<p><strong>Dall&#8217;eliminazione dell&#8217;Inter non ne escono ridimensionati i nerazzurri o il lavoro di Inzaghi ma il prodotto calcio italiano.</strong></p>
<p>Nelle giornate immediatamente precedenti alla trasferta del <em>Vicente Calderon</em> ho sentito spesso sciorinato un mantra a cui mi sono fieramente accodato. In caso di eliminazione, <a href="https://www.calciostyle.it/focus/la-rivoluzione-di-inzaghi-da-quinto-a-quinto-a-terzo-a-terzo"><strong>la bontà del lavoro di Inzaghi non sarebbe stata toccata o ridimensionata</strong></a>.</p>
<p>Una campagna mediatica che ho davvero apprezzato, soprattutto alla luce di come <strong>una certa parte della stampa nostrana tenda ad attaccare gli allenatori per difendere la propria narrazione ideologica</strong>.</p>
<h2>&#8220;<em>Solo il City davanti all&#8217;Inter</em>&#8220;</h2>
<p>Un&#8217;ingiustificata (e ingiustificabile) arroganza, mista a una retorica stentorea ma vuota, sono i capisaldi della comunicazione italiana dai tempi della Prima Guerra Mondiale. <strong>Prima di andare al fronte c&#8217;è la necessità di convincere i propri soldati di essere i più forti</strong>. E se poi le cose vanno male, come a Caporetto, allora il pavido Luigi Cadorna se la prende con i propri sottoposti. Con il Papa. Con la stampa. Già all&#8217;epoca c&#8217;era l&#8217;abitudine di scaricare sulla &#8220;sinistra&#8221; tutti i mali del paese. Se la prese con tutti, <strong>tranne che con sé stesso</strong>.</p>
<p>Un <em>modus operandi</em> intrinseco nella mentalità italiana, soprattutto a quelle latitudini dove convincere qualcuno della bontà delle tue parole fa fatturato. E allora li vedi lì. Nei salotti d&#8217;opinione televisivi, tutti raggianti, <strong>a raccontarti di come il primo posto nel Ranking UEFA sia soltanto una pura formalità</strong>.</p>
<p>Ti parlano dei problemi del <strong>Bayern Monaco</strong>, del <strong>Barcellona</strong> o dell&#8217;<strong>Atlético Madrid</strong>. Quelli delle squadre italiane, in particolare quelli di <strong>Napoli</strong> e <strong>Lazio</strong> che rispettivamente sono settima e nona, <strong>si fa finta che non esistano</strong>. Ogni anno la stessa storia. Si pontifica sull&#8217;inesistente superiorità delle squadre italiane su quelle di tutto il l&#8217;orbe terraqueo <strong>e poi ti ritrovi a dover dare spiegazioni con zero italiane ai quarti di finale</strong>.</p>
<div id="attachment_331478" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-331478" class="wp-image-331478 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/03/Wt7pbTOCh2__L2I9411.jpg" alt="Inter" width="600" height="440" /><p id="caption-attachment-331478" class="wp-caption-text">Photo Source: <a href="https://en.atleticodemadrid.com/galerias/the-action-from-atleti-inter?modo=diapos&;_gl=1*1jn63xc*_up*MQ..*_ga*MzkxMjUyMjc4LjE3MTA0MTQ1Mzc.*_ga_3CXRLVL7G2*MTcxMDQxNDUzNi4xLjEuMTcxMDQxNDU2MC4wLjAuMA..*_ga_1E5LGRF83X*MTcxMDQxNDUzNi4xLjEuMTcxMDQxNDU2MC4wLjAuMA..*_ga_K2ECMCJBFQ*MTcxMDQxNDUzNi4xLjEuMTcxMDQxNDU2MS4wLjAuMA..*_ga_SQ24F7Q7YW*MTcxMDQxNDUzNy4xLjEuMTcxMDQxNDU2MS4wLjAuMA..">Club Atletico de Madrid Official Website</a>.</p></div>
<h2>Ranking UEFA, Italia ancora prima ma&#8230;</h2>
<p>Il calcio italiano, negli ultimi quindici anni, soltanto due volte ha alzato al cielo un trofeo europeo <strong>ed entrambe le volte lo ha fatto grazie a un allenatore definito bollito dalla stragrande maggioranza della stampa nostrana</strong>: che sta celebrando il suo successore neanche fossimo di fronte al nuovo Guardiola.</p>
<p>Nel mezzo ci sono state (poche) finali, <strong>ma tutte perse</strong>. Nel frattempo le altre hanno vinto tutte. Le inglesi e le spagnole che te lo dico a fare: hanno dominato il Ranking UEFA per decenni. &#8220;<em>In Bundesliga c&#8217;è solo il Bayern</em>&#8221; che <strong>nel frattempo però ha vinto due volte la Champions League</strong>, con l&#8217;<strong>Eintracht Frankfurt</strong> che meno di due anni fa ha alzato al cielo quell&#8217;<strong>Europa League</strong> che alle squadre italiane manca da quasi trent&#8217;anni.</p>
<p>Nel mezzo l&#8217;han vinta tutti. I portoghesi e i russi (due volte), perfino ucraini e olandesi. Mancano all&#8217;appello le squadre francesi: magra consolazione. In questo ventennio di vacche magre era abbastanza ovvio che una finale di Champions, seppur sporadica come quella dell&#8217;<strong>Inter</strong>, <strong>venisse celebrata come uno spartiacque</strong>.</p>
<p>Ci si sono messi anche i risultati (sensazionali) dell&#8217;Inter in campionato, per ricordarci (per l&#8217;ennesima volta) che <strong>il campionato italiano non è un metro di paragone credibile per il calcio europeo</strong>. L&#8217;Inter è arrivata seconda nel proprio girone (&#8220;<em>l&#8217;ha snobbato</em>&#8220;) dietro alla sesta del campionato spagnolo (&#8220;<em>meglio: ci siamo evitati il PSG</em>&#8220;) che l&#8217;ha presa a pallate a <em>San Mamés</em> (&#8220;<em>pareggio da grande squadra</em>&#8220;).</p>
<p>Eppure il <em>leitmotiv</em> che si udiva nei salotti d&#8217;opinione era lo stesso da mesi: &#8220;<em>solo il Manchester City è più forte dell&#8217;Inter</em>&#8220;. Superiorità stabilita da un percorso europeo contraddistinto dalle vittorie contro <strong>Porto</strong>, <strong>Benfica</strong> e <strong>Milan</strong>. Indubbiamente ottime squadre, ma non al livello di <strong>Bayern Monaco</strong>, <strong>Real Madrid</strong>, <strong>PSG</strong> e affini con le quali i nerazzurri non si sono mai misurati. E il problema è stato proprio questo: <strong>la mancanza di avversari sufficientemente probanti che stabilisse se l&#8217;Inter fosse davvero sul livello delle big europee.</strong></p>
<p>Eppure, nonostante l&#8217;assenza della prova regina, la consueta vendita di fumo al fruitore medio (che ovviamente ci è cascato) non poteva mancare. <em>Errare humanum est, perseverare diabolicum</em>. <strong>Sorteggio dopo sorteggio è diventato impossibile continuare a credere alla buona fede</strong>, a bollare il tutto come un semplice &#8220;giudizio sbagliato&#8221;. L&#8217;Italia, nonostante tutto, <a href="https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/champions-league/2024/03/14-124077156/ranking_uefa_e_ora_per_il_quinto_posto_in_champions_decisiva_l_europa_league/2"><strong>rimane saldamente al primo posto nel Ranking UEFA</strong></a>.</p>
<p>Tuttavia, <strong>la stagione calcistica europea è ancora lunghissima e il calcio italiano dovrà affrontarla senza rappresentati nella massima rassegna internazionale per club</strong>. Certo, <strong>c&#8217;è ancora l&#8217;Europa League ma potrebbe non bastare</strong>. Servirebbe che tutte (o quasi) arrivassero sino in fondo. Indi per cui il fatto di <strong>considerare la quinta squadra in Champions già acquisita è stato un madornale errore di valutazione</strong>. Forse si dava per scontato il passaggio del turno di almeno due italiane su tre. O forse si dà tutt&#8217;ora per scontato che le squadre italiane impegnate in Europa, nonostante abbiano patito le pene dell&#8217;inferno anche solo per battere <strong>Maccabi Haifa</strong> e <strong>Slavia Praga</strong>, <strong>faranno tutte un percorso da protagoniste assolute</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>RANKING UEFA AGGIORNATO AL 14/03/2024:</strong></li>
</ul>
<p><strong>ITALIA 16,571</strong><br />
GERMANIA 15.928<br />
INGHILTERRA 15.000<br />
FRANCIA 14.416<br />
SPAGNA 14,187<br />
REP.CECA 13.000<br />
BELGIO 12.400<br />
TURCHIA 11.500<br />
PORTOGALLO 10.166<br />
OLANDA 10.000</p>
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Aggiornato al 14/03/2024 12:15
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