 perché alle 14.30, il giorno di San Giuseppe nonché Festa del Papà, è un orario scomodo.

Abbiamo chiesto di giocare più tardi però a quanto pare loro non vogliono posticipare la partita. Poi alla fine credo che tra le Società ci debba essere anche rispetto.

Credo che dovrebbero posticipare la partita proprio per un discorso di organizzazione: perché si fa più incasso, perché si ha più tempo di organizzare le cose.

Però, ahimè, se la partita si giocherà alle 14.30 come da programma, non sarà dipeso da noi ma dal Foggia“.

Presidente la ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato e per la disponibilità per questa intervista.

“Grazie a voi e soprattutto dobbiamo sempre credere in quello che stiamo facendo.

Io vorrei rinnovare e dare una grande saluto alla mia tifoseria perché ribadisco, non smetterò mai di ripeterlo, il bene e l’amore che nutro per i miei tifosi.

Quindi li ringrazio nuovamente, e dico di starci sempre vicino perché nei momenti belli è bello essere felici ma arriveranno anche dei momenti difficili dove avremo bisogno anche di loro.

In quei momenti difficili dovremmo essere sempre più uniti e più forti. Questo è il messaggio che mando“.

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Bolognesi (ex Belen Rodriguez): “Allegri il Top, su Chivu…”

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Il primo uomo italiano di Belen Rodriguez, e scopritore indiscusso della talentuosa showgirl argentina (quando ancora era una sconosciuta), a tutto campo, senza peli sulla lingua ai nostri microfoni. Simone (nella foto concessa gentilmente: risale a circa oltre 20 anni fa, ai tempi di Aquafan Riccione), negli ultimi anni visto come cavaliere di Uomini e Donne Trono Over, è proprietario con la famiglia del lussuoso Hotel Derby di Milano Marittima. “Bolo-Style” (come lo ha ribattezzato qualcuno nella sua Riccione) non ha bisogno di grandi presentazioni. E’ da sempre un volto conosciuto e stimato nella Riviera Romagnola, considerata anche la sua longeva presenza all’interno di numerosi locali notturni della zona (discoteche e disco-pub), soprattutto in qualità di organizzatore di eventi ed esperto di relazioni pubbliche.

DAL FIDANZAMENTO CON BELEN RODRIGUEZ ALLE APPARIZIONI TV E A QUELL’AMORE PER LA JUVENTUS… MA SU SPALLETTI…

Persona molto schietta e sentimentale, l’ex corteggiatore di Teresanna Pugliese  (paparazzato negli anni anche con Diletta Pagliano ex di  Leonardo Greco) Simone Bolognesi è celebre appunto per essere stato il primo fidanzato italiano di Belen quando la showgirl argentina è arrivata nel Bel Paese, ben 22 anni fa. La relazione tra Simone e Belen è durata non poco, esattamente due anni, condita da sette mesi di passionale convivenza, avvenuta nell’abitazione del Bolo di Riccione.

Lo abbiamo incontrato lo scorso weekend, proprio nella sua cara e splendida Riviera, non distante dall’Hotel Derby Milano Marittima: ecco cosa ci ha detto in esclusiva, ai nostri microfoni.

Ciao Simone. Da grande tifoso della Juventus cosa pensi dell’arrivo di mister Luciano Spalletti a Torino?

“Devo essere sincero: quel famoso trattamento riservato da Spalletti a Totti, nel post ultima stagione alla Roma, mi aveva messo in grande antipatia il tecnico di Certaldo. Dunque non sono stato affatto contento quando Spalletti è arrivato a Torino. Riconosco però che ora la Juventus ha un altro passo. Luciano ha riqualificato il cervello dei giocatori, ha creato secondo me un gioco anche più divertente”.

So bene che sei rimasto molto deluso dal Derby d’Italia tra Inter e Juventus…

“Direi che veniamo dallo scandalo di Inter-Juventus, match in cui l’arbitro La Penna ha completamente rovinato la partita. Eh già, poteva assolutamente essere un match vinto dalla Juve, che avrebbe rilanciato al tempo stesso il Milan, del mio caro Massimiliano Allegri, verso un secondo posto molto più a ridosso della prima”.

Perché parli di ‘mio caro Max Allegri”?

“Lo sapete… Mi piace davvero tanto Allegri, anche se questa affermazione non metterà tutti d’accordo (ride). Ammetto che l’Inter ha un altro passo in ogni caso”.

“SU CHIVU (INTER) E ALLEGRI (MILAN) PENSO CHE…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA DELL’EX BELEN SIMONE BOLOGNESI

Ti piace anche Chivu? Secondo te è un ottimo allenatore? E’ la persona giusta per l’Inter?

“Non so se Chivu ha quell’esperienza giusta per poter portare l’Inter a questi grandi livelli fino in fondo. Un’esperienza che invece il buon Max ha, eccome! Max può fare la differenza al Milan, Chivu non saprei…”.

Chi è il miglior allenatore, a tuo modo di vedere, nella Serie A 2025-26?

“Secondo me l’allenatore che in questo momento unisce capacità di raggiungere risultati e simpatia è sicuramente Allegri. Max magari nel gioco non brilla rispetto ad altri allenatori ma porta risultati. Allegri-Conte? Non calcisticamente parlando, bensì a livello di intrattenitore e carisma non c’è confronto. Vince Allegri in lungo e in largo”

Ah Simone, sei un Anti-Conte quindi…

“Non nascondo che quest’anno l’ex Juve Antonio Conte non vince e piange tutto il tempo (ride, ndr): sui social qualcuno l’ha perfino definito il ‘bambolotto’ Antonino (Gli Autogol…)”

IL PRONOSTICO DEL PRIMO UOMO ITALIANO BELEN RODRIGUEZ SULLA JUVENTUS DI LUCIANO SPALLETTI

Infine, un pronostico… Tornerà la tua Juve ad alti livelli?

“Riguardo alla mia Juventus, devo dire che Spalletti  nel complesso sta facendo bene, dando la possibilità alla Zebra Bianconera di tornare a certi livelli. D’altronde Luciano ha riportato il Napoli a vincere. E secondo me potrà portare anche la Juve per l’appunto ai livelli e risultati che merita. Magari non subito, anche con l’aiuto di qualche innesto che magari sceglierà e gestirà lui, visto che quest’anno a Torino ha preso la squadra in corso. Resto, in ogni modo, dell’idea che in Serie A c’è un Milan rinato con l’atteggiamento del grande Max, dopo la brutta stagione rossonera in Serie A 2024/2025”.

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ex Belen nella foto con Daniele Bartocci (giornalista)

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ex Belen Rodriguez Simone BOlognesi

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Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”

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Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele  di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.

EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026

Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.

Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.

PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”

Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.

Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?

“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.

Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?

“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”

Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?

“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.

Come vede l’Inter di Chivu?

“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”

Le piace il Milan e il gioco di Allegri?

“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.

Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?

“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.

“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO

Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?

“Sarebbe bello, sicuramente…”

Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?

“No. Perché dite così?”

Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”

Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…

“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…

In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”

Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.

Principe Filiberto Marche
tifoso Juventus intervistato da Daniele Bartocci, giornalista, a Loreto
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ESCLUSIVA CS – Giancarlo Ratti: “L’Inter oggi è più unita e molto lo si deve a Chivu. Sono “Mourinhiano” perso! Mercato? Siamo a posto così…”

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L’attore, speaker radiofonico e grande appassionato di calcio, Giancarlo Ratti si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni in una lunga intervista che ha intrecciato carriera, ricordi e la grande passione nerazzurra.

Dalla radio al grande successo dei Cesaroni, Giancarlo Ratti non ha mai smesso di dichiarare il suo amore per l’Inter. Assieme a lui abbiamo ripercorso il suo legame nerazzurro, analizzando poi il mercato e i prossimi obiettivi della squadra di Chivu.

Di seguito, l’intervista di Giancarlo Ratti. 

Le parole di Giancarlo Ratti

Come nasce il suo tifo per l’Inter?
«Sono nato a Rovereto nel ’57 e nei primi anni ’60 il calcio non era accessibile come oggi: la domenica si vedeva in televisione solo il secondo tempo di una partita e il resto lo si seguiva alla radio grazie a “Tutto il calcio minuto per minuto”. Crescendo in una regione senza squadre in Serie A, all’oratorio si tifava quasi esclusivamente Juventus, Milan o Inter. Non so spiegare esattamente perché scelsi i nerazzurri, ma da quel momento non li ho più lasciati.»

In oltre sessant’anni da tifoso avrà vissuto emozioni di ogni tipo…
«Senza dubbio. L’Inter mi ha regalato tante gioie, ma anche momenti amari, che però ho sempre superato facilmente. Mi stupisce vedere quanto alcune persone vivano le sconfitte come drammi. Io dico sempre che nella vita le vere tragedie sono altre…

Ho avuto la fortuna di vedere, seppur negli ultimi anni, l’Inter di Angelo Moratti, con Mazzola, Jair, Suárez e Mariolino Corso. Poi ci sono stati gli anni di Mourinho, indimenticabili ancora oggi, soprattutto grazie a lui. Confesso di avere un debole per José. Basta guardare cosa è riuscito a fare l’altra sera contro il Benfica per rendersi conto di che grande allenatore sia ancora.»

E invece che mi dice dell’Inter delle ultime stagioni?
«Con Inzaghi, lo ammetto, non ho mai avuto un grande feeling e lo trovavo troppo statico nelle scelte. Ti faccio un esempio: arrivato il 60’, sapevi già che Di Marco sarebbe uscito per Carlos Augusto.

Chivu, invece, mi sembra abbia rigenerato diversi giocatori, come Zieliński, che l’anno scorso era finito ai margini. Gestisce meglio la rosa e le rotazioni, anche perché oggi in attacco c’è un quartetto più forte rispetto alla scorsa stagione. In questo senso siamo fortunati, soprattutto se guardiamo a squadre come la Roma.»

Giancarlo Ratti

Ange-Yoan Bonny, Lautaro Martinez e Marcus Thuram ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Con il mercato agli sgoccioli, l’Inter dovrebbe intervenire ancora?
«Non è semplice dirlo. Si parla molto della necessità di un vice-Dumfries, ma io vado un po’ controcorrente: darei più fiducia a Luis Enrique, pur non essendo un campionissimo. Sta vivendo una forte pressione e va sostenuto.

In generale credo anche che alternative come De Vrij, Bisseck e Carlos Augusto siano più che affidabili. A mio avviso la squadra è competitiva così com’è.»

Accoglierebbe un ritorno di Perišić?
«Onestamente no. All’Inter ha già dato tutto e a 37 anni credo sia giusto guardare oltre. Preferirei che il club investisse sui giovani, come avviene spesso all’estero.
Allo stesso modo non capisco l’interesse per Moussa Diaby. È un  giocatore che guadagna 15 milioni in Arabia e in Europa pretenderebbe comunque cifre altissime. È una dinamica che non condivido affatto.»

Cosa è cambiato maggiormente dopo la disfatta del 31 maggio?
«Chivu ha avuto un ruolo determinante. È riuscito a ricompattare uno spogliatoio che era completamente a pezzi dopo quella batosta in finale di Champions. Apprezzo molto anche il suo modo di porsi in conferenza stampa, sempre chiaro e diretto. La squadra lo segue e non ho notato particolari tensioni legate alle sostituzioni, fatta eccezione per qualche episodio isolato con Lautaro.»

Restando in tema Champions: ai playoff sarà Inter-Bodø/Glimt, anche se si poteva evitare…
«Sul sorteggio dico che, tutto sommato, è andata bene. In generale credo che il percorso europeo dell’Inter sia stato positivo finora. Abbiamo perso contro il Liverpool per un rigore piuttosto dubbio, ma la vera battuta d’arresto è stata contro l’Arsenal. Lì siamo stati messi sotto e loro hanno saputo colpire le nostre debolezze, soprattutto sui calci piazzati.»

Giancarlo Ratti

ESULTANZA INTER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

In campionato, invece, l’Inter domina spesso ma fatica negli scontri diretti: come se lo spiega?
«A volte la squadra paga dei cali di tensione mentale. Ho sempre avuto l’impressione che renda al massimo quando parte bene: se invece va sotto, fatica a riprendere il controllo della gara. Quello che mi pesa di più è aver perso così tanti derby contro il Milan…»

Sugli obiettivi stagionali, dove dovrebbe puntare l’Inter?
«Per scaramanzia ti rispondo: Coppa Italia. Lo Scudetto, purtroppo, lo abbiamo perso anche per un pizzico di sfortuna, soprattutto l’anno scorso…il gol sbagliato da Arnautovic ci sarebbe valso il titolo, perso poi per un solo punto.
Al di là dei trofei, però, sono soddisfatto del fatto che l’Inter sia sempre competitiva e in lotta per obiettivi importanti. Il rischio però è che tra vent’anni si guarderanno solo i titoli vinti, perché – si sa – alla fine ci si ricorda solo di chi vince.»

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