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Napoli, addio al 2025: è stata un’altalena di emozioni

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Napoli

Un anno vissuto sulle montagne russe: il 2025 del Napoli è stato un continuo saliscendi emotivo, chiuso con nuove certezze e fame di vittoria.

Il 2025 è ormai arrivato ai titoli di coda e, per il Napoli, è stato davvero un anno da montagne russe. Un’altalena di emozioni fortissime, capace di passare dalla rabbia allo sconforto, dai dubbi all’euforia più totale. Alla fine, però, il bilancio racconta una stagione da incorniciare, impreziosita dalla vittoria dello Scudetto prima e della Supercoppa Italiana poi.

Eppure l’anno non era iniziato affatto nel migliore dei modi. La partenza improvvisa e dolorosa di Khvicha Kvaratskhelia in direzione Paris Saint-Germain aveva scosso profondamente l’ambiente. Una cessione che aveva fatto esplodere la rabbia dei tifosi e che aveva colpito anche Antonio Conte, privato di uno dei migliori giocatori del campionato nel pieno della corsa scudetto.

La caccia al sostituto, poi, non aveva portato ai risultati sperati, acuendo ulteriormente il malcontento, tanto da costringere il ds Giovanni Manna a intervenire in conferenza stampa per spiegare cosa non avesse funzionato.

Napoli

L’ESULTANZA DEL NAPOLI A FINE GARA CON GIOVANNI DI LORENZO, ALESSANDRO BUONGIORNO E LELE ORIALI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Napoli, faticoso ma bellissimo

In mezzo a mille difficoltà, Conte è riuscito però a reinventare il suo Napoli. Lo ha fatto cambiando uomini, ruoli e soluzioni, trovando risposte dove sembrava non ce ne fossero. All’ultima giornata di campionato è arrivato uno Scudetto quasi miracoloso, che ha ribaltato completamente il clima attorno alla squadra.

L’estate si è aperta con la conferma tanto attesa di Conte, che sembrava destinato a un ritorno alla Juventus, e con il clamoroso colpo Kevin De Bruyne, capace di infiammare la piazza e di lanciare un messaggio chiarissimo: il Napoli voleva alzare ancora l’asticella. I successivi acquisti non sono stati dello stesso impatto mediatico, ma si sono rivelati funzionali per costruire una rosa profonda, pronta ad affrontare una stagione con quattro competizioni.

L’inizio della nuova annata, però, ha riportato dubbi e perplessità. Il Napoli ha faticato, soprattutto in Champions League, e anche in campionato non ha entusiasmato. Critiche al mercato, a Conte, al progetto: l’altalena emotiva è ripartita. 

Solo nell’ultimo mese la squadra ha cambiato volto, ancora una volta grazie alla capacità del tecnico di reinventarsi, anche forzato dalle tante indisponibilità.

Qualche passo falso non è mancato, ma le vittorie consecutive nei big match contro Atalanta, Roma e Juventus, seguite dal trionfo in Supercoppa dopo aver superato Milan e Bologna, e infine dal successo di Cremona nell’ultima gara dell’anno, hanno restituito certezze e entusiasmo. 

Il messaggio è chiaro: il 2025 è stato un’altalena, sì, ma il Napoli ha dimostrato di saper restare in piedi a ogni curva. E soprattutto ha fatto capire che questo progetto è solo all’inizio e che l’obiettivo è continuare a vincere.

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Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia

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Marek Hamsik

Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.

La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.

Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).

Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Cagliari, Napoli

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.

I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.

Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.

Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.

I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.

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Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato

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Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.

In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai. 

Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.

Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

Napoli

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Napoli, Champions e mercato si intrecciano

La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero. 

Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas. 

Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa. 

La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.

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Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri

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Monza, Atalanta, Maldini, Lazio

La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.

Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee. 

Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

Lazio

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lazio, dove può giocare Maldini

Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti. 

Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.

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