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Torino, è l’ora di Casadei: Baroni ci crede

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Euro U21, Italia

Il Torino di Marco Baroni punta sempre più su di un giocatore che è un vero e proprio talento. Si tratta di Cesare Casadei, classe 2003 di Ravenna.

Il giovane Cesare Casadei, nonostante la giovane età, sembra davvero aver maturato un’esperienza niente male: infatti, dai suoi esordi nell’Inter Primavera nel 2022 si è trasferito in Inghilterra (al Chelsea e poi in prestito a Reading e Leicester) dove ha mostrato talento anche se non è stato adoperato come avrebbe voluto.

Nonostante, infatti, in contemporanea avesse mostrato di poter fare la differenza nella Nazionale Under 21 italiana (con le sue 7 reti e il titolo di capocannoniere del torneo), tornato al Chelsea non ha ricevuto la maglia da titolare e questo ha condizionato la sua tenuta in campo.

Torino

CASADEI E GIGOT ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Casadei-Baroni, dall’ipotesi Lazio al Torino

Ma è in Italia, nel Torino, che riprende a brillare. Per uno scherzo del destino in granata è arrivato quel Marco Baroni che tanto lo avrebbe voluto alla Lazio a gennaio, conoscendone l’immenso talento.

Ora Casadei ha bisogno di raggiungere la forma migliori per giocare un intero match, ma già adesso le sue prestazioni lasciano ben sperare. La partitella contro il Monaco è stata simbolica poiché il centrocampista ha avuto modo anche di far vedere le proprie capacità in fase realizzativa.

Potrebbe davvero essere l’anno della sua consacrazione perché Baroni no ha solo intenzione di farlo giocare da titolare fisso, ma anche di farlo diventare il centro del suo centrocampo: nel suo 4-2-3-1 (alterandolo con Ilic, Tameze e Anjorin) sarà, per lui, il primo vero anno da titolare fisso in Serie A.

Le attenzioni sono tutte puntate su di lui e Cesare sa molto bene che questa è la stagione nella quale deve dare tutto: è importante per la società che sta credendo in lui e per il mister che è esposto così tanto nei suoi confronti.

Focus

Serie A, tutte le partite migliori del 2025

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Cheddira

Con il 2025 giunto al termine, andiamo a vedere le partite più belle dell’anno in Serie A. Dalla lotta Scudetto decisa all’ultima giornata a Juventus-Inter 4-3.

Si è concluso ieri il 2025, un anno che ci regalato tante emozioni nel campionato italiano. Vengono in mente la rovesciata di Orsolini contro l’Inter, e anche quella di McTominay contro il Cagliari. Le emozioni non sono mancate neanche questa stagione, come l’impresa della Cremonese a San Siro, o il 4-3 tra Juventus ed Inter.

Di seguito ecco le partite più belle della Serie A nel 2025.

Serie A 2025, le partite più belle: da Napoli-Cagliari a Juventus-Inter

Napoli, Serie A

Scott McTominay punta il dito ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Atalanta-Napoli 2-3, 21a giornata Serie A 2024/25, 18 gennaio 2025.

Milan-Parma 3-2, 22a giornata Serie A 2024/25, 26 gennaio 2025.

Bologna-Torino 3-2, 25a giornata Serie A 2024/25, 14 febbraio 2025.

Lazio-Napoli 2-2, 25a giornata Serie A 2024/25, 15 febbraio 2025.

Napoli-Inter 1-1, 27a giornata Serie A 2024/25, 1 marzo 2025.

Milan-Lazio 1-2, 27a giornata Serie A 2024/25, 2 marzo 2025.

Parma-Torino 2-2, 28a giornata Serie A 2024/25, 8 marzo 2025.

Lecce-Milan 2-3, 28a giornata Serie A 2024/25, 8 marzo 2025.

Inter-Monza 3-2, 28a giornata Serie A 2024/25, 8 marzo 2025.

Bologna-Lazio 5-0, 29a giornata Serie A 2024/25, 16 marzo 2025.

Parma-Inter 2-2, 31a giornata Serie A 2024/25, 5 aprile 2025.

Empoli-Venezia 2-2, 33a giornata Serie A 2024/25, 2o aprile 2025.

Bologna-Inter 1-0, 33a giornata Serie A 2024/25, 2o aprile 2025.

Empoli-Parma 2-1, 36a giornata Serie A 2024/25, 10 maggio 2025.

Inter-Lazio 2-2, 37a giornata Serie A 2024/25, 18 maggio 2025.

Fiorentina-Bologna 3-2, 37a giornata Serie A 2024/25, 18 maggio 2025.

Napoli-Cagliari 2-0, 38a giornata Serie A 2024/25, 23 maggio 2025.

Atalanta-Parma 2-3, 38a giornata Serie A 2024/25, 25 maggio 2025.

Udinese-Fiorentina 2-3, 38a giornata Serie A 2024/25, 25 maggio 2025.

Venezia-Juventus 2-3, 38a giornata Serie A 2024/25, 25 maggio 2025.

Milan-Cremonese 1-2, 1a giornata Serie A 2025/26, 23 agosto 2025.

Cremonese-Sassuolo 3-2, 2a giornata Serie A 2025/26, 29 agosto 2025.

Juventus-Inter 4-3, 3a giornata Serie A 2025/26, 13 settembre 2025.

Lecce-Bologna 2-2, 5a giornata Serie A 2025/26, 28 settembre 2025.

Milan-Napoli 2-1, 5a giornata Serie A 2025/26, 28 settembre 2025.

Lazio-Torino 3-3, 6a giornata Serie A 2025/26, 5 ottobre 2025.

Milan-Pisa 2-2, 8a giornata Serie A 2025/26, 24 ottobre 2025.

Fiorentina-Bologna 2-2, 8a giornata Serie A 2025/26, 26 ottobre 2025.

Parma-Milan 2-2, 11a giornata Serie A 2025/26, 8 novembre 2025.

Genoa-Fiorentina 2-2, 11a giornata Serie A 2025/26, 9 novembre 2025.

Cagliari-Genoa 3-3, 12a giornata Serie A 2025/26, 22 novembre 2025.

Torino-Como 1-5, 12a giornata Serie A 2025/26, 24 novembre 2025.

Torino-Milan 2-3, 14a giornata Serie A 2025/26, 8 dicembre 2025.

Parma-Lazio 0-1, 15a giornata Serie A 2025/26, 13 dicembre 2025.

Milan-Sassuolo 2-2, 15a giornata Serie A 2025/26, 14 dicembre 2025.

Cagliari-Pisa 2-2, 16a giornata Serie A 2025/26, 21 dicembre 2025.

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Calcio, tutti i club che sono scomparsi nel 2025

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Grifo

Nel calcio italiano il 2025 ha visto scomparire molti club prestigiosi: dal Taranto alla Turris, dal Matera al Rimini, finendo per Brescia e SPAL.

Il 2025 per il calcio italiano è stato un anno che ha visto scomparire molti club prestigiosi, come Taranto, Turris, Matera, Rimini, Brescia, Lucchese e SPAL, un anno che serve da monito per un 2026 dove si spera un rinnovamento per le modalità di iscrizione ai tornei.

Calcio, il 2025 è stato un anno terribile per molte piazze importanti i cui club sono scomparsi, come Brescia, SPAL e Taranto

IL PALLONE DELLA SERIE A 2025-2026 ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Calcio, un 2025 davvero terribile per molte piazze storiche con i rispettivi club scomparsi: da Taranto a Brescia passando per Ferrara e Rimini

L’anno che si chiuso per il calcio italiano è stato un anno davvero molto difficile e complesso, non solo riguardante la Nazionale, con il rischio di non qualificarsi per la terza volta ai mondiali, ma anche per la scomparsa dalla scena sportiva di molti club con grande tradizione. Solo nel 1993 c’era stata una mannaia simile, ma stavolta è toccato club di piazze importanti, come Brescia, Lucca, Taranto e Ferrara.

Il Brescia senza dubbio è quella che ha fatto più scalpore, il club dove ha militato il più forte giocatore di sempre del calcio italiano e non solo, Roberto Baggio. La squadra è ripartita in Serie C con l’Union Brescia, ma sta stentando molto. Poi c’è senza dubbio la SPAL, squadra storica che è ripartita nientemeno dall’Eccellenza con la denominazione Ars et Labor Ferrara 1907. Poi c’è il Taranto, escluso nell’ultimo torneo di Serie C in corso e ripartita anch’essa dall’Eccellenza. Poi ancora la Lucchese, presenza fissa in Serie B negli anni ’90, ed ora pure lei nella massima serie regionale.

La lista continua con il Rimini, escluso campionato in corso nel torneo corrente, che aveva sfidato Milan, Lazio e Juventus in Serie B. Il Matera, che era stato capace di portare la Basilicata in Serie B. Infine, la Turris anch’essa esclusa torneo in corso ed addirittura ha deciso non partecipare nessun torneo federale, infine Avezzano che era stato per alcuni anni in Serie C, ripartito dalla promozione. Insomma, un anno davvero orribile che deve far riflettere i vertici calcistici, per un riforma dei metodi di accesso ai vari tornei.

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Chelsea, l’isola infelice degli allenatori

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Chelsea

Il 2026 del Chelsea si apre con l’ennesimo scossone: addio a Maresca. A Stamford Bridge il problema sembra non essere mai solo il campo.

Il 2026 è iniziato da poche ore, ma ha già regalato una notizia clamorosa: la separazione tra il Chelsea ed Enzo Maresca. Una decisione che, almeno fino a poco tempo fa, sembrava impronosticabile. L’ex allenatore del Leicester era stato scelto per guidare un progetto giovane e ambizioso, supportato da un contratto lungo, valido ancora per tre anni e mezzo. Tutto lasciava pensare a un matrimonio destinato a durare.

E invece no. La rottura, secondo quanto filtra dall’Inghilterra, non sarebbe legata soltanto ai risultati, ma soprattutto a divergenze interne con una parte della dirigenza. Un copione che, ormai, sembra tristemente familiare a Stamford Bridge. 

Da quando Roman Abramovič ha ceduto il club e al suo posto è arrivato Todd Boehly, il Chelsea si è trasformato in una vera e propria isola infelice per gli allenatori.

Chelsea

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Chelsea, una panchina che scotta sempre

I numeri parlano chiaro. In tre anni e mezzo di nuova gestione, i Blues hanno cambiato cinque allenatori, sei considerando anche l’esperienza ad interim di Bruno Saltor. Tutto è iniziato con l’addio a Thomas Tuchel, sostituito da Graham Potter, tecnico in rampa di lancio che però è durato meno di un anno, perdendo oltre un terzo delle partite disputate. Poi il ritorno romantico, ma fallimentare, di Frank Lampard, seguito dalla parentesi Mauricio Pochettino, con cui sembrava potesse finalmente nascere un nuovo ciclo. Anche in quel caso, però, la separazione è arrivata dopo una sola stagione.

Con Maresca, la sensazione era diversa. Contratto lungo, fiducia pubblica, un progetto costruito sui giovani e risultati che, tutto sommato, sono arrivati: in un anno e mezzo il tecnico italiano ha portato a casa la Conference League e il Mondiale per Club, trofei che avrebbero potuto rappresentare le fondamenta di un percorso stabile. E invece, ancora una volta, il Chelsea ha deciso di ricominciare.

Ora i Blues saranno costretti a cercare l’ennesimo allenatore, l’ennesimo “uomo giusto” chiamato a rimettere ordine in un club che continua a spendere tanto ma a cambiare troppo. La sensazione, però, è sempre la stessa: a Stamford Bridge il problema non è chi siede in panchina. 

E finché la linea societaria resterà questa, nessun tecnico potrà mai sentirsi davvero al sicuro.

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