Focus
Juventus, come cambia il mercato: La verità sul colpo Gyokeres
Juventus-Gyokeres: Come arrivare al bomber dello Sporting Lisbona, e come può cambiare il mercato con Comolli. I bianconeri ora sognano il colpo da copertina.
“Lui mangia le persone, mentre Viktor mangia le difese.” Una frase del genere, uscita dalla bocca dell’ex compagno Josh Eccles, basta e avanza per spiegare la potenza e lo strapotere di Viktor. E poco importa se quella dichiarazione fosse in realtà il frutto di un malinteso sulla sua particolare esultanza — quella che gli aveva valso il soprannome di “Cannibale”.
Che l’ispirazione arrivi da Hannibal Lecter, il celebre personaggio dei romanzi di Thomas Harris, o da qualche suo gusto culinario un po’ estremo, non è davvero rilevante. Quello che conta è solo una cosa: parliamo di uno degli attaccanti più devastanti e richiesti del panorama mondiale.
I numeri parlano da soli: 54 gol in 52 partite. Anche se no, non giocava in uno dei top 5 campionati europei. Ma chi può davvero discutere davanti a queste cifre?
Forse qualcuno ci ha provato la scorsa stagione, tirando fuori la solita etichetta di “one season wonder” — quel termine, preso in prestito dalla musica, che descrive chi fa una hit mondiale e poi scompare nel nulla.
Anche nel calcio non mancano esempi: Piatek, nel 2014, segnava 8 gol nelle prime sei giornate con il Genoa, battendo un record che resisteva dal 1949, firmato da Karl Aage Hansen, ex Atalanta.
Eppure, i grandi rumors di mercato — quelli che solitamente si sprecano quando si mettono a referto numeri del genere — si sono fatti attendere. Solo ora, alle porte di questa finestra estiva, il suo nome ha iniziato a circolare con insistenza.
È la prima sessione di mercato da quando il tecnico portoghese è arrivato al Manchester United, e proprio lui — uno dei pochi ad aver saputo far brillare davvero Viktor (dopo le stagione passate in ombra al Brighton e al St.Pauli) — starebbe spingendo per portarlo con sé a Old Trafford.
Un progetto ambizioso, un ritorno nel calcio europeo che conta, dove entrambi potrebbero finalmente riprendere il filo di un sogno interrotto.
Un sogno che passa dalle notti di Champions League. Quelle che anche lo stesso Amorim ha vissuto da protagonista, come quando — contro i rivali cittadini del Machester City — mise a segno una formidabile tripletta destinata a restare nei ricordi.
Perchè Gyokers
Qui i ricordi che la Juve potrebbe rubare, trasformandoli in qualcosa di ben più concreto: un colpo da copertina, uno di quelli che fanno rumore e che – fino a pochi anni fa – finivano quasi sempre per approdare altrove. In perfetta antitesi con quanto accadeva nel decennio scorso, quando il sogno di molti giocatori era calcare i palcoscenici più blasonati della nostra Serie A.
E proprio la Juve, che da sempre vive di ambizione e di visioni a lungo raggio, non ha mai smesso di credere che si possano ancora vestire di bianconero quei giocatori che fanno sognare il mondo intero. Campioni veri, come non se ne vedevano più nel nostro campionato dai tempi di Cristiano Ronaldo – guarda caso, anche lui ex Juve.
Certo, per riuscirci servirà spendere, e tanto. Ma questo non è mai stato un problema per chi punta in alto.
Anzi, è quasi un dovere.
Soprattutto se si considera che il vero nodo della scorsa stagione, almeno secondo quanto detto dal campo, è stato quello dell’attacco: una lacuna solo parzialmente colmata con l’arrivo in corsa di Kolo Muani, che nelle prime uscite ha dato lampi da Gyökeres-style, ma senza continuità.
Ora però, la possibilità è concreta. E i ricordi da rubare, questa volta, potrebbero essere quelli di un tempo in cui la Juve faceva la voce grossa sul mercato e riportava a casa i sogni.

IGOR TUDOR CARICA RANDAL KOLO MUANI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Ecco la strategia della Juventus
Tutto passa dalla cessione di Vlahovic, l’oggetto misterioso che sembrava destinato a diventare il perno dell’attacco juventino, ma che invece ha vissuto una stagione a due facce. Prima bistrattato da Motta, poi solo parzialmente ritrovato da Tudor, almeno in termini di minutaggio.
Eppure, le premesse erano ben diverse. Proprio nel giorno della sua presentazione, il tecnico croato lo aveva indicato pubblicamente come uno dei migliori numeri 9 in circolazione, lasciando intendere di voler costruire attorno a lui una parte importante del progetto.
Peccato che il campo abbia raccontato un’altra storia. Le prestazioni non sono state all’altezza delle aspettative, e quella fiducia iniziale si è trasformata presto in una tolleranza silenziosa, fatta di partite incolori e poca incisività. Deludente, soprattutto se rapportato all’investimento fatto e alle ambizioni del club.
Cosa significherebbe passare dalla cessione di Vlahovic? La risposta è semplice: liberare spazio e risorse per un colpo da sogno. Un’eventuale partenza del serbo – il cui contratto scade nel 2026 – significherebbe alleggerire il monte ingaggi di ben 10 milioni, come riportato dalla Gazzetta dello Sport.
Dieci milioni che tornerebbero utili non solo per sostenere l’eventuale arrivo del talento svedese, ma anche per garantire al nuovo direttore Daniel Comolli un ingresso con il botto. Un biglietto da visita niente male, che potrebbe mettere subito d’accordo tifosi e società.
In più, la cessione di Vlahovic per una cifra attorno ai 30 milioni di euro permetterebbe di recuperare parte dei fondi necessari per affondare il colpo su Gyökeres.
Un affare tutt’altro che semplice, viste le richieste dello Sporting, che continua a fare leva sulla clausola da 100 milioni. Ma con un’offerta da 70 milioni, magari ben strutturata tra parte fissa e bonus con cui la trattativa potrebbe davvero decollare.
In pratica, vendere Vlahovic oggi non sarebbe solo una scelta tecnica. Sarebbe un segnale: la Juve torna a fare la Juve, con ambizione, coraggio e… cannibalismo calcistico.

DUSAN VLAHOVIC PERPLESSO IN PANCHINA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Focus
Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri
La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.
Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee.
Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lazio, dove può giocare Maldini
Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti.
Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.
Focus
Napoli, accadde oggi: vittoria scaccia crisi contro Sarri
Oggi, 6 anni fa, il Napoli ospitava la Juventus per la 21a giornata della Serie A 2019/2020. I Partenopei sognano il colpaccio contro la capolista.
Negli anni 2010 Napoli-Juventus era considerata una sfida decisiva per la lotta Scudetto: ma non nel 2020. Siamo alla 21a giornata della Serie A 2019/2020, e la Juve di Sarri e Ronaldo é prima a +3 sull’Inter. I Partenopei invece sono al quattordicesimo posto a +9 sul Brescia terzultimo.
Nonostante la situazione drammatica in campionato, la squadra di Gattuso é riuscita a qualificarsi alle semifinali di Coppa Italia. Infatti, il quarto di finale vinto contro la Lazio arriva pochi giorni prima del big match contro i bianconeri. Dunque, Insigne e compagni sognano un altro colpaccio.
Napoli-Juventus, 26 gennaio 2020

L’ESULTANZA DI GENNARO GATTUSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Non fa particolari cambi Gattuso nella sua formazione titolare, affidandosi ai soliti Callejon, Milik e Insigne. Gioca anche Demme dal primo minuto, mentre Koulibaly é fuori per infortunio. Sarri (prima al San Paolo da avversario per lui da quando ha lasciato il Napoli) si affida alla coppia d’attacco Higuain-Ronaldo con Dybala dietro.
Il primo tempo non regala particolari emozioni, con un solo tiro in porta che é dei padroni di casa. Milik prova a rendersi pericoloso più volte in attacco, senza però riuscire a trovare il gol. Dall’altro lato un tiro da fuori di Ronaldo esce di molto.
Nel secondo tempo la Juventus parte bene, e riesce a segnare il gol dello 0-1 con Ronaldo, che viene però annullato per fuorigioco di Higuain. Poco dopo, l’ex numero 9 argentino dei Partenopei sfiora nuovamente il gol con un diagonale bloccato da Meret. Come detto prima, i bianconeri iniziano bene nel secondo tempo, ma a sbloccare il risultato saranno gli uomini di Gattuso.
Insigne riceve palla, tira al limite dell’area, Szczesny respinge il tiro ma non può nulla sul tiro di Zielinski in ribattuta: azzurri in vantaggio (63′). La squadra di Sarri prova a reagire al gol subito, ma la difesa Partenopea resiste senza subire particolari occasioni da gol.
A due minuti dal novantesimo arriva il gol che praticamente chiude la partita: cross dalla destra di Callejon, e Insigne tira al volo di prima intenzione dai 13 metri. Szczesny tocca, ma non basta, é 2-0. Tuttavia, al novantesimo, la Juve riapre la partita con Ronaldo: lancio dalla mediana di Bentancur, e il numero 7 portoghese arriva sul pallone prima di Mario Rui e Di Lorenzo, prima di battere Meret.
La partita termina con un’ultima occasione per gli ospiti, una rovesciata di Higuain che finisce tra le braccia di Meret. Al fischio finale il San Paolo può festeggiare una vittoria importantissima che può essere importante per il proseguimento della stagione.
Focus
Palestra, il gol è solo l’inizio: quale sarà il prossimo passo?
A Firenze ha brillato ancora con assist, gol e leadership. Palestra cresce partita dopo partita e sembra ormai pronto per il grande salto.
Nella grande vittoria del Cagliari a Firenze c’è ancora una volta la firma di Marco Palestra. Una prestazione totale la sua, impreziosita da un assist e dal primo gol in Serie A, arrivato al termine di una partita giocata da vero protagonista.
Ormai il suo rendimento non è più una sorpresa: Palestra continua a crescere e a prendersi la scena con una naturalezza disarmante. La sensazione è che sfide come quella contro la Fiorentina siano solo un assaggio di tutto il potenziale che ha nelle gambe.
Questa stagione in Sardegna lo sta aiutando tantissimo nel suo percorso di maturazione, dandogli continuità, fiducia e responsabilità. Per il Cagliari di Pisacane è diventato imprescindibile: un porto sicuro nella costruzione della manovra, una certezza in entrambe le fasi, uno di quei giocatori su cui sai di poter sempre contare.

MARCO PALESTRA IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Palestra, futuro scritto in grande
Non è un caso che intorno a lui l’attenzione sia ormai altissima. Già dalla scorsa estate l’Atalanta aveva respinto gli assalti di Juventus e Napoli, e anche nella prossima sessione dovrà fare muro se vorrà trattenerlo. I top club italiani lo seguono da vicino, con l’Inter in prima fila soprattutto in caso di cessione di Dumfries, ma non mancano interessamenti dall’estero.
D’altronde Palestra è ormai a tutti gli effetti uno dei pezzi pregiati della Serie A, e solo un’offerta davvero irrinunciabile potrà convincere la Dea a lasciarlo partire. Probabilmente, anche per il ragazzo stesso, continuare a crescere in un progetto come quello atalantino, basato sui giovani e guidato da un allenatore come Palladino, sarebbe la scelta ideale, soprattutto se dovesse arrivare la qualificazione a una competizione europea.
Per ora, però, la testa resta sul Cagliari e sulla corsa salvezza. Il gol contro la Viola è solo l’inizio: il bello, per Palestra, deve ancora venire.
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