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Man Utd, tutti gli allenatori dopo Sir Alex Ferguson

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sir alex ferguson manchester united

Dall’addio di Sir Alex Ferguson, il Man Utd ha avuto ben nove allenatori in 13 anni (traghettatori compresi). Qual é stato il loro rendimento?

David Moyes, Ryan Giggs (traghettatore), Louis Van Gaal, José Mourinho, Ole Gunnar Solskjaer, Michael Carrick (traghettatore) Ralf Rangnick, Erik Ten Hag, Ruud Van Nistelrooy (traghettatore), Ruben Amorim, Darren Fletcher (traghettatore). Sono questi tutti gli allenatori che si sono seduti sulla panchina del Manchester United dall’addio di Sir Alex Ferguson.

C’è chi é riuscito comunque ad ottenere qualche buon risultato insieme a qualche trofeo (Mourinho, Ten Hag). Tuttavia, c’é anche chi ha deluso completamente le aspettative (Van Gaal). Una cosa é certa però: dall’addio di Sir Alex, il Manchester United non é più la squadra che conoscevamo.

Man Utd, i post Sir Alex: da Moyes a Mourinho

Dopo 27 anni trascorsi con Ferguson allenatore (anni pieni di successi), il prescelto per la panchina del Manchester United per la stagione 2013/14 é l’ex allenatore dell’Everton, David Moyes. Nonostante lo scozzese esordisca con la vittoria della Community Shield, la sua esperienza con i Red Devils sarà un flop. Viene esonerato a fine aprile, con il Manchester United che chiuderà la stagione al settimo posto e fuori dall’Europa.

Dopo aver concluso la stagione 2013/14 con Ryan Giggs come allenatore ad interim, il Manchester United decide di affidare la panchina all’ex ct dell’Olanda, Louis Van Gaal, per la stagione 2014/15. Nonostante un avvio difficile, il tecnico olandese riuscirà a riportare i Red Devils in Champions League. Non arriverà nessun trofeo, ma nel complesso é una stagione positiva.

Le aspettative per la stagione 2015/16 sono altissime soprattutto per i tanti soldi spesi in estate (Martial 50 milioni, Depay 27,5 milioni, Darmian 18 milioni, Schweinsteiger 18 milioni, Schneiderlin 35 milioni). Tuttavia, la seconda stagione di Van Gaal come allenatore dei Red Devils sarà a dir poco deludente. Non basterà la vittoria della FA Cup (battuto il Crystal Palace in finale) a salvare la panchina dell’olandese.

Dopo Van Gaal arriva José Mourinho per la stagione 2016/17, e insieme a lui gli acquisti di Ibrahimovic (a zero) e Pogba (105 milioni): ad Old Trafford é tornato l’entusiasmo. La prima stagione dello Special One con i Red Devils é tutto sommato positivo, nonostante un sesto posto in campionato. La stagione é considerata positiva grazie ai trionfi in Community Shield, EFL Cup ed Europa League.

Solskjaer e Ten Hag tra alti e bassi

Man Utd

Nella stagione 2017/18 lo United di Mourinho arriva secondo in campionato (a -19 dal Man City). Tuttavia non arriverà nessun trofeo, anche perché in FA Cup si arrenderanno in finale contro il Chelsea di Conte.

La terza stagione di Mourinho al Manchester United (2018/19) sarà un caos totale, tra risultati negativi e malumori. Alla fine, il tecnico viene esonerato a dicembre, e al suo posto arriva Ole Gunnar Solskjaer come traghettatore. Una striscia di risultati positivi in campionato ed una rimonta negli ottavi di Champions League contro il PSG, porteranno il tecnico norvegese alla conferma. Solskjaer allenerà i Red Devils fino al 2021: con lui non arriverà nessun trofeo, ma comunque due stagioni concluse tra le prime quattro. Nella stagione 2020/21 il Manchester United arriva in finale di Europa League dove perderà ai rigori contro il Villarreal.

Solskjaer viene esonerato nel novembre del 2021: al suo posto arriva Michael Carrick da traghettatore che allenerà una partita (1-1 contro il Chelsea): dopodiché, arriva l’ex allenatore del Lipsia, Ralf Rangnick. Nonostante le reti di Cristiano Ronaldo, lo United conclude la stagione con un deludente sesto posto e senza trofei. Al posto di Rangnick arriva Erik Ten Hag.

L’ex allenatore dell’Ajax riesce a riportare il Manchester United in Champions League. Inoltre, riporta un trofeo ad Old Trafford, ovvero la EFL Cup. Lo United non vinceva un trofeo dal 2017, quando vinse l’Europa League 2016/17 con Mourinho. Da ricordare che Ten Hag ha dovuto anche occuparsi del caso Ronaldo che lascerà il club a stagione in corso.

Gli esoneri di Ten Hag ed Amorim

La seconda stagione di Ten Hag allo United si chiude con il trionfo in FA Cup in finale contro il Man City. Tuttavia, in Premier League, i Red Devils chiuderanno all’ottavo posto. La vittoria della FA Cup salverà il tecnico olandese dall’esonero, ma l’avvio disastroso della stagione 2024/25 no. Ten Hag lascia lo United nell’ottobre del 2024, con la squadra al quattordicesimo posto. Al suo posto arriva Ruud Van Nistelrooy come traghettatore che ottiene 4 punti in 2 partite, prima dell’arrivo di Ruben Amorim.

La stagione 2024/25, dunque, prosegue con Amorim, e i Red Devils arrivano in finale di Europa League dopo un cammino eroico: perderanno 1-0 contro il Tottenham. La Premier League, invece, é un disastro senza precedenti: lo United chiude addirittura al quindicesimo posto. Non finirà tra le ultime tre solo per la stagione ancora più disastrosa delle tre squadre retrocesse.

La stagione 2025/26 dello United é finora abbastanza altalenante, ma sicuramente molto meno disastroso della stagione precedente, visto che la squadra al sesto posto e in corsa per la Champions. Tuttavia, a causa di alcune tensioni con la società, Amorim viene esonerato: al posto suo ci sarà Darren Fletcher come traghettatore.

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Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia

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Marek Hamsik

Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.

La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.

Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).

Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Cagliari, Napoli

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.

I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.

Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.

Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.

I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.

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Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato

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Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.

In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai. 

Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.

Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

Napoli

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Napoli, Champions e mercato si intrecciano

La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero. 

Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas. 

Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa. 

La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.

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Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri

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Monza, Atalanta, Maldini, Lazio

La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.

Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee. 

Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

Lazio

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lazio, dove può giocare Maldini

Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti. 

Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.

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