Focus
Leicester, Albrighton si ritira a 34 anni
Dopo la fine del suo contratto con il Leicester lo scorso 30 Giugno, Marc Albrighton (34 anni) ha annunciato il suo addio al calcio.
Aveva deciso che quella della Blue Army sarebbe stata la sua ultima maglia e così è stato. Con Marc Albrighton se ne va anche il penultimo tassello del leggendario Leicester di Claudio Ranieri, aspettando Jamie Vardy.
Ex-Villa, ma amato a Leicester: un unicum irripetibile
Non sono molti i giocatori che hanno tentato il salto della barricata, passando dalla metropolitana Birmingham all’anglicana Leicester. Da un estremo all’altro della contea, dall’Ovest all’Est delle Midlands. E’ rischioso poiché l’Aston Villa è la squadra più odiata nel Leicestershire, dopo gli acerrimi rivali del Nottingham Forest.
Basti pensare all’accoglienza “tiepida” (per usare un sottile eufemismo) che ha ricevuto Steve Cooper, ex-allenatore proprio del Forest, o alla bordata di fischi con i quali Jake Grealish (ex-capitano dei Villans) viene accolto al King Power Stadium ogni volta che vi fa visita con indosso la maglia del Manchester City.
Il passato non si dimentica. Così come non si dimentica quello di Youri Tielemans, passato proprio agli odiati rivali (a parametro zero) la scorsa estate. Potete star certi che quando domani le due squadre si affronteranno nel Derby delle Midlands, sicuramente al belga non verrà tributata una standing ovation come a James Maddison.
15/16 cheat code 😍😍😍 https://t.co/z5bYfLMmWn
— Stephy Alvaro Mavididi (@TheRealMavididi) January 27, 2024
Albrighton history maker: la prima delle prime volte
Del passato di Albrighton, però, a Leicester non interessa a nessuno. Quasi una sorta di miracolo sportivo, considerando che Sharky (così ribattezzato nello spogliatoio del Leicester, stando a quanto si legge nella biografia di Vardy per via delle dimensioni del suo naso: simili a quelle della pinna di uno squalo) è cresciuto proprio nelle giovanili dell’Aston Villa. Club in cui ha militato per 17 anni, dall’Academy alla prima squadra.
Di fatto l’esperienza più longeva dell’eclettico esterno inglese, ma non a livello professionistico. Infatti, sono “solo” sei le stagioni in prima squadra per Albrighton con l’Aston Villa contro le dieci in maglia blu. Dieci stagioni in cui è diventato una leggenda del club, segnando anche il primo gol in Champions League nella storia del club. 14 Settembre del 2016, la rete si gonfia al quinto minuto di Club Brugge-Leicester.
“The City’s Assist King” come lo hanno ribattezzato nella contea. Appellativo di cui gli ha fatto dono lo stesso club (tramite i propri canali social) e figlio del suo vellutato piede destro: fra i più precisi che si ricordino da quelle parti. Sono 49 gli assist in 317 partite, frutto anche della sua intesa quasi simbiotica con Vardy.
Da Birmingham a Birmingham: cerchio perfetto, come Giotto
Una scena che, soprattutto negli anni immediatamente successivi al titolo del 2016, si è vista così tante volte da assumere i contorni di un déjà vu. Scatto in profondità di Jamie, con Marc che senza neppure guardare cerca una verticalizzazione alla cieca che, quasi sempre, finisce esattamente sui piedi del centravanti di Sheffield. Stephy Mavididi, attuale giocatore del Leicester, ha ribattezzato questa connection “Leicester’s cheat code“.
E lo ha fatto sui propri profili social, al termine dell’ottavo di F.A. Cup fra Leicester e Birmingham. L’ultimo assist in maglia blu di Albrighton. Proprio per Jamie Vardy. Proprio contro una squadra di Birmingham, come quella in cui è nato calcisticamente. Un borgo distante 21,7 km da Tamworth: città che gli ha dato i natali.
La chiusura perfetta di un cerchio. Una città scritta sin da subito nel suo destino, che però ora si tinge ancor più di blu. Infatti, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Albrighton diventerà opinionista per Foxes Hub: il medium sportivo di proprietà del Leicester. Per ora solo come Special Guest, affiancando Matt Elliott (storico capitano del Leicester negli anni 2000) nel pre-partita della gara che vedrà affrontarsi le due squadre della sua vita, ma del resto anche quella dell’estate del 2013 sembrava una capatina di passaggio.
Focus
Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia
Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.
La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.
Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).
Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.
I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.
Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.
Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.
I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.
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Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato
Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.
In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai.
Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.
Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, Champions e mercato si intrecciano
La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero.
Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas.
Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa.
La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.
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Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri
La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.
Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee.
Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lazio, dove può giocare Maldini
Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti.
Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.
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