Focus
Napoli, la prima di Conte: dalle ceneri alla lotta scudetto
Resoconto sull’attuale stagione del nuovo Napoli di Antonio Conte, che lotterà fino alla fine per il titolo di Campione d’Italia.
Dopo la disastrosa stagione passata del Napoli, c’è aria di rivoluzione. Prima bisognava trovare un nuovo allenatore, e la lista è lunga. Si parla di Stefano Pioli e di Gian Piero Gasperini, ma non solo. La società ha un solo obiettivo come nuovo allenatore: Antonio Conte.
L’arrivo di Conte al Napoli: l’inizio di un nuovo ciclo?
Antonio Conte è uno degli allenatori più conosciuti in Europa, dove ha collezionato diversi successi. Ad esempio i tre scudetti consecutivi alla guida della Juventus; la vittoria della Premier League al suo primo anno con il Chelsea, con poi una vittoria in FA Cup ai danni del Manchester United la stagione successiva; e uno scudetto vinto alla sua seconda stagione alla guida dell’Inter. Dunque Conte diventa ufficialmente il nuovo allenatore del Napoli a inizio giugno e l’ambiente sembra essere di buon umore, perché dopo una stagione così disastrosa si può finalmente ambire a tornare in alto.
La situazione Osimhen
Prima però c’è da fare il calciomercato. Il Napoli inizia prendendo diversi giocatori tra cui Leonardo Spinazzola dalla Roma; Rafa Marin dal Real Madrid; e Alessandro Buongiorno dal Torino. Bisogna anche cedere diversi esuberi: come Lindstrom che va all’Everton; Ostigard che va al Rennes; Gollini che va al Genoa; Natan che va al Betis Siviglia; e Cajuste che va all’Ipswich Town.
Resta però un’ultima importantissima cessione da fare che sta facendo rallentare il Napoli sul mercato. Si tratta di Victor Osimhen, la stella della squadra, che però dopo lo Scudetto vinto ha avuto diversi problemi con la società ed è praticamente sul piede di partenza. Sono tante le big europee su di lui (il Chelsea in particolare) ma lui rifiuta tutte le offerte. In questo modo, il Napoli diventa ostaggio del proprio giocatore.

Khvicha Kvaratskhelia e Victor Osimhen ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Le prime partite della stagione
Con il precampionato finito, la stagione del Napoli comincia con molte incognite. Perché mancano ancora diversi giocatori, soprattutto una punta visto che Osimhen è fuori dal progetto di Conte. La stagione del Napoli comincia con i trentaduesimi di finale di Coppa Italia, in casa contro il Modena che milita in Serie B.
La partita sembra mostrare i diversi limiti della rosa, che a parte qualche innesto è più o meno uguale a quella della disastrosa passata stagione. Il Napoli per fortuna riuscirà a passare il turno, ma solo ai calci di rigore. La settimana successiva il campionato di Serie A inizia con il Napoli che fa visita all’Hellas Verona.
Questa partita mette in evidenza i limiti della rosa del Napoli, che viene travolto per ben 3 a 0: risultato che la piazza non riesce a digerire. Secondo parecchi la colpa è del finora non mercato fatto dalla società, che ancora non ha acquistato una punta. Prima della trasferta, infatti, anche lo stesso Conte si è lamentato del poco aiuto ricevuto durante il mercato. Dunque il Napoli cerca di trovare il suo nuovo centravanti, mentre si aspetta la cessione di Osimhen. Come con l’allenatore la lista è lunga: si parla ad esempio di Santiago Gimenez, attaccante messicano del Feyenoord (adesso al Milan), oppure di Gabriel Jesus, attaccante brasiliano che da almeno otto anni ha giocato in Inghilterra (Manchester City e Arsenal). L’obiettivo del mister è uno: un attaccante belga che ha giocato per lui quando era sotto la guida dell’Inter, considerato uno degli artefici della vittoria dello scudetto dell’Inter nella stagione 2020/2021, ovvero Romelu Lukaku.
Non solo Big Rom: tutti gli innesti
L’attaccante belga sta vivendo un periodo difficile della sua carriera e Conte vuole riportarlo ai vecchi tempi. Da mesi Lukaku è l’obiettivo del Napoli, ma la non cessione di Osimhen complica i piani. Alla fine il Napoli riesce a trovare l’accordo con il belga, nonostante Osimhen non sia stato ancora ceduto.
Intanto il Napoli acquista David Neres dal Benfica, che è subito decisivo con l’assist a Simeone per il gol del definitivo 3 a 0 in casa contro il Bologna. Si arriva all’ultimo giorno di mercato e il Napoli si scatena. Dopo l’acquisto di Lukaku, il Napoli prende due centrocampisti scozzesi: Scott McTominay, centrocampista d’esperienza del Manchester United, e Billy Gilmour, giovane talento acquistato dal Brighton.
Però, la cessione di Osimhen non arriva, con l’attaccante nigeriano che verrà messo fuori rosa per tutta la stagione: distruggendo il suo rapporto con squadra e tifosi.

ROMELU LUKAKU ZITTISCE TUTTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli-Parma, l’inizio della rinascita
Il giorno dopo la chiusura del mercato il Napoli ospita il Parma. La partita è molto più difficile del previsto, con il Napoli che a fine primo tempo si trova sotto 0 a 1. Nel secondo tempo entrano Neres e Lukaku che provano a cambiare il match, ma sembra non bastare. L’episodio che cambia la partita arriva al 75° minuto, con il portiere del Parma Suzuki che viene espulso per un’entrata pericolosa su Neres.
Il Parma non solo è in 10, ma ha anche finito le sostituzioni: dunque è costretto a mettere in porta il difensore Delprato. Il Napoli approfitta dell’inferiorità numerica degli ospiti e ribalta la partita nei minuti di recupero, prima con Lukaku e poi con Anguissa: ancora su assist di Neres.
L’addio di Osimhen
A Settembre si riesce a risolvere anche il problema Osimhen. Anche se il calciomercato in Italia è terminato, non è terminato in altri paesi e le squadre di quei campionati possono anche acquistare giocatori da squadre il cui mercato è chiuso. Uno di quei paesi è la Turchia, dove si fa avanti il Galatasaray. Una delle squadre più conosciute in Turchia, che ha anche diversi giocatori importanti come Mauro Icardi e Dries Mertens.
Dunque viene risolto anche il problema Osimhen, seppur in ritardo. Dopo la sosta il Napoli torna in campo e ottiene ottimi risultati venendo trascinato dai suoi giocatori chiave, come la stella georgiana Khvicha Kvaratskhelia: altro protagonista dello scudetto vinto dal Napoli nel 2022/2023.
Pregi e difetti della squadra di Conte
Il Napoli vince contro Cagliari, Monza e Como. In mezzo il pareggio senza reti nel big match contro la Juventus e il passaggio del turno in Coppa Italia, con un 5 a 0 in casa contro il Palermo. Dopo la seconda sosta delle Nazionali, il Napoli trova due vittorie molto sofferte contro Empoli e Lecce non senza polemiche arbitrali. Nonostante le vittorie, la squadra sembra andare in difficoltà e la cosa che preoccupa è che adesso ci sono quattro partite molto difficili: Milan, Atalanta, Inter (campione in carica) e Roma (dopo la sosta).
Napoli, un mese di fuoco
Il primo big match va molto bene, con il Napoli che si impone 0 a 2 a San Siro grazie alle reti di Lukaku (che viene da un inizio di stagione complicato) e Kvaratskhelia. La partita successiva però va diversamente, con l’Atalanta che vince con un secco 0 a 3 grazie alle reti di Ademola Lookman (doppietta) e Matteo Retegui.
La settimana dopo il Napoli torna a San Siro per affrontare l’Inter. La partita finisce 1 a 1 con entrambe le reti che vengono messe a segno nel primo tempo: il Napoli passa in vantaggio con McTominay, l’Inter pareggia i conti a fine primo tempo con Hakan Calhanoglu. Il secondo tempo è praticamente dominato dall’Inter, con il Napoli che si chiude in difesa e cerca di resistere. L’Inter ha anche l’occasione di passare in vantaggio al 74° minuto, con un calcio di rigore contestatissimo che Calhanoglu sbaglia prendendo il palo. Il pericolo scampato però non cancella le polemiche per il rigore dato, scatenando in particolare la rabbia di Conte nel post partita.

Frank Zambo Anguissa ( FOTO SALVATORE FORNELLI )
Prime difficoltà per Conte
Dopo la sosta, il Napoli torna in campo con un’altra partita difficile. Al Maradona è ospite la Roma, che ha da poco annunciato Claudio Ranieri come nuovo allenatore: il terzo della stagione). Basta un gol di Lukaku nel secondo tempo a regalare altri tre punti ai partenopei. Segue una vittoria con lo stesso risultato contro il Torino fuori casa. Arriva poi la Coppa Italia e il Napoli fa visita alla Lazio per giocare gli ottavi di finale: tre giorni dopo il Napoli ospiterà proprio la Lazio in campionato. Dunque gli allenatori di entrambe le squadre sembrano più concentrati sulla sfida del campionato, in particolare Conte che cambia l’intera formazione. Una scelta che si rivelerà disastrosa, con la Lazio che vince 3 a 1 passando ai quarti di finale: mentre il Napoli viene eliminato agli ottavi di finale per il quarto anno consecutivo. Le cose non migliorano quando le due squadre si riaffrontano al Maradona in campionato. Il Napoli prova a fare la partita senza però riuscire a trovare il gol, e al 79° minuto è Gustav Isaksen a decidere il match e a regalare i tre punti alla Lazio.
La rivincita di Raspadori
Dopo la doppia sconfitta con la Lazio, il Napoli comincia una serie di vittorie consecutive. Una vittoria per 1 a 3 ad Udine; poi una vittoria soffertissima con il Genoa a Marassi per 1 a 2; e una vittoria liberatoria contro il Venezia in casa per 1 a 0. Liberatoria perché il Napoli domina l’incontro, ma non sembra riuscire a trovare il gol. Le occasioni per farlo sono diverse, tra cui un rigore sbagliato da Lukaku nel primo tempo (che sta piano piano cominciando ad entrare in forma) e un palo colpito nel secondo tempo sempre dal belga. Ma la partita viene risolta da un nome a sorpresa: Giacomo Raspadori. Il giovane attaccante, un altro degli eroi dello Scudetto del 2022/2023, sembra ormai prossimo alla cessione a Gennaio, visto che ormai è diventato una riserva. Ma questa volta è lui l’eroe della partita, che decide l’incontro al 79° minuto entrando dalla panchina e regalando il primo posto al Napoli: approfittando del pareggio dell’Atalanta a Roma con la Lazio.
Addio a Kvara
Il Napoli continua a vincere, con due ottime vittorie contro Fiorentina e Verona. Dopodiché arrivano due partite che possono essere decisive per la lotta scudetto: la trasferta a Bergamo con l’Atalanta e la partita in casa con la Juventus. Intanto però, a sorpresa, arriva la cessione di Kvaratskhelia, che firmerà per il Paris Saint Germain. Nonostante ciò il Napoli riesce a vincere entrambi gli scontri diretti, decisi da Lukaku (che sembra trovare la sua forma migliore): gol di testa del definitivo 2 a 3 al 78° minuto nella trasferta di Bergamo e rigore del definitivo 2 a 1 al 69° minuto nella vittoria casalinga contro la Juve. Due vittorie che fanno sperare molto alla piazza, per quello che sarebbe il quarto tricolore nella storia del club.

L’ESULTANZA DI GIACOMO RASPADORI DOPO IL GOL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il mercato di Gennaio
Intanto per il mercato di gennaio il Napoli cede Alessio Zerbin al Venezia; Michael Folorunsho alla Fiorentina; ed Elia Caprile al Cagliari in cambio di Simone Scuffet. Insieme a lui arrivano anche Luis Hasa dal Lecce e Philip Billing dal Bournemouth. Bisogna ancora trovare il sostituto di Kvaratskhelia e gli obiettivi sono diversi. Uno è Alejandro Garnacho, giovane attaccante argentino del Manchester United osservato da diverse squadre europee, mentre un altro è Karim Adeyemi, attaccante tedesco del Borussia Dortmund. Infine c’è Allan Saint-Maximin, attaccante francese attualmente al Fenerbahce ma conosciuto per aver vestito la maglia del Newcastle dal 2019 al 2023: indossando anche la fascia da capitano. Alla fine arriva Noah Okafor dal Milan, attaccante svizzero panchinaro sul punto di partenza. Dopo un’ottima prima stagione con i rossoneri, soprattutto per aver segnato diversi gol decisivi entrando dalla panchina, l’attaccante svizzero fatica a trovare spazio. Era infatti stato raggiunto l’accordo totale tra il Milan e il Lipsia per la sua cessione ai tedeschi a inizio Gennaio, ma lo svizzero non supera le visite mediche. Il mercato di Gennaio lascia la piazza molto insoddisfatta, in particolare per non essere riusciti a trovare un sostituto degno di Kvaratskhelia.
Segnali di calo per il Napoli
L’indebolimento della rosa e le poche scelte dalla panchina per Conte sembrano farsi sentire. Arrivano tre pareggi consecutivi contro Roma, Udinese e Lazio e una sconfitta per 2 a 1 a Como. Arriva poi anche il mese di Marzo, che comincia con lo scontro diretto in casa con l’Inter: con i nerazzurri che hanno da poco superato i partenopei per il primo posto in classifica. Dunque, una sfida che può decidere la lotta scudetto.
La partita è infatti molto combattuta ma è l’Inter che passa in vantaggio grazie a una meravigliosa punizione di Federico Dimarco nel primo tempo, nonostante una prova abbastanza tenace da parte degli azzurri fino a quel momento. Anche questa partita avrà diverse polemiche arbitrali, soprattutto per il tocco di mano da parte di Dumfries nella propria area di rigore: che verrà considerato regolare. Nel secondo tempo il Napoli continua ad attaccare senza però trovare la rete, che verrà poi trovata all’87° minuto da Billing: entrato dalla panchina.
Il pareggio alla fine soddisfa tutti nonostante ci sia ancora l’Inter al primo posto, ma il Napoli dimostra di esserci ancora nella lotta per il titolo e lo conferma con la vittoria casalinga contro la Fiorentina per 2 a 1. Tuttavia un deludente 0 a 0 in trasferta con il Venezia, insieme alla vittoria dell’Inter a Bergamo (con conseguente primato dell’Inter a +3) sembra portare lo scudetto sulla sponda nerazzurra di Milano.

L’ESULTANZA DI DAVID NERES ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cosa succederà adesso?
Dopo l’ultima sosta, rimangono ancora nove partite per decidere come andrà a finire questo campionato. Il Napoli ha due partite difficili contro Milan e Bologna, mentre l’Inter ha in mezzo una semifinale di Coppa Italia contro il Milan e un quarto di finale di Champions League contro il Bayern Monaco.
L’obiettivo del Napoli sembra essere quello di tornare in Champions League, ma la lotta scudetto è ancora tutta da giocare. La squadra avrà bisogno del sostegno della piazza per provare a lottare fino all’ultimo per uno scudetto che sembra difficile da raggiungere, ma non impossibile.
Alessio Grossi
Focus
Albania, Lolo Borici: in missione a Pechino per una stecca di sigarette
Oggi in Cina il calcio è molto popolare, ma colui che portò i cinesi imparare la tecnica e la tattica del gioco del pallone arrivò dall’Albania: Lolo Borici.
Raccontiamo una storia davvero curiosa, che sarebbe incredibile oggi nel calcio-business: quello del primo tecnico straniero della storia del calcio cinese, ovvero Lolo Borici, ex CT dell’Albania che affrontò nel 1971 la Germania Ovest di Muller e Beckenbauer ma anche ex giocatore della Lazio negli anni ’40.

IL PALLONE DELLA SERIE A 2025-2026 ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Albania, Lolo Borici: il primo tecnico straniero della storia del calcio cinese, tra politica e una stecca di sigarette come stipendio
In un calcio ormai sempre più globalizzato ed in preda al business più sfrenato, tra contratti milionari e fondi di investimento che si prendono le società, raccontiamo una storia davvero incredibile, sconosciuta ai più, ma merita di essere raccontata: quella del primo allenatore straniero della storia del calcio cinese, Lolo Borici, ex CT dell’ Albania e ed anche ex tecnico del Partizani Tirana, oltre che ex giocatore della Lazio dal 1941 al 1943.
Borici è stata tra più grandi giocatori e tecnici della storia del calcio albanese: da giocatore, ha vestito le maglie di Scutari, Vllaznia, Partizani Tirana, Spartaku Tirana ma soprattutto quella della Lazio per due stagioni, come riserva di un certo Silvio Piola. In maglia biancoceleste, Borici totalizzò 18 presenze e 3 gol, rimane uno dei migliori albanesi che hanno mai giocato in Italia insieme ad un altro ex biancoceleste, Igli Tare.
Da tecnico, allenò il Partizani Tirana dal 1963 al 1971, conquistando 3 campionati e 4 Coppe albanesi, ma anche vincendo la Coppa dei Campioni dei Balcani nel 1970 e la medaglia d’argento alle Spartachiadi di Hanoi nel 1963. Allo stesso tempo era il CT della Nazionale, sfidò la Germania Ovest di Gerd Muller e Franz Beckenbauer nel 1971 in un incontro storico, dove i tedeschi vinsero solo per 1 a 0, con una difesa che diede davvero poco spazio al temibile centravanti del Bayern Monaco.
L’allora alleato di ferro del regime albanese, ovvero la Cina di Mao Zedong, notò i suoi successi e aveva chiesto alla federazione albanese il nullaosta per portarlo a Pechino con la missione di migliorare il calcio cinese. Borici accettò, fedele alla linea di solidarietà socialista, ed inoltre non volle nessun stipendio, solo una stecca di sigarette per una settimana come rimborso spese. Oggi nemmeno in terza categoria si vedrebbe cose di questo genere, ma erano altri tempi.
Borici girò l’immenso paese in lungo e largo, insegnando l’ABC del gioco del calcio e formando anche compagini locali. Non ottenne risultati di rilievo, non superò i gironi dei giochi asiatici del 1974, ma però preparò il terreno al terzo posto della Coppa D’Asia del 1976, con la qualificazione alla fase finale. Davvero una storia incredibile, per un tecnico che fece conoscere il gioco del pallone ad un miliardo di persone per solo una stecca di sigarette a settimana.
Focus
Napoli, accadde oggi: Supercoppa persa in extremis
Oggi, 2 anni fa, il Napoli affrontava l’Inter nella finale della Supercoppa Italiana 2023. Una partita intensa e non senza polemiche decisa nei minuti finali.
La disastrosa stagione 2023/24 del Napoli poteva essere leggermente salvata dalla vittoria della Supercoppa. Dopo la vittoria in semifinale contro la Fiorentina, i tifosi Partenopei sperano in almeno una soddisfazione in una stagione maledetta.
Ad affrontare la squadra di Mazzarri é l’Inter di Simone Inzaghi che ha battuto la Lazio in semifinale. Tutti si aspettano una partita intensa e ricca di emozioni. Come l’anno scorso si gioca a Riad, in Arabia Saudita
Napoli-Inter, 22 gennaio 2024

Costretto a rinunciare ad Osimhen, impegnato in Coppa d’Africa, Mazzarri affida l’attacco a Simeone, affiancato da Kvaratskhelia e Politano. A centrocampo non c’é Anguissa (anche lui impegnato in Coppa d’Africa), al suo posto gioca Cajuste. In panchina c’é anche il giovane Francesco Gioielli. Non fa particolari cambi, invece, Simone Inzaghi tranne lasciare Dumfries in panchina.
Dopo un primo quarto d’ora equilibrato, l’Inter comincia a rendersi più pericolosa. Da segnalare i diversi tiri da fuori area da parte dei vari Dimarco, Calhanoglu e Mkhitaryan. I nerazzurri continuano ad attaccare e trovano anche il gol del vantaggio con Lautaro Martinez poco prima dell’intervallo. Tuttavia, il gol viene annullato per fuorigioco.
Come detto prima, non mancano le polemiche in questa finale con Calhanoglu che evita due volte il cartellino giallo per due falli duri, tra l’indignazione di Mazzarri. Il primo tempo termina senza reti, ma a sembrare più in partita sono i nerazzurri. Prima dell’inizio del secondo tempo c’è un minuto di silenzio per la scomparsa di Gigi Riva, avvenuta a pochi istanti dall’inizio della partita: non manca, però, qualche fischio da parte del pubblico.
I Partenopei iniziano bene il secondo tempo con Sommer costretto ad intervenire su un tiro di Kvaratskhelia. Nei primi 10 minuti del secondo tempo arrivano ben 4 cartellini gialli, 2 a testa: Zerbin e Simeone da un lato, De Vrij e Barella dall’altro. 5 minuti dopo l’ammonizione, Simeone viene nuovamente ammonito per un contrasto duro su Acerbi: doppio giallo, Napoli in 10, Mazzarri é una furia in panchina.
Dopo l’espulsione di Simeone, é un assedio totale dell’Inter che però non riesce a trovare il gol. Il Napoli cerca di resistere in tutti i modi tra intercettazioni e parate di Gollini: tuttavia, riesce a resistere fino ai minuti di recupero. Dopo diverse palle gol sprecate (Thuram, Lautaro Martinez, Calhanoglu, Mkhitaryan, Arnautovic) l’Inter riesce a trovare il gol. Cross rasoterra di Pavard, Lautaro Martinez é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare il gol vittoria (90+1): Mazzarri lascia la panchina in anticipo.
Al fischio finale, l’Inter può festeggiare la vittoria della Supercoppa Italiana per il terzo anno di fila. I Partenopei, invece, escono a testa alta dopo aver resistito in tutti i modi all’assedio nerazzurro, nonostante l’inferiorità numerica.
Focus
Napoli, accadde oggi: Mertens stende l’Atalanta
Oggi, 8 anni fa, il Napoli faceva visita all’Atalanta per la 21a giornata della Serie A 2017/18. Una partita che può decidere la lotta Scudetto.
Dopo le vittorie contro Torino, Sampdoria, Crotone e Verona, i Partenopei tentano il colpaccio anche a Bergamo. Trasferta ostica per la banda Sarri che affronta un’Atalanta che nell’ultimo turno ha battuto la Roma all’Olimpico.
Con una vittoria, i Partenopei possono allungare sulla Juventus e portarsi a +4. I bianconeri affronteranno il Genoa nel posticipo del lunedì.
Atalanta-Napoli, 21 gennaio 2018

MAURIZIO SARRI PERPLESSO SI GUARDA LE SPALLE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il primo tempo non regala particolari emozioni, a parte un tiro a giro di Insigne, deviato da Toloi. Nel complesso, é un primo tempo che vede entrambi le squadre in fase di studio, motivo per cui non arrivano occasioni da gol da segnalare.
Nel secondo tempo gli ospiti cercano in tutti i modi di sbloccare il risultato, ma una parata di Berisha su Callejon ed un salvataggio sulla linea di Masiello su tiro di Mertens, negano il gol ai Partenopei. Gol che poi arriva dopo 20 minuti dall’inizio del secondo tempo: lancio in profondità di Callejon per Mertens che si trova davanti a Berisha e lo batte con un tocco preciso, 0-1. L’Atalanta protesta chiedendo fuorigioco, ma il belga é on-side di pochissimo.
La partita si fa intensa. Reina compie una grande parata su Cristante, Rog sfiora il gol dello 0-2, Hamsik lo segna ma é in fuorigioco. Non mancano i momenti di tensione, però. Prima c’è un battibecco tra Sarri e Insigne quando il capitano dei Partenopei viene sostituito per Hamsik. Infine, una bottiglietta lanciata dagli spalti sfiora Koulibaly: nessun provvedimento da parte dell’arbitro Orsato.
Alla fine, gli ospiti possono festeggiare. Quinta vittoria consecutiva, primato in classifica a +4 sulla Juventus per una notte. Una vittoria importantissima anche per l’avversario e la trasferta ostica.
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