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Audace Cerignola, Grieco: “Un passo alla volta per sognare”

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nicola grieco audace cerignola

Audace Cerignola, il presidente Nicola Grieco ha parlato in esclusiva ai microfoni di Calcio Style: ecco cosa ci ha raccontato delle ambizioni del suo Club.

Le ambizioni dell’audace Grieco

Nicola Grieco Audace Cerignola

Da quando ha preso le redini del Cerignola nel 2014 il lavoro fatto è stato stratosferico, dalla prima categoria all’arrivo in Serie C.

Ci racconta la passione e l’operato che ci ha messo? Ha deviato anche qualche proposta da altre sedi per rimanere fedele alla sua città ed i suoi colori.

“Si, diciamo che tutto è partito dal lontano 2014 dove ho iniziato quest’avventura calcistica prendendo la squadra in Prima Categoria.

Sappiamo tutti che il calcio è fatto di progetti: io avevo promesso nel lontano 2014 di portare l’Audace in Serie C e devo dire che dopo tanta fatica e tanti anni ci siamo riusciti.

Sappiamo che il calcio è fatto di progetti e oggi non puoi improvvisare nel far nulla e quindi, avendo una base solida e cercando di credere in quello che poi abbiamo fatto, siamo riusciti ad arrivare fino a questo punto.

Io credo che alla fine il nostro merito sia stato quello di scegliere soprattutto le persone valide per questo progetto, perché sappiamo che da soli non si va da nessuna parte. Quindi dico sempre grazie a tutte lavorano 24h al giorno al mio fianco.

Sono felice di aver scelto di occuparmi di calcio nella mia città, perchè comunque ho avuto tante richieste di altre società in passato ma a tutt’oggi purtroppo sono ricercato (ride, ndr), è brutto dirlo ma è la realtà.

Però il mio amore per la mia città e di questi colori sono talmente grandi che nel momento in cui finirò di fare calcio finirà là”.

L’Audace Cerignola sta facendo tantissime iniziative come anche portare i bambini allo stadio regalandogli anche l’album Panini. Quindi questo clima che coinvolge anche le famiglie con i bambini allo stadio stà diventando sempre più grande…

“Si, diciamo che di iniziative sociali stiamo cercando sempre di farne perché comunque i bambini sono il nostro futuro.

Negli anni ’90-’95 tutti quanti eravamo innamorati del Foggia di Zemanlandia e quindi diciamo che moltissimi dei nostri ragazzi sono cresciuti con il Foggia Calcio.

Ecco, quello che sto cercando di portare alla mia città è proprio l’amore e la passione della mia squadra perché i miei frutti magari arriveranno fra 10 o 15 anni.

Perché i bambini ancora oggi cominciano a conoscere quello che è l’Audace Cerignola, fino a 30 anni fa l’Audace non esisteva.

L’Audace militava sempre nelle categorie di serie inferiori e quindi diciamo che quello che stiamo cercando di trasmettere ai ragazzi è la passione di tifare la nostra squadra piuttosto che le solite Inter, Milan e Juve. Io sono Juventino“. (sorride, ndr)

Chissà che non incontriate la Juventus Next Gen…

“Speriamo, fra qualche anno? Chissà, non si sa mai. La vita poi è fatta di tante cose strane, magari! Quest’anno noi ci siamo dati un obiettivo, poi ce ne stiamo trovando un altro!

Io dico sempre che bisogna avere tanta umiltà quando si va avanti e soprattutto noi ora dobbiamo credere più che mai alla possibilità di arrivare nelle zone più alte della classifica proprio per fare i Play Off.

Poi sappiamo tutti che i Play Off non li vince la squadra più forte ma magari li vince la squadra che ha più serbatoio nelle gambe e quindi abbiamo una piccola possibilità.

Un sogno che magari, ripeto, può essere remoto come sogno però, perché non crederci?”.

Prospettiva Serie B

C’è la prospettiva nei prossimi 2 o 3 anni di provare a fare il salto di categoria che vi possa far partecipare alla Serie B?

“Io voglio dire una cosa, l’errore magari che fanno tantissime Società. Una Società in Serie C, come statistica e non lo dico io perché sono numeri alla mano.

Un Presidente riesce a tenere la squadra dai 2 ai 3 anni poi alla fine mollano tutti.

Io vorrei cercare di rimanere più a lungo possibile con un progetto serio e ambire alla Serie B nei prossimi 3 anni perché poi la vita è fatta di obiettivi.

Già è un sogno quello che stiamo vivendo, però oggi stesso parlando col Direttore comunque e magari con calma mettendo tassello su tassello, iniziare a creare qualcosa di più grandioso rispetto a quello che stiamo facendo”.

La squadra ha trovato la quadra con Michele Pazienza. E’ soddisfatto del lavoro del Mister? Pensa che potrà rimanere a lungo?

Michele Pazienza

“Questo è da vedere, noi speriamo che Michele Pazienza possa rimanere il più a lungo possibile.

Poi sappiamo tutti le dinamiche del calcio, magari può avere un’offerta da un altro Club, io questo non lo so, perché sappiamo tutti che quando fai bene nel calcio ci sono altre Società che comunque ti mettono gli occhi addosso.

Noi vogliamo che Michele rimanga il più a lungo possibile con noi perché è un grande professionista, una persona seria e soprattutto sta dimostrando di essere molto competente e all’altezza di fare calcio.

Noi comunque abbiamo degli obiettivi e adesso dobbiamo giocare e pensare a partita dopo partita per chiudere il campionato nella miglior posizione possibile”.

Lo Stadio Monterisi è diventato molto bello. C’è in prospettiva un ampliamento? Ci state lavorando?

Stadio Monterisi

“Abbiamo già parlato con la nostra Amministrazione Comunale dove c’è un progetto di uno stadio nuovo e quindi stiamo solo vedendo tutte le carte burocratiche ma c’è già un progetto in essere.

Devo dire che oggi l’Audace e l’Amministrazione Comunale vanno per la stessa direzione e quindi siamo tranquilli sotto questo punto di vista.

Più che altro ci dobbiamo preoccupare di avere un centro sportivo adeguato per poter sviluppare il nostro settore giovanile scuola calcio perchè lo gestiamo noi, non ho dato in gestione niente.

Voglio sviluppare al massimo il settore giovanile perché dev’essere il nostro serbatoio per i giovani della prima squadra. Quindi noi ci stiamo soffermando sul centro sportivo col Comune e di pensare ad uno stadio nuovo”.

Un pensiero per i tifosi dell’Audace Cerignola?

Audace Cerignola

“Io adoro e voglio un bene dell’anima ai miei tifosi, poi magari c’è stata qualche divergenza o qualche fraintendimento però l’amore ed il rispetto che nutro per i miei tifosi è qualcosa di grandioso.

Se sto continuando a fare calcio e a cercar di far crescere la mia città è soprattutto perché ho l’appoggio dei miei tifosi che sinceramente non ci lasciano mai.

Pure quando perdiamo stanno sempre lì a cantare, quindi chapeau alla mia tifoseria perché sono grandi, lo stanno dimostrando non solo in termini numerici ma già il fatto che non prendiamo ammende e che si sanno comportare.

E’ segno di grande maturità da parte della mia tifoseria alla quale, ripeto, voglio bene. Li saluto calorosamente!”.

Come vede il presidente Grieco in Italia il progetto giovani e come si potrebbe migliorare?

“Se analizziamo l’Italia che non si è qualificata alle ultime edizioni mondiali ci dobbiamo fare delle domande, non solo noi presidenti ma tutti gli addetti ai lavori del calcio.

Io credo fermamente nel settore giovanile ma prima del settore giovanile nella scuola calcio.

Bisogna avere delle strutture adeguate, dei centri sportivi per far crescere i ragazzi perchè vedere le squadre con troppi stranieri, vuoi perchè sono un italiano o vuoi perchè sono Cerignolano DOC, non mi piace vedere una squadra con tanti stranieri.

Ecco, noi dobbiamo avere i nostri calciatori e dobbiamo essere bravi sopratutto a farli crescere questi ragazzi, come?

Attraverso le strutture, farli studiare, stargli vicino, cioè dargli tutto quello che può servire perché poi il calcio è la passione e l’amore di tutti quanti noi che poi siamo operativi”.

Chi è il giocatore che l’ha sorpreso di più?

“E’ difficile dirlo perchè quando si hanno determinati risultati è il frutto di un lavoro di squadra.

Non saprei rispondere a questa domanda perché semplicemente non ho preferenze verso i miei giocatori, voglio bene a tutti quanti e li rispetto tantissimo”.

Quando firmerà il Ds Di Toro il rinnovo del contratto?

“Col Ds abbiamo già parlato e c’è già un contratto pronto per i prossimi 2 anni quindi manca solo la firma, abbiamo già tracciato una linea quindi sarà con noi nei prossimi due anni il Direttore perché ne abbiamo già parlato quindi manca solo l’ufficialità“.

Dopo questa stagione molto positiva, la Società ha intenzione di alzare l’asticella e di puntare a qualcosa che fino a pochi anni fa era un sogno?

“Sicuramente il nostro obiettivo per l’anno prossimo sarà di alzare l’asticella, questo ve lo posso dire con certezza perché comunque vogliamo sempre migliorare quello che è il nostro percorso.

Quindi cercheremo di alzare l’asticella però sappiamo già che il percorso fatto finora è qualcosa di a dir poco meraviglioso. Sappiamo che mancano 9 partite difficilissime, tra cui 5 in trasferta e 4 in casa, quindi ora vorrei concentrarmi sulle ultime partite.

Sappiamo tutti che la classifica è corta e dopo 2 o 3 turni possiamo trovarci fuori dai Play Off. Quindi quello che sto chiedendo non solo ai miei tifosi ma anche alla mia squadra è di non guardare ora la classifica e di giocarci tutte le partite come se fossero finali.

Sappiamo già che sabato troveremo un ambiente molto ostico contro la Turris che è una squadra che era stata costruita per altri obiettivi e si ritrova lì al terzultimo posto. Avrà più che mai una voglia di vincere con noi per un obiettivo che prima erano i Play Off mentre ora è uscire dai Play Out. Sarà una delle partite più difficili da affrontare”.

Il nuovo maxischermo installato allo stadio sarà solamente provvisorio?

“No, no, no… Non è provvisorio, è stato un ennesimo regalo fatto dalla nostra Amministrazione Comunale e quindi ce lo godiamo, quello rimarrà e fa parte dello stadio Monterisi.

Un ringraziamento all’Assessore allo Sport e al Sindaco e a tutta l’Amministrazione Comunale.

Qual è il ricordo più bello che ha da quando è alle redini del Cerignola, la sensazione più forte che ha provato?



“Mah, c’è stata una partita in particolare che è stata quella del passaggio dall’Eccellenza alla Serie D.

Quella famosa partita con il Bitonto vinta per 6-1 perchè eravamo comunque abituati a vedere negli ultimi 20 anni il Cerignola tra Eccellenza e Promozione.

Quindi quella partita mi ha toccato molto dal punto di vista umano. La sera prima della partita comprai quasi 100 Kg di carne e festeggiammo all’interno del Monterisi.

Fui rimproverato da mio padre che mi disse: “Perché festeggi prima?”, ma io avevo la sensazione di poterli vincere, quel campionato e quella partita del campionato d’Eccellenza

Rimanemmo fino a notte tarda, fino alle 3 del mattino, a giocare, mangiare e bere! Abbiamo iniziato a festeggiare prima e ci ha portato bene perché poi abbiamo vinto 6-1 quella partita!”.

A quale modello di Società si ispira?

“Devo dire che come clun a me piace molto il Bayer Monaco, per una serie di motivi. Quando vai allo stadio di Monaco vedi famiglie e bambini: questo è importante perché lo stadio non rappresenta solo la partita di calcio.

Deve essere un luogo di aggregazione per tutte le famiglie, di dialogo, di bambini, questa è la visione che sto cercando di portare nel mio paese.

Per questo vedete tanti bambini, donne e famiglie… piano piano ci stiamo riuscendo perché trasmettere una cultura del tutto nuova ad un paese come Cerignola non è facile, ci vuole tempo.

Gli effetti di quello che stiamo facendo oggi, magari, li vedremo tra 10 anni. Perché tutti i bambini? Perché stanno iniziando a crescere con la mentalità del Cerignola Calcio.

Era la mentalità che c’era ai tempi del Foggia di Zemanlandia e quindi tutti quanti sono cresciuti col Foggia. Sto trasmettendo questo ai miei tifosi”.

Cosa ne pensa dell’attuale situazione della Juventus, da Presidente?



“Alla fine credo che la Juve stia passando un periodo strano a livello societario, ci sono tante cose magari che non sono chiare neanche a noi addetti ai lavori.

Però io credo che la Juventus ne uscirà fuori, ieri ha fatto un grande Derby.

Ho visto tutta la partita, credo che arriverà nella zona Champions perché ha un potenziale troppo più forte delle altre squadre, quindi sono molto fiducioso della “mia squadra”. (sorride)

Chissà che un giorno non possa lavorare per la Juventus, un Nicola Grieco nelle file della Juventus, chissà!

“Mai dire mai, sono giovane, ho tempo di crescere e fare esperienza poi, ripeto, la vita è fatta di sorprese, positive o negative che siano”.

Presidente, visto nella partita contro il Foggia sarà vietata la trasferta ai tifosi ospiti, si ripeterà la presenza dei bambini in Curva Nord?

“Ci stiamo lavorando, può essere una cosa del genere solo che la partita è alle 14.30.

Noi abbiamo chiesto di alla Società del Foggia di posticiparla alle 17.30 perché alle 14.30, il giorno di San Giuseppe nonché Festa del Papà, è un orario scomodo.

Abbiamo chiesto di giocare più tardi però a quanto pare loro non vogliono posticipare la partita. Poi alla fine credo che tra le Società ci debba essere anche rispetto.

Credo che dovrebbero posticipare la partita proprio per un discorso di organizzazione: perché si fa più incasso, perché si ha più tempo di organizzare le cose.

Però, ahimè, se la partita si giocherà alle 14.30 come da programma, non sarà dipeso da noi ma dal Foggia“.

Presidente la ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato e per la disponibilità per questa intervista.

“Grazie a voi e soprattutto dobbiamo sempre credere in quello che stiamo facendo.

Io vorrei rinnovare e dare una grande saluto alla mia tifoseria perché ribadisco, non smetterò mai di ripeterlo, il bene e l’amore che nutro per i miei tifosi.

Quindi li ringrazio nuovamente, e dico di starci sempre vicino perché nei momenti belli è bello essere felici ma arriveranno anche dei momenti difficili dove avremo bisogno anche di loro.

In quei momenti difficili dovremmo essere sempre più uniti e più forti. Questo è il messaggio che mando“.

Calciomercato

Cerignola, Elio Di Toro: “Siamo determinati”

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Cerignola Elio Di Toro

Elio Di Toro, il DS dell’Audace Cerignola, è intervenuto ai microfoni di Calciostyle.it per rispondere alle nostre domande sulla squadra pugliese.

 

Elio Di Toro: “Con la scelta di Raffaele e con il suo lavoro alla fine abbiamo preparato anche il lavoro per la prossima stagione”

Cerignola Elio Di Toro

Direttore Sportivo Audace Cerignola

Direttore, una sua valutazione sulla stagione appena passata del Cerignola?

“Abbiamo concluso direi bene rispetto un po’ all’andamento della stagione che ci ha visti protagonisti in alcune partite ed alcune altre meno. Vuoi per tante motivazioni, in primis i tanti infortuni che ci hanno comunque devastato dall’inizio del campionato, non abbiamo mai potuto avere una squadra al completo. Dal momento in cui abbiamo recuperato tutti gli effettivi abbiamo comunque dimostrato di avere dei valori.

Questo è accaduto anche nei momenti di difficoltà, a volte i risultati condizionano i giudizi ed è ovvio che poi rimane alla fine quello che fai. Questo settimo posto che abbiamo raggiunto comunque ci ha messo nella condizione di dare all’annata un sapore migliore, peccato potevamo sfruttare meglio delle situazioni. Direi che se vogliamo guardare l’aspetto più positivo è che con la scelta di Raffaele, con il suo lavoro, alla fine abbiamo preparato il lavoro anche per la prossima stagione che credo sia più determinante rispetto a tutto il resto”.

Mr. Raffaele rinnova il contratto ancora per 2 anni quindi fiducia al progetto dalla società. Il progetto Raffaele dove può portare il Cerignola che verrà, quello del futuro?

“Ci è sembrato giusto innanzitutto dare un taglio al futuro determinando con 2 anni di contratto l’allenatore così in modo da dare anche a lui la possibilità di lavorare in un certo modo e dare anche un segnale forte anche al gruppo, che c’è forza in quello che si è deciso dal punto di vista tecnico. Siamo determinati a fare un percorso e lo abbiamo dimostrato attraverso questo prolungamento di contratto in modo da poter essere nel tempo sempre più all’altezza.

Cerignola parte da una base che è quella della passata stagione e che ci ha visti, nella parte finale, in un certo modo di essere e da quello partiamo. Il nostro obbiettivo è quello di cercare di mettere qualche giocatore in più a scelta dell’allenatore con delle caratteristiche che magari sono più consone al suo modo di giocare e di costruire una squadra competitiva”.

Sainz-Maza ha appena rinnovato fino al 2026…

“Diciamo che abbiamo definito un accordo e che sicuramente il ragazzo sarà dei nostri per altri 2 anni, a completamento di un percorso che comunque ha visto anche lui crescere come noi. E’ sembrato logico sia dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista proprio di quelle che sono le conoscenze morali del ragazzo continuare a lavorare insieme”.

VIDEO: potete ascoltare tutta l’intervista integrale cliccando sul seguente link:

 

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Le interviste

Esclusiva CS, Angelica Massera sulla Roma: “Totti? Il mio primo amore! Mourinho fastidioso! Niente Champions? L’importante è…”

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Intervista in esclusiva per Calcio Style ad Angelica Massera. L’attrice e comica di fede giallorossa ha risposto ad alcune domande sulla sua Roma.

L’attrice Angelica Massera si è resa disponibile in un’intervista esclusiva ai nostri microfoni, per parlare della Roma. Ci ha raccontato come è nata la sua passione e ci ha dato le sue opinioni in merito alla stagione dei giallorossi. Qui di seguito l’intervista completa.

Roma Angelica MAssera

Angelica da dove nasce, a che età e grazie a chi la passione per la Roma? E quale giocatore ti ha fatto consolidare la tua fede giallorossa?

Sicuramente nasce quando ero piccolina, perché nella mia famiglia sono tutti romanisti. Sono stata ovviamente influenzata dai miei genitori. Si è sviluppata maggiormente in età adolescenziale, dove la mia passione era proprio all’apice. Mio papà non è mai stato un tipo da stadio. Ma mi ricordo che la prima volta che mi ha portata era il 2001, l’anno dello scudetto della Roma.

A quell’età, ero innamorata di Totti e lo sono stata per svariati anni (ride, ndr.). Vederlo dal vivo è stata un’emozione incredibile. E’ stato il mio primo Amore, pensa che facevo gli appostamenti a Sabaudia, quando andavo al mare, per riuscire a vederlo. Quando l’ho visto c’avevo le palpitazioni. Poi con gli anni questa cosa, com’è normale che sia, è un poco scemata.

Ed anche la passione per lo stadio si è diradata. Soprattutto perché dietro il mondo del calcio ci sono troppi interessi, si vendono le partite, il calcio scommesse. Non lo vedo quasi più come uno sport. C’è un 80% di interessi ed un 20% di sportività, cosa che non riscontro in altri sport come il Tennis. Dove ci sono sempre molti interessi ma almeno la sportività permane.

Poi una cosa che non mi piace dello Stadio è la mancanza di rispetto per l’avversario da parte dei tifosi, i fischi. E’ un mondo che non mi appartiene più ecco. Mi apparteneva a 14, 15 anni perché facevano caciara e la caciara a quell’età ti diverte. Ma adesso molto meno. Sicuramente sono ancora molto tifosa della Roma ma meno del tifo in generale.

La Roma quest’anno ha avuto una stagione piena di alti e bassi, tu come l’hai vissuta?

Quest’anno, quando è andato via Mourinho, noi tifosi eravamo abbastanza contenti. Probabilmente aveva finito la sua epoca già lo scorso anno. Ti dirò, lui non mi è mai stato particolarmente simpatico. Però è arrivato a Roma, ci ha fatto vincere la Conference League, una coppa non importantissima ma importante per noi. Quindi tanto di cappello ma era giusto l’addio. Non mi aspettavo un De Rossi così bravo, quello si. Pensavo avremmo preso un’altra cantonata, ed invece. Meglio così.

Come valuti la gestione di Mourinho? Quest’ultima sua stagione non è stata sicuramente positiva, ma nel complesso da quando è arrivato a quando vi ha salutato?

Allora, i primi due anni è andata bene. Credo che il suo ciclo non duri dipiù, perché poi comincia a sclerare. Una cosa che mi ha dato tanto fastidio della sua gestione è stata l’insistenza nel voler far giocare Rui Patricio, nonostante non fosse il migliore nel suo ruolo. Mentre Svilar ha dimostrato di essere più bravo. Voci di corridoio dicono che lo facesse perché hanno lo stesso manager. Questa cosa, da tifosa, ti fa un po’ rodere perché dici: pensi al bene della squadra o ai cavoli tuoi? Per carità sono voci che girano e non ci sono prove, però guarda caso da quando è cambiato allenatore Rui Patricio non ha più visto la porta.

De Rossi ha riportato entusiasmo tra i tifosi giallorossi. L’obiettivo Champions al suo arrivo sembrava impossibile ed irraggiungibile, eppure lo avete sfiorato. Il suo rinnovo è una scelta giusta?

Secondo me sì. Bisogna dargli ancora fiducia. Anche perché è arrivato a metà stagione ed ha trovato una squadra disastrata. Praticamente non giocavano più a calcio, facevano solo allenamenti. Alcune cose della Roma di De Rossi non mi piacciono tantissimo. Gioca praticamente a metà campo, facendo retropassaggi ed utilizzando il portiere quasi come un giocatore di movimento. Però da quando c’è lui la squadra sembra rifiorita. Ha fatto sicuramente bene e per questo un’altra possibilità è giusto concedergliela.

Vedere la Roma mancare la zona Champions negli ultimi anni, da l’idea di un’eterna incompiuta. Qual’é la tua opinione in merito?

Eeeh l’eterna seconda. (ride, ndr.) E’ sempre stato così e sempre lo sarà. Quando c’era Ranieri abbiamo sfiorato lo scudetto per un punto. Siamo abituati a soffrire noi romanisti. E’ una nostra peculiarità. Però per noi l’importante è sempre fare meglio della Lazio. Quindi se i biancocelesti stanno sotto di noi va bene. (ride, ndr.) La Roma è arrivata sesta? Mmmh cavolo. La Lazio è arrivata settimana, allora va bene. Se invece arrivava quinta allora non andava bene.

Difatti l’anno dopo che i biancocelesti vinsero lo scudetto lo vincemmo noi. Per ripicca. Così siamo stati noi a scucirglielo dal petto. Per loro credo non ci sia stata cosa più brutta. Tanto che ce lo rinfacciano tutt’oggi. La differenza tra le due tifoserie sta anche qui.

Noi abbiamo più il focus sulla nostra squadra, poi ovvio contenti se loro fanno peggio ma il nostro pensiero principale è la Roma. Loro invece ce l’hanno a morte con noi. E si vede anche allo stadio. Noi facciamo spesso sold-out, quasi tutto l’anno. Loro invece solo nel derby perché devono andare contro di noi. La vivono proprio male ecco.

Lukaku, da quando è alla Roma, è sembrato un po’ un pesce fuor d’acqua. Secondo te può essere dipeso da lui o la squadra non lo ha supportato in modo adeguato per farlo rendere al meglio?

Secondo me, ma non sono l’unica a pensarla così, perché è arrivato. Non ce la fa più a fare le cose di prima. Lukaku non è più giovanissimo. E’ un armadio che corre, fa fatica. E’ normale, che sia difficile per lui fare le stesse cose di qualche anno fa. Un conto è se sei piccolino, allora prendi, corri e vai. Ma lui, è alto e con un fisico importante. Questo sicuramente non lo aiuta col passare degli anni.

Roma Angelica Massera

Di chi, della rosa attuale, non ti priveresti per nessuna ragione? E chi invece consideri “sacrificabile”?

Per me intoccabile è sicuramente Dybala. Nonostante qualche problemino fisico. Mentre toglierei volentieri Karsdorp, ha fatto troppi errori nella semifinale di Europa League. Mi ha fatto arrabbiare tantissimo, ero pure allo stadio quella sera. Errori proprio da principiante. Da un giocatore strapagato pretendi di più, soprattutto in una partita così importante.

C’è un calciatore di un’altra squadra del nostro campionato che ruberesti per farlo giocare nella Roma?

Ruberei molto volentieri Lookman dell’Atalanta. Quando l’ho visto giocare ho detto “me cojoni” (ride, ndr.) Ci servirebbe uno così alla Roma, sono tutti morti di sonno. Prendono la palla e giocano a subbuteo. Passaggini orizzontali, ma buttala dentro.

Per una squadra maschile che vince poco, c’è però una squadra femminile che toglie molte soddisfazioni ai tifosi giallorossi. Hai seguito il loro campionato?

Guarda, lo segue molto mio figlio Manuel. E’ innamorato della Roma Femminile. Quindi mi tiene aggiornata e lui è molto pro femminile. Però mi spiace che nessuno, o comunque pochi, ne parlano. Sono davvero bravissime.

Infine, tu hai fatto tanta gavetta nella tua vita. Quest’anno sono arrivati diversi riconoscimenti ma, come spesso dici tu, la soddisfazione più grande sarà il tuo spettacolo ” Ancora non sono pronta” che andrà in scena da Ottobre di quest’anno. Cosa diresti ai nostri lettori per convincerli a venire a teatro?

Oddio, convincerli è un parolone. Io più che altro domando sempre questo alle persone, a te piace ridere? E tutti mi dicono di sì. E allora vieni a vedere il mio spettacolo. Riderai e ti divertirai, passerai un ora e mezza in totale relax. Ci saranno tantissime cose, tutte molto divertenti. Da una parte c’ho paura, perché è una grande responsabilità. Ma dall’altra voglio staccare la presa dell’ansia e dire “comunque vada sarà un successo”.

Anche perché vendere dei biglietti e portare la gente a teatro, nonostante sia abituata a vederti gratis sui social, è già un successo per me. Delle persone che sono state disposte a pagare pur di vederti, qui si vede tutto l’affetto del pubblico. Inoltre spero che vedermi a teatro possa scaturire in loro l’idea che dai social non escano solo persone miracolate e che non sanno fare niente.

Ma anzi, che gli faccia comprendere che i social possono essere una specie di primo “talent show” giornaliero dove i veri giudici sono i follower. E, per quanto mi riguarda, la vittoria di questo “talent” è la risposta delle persone che apprezzano, così tanto il mio lavoro, da venire a vedermi a teatro. Potremmo considerarlo il premio di questo immaginario talent show.

Quindi se volete ridere, staccare un po’ la spina venite a vedere il mio spettacolo. Scoprire cose nuove di una ragazza di periferia, come diceva la Tatangelo. (ride, ndr.)

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Le interviste

Alessandro Gabrielloni (Como): “Obiettivo salvezza. Su Roberts…”

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Fabregas

Alessandro Gabrielloni del Como, in esclusiva ai microfoni di CalcioStyle: “In A per spazio e gol. Como con l’obiettivo salvezza. Su Roberts e Fabregas…”

Le parole di Alessandro Gabrielloni

E’ un Alessandro Gabrielloni a tutto campo quello incontrato in questi giorni nella sua Jesi. Il bomber del Como, dopo aver ricevuto un riconoscimento durante la cerimonia Premio Renato Cesarini 2024, ha festeggiato con parenti, conoscenti e amici, la promozione del Como nella struttura jesina del San Sebastiano, dove ha iniziato a dare i primi calci al pallone . “E’ stata un’annata fantastica per il Como, raggiunta una promozione storica. Adesso il nostro obiettivo sarà la salvezza. A livello personale cercherò di trovare spazio, minuti e gol”. Queste le parole di Gabrielloni ai nostri microfoni. “San” Gabrielloni ha proseguito elogiando l’operato di mister Osian Roberts. “E’ stato bravo a portare una mentalità diversa e i risultati ci hanno dato ragione. E’ stata una grande promozione, ora speriamo di salvarci. L’inglese con Roberts? Andava bene che parlava lento e riuscivo a capire… Di comasco non conosco ancora una parola” (ride, ndr).

“Non vedo l’ora di poter giocare in certi stadi come San Siro. In questo momento credo all’Inter giochi l’attaccante più forte della Serie A, a mio parere Lautaro Martinez“. Gabrielloni ammette di non sapere eccellere in alcun fondamentale: “So fare un po’ di tutto. Non saprei dire neanche adesso in che cosa eccello, forse il carisma e la leadership all’interno della squadra. A livello tecnico non te lo so dire”. Sul pianto di Alessandro, pochi secondi prima del fischio finale col Cosenza, che ha fatto il giro del mondo (diventando virale): “E’ stata una cosa spontanea, un pianto totalmente naturale e spontaneo appunto. Sono felice che ci sia stato perché significa che siamo saliti in serie A”.

I tifosi si aspettano qualcosa più della salvezza il prossimo anno? Lo abbiamo chiesto proprio ad Alessandro. Sarà magari un Como stile Monza. “Assolutamente non bisogna fasciarsi la testa, l’importante è mantenere la categoria. Mission salvezza. L’obiettivo è questo”. Al Teatro Pergolesi di Jesi lunedì 27 maggio Gabrielloni del Como è stato acclamato dal pubblico. E in platea c’era anche Luciano Spalletti, CT della Nazionale. E un’ultima battuta (con risata finale) con Alessandro non poteva mancare: Ale presto andrai in Nazionale? “Non ci penso, penso soltanto a fare bene col Como”. Come sempre, un Gabrielloni in grande stile, leader elegante e raffinato. A lui le migliori fortune professionali. Sulla pizza del ristorante Zia Emilia che lo celebra (foto sotto) conclude: “Grazie del bel pensiero!”.

Gabrielloni

Dopo la Pizza Cheddira ecco la Pizza Gabri-Gol al Ristorante Zia Emilia di Porto Recanati, su idea del giornalista di Jesi Daniele Bartocci

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