Focus
Messi marziano: 46 titoli in 25 anni. Ma è nei club la sorpresa
L’argentino ex Barca -Lionel Messi-, ora impegnato nel Mondiale per Club con l’Inter Miami, domina la statistica sui titoli vinti negli ultimi 25 anni.
A venirci in aiuto è Transfermarkt.de. Online dagli albori del nuovo millennio, il sito tedesco ha buttato giù per i suoi 25 anni di attività delle statistiche molto interessanti. Partendo dalla stagione 2000/01, solo 4 giocatori hanno portato a casa almeno 40 trofei.

KYIV, UKRAINE – OCTOBER 14, 2019: Portugal’s Cristiano Ronaldo during the Euro qualifying soccer match between Ukraine and Portugal at the Olympic stadium in Kyiv
Chi oltre Messi?
La Pulga può stare relativamente tranquilla. Il record di 46 titoli vinti nell’ultimo quarto di secolo si presenta molto difficile da superare. Perlomeno ad oggi. Infatti, nella top 10, solo altri 5 giocatori sono ancora in attività oltre l’ex Barcellona. Ovvero: Alaba del Real Madrid (40), Busquets (compagno di squadra di Messi) e Marquinhos (PSG) a 36 titoli e Neuer (Bayern Monaco), Benzema (Al-Ittihad) e Cristiano Ronaldo (Al-Nassr) con 35.
No, non si tratta di un errore. Il portoghese dista dall’argentino ben 11 trofei. Duello dei titoli vinti decisamente impari a favore della Pulce. E ci sarebbe da dire di più, ovvero che il 35esimo titolo Ronaldo lo ha messo a referto soltanto lo scorso 8 giugno con la vittoria della Nations League con il suo Portogallo. Per dare ancor di più un altro dato, la Pulce aveva raccolto 35 titoli già nella sua esperienza con il Barcellona.
A completare il podio di questa statistica, ed è doveroso citarli, ci sono due ex compagni di Messi: Daniel Alves ed Andres Iniesta. Il primo con 42 ed il secondo con 40, a pari merito con il già citato Alaba.
Da segnalare anche Ashour, bandiera dell’Al-Ahly con ben 37 trofei. Il centrocampista, oggi 39enne, ha segnato il calcio nazionale per oltre un ventennio. A referto per lui 5 CAF Champions League, la Coppa dei Campioni africana.
E tra i club?
E per i club che classifica ci sarebbe? I Blaugrana sono fra le squadre più titolate degli ultimi 25 anni. La cosa che sorprende è che il Barcellona vanti negli ultimi 25 anni un trofeo in meno di Lionel Messi (46 a 45). Sopra ai blaugrana solo il Bayern Monaco (47) e, con un pò di sorpresa, l’Al-Ahly con 58. E a proposito di sorprese, stupisce la posizione dell’Auckland City. Per gli australiani stesso numero di trofei del PSG e sopra addirittura al Real Madrid.
Lontane invece le italiane, con Juventus e Inter divise da due soli trofei (24 i Bianconeri, 22 i Nerazzurri). Ancor più in basso Milan fermo a 13. Per gli attuali campioni d’Italia, il Napoli, il conto recita 6 successi: due Scudetti, tre Coppa Italia e la Supercoppa Italiana 2014.
Focus
Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia
Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.
La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.
Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).
Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.
I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.
Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.
Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.
I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.
Focus
Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato
Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.
In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai.
Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.
Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, Champions e mercato si intrecciano
La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero.
Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas.
Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa.
La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.
Focus
Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri
La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.
Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee.
Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lazio, dove può giocare Maldini
Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti.
Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.
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