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<p><amp-youtube data-videoid="EAk-l1VHzBw" layout="responsive" width="1000" height="563" data-block-on-consent></amp-youtube></p>
<h2><strong>&#8221; <a href="http://2:02 Diego Maradona: ";La pelota no se mancha"; - #Eterno YouTube · CONMEBOL 15 ore fa">La pelota non se mancha</a>&#8220;</strong></h2>
<p>Concludeva cosi il suo discorso di addio al calcio <strong>Diego Armando Maradona</strong> alla <strong>Bombonera</strong> di <strong>Buenos Aires</strong>, uno stadio gremito all&#8217; inverosimile per salutare il suo campione, il nostro campione. Era un chiaro riferimento alla vita, al calcio. L&#8217; uomo può sbagliare, può pagarne anche le conseguenze, ma il pallone non si sporca mai. <strong>Diego</strong> è un bambino dai piedi d&#8217;oro, e lo si denota dai tanti video che circolano in rete, palleggiando con qualsiasi cosa, da un&#8217;arancia ad una pallina da golf e addirittura con una bottiglia piccola d&#8217; acqua, per finire a quel pallone gigantesco in cui vi era disegnato il mondo. Si il mondo, ai suoi piedi. Con il pallone faceva ciò che voleva, un piede sinistro mai visto prima e che lo ha reso celebre. Ripercorriamo così le fasi salienti della sua vita calcistica, concentrandoci sul <a href="https://www.calciostyle.it/esteri/el-clarindiego-armando-maradona-e-morto.html"><strong>Maradona</strong> </a>giocatore e non sul <strong>Maradona</strong> come uomo, visto che non possiamo innalzarci a <strong>Dio</strong> per poter giudicare la sua vita e i suoi errori. A me, e spero anche a voi, piace ricordarlo cosi, in pantaloncini e maglietta, con la <strong>10</strong> sulle spalle, e con il suo sinistro che faceva impazzire avversari e tifosi.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-102699" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2020/11/maradona-bambino-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></p>
<p><strong>Diego</strong> muove i suoi primi calci nell&#8217; <strong>Argentinos Junior</strong> e già a soli <strong>10</strong> anni si vedeva di che pasta era fatto. Nel corso di una sua breve <a href="https://www.google.com/search?safe=active&;client=ms-android-samsung-ss&;sxsrf=ALeKk03ojnII9pE4HgzOJhmdhAGLC_687w%3A1606381602712&;ei=InC_X7KSK8aZkwWhw5u4Dg&;q=intervista+maradona+da+piccolo&;oq=maradona+intervista+da+bambino&;gs_lcp=ChNtb2JpbGUtZ3dzLXdpei1zZXJwEAEYAjIECCMQJzIFCAAQzQIyBQgAEM0CUABYAGDSpwJoAHAAeACAAbwBiAG8AZIBAzAuMZgBAMABAQ&;sclient=mobile-gws-wiz-serp#">intervista</a>, s&#8217; intravedeva un bambino prodigio, ma con le idee abbastanza chiare, con la fervida volontà di giocare il in primera, nella prima squadra, e di portare la <strong>Coppa del Mondo</strong> in <strong>Argentina</strong>. Con le <strong>Cebollitas</strong> (cipolline) esordisce a soli <strong>15</strong> anni in prima squadra diventando il più giovane giocatore ad esordire nel massimo campionato argentino, record comunque poi battuto da <strong>Sergio Aguero</strong> negli anni <strong>2000</strong>. Piano piano <strong>Diego</strong> conquista la fiducia del proprio allenatore, diventa titolare e nel <strong>1979</strong> e <strong>1980</strong> vince consecutivamente il Pallone d&#8217; oro sudamericano. Disputa ben <strong>166</strong> partite con all&#8217; attivo <strong>116</strong> goal.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-102698" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2020/11/WhatsApp-Image-2019-03-12-at-11.58.51-238x300.jpeg" alt="" width="238" height="300" /></p>
<p>Ma la crisi economica dell&#8217; <strong>Argentinos</strong> lo spinge verso il <strong>Boca Juniors</strong>. Sarà infatti quella la sua nuova casa. Forse non tutti sanno che prima di questo trasferimento, durante una partita giocata tra le due squadre, vinta dal <strong>Boca</strong> per <strong>5</strong> a <strong>3</strong>, <strong>Maradona</strong> fece<strong> 4</strong> goal, rispondendo così alle dichiarazioni del portiere ospite che lo definì grasso. I due poi diventeranno compagni di squadra. Dunque <strong>Diego</strong> arriva alla <strong>Bombonera</strong>, e lì si consacra come uomo e come giocatore. Ha il mondo puntato addosso, il miglior sudamericano di sempre, e dopo un infortunio, entra alla quinta giornata. Prende parte a <strong>40</strong> partite segnando <strong>28</strong> goal. Era il <strong>1981</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-102700" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2020/11/diego-maradona-966712-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></p>
<p>Nel <strong>1982</strong> però il <strong>Boca</strong> in piena crisi economica è costretta a cedere il suo gioiellino al <strong>Barcellona</strong> per una cifra intorno ai <strong>12 Miliardi</strong>. <strong>Diego</strong> arriva in <strong>Europa</strong> e inizia ad incantare il pubblico europeo. Con i catalani resta per due anni disputando <strong>58</strong> partite e segnando <strong>38</strong> reti. Ma sono due anni magici vincendo una <strong>Coppa di Spagna, una Supercoppa di Spagna e una Coppa di Lega.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-102701" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2020/11/maradona-k0iD-620x349@abc-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></p>
<h2><strong>Napoli &#8211; 30 Giugno 1984</strong></h2>
<p><strong>Diego Armando Maradona</strong> diviene ufficialmente un giocatore del <strong>Napoli</strong>. La città partenopea è un teatro all&#8217; aperto. Per l&#8217; acquisto del campione, l&#8217; allora presidente <strong>Ferlaino</strong> mobilitò tutte le banche della città per le fidejussioni ed avere i soldi necessari per l&#8217; acquisto di <strong>Maradona</strong>. Tutto avvenne all&#8217; ultimo minuto. Un contratto firmato in un Hotel di <strong>Barcellona</strong>, una cifra intorno ai <strong>12 Miliardi</strong> di lire, e l&#8217; asso sudamericano arriva in Italia. Il <a href="https://www.google.com/search?q=arrivo+a+napoli+di+maradona&;oq=arrivo.a.napoli+&;aqs=chrome.2.69i57j0i30l4.4142j0j7&;client=ms-android-samsung-ss&;sourceid=chrome-mobile&;ie=UTF-8#"><strong>5 Luglio</strong> viene presentato</a> allo stadio <strong>San Paolo di Napoli</strong>. Oltre <strong>80</strong> mila persone a godersi quello spettacolo meraviglioso fatto di colori, fumogeni, palloncini che volavano, fiori. Era un tripudio. <strong>Napoli</strong> aveva il suo campione. Nel <strong>1987</strong> con <strong>Ottavio Bianchi</strong> in panchina <strong>Maradona</strong> porta il<a href="https://www.google.com/search?safe=active&;client=ms-android-samsung-ss&;sxsrf=ALeKk03YXrC4dBr9Gc7NnSlGOHIDFXz53w%3A1606382614689&;ei=FnS_X47IKYHSkwWP9o7YCA&;q=napoli+campione+d%27italia+1987&;oq=napoli+campione+d+italia&;gs_lcp=ChNtb2JpbGUtZ3dzLXdpei1zZXJwEAEYAjICCAAyBggAEBYQHjIGCAAQFhAeMgYIABAWEB4yBggAEBYQHjIGCAAQFhAeMgYIABAWEB4yBggAEBYQHjoECAAQRzoHCCMQ6gIQJzoHCC4Q6gIQJzoECCMQJzoECC4QQzoKCC4QsQMQgwEQQzoECAAQQzoFCAAQsQM6CAgAELEDEIMBOgoIABCxAxCDARBDOg0ILhCxAxCDARAUEIcCOggILhCxAxCDAToOCC4QsQMQgwEQxwEQowI6BQguELEDOhAILhCxAxCDARAUEIcCEJMCOgcIABAUEIcCOg0IABCxAxCDARAUEIcCOgIILjoFCAAQxAJQ4BxY9FJg5WFoAnABeACAAcABiAHPHZIBBDAuMjSYAQCgAQGwAQ_IAQjAAQE&;sclient=mobile-gws-wiz-serp#"> titolo</a> a <strong>Napoli</strong>. Era la prima volta che accadeva in <strong>61</strong> anni di storia. Batte la <strong>Juventus</strong> dopo <strong>32</strong> anni a <strong>Torino</strong>. Sono gli anni d&#8217;oro per la città partenopea guidata da un energico folletto, non supera il<strong> metro e 70</strong> ma aveva grinta, agilità e coraggio da vendere. Un goal contro ogni legge della fisica quello fatto su <a href="https://www.google.com/search?q=maradona+gol+juve&;source=lmns&;tbm=vid&;bih=812&;biw=412&;client=ms-android-samsung-ss&;safe=active&;hl=it&;sa=X&;ved=2ahUKEwixmd2B-5_tAhUtMuwKHRfaAiMQ_AUoAnoECAAQBQ#">punizione</a> contro i bianconeri che lo rese Santo. Era un Picasso.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-102713" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2020/11/140455410-c15d8b62-e1bf-48bc-8656-9f8c36c9ab21-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></p>
<p>Napoli si gode tra gli allori il suo pupillo. Una città che lo ha reso celebre, murales con il suo volto. Viene ancora oggi adorato. Un <strong>San Gennaro</strong> del calcio. In quella stagione vinse anche la <strong>Coppa Italia</strong>, una doppietta riuscita fino a quel momento solo al <strong>Grande Torino</strong> e alla <strong>Juventus</strong>. Due stagioni successive altalenanti che comunque lo portarono a <a href="https://youtu.be/Qe67Dh1KBeI">vincere la <strong>Coppa Uefa</strong></a>, per arrivare poi al campionato del <strong>1990</strong>, anno in cui la città partenopea si tinge ancora del tricolore. Ed era la giusta occasione per far bene ai Mondiali successivi.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-102702" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2020/11/maxresdefault-2-e1587308698746-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></p>
<p><strong>1991</strong>. Il <strong>Napoli</strong> inizia la stagione con il botto. Batte i rivali di sempre bianconeri nel match valido per la <strong>Supercoppa Italiana</strong>. Risultato finale: <strong>Napoli- Juventus 5-1.</strong> Ma da qui in poi le cose non andarono per il verso giusto. Eliminati dallo <strong>Spartak Mosca</strong> in <strong>Europa</strong>, in campionato non riuscì a ripetersi e dulcis in fundo si avvicinava la nuvola nera. Dopo in controllo antidoping <strong>Diego</strong> risultò positivo, fu squalificato per un anno e mezzo e al suo ritorno non vi era più la città del <strong>Vesuvio</strong> ma <strong>Siviglia</strong>, squadra con la quale si fece notare per i suoi <strong>12</strong> assist e <strong>5</strong> goal. Nel <strong>2000</strong> il <strong>Napoli</strong> decise di togliere la maglia numero <strong>10</strong> appartenuta al Pibe e nessun&#8217; altro l&#8217; avrebbe più indossata.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-102703" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2020/11/2801191-57788830-2560-1440-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></p>
<p><strong>Maradona</strong> non era più lo stesso. Fa rientro in <strong>Sudamerica</strong> al <strong>Newell&#8217;s Old Boys</strong> prima di fare però rientro nella sua casa, <strong>Boca</strong> <b>Juniors.</b> Il ritorno del figlio prodigo. E proprio alla fine del super-classico contro il <strong>River</strong>, il <strong>25 Ottobre 1997</strong> <strong>Diego Armando Maradona</strong> appende le scarpette al chiodo. Saluta il pubblico presente sugli spalti alla <strong>Bombonera</strong>. La &#8220;<a href="https://youtu.be/K9xGx0RvPUw">pelota non se mancha&#8221;.</a></p>
<p>La vita del Pibe de oro però è stata anche contrassegnata da eventi <strong>Europei</strong> e <strong>Mondiali</strong>. Vince il mondiale <strong>Under 20</strong>, batte la solo l&#8217; <strong>Inghilterra</strong>. Suo il goal che è stato definito il più bello del mondo, con partenza da centrocampo e il boato del pubblico presente a suggellare un&#8217; emozione unica. E sempre suo il goal di mano sempre contro l&#8217; <strong>Inghilterra</strong> che gli valse il nome de <strong>La mano de Dios</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-102704" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2020/11/Maradona-Mano-de-Dios-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-102705" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2020/11/unnamed.jpg" alt="" width="228" height="255" /></p>
<p>Un palmares di tutto rispetto. Eletto miglior giocatore di tutti i tempi dall&#8217; Afa nel <strong>1993</strong>, nel <strong>1995</strong> gli viene consegnato il <strong>Pallone d&#8217; oro</strong> alla carriera visto che fino a quel momento era un riconoscimento valevole solo per i giocatori europei. Ma lui arriva dal Sudamerica. Un&#8217; altra dimensione, un altro modo di vivere il calcio. E così ce lo ha insegnato. Nel <strong>2003</strong> viene insignito nelle <strong>Leggende del calcio</strong> al premio <strong>Golden Foot</strong>, gli viene riconosciuto il premio <strong>Olimpia de Platino</strong> come miglior sportivo argentino del secolo, viene inserito nella <strong>Hall of Fame</strong> del calcio italiano. Era un extra-terrestre.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-102706" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2020/11/Diego-Maradona-young-43-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></p>
<p>Dopo il ritiro dal calcio giocato intraprende per un periodo la carriera di allenatore in vari paesi, prima.come <strong>Ct</strong> della nazionale <strong>Argentina</strong> poi come tecnico negli <strong>Emirati Arabi e Dorados</strong>. Decide di ritirarsi definitivamente. Come tecnico non ha avuto le stesse fortune che da giocatore, ma a noi piace ricordarlo così, eccentrico, in una vita che gli ha dato tanto ma che spesso è stata anche crudele. Vogliamo ricordarlo anche nelle varie partite di beneficenza e in tv.</p>
<p><strong>Maradona</strong> torna a <strong>Napoli</strong> in occasione dell&#8217; <a href="https://www.google.com/url?sa=t&;source=web&;rct=j&;url=https://m.tuttonapoli.net/amp/notizie/addio-ferrara-80mila-persone-battuta-4-1-la-juve-ma-il-re-a-maradona-10545&;ved=2ahUKEwinsZaY8Z_tAhVCC-wKHVeYA1kQFjAHegQIChAB&;usg=AOvVaw2PElpvH7LF0YY479saLpDa&;ampcf=1">addio al calcio di <strong>Ciro Ferrara</strong>,</a> condottiero insieme a lui delle vittorie dei partenopei. Sua maestà non giocò quella partita ma da ospite d&#8217; onore si prese gli applausi e i cori di una città intera, che lo ha sempre amato e continuerà a farlo in eterno.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-102709" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2020/11/maradona_getty-1-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /></p>
<p>Non voglio parlare di <strong>Diego</strong> nella sua vita privata, le sue problematiche le conosciamo un po tutti, dai problemi di droga al suo ingresso a <strong>Cuba</strong> dove ha ritrovato la serenità che gli mancava. Il <strong>Pibe de Oro</strong> rimane il <strong>Dio</strong> del calcio e a me, e spero anche a voi piace ricordarlo così. È di ieri <strong>25 Novembre 2020</strong> purtroppo la notizia della sua morte che ha lasciato sgomento e vuoto nel mondo dello sport. E ancora <strong>Napoli</strong> ha deciso di omaggiarlo nei quartieri spagnoli, sotto il grande murales a lui dedicato.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-102707" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2020/11/173257119-93579a77-8a57-4e1e-887d-7c699fe9e1e0-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-102708" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2020/11/nhyyg3soo3gnrj5e2sjihg-376x250-1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p>Una città perde un figlio noi sportivi perdiamo un campione. Ciao <strong>Diego</strong>, ora insegna agli Angeli a palleggiare, così come hai fatto all&#8217;<a href="https://www.ilmilanista.it/video/i-palleggi-di-maradona-con-live-is-life-che-incantarono-il-mondo/"><strong>Allianz Arena di Monaco</strong>.</a></p>
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