Focus
Serie A, bomber per stadio: un Ciro per Roma e Napoli
Il sito di statistiche Transfermarkt ha stilato la classifica dei bomber ancora in attività di ciascuno stadio dell’attuale Serie A. A Roma c’è una sorpresa.
Questa lista include dunque giocatori che tutt’ora militano in qualche campionato, anche se non più in Italia. Per le città delle big ci sono certezze e sorprese.
Serie A, classifica bomber per stadio: comanda Immobile
Guida questa speciale classifica Ciro Immobile, icona della Lazio e oggi al Besiktas, che allo Stadio Olimpico ha collezionato la bellezza di 120 gol (su 207 totali). L’ex attaccante della Nazionale dunque ha sbaragliato anche tutti i rivali di sponda giallorossa.
Al secondo posto c’è un altro “Ciro” (soprannome affettivo affibiatogli dai tifosi del Napoli) ma che di cognome fa Mertens. Il belga ha sentito gridare il suo nome dal pubblico del Maradona 95 volte e oggi condivide il reparto offensivo con un altro ex azzurro, Victor Osimhen.
Chiude il podio il bomber di Milano, colui che porta ancora oggi in alto i colori nerazzurri e si tratta di Lautaro Martinez. Ormai il giocatore più importante dell’Inter, alla Scala del Calcio è andato a rete già 75 volte.

L’ESULTANZA DI LAUTARO MARTINEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Passando ai colori bianco e nero, contando solo il nuovo impianto Allianz Stadium, in cima ai marcatori c’è Paulo Dybala, oggi calciatore della Roma. La Joya ha collezionato 68 gol in quella che fino a qualche anno fa era casa sua.
Un solo gol più sotto c’è l’altra sponda di Torino, quella granata, che ovviamente non poteva che essere rappresentata da Andrea Belotti. Il gallo, oggi al Benfica, è l’ultimo di questa classifica ad aver segnato più di 50 reti nello stesso stadio.
Al 6° e 7° posto a pari merito con 36 centri ci sono l’ex cagliaritano Joao Pedro, e l’idolo del Dall’Ara Riccardo Orsolini. Per l’Atalanta invece c’è un nome clamoroso che non ricopre nemmeno il ruolo di attaccante ed è quello di Mario Pasalic con ben 35 gol.
La new entry di questa stagione, il Como di Fabregas, porta un giocatore che in questi anni è stato il simbolo della cavalcata verso la Serie A e si tratta di Alessandro Gabrielloni, che al Sinigaglia ha segnato 34 reti.
Per il Ferraris, sponda Genoa visto che la Sampdoria non milita attualmente in A, sorpresa c’è il nome di Marco Carparelli. Classe ’76 ancora in attività al San Filippo Neri, ha militato in rossoblu dal 2000 al 2003 segnando 33 gol davanti al proprio pubblico.

Joel Pohjanpalo ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Ha lasciato il Venezia proprio nell’ultima sessione di mercato ma ha lasciato anche un segno indelebile nella storia del club veneto. Al Penzo ogni tanto si sente ancora il nome di Pohjanpalo che ha fatto gioire i suoi tifosi per 29 volte.
A Firenze invece il nome del bomber del Franchi non piacerà ai tifosi viola ma grazie a quei 20 gol si è guadagnato il passaggio alla Juventus, si tratta di Dusan Vlahovic.
L’Hellas Verona si posiziona al 13° posto grazie a un giocatore che è rimasto a Verona ma ha cambiato maglia, Juanito Gomez (27 centri).
Poco più sotto, anche stavolta a pari merito, ci sono Massimo Coda e Dany Mota, rispettivamente bomber di Via del Mare e U-Power Stadium (25 gol ciascuno).
Chiudono questa speciale classifica Roberto Pereyra per l’Udinese e Baray per il Parma, entrambi a quota 19 reti. Infine per la Computer Gross Arena Castellani c’è Bajrami a 12 reti.
Focus
Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia
Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.
La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.
Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).
Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.
I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.
Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.
Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.
I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.
Focus
Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato
Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.
In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai.
Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.
Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, Champions e mercato si intrecciano
La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero.
Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas.
Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa.
La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.
Focus
Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri
La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.
Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee.
Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lazio, dove può giocare Maldini
Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti.
Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.
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