Le interviste
Alessandro Remedi: “Vincere l’europeo è stata un’emozione indescrivibile! A febbraio faremo un gran mondiale.”
In un caldo pomeriggio versiliese, davanti ad un buon caffè, abbiamo avuto il piacere di incontrare un grande protagonista di questa estate calcistica, Alessandro Remedi.
Abbigliamento sportivo e la felicità sul volto di chi è consapevole di aver contribuito a scrivere una pagina della storia di uno tra gli sport emergenti più affascinanti.
Si presenta così uno degli artefici dello straordinario successo europeo dell’Italia del Beach soccer, Alessandro Remedi.

during EBSL Superfinal Alghero 2023 on September 21, 2023 in Catania, Italia. (Photo by Jose Manuel Alvarez/BSWW)
La nostra chiacchierata non può che partire dal racconto delle sensazioni provate per l’impresa recentemente compiuta.
“È stata un’emozione indescrivibile! Alla mia terza partecipazione, ho vinto l’europeo. Un sogno che si avvera e che mi ripaga per tutti i sacrifici che ho dovuto sopportare”.
Le fasi finali del torneo si sono svolte in Sardegna, in un Alghero traboccante del grande entusiasmo del pubblico che ha accompagnato la squadra azzurra nell’arco di tutta la rassegna.
“Gli spalti erano sempre gremiti. Prima della finale eravamo tutti sbalorditi dalla fila chilometrica che si era creata per entrare allo stadio. Ogni giorno ci chiedevano autografi e selfie. Sono stati momenti davvero emozionanti”.
Cosa significa indossare quella maglia, quei colori? Percepire quel senso di appartenenza che solo la nazionale ti può offrire?
“Sentire tutto lo stadio cantare l’inno mi faceva venire la pelle d’oca. Se ci ripenso mi vengono i brividi…”
Gli azzurri hanno vinto il torneo da protagonisti assoluti, battendo nell’ordine Grecia, Moldavia, Bielorussia, Romania e le due superpotenze del Beach soccer, Portogallo, in semifinale, e Spagna, nella finalissima.
Un cammino prodigioso.
L’oro conquistato in Sardegna ha coronato un’estate, vissuta in maglia azzurra, già ricca di impegni e soddisfazioni.
“Prima della spedizione europea abbiamo partecipato ai Giochi del Mediterraneo a Creta e ai Giochi olimpici europei a Cracovia, chiusi con uno splendido secondo posto. Siamo anche riusciti
a staccare il pass per il mondiale di Dubai che si terrà a febbraio”.
Altro obiettivo per nulla scontato, considerando le tante squadre europee pretendenti a giocarsi il titolo iridato a Dubai e i soli quattro posti disponibili.
” Ormai ogni partita è complicata. Il divario tra le nazionali si sta sempre più affievolendo.
Le squadre sono diventate tutte forti, che si chiamino Grecia, Moldavia, Lituania o Estonia”.
Remedi, con i suoi 5 gol e le tante giocate preziose, è stato uno dei protagonisti del torneo europeo, vinto anche grazie al contributo fornito dai suoi compagni della Viareggio Beach soccer, Genovali, Carpita, Bertacca e Fazzini (il cui fratello, Jacopo, gioca in serie A con la maglia dell’Empoli).
“È bellissimo poter vincere con loro. Siamo come una grande famiglia molto affiatata e ho uno splendido rapporto con tutti”.
Una famiglia che ha avuto il merito, quest’estate, di trionfare, davanti al proprio pubblico, nelle finali del campionato di serie A.
“Altra emozione indescrivibile. Vincere in quel modo davanti alla mia cittá e ai miei amici è un qualcosa di indimenticabile. Lo stadio pieno che ci incitava ad ogni partita ci ha dato quella carica necessaria per conquistare il trofeo”.
Eh sí Alessandro ha ottenuto quel successo proprio nella sua città, proprio in quello stadio, calcando proprio quella sabbia da cui tutto è iniziato nel lontano 2014.
Nell’estate di quell’anno un giovane Remedi vinceva da protagonista – segnando il gol decisivo in finale – il prestigioso torneo cittadino di beach soccer, dedicato a Matteo Valenti, ragazzo venuto
a mancare a causa di un incidente sul luogo di lavoro (il cui fratello è stato compagno di squadra di Alessandro nella VBS ).
” Dopo il torneo il mister Santini (oggi direttore sportivo) mi chiamò e mi propose di far parte della squadra della Viareggio Beach Soccer”.
Fu l’inizio di una carriera ricca di successi e di soddisfazioni personali, impreziosita dal raggiungimento dello storico triplete.
“Dopo una breve parentesi a Pisa, nel 2016 tornai a Viareggio. Fu un anno splendido. Riuscimmo a vincere campionato, coppa Italia e Euro winners Cup (l’equivalente della Champions League nel calcio). Nessuno come noi”.
Altra gioia. Altra emozione indescrivibile.
Da quella gloriosa stagione, Alessandro non si è più mosso dal Viareggio, che non vuole certo privarsi di un calciatore come lui. Uno che non si risparmia mai quando gioca, correndo in ogni zona del campo, ma rimanendo lucido quando deve segnare. Come dimostrano i suoi 96 gol con la maglia bianconera, una buona parte dei quali siglati con Il pezzo forte della casa, la rovesciata.
“Ci alleniamo tantissimo con la palla alta, anche se ora il beach soccer si è modernizzato e si gioca molto anche palla a terra. Negli ultimi anni è diventato più tecnico”.
Alessandro è uno dei protagonisti di questo bellissimo sport sempre più in crescita, che ormai è degno di una maggiore visibilità.
“Mi rendo conto che il movimento sta crescendo e spero che possa aumentare la sua popolarità sempre di più. A Viareggio ho visto un notevole miglioramento. Di recente è stata creata anche l’accademy per i bimbi più piccoli che intendono avvicinarsi a questo splendido sport.
Nelle città che ospitano le squadre piú importanti, come Viareggio, Catania o San Benedetto, il beach soccer è diventato sport cittadino. Anche da un punto di vista mediatico ho notato una netta crescita.
Molte partite di campionato e di coppa sono state trasmesse su Dazn. Mi auguro che questo sia solo l’inizio”.
Se da un certo punto di vista il Beach sta crescendo in modo esponenziale, da un altro, quello strettamente contrattuale, è ancora molto indietro.
“Dovremmo prendere spunto dagli altri paesi come il Portogallo o il Brasile, dove i giocatori sono più tutelati. Loro praticano tutto l’anno solo questo sport, mentre da noi non funziona ancora così. Serve fare uno step ulteriore per migliorare il movimento”.
Dalla sabbia al manto erboso

during day four of European Olympic Games 2023 at Tarnow Beach Arena on June 30, 2023 in Tarnow, Poland. (Photo by Jose Manuel Alvarez / BSWW)
Le soddisfazioni di Remedi, in questa stagione, non si sono limitate solo alla spiaggia. Con i suoi 6 gol ha contribuito a far vincere al suo Cenaia il proprio girone del campionato di Eccellenza, conquistando una storica promozione in serie D.
“È stata una stagione indimenticabile anche nel calcio a 11. Abbiamo annientato il campionato, battendo la favorita per la promozione, il Frates Perignano, dopo essere stati in testa dall’inizio alla fine.”
Altro sogno che si avvera…
“Vincere un campionato di eccellenza era diventato il mio chiodo fisso. C’ero andato vicino a Pietrasanta e con la cuoiopelli. Finalmente ci sono riuscito”.
L’incommensurabile amore per il Beach soccer, però, lo ha portato a dover abbandonare la maglia arancio-verde.
“È stata una decisione difficile, ma, purtroppo gli impegni del campionato di serie D sono incompatibili con la stagione del beach soccer. Sono comunque contento della scelta che ho preso”.
Adesso Alessandro gioca nel San Miniato Basso in promozione.
Hanno iniziato molto bene il campionato e lui, nonostante le fatiche spese sulla sabbia fino a pochi giorni fa, ha già segnato 4 gol, tra cui una splendida tripletta nell’ultimo turno di campionato, che lo ha fatto balzare in
testa alla classifica dei capocannonieri.
Discreto inizio…
“Mi è piaciuto fin da subito il progetto. Ho trovato un bel gruppo con una grande mentalità.
Conosco bene l’ambiente, avendo già giocato qui qualche anno fa. A San Miniato ho ritrovato
alcuni miei vecchi compagni di squadra e ho la fortuna di giocare con due miei fratelli”.
Il calcio scorre forte nelle vene della numerosa famiglia Remedi.
I più piccoli Luca e Tommaso, giocano con Alessandro, nel San Miniato Basso, mentre il più grande Lorenzo, che vanta anche presenze in serie B con la maglia del Livorno, oggi gioca con il Ponsacco in serie D. Anche a San Miniato, l’obiettivo è solo uno.
“Il mio scopo è quello di riportare la società in Eccellenza, nella categoria che merita.”
Remedi, che il 2 novembre compirà 31 anni, vanta una grande esperienza sul rettangolo verde, avendo militato, a partire dal 2011, in tante squadre di differenti categorie. Dal Camaiore alla Pecciolese, dall’Astrea alla Cuoiopelli, calcando i campi della promozione fino a quelli della serie D, campionato in cui ha collezionato ben 110 presenze segnando 15 reti. Non male.
La forza di Alessandro Remedi

L’energia e la grinta che mette in campo, in ogni partita, su ogni terreno di gioco, sono il frutto di quella carica che la compagna Monica e i loro due bimbi riescono ad imprimergli in ogni momento della sua vita, calcistica e non.
“Mi danno una forza incredibile! Ad Alghero erano presenti in tribuna ed è stato un sogno vincere l’europeo davanti a loro. Sono sempre con me, prima e durante ogni match. Il 19, numero che porto in nazionale, rappresenta il giorno di nascita di mio figlio”.
Il sogno mondiale

Una stagione veramente fantastica sotto tutti i punti vista. Erba o sabbia. Per Alessandro non fa differenza. E non è ancora finita…
“Ora penso a fare bene con il San Miniato. Poi ovviamente il sogno è vincere il mondiale di beach che si terrà a Dubai nel mese di febbraio. Non vedo l’ora di confrontarmi con tutti i campioni. Sono sicuro che faremo un gran mondiale”.
E allora appuntamento a febbraio. Magari con qualcosa in più da raccontare…
A cura Niccolò Domenici.

during day five of European Olympic Games 2023 at Tarnow Beach Arena on July 01, 2023 in Tarnow, Poland. (Photo by Jose Manuel Alvarez / BSWW
Le interviste
Bolognesi (ex Belen Rodriguez): “Allegri il Top, su Chivu…”
Il primo uomo italiano di Belen Rodriguez, e scopritore indiscusso della talentuosa showgirl argentina (quando ancora era una sconosciuta), a tutto campo, senza peli sulla lingua ai nostri microfoni. Simone (nella foto concessa gentilmente: risale a circa oltre 20 anni fa, ai tempi di Aquafan Riccione), negli ultimi anni visto come cavaliere di Uomini e Donne Trono Over, è proprietario con la famiglia del lussuoso Hotel Derby di Milano Marittima. “Bolo-Style” (come lo ha ribattezzato qualcuno nella sua Riccione) non ha bisogno di grandi presentazioni. E’ da sempre un volto conosciuto e stimato nella Riviera Romagnola, considerata anche la sua longeva presenza all’interno di numerosi locali notturni della zona (discoteche e disco-pub), soprattutto in qualità di organizzatore di eventi ed esperto di relazioni pubbliche.
DAL FIDANZAMENTO CON BELEN RODRIGUEZ ALLE APPARIZIONI TV E A QUELL’AMORE PER LA JUVENTUS… MA SU SPALLETTI…
Persona molto schietta e sentimentale, l’ex corteggiatore di Teresanna Pugliese (paparazzato negli anni anche con Diletta Pagliano ex di Leonardo Greco) Simone Bolognesi è celebre appunto per essere stato il primo fidanzato italiano di Belen quando la showgirl argentina è arrivata nel Bel Paese, ben 22 anni fa. La relazione tra Simone e Belen è durata non poco, esattamente due anni, condita da sette mesi di passionale convivenza, avvenuta nell’abitazione del Bolo di Riccione.
Lo abbiamo incontrato lo scorso weekend, proprio nella sua cara e splendida Riviera, non distante dall’Hotel Derby Milano Marittima: ecco cosa ci ha detto in esclusiva, ai nostri microfoni.
Ciao Simone. Da grande tifoso della Juventus cosa pensi dell’arrivo di mister Luciano Spalletti a Torino?
“Devo essere sincero: quel famoso trattamento riservato da Spalletti a Totti, nel post ultima stagione alla Roma, mi aveva messo in grande antipatia il tecnico di Certaldo. Dunque non sono stato affatto contento quando Spalletti è arrivato a Torino. Riconosco però che ora la Juventus ha un altro passo. Luciano ha riqualificato il cervello dei giocatori, ha creato secondo me un gioco anche più divertente”.
So bene che sei rimasto molto deluso dal Derby d’Italia tra Inter e Juventus…
“Direi che veniamo dallo scandalo di Inter-Juventus, match in cui l’arbitro La Penna ha completamente rovinato la partita. Eh già, poteva assolutamente essere un match vinto dalla Juve, che avrebbe rilanciato al tempo stesso il Milan, del mio caro Massimiliano Allegri, verso un secondo posto molto più a ridosso della prima”.
Perché parli di ‘mio caro Max Allegri”?
“Lo sapete… Mi piace davvero tanto Allegri, anche se questa affermazione non metterà tutti d’accordo (ride). Ammetto che l’Inter ha un altro passo in ogni caso”.
“SU CHIVU (INTER) E ALLEGRI (MILAN) PENSO CHE…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA DELL’EX BELEN SIMONE BOLOGNESI
Ti piace anche Chivu? Secondo te è un ottimo allenatore? E’ la persona giusta per l’Inter?
“Non so se Chivu ha quell’esperienza giusta per poter portare l’Inter a questi grandi livelli fino in fondo. Un’esperienza che invece il buon Max ha, eccome! Max può fare la differenza al Milan, Chivu non saprei…”.
Chi è il miglior allenatore, a tuo modo di vedere, nella Serie A 2025-26?
“Secondo me l’allenatore che in questo momento unisce capacità di raggiungere risultati e simpatia è sicuramente Allegri. Max magari nel gioco non brilla rispetto ad altri allenatori ma porta risultati. Allegri-Conte? Non calcisticamente parlando, bensì a livello di intrattenitore e carisma non c’è confronto. Vince Allegri in lungo e in largo”
Ah Simone, sei un Anti-Conte quindi…
“Non nascondo che quest’anno l’ex Juve Antonio Conte non vince e piange tutto il tempo (ride, ndr): sui social qualcuno l’ha perfino definito il ‘bambolotto’ Antonino (Gli Autogol…)”
IL PRONOSTICO DEL PRIMO UOMO ITALIANO BELEN RODRIGUEZ SULLA JUVENTUS DI LUCIANO SPALLETTI
Infine, un pronostico… Tornerà la tua Juve ad alti livelli?
“Riguardo alla mia Juventus, devo dire che Spalletti nel complesso sta facendo bene, dando la possibilità alla Zebra Bianconera di tornare a certi livelli. D’altronde Luciano ha riportato il Napoli a vincere. E secondo me potrà portare anche la Juve per l’appunto ai livelli e risultati che merita. Magari non subito, anche con l’aiuto di qualche innesto che magari sceglierà e gestirà lui, visto che quest’anno a Torino ha preso la squadra in corso. Resto, in ogni modo, dell’idea che in Serie A c’è un Milan rinato con l’atteggiamento del grande Max, dopo la brutta stagione rossonera in Serie A 2024/2025”.


ex Belen Rodriguez Simone BOlognesi
Le interviste
Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”
Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.
EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026
Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.
Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.
PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”
Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.
Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?
“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.
Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?
“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”
Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?
“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.
Come vede l’Inter di Chivu?
“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”
Le piace il Milan e il gioco di Allegri?
“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.
Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?
“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.
“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO
Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?
“Sarebbe bello, sicuramente…”
Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?
“No. Perché dite così?”
Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”
Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…
“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…
In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”
Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.


Le interviste
ESCLUSIVA CS – Giancarlo Ratti: “L’Inter oggi è più unita e molto lo si deve a Chivu. Sono “Mourinhiano” perso! Mercato? Siamo a posto così…”
L’attore, speaker radiofonico e grande appassionato di calcio, Giancarlo Ratti si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni in una lunga intervista che ha intrecciato carriera, ricordi e la grande passione nerazzurra.
Dalla radio al grande successo dei Cesaroni, Giancarlo Ratti non ha mai smesso di dichiarare il suo amore per l’Inter. Assieme a lui abbiamo ripercorso il suo legame nerazzurro, analizzando poi il mercato e i prossimi obiettivi della squadra di Chivu.
Di seguito, l’intervista di Giancarlo Ratti.
Le parole di Giancarlo Ratti
Come nasce il suo tifo per l’Inter?
«Sono nato a Rovereto nel ’57 e nei primi anni ’60 il calcio non era accessibile come oggi: la domenica si vedeva in televisione solo il secondo tempo di una partita e il resto lo si seguiva alla radio grazie a “Tutto il calcio minuto per minuto”. Crescendo in una regione senza squadre in Serie A, all’oratorio si tifava quasi esclusivamente Juventus, Milan o Inter. Non so spiegare esattamente perché scelsi i nerazzurri, ma da quel momento non li ho più lasciati.»
In oltre sessant’anni da tifoso avrà vissuto emozioni di ogni tipo…
«Senza dubbio. L’Inter mi ha regalato tante gioie, ma anche momenti amari, che però ho sempre superato facilmente. Mi stupisce vedere quanto alcune persone vivano le sconfitte come drammi. Io dico sempre che nella vita le vere tragedie sono altre…
Ho avuto la fortuna di vedere, seppur negli ultimi anni, l’Inter di Angelo Moratti, con Mazzola, Jair, Suárez e Mariolino Corso. Poi ci sono stati gli anni di Mourinho, indimenticabili ancora oggi, soprattutto grazie a lui. Confesso di avere un debole per José. Basta guardare cosa è riuscito a fare l’altra sera contro il Benfica per rendersi conto di che grande allenatore sia ancora.»
E invece che mi dice dell’Inter delle ultime stagioni?
«Con Inzaghi, lo ammetto, non ho mai avuto un grande feeling e lo trovavo troppo statico nelle scelte. Ti faccio un esempio: arrivato il 60’, sapevi già che Di Marco sarebbe uscito per Carlos Augusto.
Chivu, invece, mi sembra abbia rigenerato diversi giocatori, come Zieliński, che l’anno scorso era finito ai margini. Gestisce meglio la rosa e le rotazioni, anche perché oggi in attacco c’è un quartetto più forte rispetto alla scorsa stagione. In questo senso siamo fortunati, soprattutto se guardiamo a squadre come la Roma.»

Ange-Yoan Bonny, Lautaro Martinez e Marcus Thuram ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Con il mercato agli sgoccioli, l’Inter dovrebbe intervenire ancora?
«Non è semplice dirlo. Si parla molto della necessità di un vice-Dumfries, ma io vado un po’ controcorrente: darei più fiducia a Luis Enrique, pur non essendo un campionissimo. Sta vivendo una forte pressione e va sostenuto.
In generale credo anche che alternative come De Vrij, Bisseck e Carlos Augusto siano più che affidabili. A mio avviso la squadra è competitiva così com’è.»
Accoglierebbe un ritorno di Perišić?
«Onestamente no. All’Inter ha già dato tutto e a 37 anni credo sia giusto guardare oltre. Preferirei che il club investisse sui giovani, come avviene spesso all’estero.
Allo stesso modo non capisco l’interesse per Moussa Diaby. È un giocatore che guadagna 15 milioni in Arabia e in Europa pretenderebbe comunque cifre altissime. È una dinamica che non condivido affatto.»
Cosa è cambiato maggiormente dopo la disfatta del 31 maggio?
«Chivu ha avuto un ruolo determinante. È riuscito a ricompattare uno spogliatoio che era completamente a pezzi dopo quella batosta in finale di Champions. Apprezzo molto anche il suo modo di porsi in conferenza stampa, sempre chiaro e diretto. La squadra lo segue e non ho notato particolari tensioni legate alle sostituzioni, fatta eccezione per qualche episodio isolato con Lautaro.»
Restando in tema Champions: ai playoff sarà Inter-Bodø/Glimt, anche se si poteva evitare…
«Sul sorteggio dico che, tutto sommato, è andata bene. In generale credo che il percorso europeo dell’Inter sia stato positivo finora. Abbiamo perso contro il Liverpool per un rigore piuttosto dubbio, ma la vera battuta d’arresto è stata contro l’Arsenal. Lì siamo stati messi sotto e loro hanno saputo colpire le nostre debolezze, soprattutto sui calci piazzati.»

ESULTANZA INTER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
In campionato, invece, l’Inter domina spesso ma fatica negli scontri diretti: come se lo spiega?
«A volte la squadra paga dei cali di tensione mentale. Ho sempre avuto l’impressione che renda al massimo quando parte bene: se invece va sotto, fatica a riprendere il controllo della gara. Quello che mi pesa di più è aver perso così tanti derby contro il Milan…»
Sugli obiettivi stagionali, dove dovrebbe puntare l’Inter?
«Per scaramanzia ti rispondo: Coppa Italia. Lo Scudetto, purtroppo, lo abbiamo perso anche per un pizzico di sfortuna, soprattutto l’anno scorso…il gol sbagliato da Arnautovic ci sarebbe valso il titolo, perso poi per un solo punto.
Al di là dei trofei, però, sono soddisfatto del fatto che l’Inter sia sempre competitiva e in lotta per obiettivi importanti. Il rischio però è che tra vent’anni si guarderanno solo i titoli vinti, perché – si sa – alla fine ci si ricorda solo di chi vince.»
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