Focus
Roma, nuovo ricorso al TAR per il nuovo stadio: si costruisce, ma a quale costo?
Nuovo Stadio Roma: Aridaje
Dopo la trafila per l’autodemolitore, che ahinoi, è finita con l’appoggio del TAR al Campidoglio, la storia continua. A Pietralata si sta consumando un altro episodio di quella che rischia di diventare una vera e propria lotta per la sopravvivenza di un ecosistema prezioso. Un ecosistema minacciato da un progetto che sembra ignorare l’ambiente in nome di uno sviluppo a senso unico.
I comitati cittadini, spesso dipinti come un fastidio o un ostacolo allo sviluppo, stanno in realtà portando avanti una battaglia legittima. E fondamentale per tutelare ciò che rimane del polmone verde della zona. Risorsa oggi messa a rischio dall’abbattimento di 26 alberi. Questi alberi sono la casa di numerose specie animali. Alcune protette a livello europeo, come pipistrelli e uccelli rari quali il picchio rosso e la balia dal collare.
Sono diversi gli esperti che se ne stanno occupando, e nello specifico, citiamo Flavia Sicuriello. La ricercatrice ha documentato una varietà di volatili. E non porta un “capriccio ecologista” davanti al Tribunale. Ma un allarme scientifico che merita attenzione, considerato che procedere con i lavori significherebbe compromettere un habitat prezioso. “Siamo pronti a denunciare e chiedere i danni a chi dovesse danneggiare l’ultimo polmone di Pietralata”. Questo è quanto si legge nella nota.

LA CURVA SUD OMAGGIA CLAUDIO RANIERI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’altra ottica
Oltretutto, a Roma,ci si lamenta tanto del caldo opprimente, specialmente nelle estati sempre più calde. Ma molti non sembrano capire che asfaltare e cementificare anche quest’area significa peggiorare ulteriormente la situazione. Ogni albero abbattuto è un attentato alla capacità della città di rinfrescarsi naturalmente e renderebbe Roma ancora più invivibile. Ignorare questo significa sacrificare la qualità della vita per un’opera che, alla lunga, potrebbe rivelarsi un danno irreparabile per l’ambiente urbano e per chi lo vive.
Eppure, nonostante questi segnali, il progetto del nuovo stadio continua a spingere avanti. E continua a sottovalutare l’impatto ambientale e ignorare le ragioni di chi chiede una riflessione più attenta. La risposta del comitato pro-stadio, liquida i ricorsi come “farsa” e deride chi tutela l’ambiente. «L’ennesimo ricorso-farsa per tenere Roma nel degrado. Prima erano le rane di Tor di Valle, ora i pipistrelli di Pietralata».
Crescere sì, ma con rispetto
Oggi più che mai, quando si parla di città e di progetti nuovi, la sostenibilità dovrebbe essere al primo posto. E invece spesso sembra che nessuno ascolti chi si oppone, non perché abbia paura del cambiamento, ma proprio perché vuole evitare che questo cambiamento rovini quello che rende speciale e vivo il proprio quartiere.
Il ricorso al TAR è, si, un modo per protestare. Ma è anche un tentativo di fermare un progetto che, alla fine, potrebbe fare più male che bene. E soprattutto è un modo per far riflettere tutti su come vogliamo davvero il futuro di Roma, su quanto sia importante rispettare l’ambiente e la biodiversità che ancora ci restano. Basta un po’ di sensibilità e capire che le cose si possono fare, ma che devono rispettare tutte le specie, umane e non umane.
Focus
Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia
Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.
La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.
Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).
Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.
I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.
Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.
Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.
I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.
Focus
Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato
Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.
In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai.
Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.
Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, Champions e mercato si intrecciano
La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero.
Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas.
Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa.
La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.
Focus
Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri
La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.
Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee.
Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lazio, dove può giocare Maldini
Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti.
Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.
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