Focus
Inghilterra, l’esperienza da ct di Roy Hodgson
Andiamo a rivedere insieme i 4 anni da ct dell’Inghilterra di Roy Hodgson. Dai rigori contro l’Italia, alle dimissioni dopo la disfatta contro l’Islanda.
Nel 2012, Fabio Capello si dimette da ct della Nazionale Inglese, e la FA cerca un sostituto aspettando EURO 2012. Alla fine arriva Roy Hodgson, ex allenatore di Inter e Udinese.
L’allenatore del West Bromwich firma un contratto di 4 anni.
Inghilterra, 4 anni con Roy Hodgson

I Tre Leoni finiscono nel Girone D di EURO 2012 insieme a Francia, Svezia e Ucraina. La prima partita del girone è contro Les Bleus, l’11 giugno 2012.
Hodgson deve rinunciare a diversi giocatori (Lampard, Cahill, Walker, Barry) per infortunio. L’esordio contro la Francia, però, non è da buttare: finisce 1-1 con le reti di Lescott (30′) e Nasri (39′).
La seconda partita contro la Svezia di Ibrahimovic è molto bella: i Tre Leoni la sbloccano con Andy Carroll. Gli svedesi la ribaltano nella ripresa, ma Walcott e Welbeck regalano i 3 punti a Hodgson. La qualificazione ai quarti arriva poi con un 1-o contro l’Ucraina grazie ad un gol di Rooney (48′).
Ai quarti, l’Inghilterra se la vede con l’Italia allenata da Cesare Prandelli. Gli Azzurri dominano, ma vincono solo ai rigori (0-0 dopo 120 minuti): fatali gli errori di Young e Cole. La Nazionale Inglese, esce dunque da EURO 2012, disputando un torneo nel complesso buono: ma si può ancora migliorare.
Adesso però, la testa è ai Mondiali in Brasile del 2014. I Tre Leoni riescono a qualificarsi ai gironi con 6 vittorie e 4 pareggi.
Grande delusione in Brasile
La Nazionale Inglese finisce nel Girone D insieme a Uruguay, Italia e Costa Rica: un girone di fuoco insomma. L’esordio è il 14 giugno 2014, proprio contro gli Azzurri.
Hodgson si affida anche ad alcuni giovani esplosi in Premier League come Sterling e Barkley. L’avventura in Brasile, però, è un disastro: contro l’Italia finisce 1-2 per gli Azzurri grazie a Marchisio e Balotelli. Solo illusorio il momentaneo pareggio di Sturridge.
La seconda partita contro l’Uruguay va ancora peggio: anche in questo caso finisce 2-1. A condannare gli inglesi è la doppietta di Luis Suarez (39′ e 85′) con il secondo gol che arriva dopo un erroraccio di Gerrard. Anche in questo caso, la Nazionale Inglese trova il gol del pareggio, questa volta con Rooney (75′), che segna il suo primo (e unico) gol in un Mondiale.
L’ultima partita contro la Costa Rica è come un amichevole con Los Ticos clamorosamente qualificati agli ottavi da prima dopo aver battuto Uruguay e Italia, e i Tre Leoni eliminati: finisce 0-0.
Nonostante il flop in Brasile, Hodgson rimane sulla panchina della Nazionale Inglese, con l’obiettivo di riscattarsi a EURO 2016. I Tre Leoni si qualificano ai gironi senza problemi, vincendo 10 partite su 10. Inoltre, Rooney diventa anche il miglior marcatore nella storia della Nazionale Inglese dopo un rigore segnato contro la Svizzera.
La squadra di Hodgson, questa volta è una delle favorite per la vittoria del torneo visto l’exploit di giocatori come Kane, Vardy, Dele Alli e Rashford.
Il disastro a EURO 2016 e le dimissioni
Rooney e compagni finiscono nel Girone B insieme a Russia, Galles e Slovacchia: la qualificazione agli ottavi è obbligatoria. L’avvio contro la Russia, però, è deludente: finisce 1-1 con Berezuckij (90+2) che risponde al gol di Eric Dier (73′).
Il Derby Britannico contro il Galles è intenso: i Draghi la sbloccano con una punizione del solito Bale (42′) grazie anche ad un errore di Hart. Nella ripresa però la squadra di Hodgson la ribalta con le reti di Vardy (56′) e Sturridge (90+2).
La qualificazione agli ottavi arriva con uno scialbo 0-0 contro la Slovacchia, che vede addirittura il Galles qualificarsi da prima nel girone. Insomma, nonostante la qualificazione, i dubbi rimangono, la squadra non convince.
Agli ottavi, l’Inghilterra se la vede con l’Islanda, e la partita parte subito bene con Sterling che si conquista un rigore, trasformato da Rooney (4′): ma è solo un illusione.
L’Islanda la pareggia dopo 2 minuti con Ragnar Sigurdsson, poi addirittura la ribalta con Sigborsson (altro errore di Hart). I Tre Leoni non solo riescono a trovare il gol del pareggio, ma rischiano anche di subire il terzo.
Si conclude nel peggiore dei modi l’avventura dei Tre Leoni a EURO 2016 con una figuraccia indelebile. A fine partita, Hodgson annuncia le sue dimissioni da CT della Nazionale Inglese.
Focus
Atalanta, Ahanor finalmente azzurrabile: Perchè non prima
Honest Ahanor compie 18 anni e avvia l’iter per la cittadinanza italiana: ius sanguinis, Nazionale e futuro azzurro dopo Atalanta-Napoli.
Oggi, 23 febbraio, è una data particolarmente significativa per Honest Ahanor. Il giovane talento, reduce dalla vittoria ottenuta ieri contro il Napoli, risultato che ha riportato l’Atalanta al centro della corsa per un posto in Europa, festeggia il compimento dei 18 anni. Un traguardo non solo anagrafico, ma anche fondamentale dal punto di vista burocratico e sportivo anche in ottica nazionale.
Con la maggiore età, Ahanor acquisisce formalmente i requisiti necessari per avviare l’iter di ottenimento della cittadinanza italiana. In Italia, infatti, vige il principio dello ius sanguinis, ovvero il diritto di acquisire la cittadinanza per discendenza, e non quello dello ius soli, secondo cui sarebbe sufficiente nascere sul territorio nazionale. Nonostante sia nato ad Aversa, in Campania, Ahanor non è ancora cittadino italiano, e lo status rimane invariato anche dopo il compimento dei 18 anni, poiché la procedura non si risolve nell’immediatezza del compimento della maggior età. Questo aspetto ha avuto ripercussioni dirette anche sul piano sportivo, escludendolo finora dalla lista dei giocatori convocabili dalla Nazionale italiana.
Al netto di ciò, nel corso degli anni, Ahanor ha sempre ribadito con fermezza la volontà di vestire la maglia azzurra, e solamente quella, rifiutando a più riprese la possibilità di rappresentare la Nigeria, senza mai accettare convocazioni nemmeno nelle selezioni giovanili. Una scelta di attesa e coerenza, motivata dal legame con l’Italia, Paese che gli ha dato effettivamnte i natali.
Il caso Ahanor, tra Ius Soli e Ius Sanguinis
Il principio dello ius sanguinis, su cui si fonda la normativa italiana, stabilisce che è cittadino italiano chi nasce da almeno un genitore italiano, indipendentemente dal luogo di nascita. La cittadinanza può quindi trasmettersi di generazione in generazione, purché la linea di discendenza non sia mai stata interrotta. Per questo motivo, molti atleti nati all’estero ma con origini italiane hanno ottenuto la cittadinanza anche in età adulta. In ambito calcistico basti pensare a Camoranesi, Éder o Jorginho, fino al più recente caso di Nicolò Tresoldi – che nei giorni ha dichiarato a gran voce il suo beneplacito nei confronti di una possibile chiamata da parte di Gattuso – nato a Cagliari ma proveniente da una famiglia italiana, come suggerito in maniera inequivocabile anche dal cognome.
Esempi simili emergono anche in altri sport, con Donte DiVincenzo, cestista NBA attualmente in forza ai Minnesota Timberwolves, pur essendo nato nel Delaware presenta chiare origini italiane e ha completato l’iter per rendere burocraticamente lecita una possibile una futura convocazione, ancor prima dell’ultima edizione degli Europei di Basket.
Esistono tuttavia limitazioni storiche e normative. Per i nati prima del 1948, ad esempio, la cittadinanza non si trasmetteva per linea materna, anche se oggi è possibile ricorrere per via giudiziaria. A ciò si aggiunge una recente restrizione interpretativa, secondo cui non è più sufficiente dimostrare l’esistenza di un avo italiano lontano, ma il legame deve limitarsi a genitore o nonno italiano, riducendo sensibilmente la platea dei potenziali richiedenti.
Diverso è il principio dello ius soli, basato sul luogo di nascita. In Italia non esiste uno ius soli automatico: nascere sul territorio italiano da genitori stranieri non comporta l’acquisizione immediata della cittadinanza. In questi casi, il minore mantiene la cittadinanza dei genitori, esattamente come accaduto ad Ahanor, considerato fino a ieri esclusivamente cittadino nigeriano, pur essendo nato in Italia. L’unica possibilità prevista è che la persona, nata in Italia e residente legalmente e senza interruzioni fino ai 18 anni, presenti domanda entro un anno dal compimento della maggiore età. Questo è l’iter che potrebbe finalmente permettere a Honest Ahanor di vestire la maglia della Nazionale, entrando così nel gruppo degli “azzurrabili” citati recentemente da Leonardo Bonucci.

Atalanta’s Berat Djimsiti portrait in action during Italian soccer Serie A match Udinese Calcio vs Atalanta BC at the Friuli – Dacia Arena stadium in Udine, Italy, November 12, 2023 – Credit: Ettore Griffoni
Focus
Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia
Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.
La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.
Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).
Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.
I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.
Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.
Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.
I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.
Focus
Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato
Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.
In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai.
Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.
Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, Champions e mercato si intrecciano
La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero.
Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas.
Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa.
La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.
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