Focus
Chiesa: è finito il suo tempo: l’ex Juventus avvisa le italiane
Federico Chiesa vive una nuova fase della carriera all’estero: riconoscimenti, centralità tecnica e prospettive chiare segnano il suo percorso a Liverpool.
216 minuti giocati, con 2 gol e 3 assist: e non sono i numeri della prima annata inglese di Federico Chiesa, ma quelli del suo ultimo mese al Liverpool.
In pochissimo tempo, infatti, l’ex Juventus è passato dal rischio di non poter ricevere la medaglia di campione d’Inghilterra – a causa del numero di presenze inferiore al minimo richiesto dalla Premier League – a essere premiato come miglior giocatore del mese di settembre dai tifosi dei Reds.
Se torniamo indietro al 1° luglio, apertura della finestra estiva di mercato, il nome di Chiesa sembrava vicino al rientro in Italia dopo una stagione passata ai margini del progetto tecnico. Napoli e Milan erano le principali candidate a riportarlo in Serie A, nonostante il suo recente titolo di campione d’Inghilterra.
Oggi, invece, l’aria è completamente cambiata a Liverpool: pur non essendo sempre titolare, Chiesa è diventato una pedina fondamentale nel sistema di Arne Slot, un’arma tattica decisiva in corsa.
A testimonianza del suo impatto, basta guardare i numeri: un contributo decisivo ogni 43 minuti. Dal gol allo scadere all’esordio contro il Bournemouth, ai due assist in Coppa di Lega, fino al passaggio vincente nel match contro il Manchester United, nonostante il risultato finale.
Dopo aver ottenuto il riconoscimento con il 34% delle preferenze, davanti ad Alisson Becker e Ryan Gravenberch, Chiesa ha dichiarato al “The Times”:
“L’anno scorso non ero in forma, né fisicamente né mentalmente, e non ero pronto. Quest’anno mi sento molto meglio, ma è sempre l’allenatore a decidere.”
Interrogato sul futuro, Chiesa è stato chiaro:
“Voglio restare qui per vincere ancora con il Liverpool.”
Chiesa, cosa è cambiato oggi
Oggi, il suo futuro non sembra più essere in discussione, ammesso che le voci su un suo imminente addio ai Reds non fossero solamente il frutto delle classiche illazioni di mercato che ogni sessione estiva porta con sé, e che avevano finito per alterare la percezione del giocatore all’interno del sistema Liverpool.
Ad ogni modo, alla luce dei fatti, un suo trasferimento appare oggi davvero distante: l’idea di un’uscita è stata progressivamente archiviata, sia dal club che dal giocatore stesso. Chiesa, infatti, ha più volte ribadito di voler proseguire il proprio percorso in Inghilterra, confermando il suo coinvolgimento totale nel progetto.
Commentando il premio appena conquistato, l’esterno ha spiegato con semplicità:
«Preferirei non ottenerlo e vincere più partite»,
ha dichiarato, ringraziando i tifosi per il sostegno ricevuto nelle ultime settimane.

I PENSIERI DI FEDERICO CHIESA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
E così, mentre a Liverpool l’entusiasmo attorno a Chiesa cresce giornata dopo giornata, in Italia le suggestioni di un suo ritorno sembrano ormai solo ricordi di un’estate troppo lunga.
Perché oggi, tra rendimento, fiducia ritrovata e centralità tecnica, Federico si è preso ciò che cercava da tempo: un posto, un ruolo, una squadra che lo considera imprescindibile.
E allora è semplice: per le italiane, il tempo dei sogni è finito. Chiesa è tornato grande — ma lo ha fatto lontano da casa.
Focus
Napoli, accadde oggi: Supercoppa persa in extremis
Oggi, 2 anni fa, il Napoli affrontava l’Inter nella finale della Supercoppa Italiana 2023. Una partita intensa e non senza polemiche decisa nei minuti finali.
La disastrosa stagione 2023/24 del Napoli poteva essere leggermente salvata dalla vittoria della Supercoppa. Dopo la vittoria in semifinale contro la Fiorentina, i tifosi Partenopei sperano in almeno una soddisfazione in una stagione maledetta.
Ad affrontare la squadra di Mazzarri é l’Inter di Simone Inzaghi che ha battuto la Lazio in semifinale. Tutti si aspettano una partita intensa e ricca di emozioni. Come l’anno scorso si gioca a Riad, in Arabia Saudita
Napoli-Inter, 22 gennaio 2024

Costretto a rinunciare ad Osimhen, impegnato in Coppa d’Africa, Mazzarri affida l’attacco a Simeone, affiancato da Kvaratskhelia e Politano. A centrocampo non c’é Anguissa (anche lui impegnato in Coppa d’Africa), al suo posto gioca Cajuste. In panchina c’é anche il giovane Francesco Gioielli. Non fa particolari cambi, invece, Simone Inzaghi tranne lasciare Dumfries in panchina.
Dopo un primo quarto d’ora equilibrato, l’Inter comincia a rendersi più pericolosa. Da segnalare i diversi tiri da fuori area da parte dei vari Dimarco, Calhanoglu e Mkhitaryan. I nerazzurri continuano ad attaccare e trovano anche il gol del vantaggio con Lautaro Martinez poco prima dell’intervallo. Tuttavia, il gol viene annullato per fuorigioco.
Come detto prima, non mancano le polemiche in questa finale con Calhanoglu che evita due volte il cartellino giallo per due falli duri, tra l’indignazione di Mazzarri. Il primo tempo termina senza reti, ma a sembrare più in partita sono i nerazzurri. Prima dell’inizio del secondo tempo c’è un minuto di silenzio per la scomparsa di Gigi Riva, avvenuta a pochi istanti dall’inizio della partita: non manca, però, qualche fischio da parte del pubblico.
I Partenopei iniziano bene il secondo tempo con Sommer costretto ad intervenire su un tiro di Kvaratskhelia. Nei primi 10 minuti del secondo tempo arrivano ben 4 cartellini gialli, 2 a testa: Zerbin e Simeone da un lato, De Vrij e Barella dall’altro. 5 minuti dopo l’ammonizione, Simeone viene nuovamente ammonito per un contrasto duro su Acerbi: doppio giallo, Napoli in 10, Mazzarri é una furia in panchina.
Dopo l’espulsione di Simeone, é un assedio totale dell’Inter che però non riesce a trovare il gol. Il Napoli cerca di resistere in tutti i modi tra intercettazioni e parate di Gollini: tuttavia, riesce a resistere fino ai minuti di recupero. Dopo diverse palle gol sprecate (Thuram, Lautaro Martinez, Calhanoglu, Mkhitaryan, Arnautovic) l’Inter riesce a trovare il gol. Cross rasoterra di Pavard, Lautaro Martinez é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare il gol vittoria (90+1): Mazzarri lascia la panchina in anticipo.
Al fischio finale, l’Inter può festeggiare la vittoria della Supercoppa Italiana per il terzo anno di fila. I Partenopei, invece, escono a testa alta dopo aver resistito in tutti i modi all’assedio nerazzurro, nonostante l’inferiorità numerica.
Focus
Napoli, accadde oggi: Mertens stende l’Atalanta
Oggi, 8 anni fa, il Napoli faceva visita all’Atalanta per la 21a giornata della Serie A 2017/18. Una partita che può decidere la lotta Scudetto.
Dopo le vittorie contro Torino, Sampdoria, Crotone e Verona, i Partenopei tentano il colpaccio anche a Bergamo. Trasferta ostica per la banda Sarri che affronta un’Atalanta che nell’ultimo turno ha battuto la Roma all’Olimpico.
Con una vittoria, i Partenopei possono allungare sulla Juventus e portarsi a +4. I bianconeri affronteranno il Genoa nel posticipo del lunedì.
Atalanta-Napoli, 21 gennaio 2018

MAURIZIO SARRI PERPLESSO SI GUARDA LE SPALLE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il primo tempo non regala particolari emozioni, a parte un tiro a giro di Insigne, deviato da Toloi. Nel complesso, é un primo tempo che vede entrambi le squadre in fase di studio, motivo per cui non arrivano occasioni da gol da segnalare.
Nel secondo tempo gli ospiti cercano in tutti i modi di sbloccare il risultato, ma una parata di Berisha su Callejon ed un salvataggio sulla linea di Masiello su tiro di Mertens, negano il gol ai Partenopei. Gol che poi arriva dopo 20 minuti dall’inizio del secondo tempo: lancio in profondità di Callejon per Mertens che si trova davanti a Berisha e lo batte con un tocco preciso, 0-1. L’Atalanta protesta chiedendo fuorigioco, ma il belga é on-side di pochissimo.
La partita si fa intensa. Reina compie una grande parata su Cristante, Rog sfiora il gol dello 0-2, Hamsik lo segna ma é in fuorigioco. Non mancano i momenti di tensione, però. Prima c’è un battibecco tra Sarri e Insigne quando il capitano dei Partenopei viene sostituito per Hamsik. Infine, una bottiglietta lanciata dagli spalti sfiora Koulibaly: nessun provvedimento da parte dell’arbitro Orsato.
Alla fine, gli ospiti possono festeggiare. Quinta vittoria consecutiva, primato in classifica a +4 sulla Juventus per una notte. Una vittoria importantissima anche per l’avversario e la trasferta ostica.
Focus
Napoli, Højlund ancora isolato: serve un rinforzo in attacco
Il pareggio di Copenaghen lascia l’amaro in bocca al Napoli: Højlund resta isolato e senza Neres l’attacco azzurro fatica a incidere.
In casa Napoli c’è grande sconforto per l’ennesima occasione persa in Champions League. Il pareggio in casa del Copenaghen sa di beffa dopo un primo tempo dominato, il gol del vantaggio e la superiorità numerica che sembravano aver messo la gara sui binari giusti.
Nella ripresa, però, gli azzurri hanno rallentato troppo e abbassato la concentrazione. A pagarne le conseguenze è stato soprattutto Højlund, ancora una volta poco servito e rimasto isolato al centro dell’attacco. Il digiuno da gol continua e le difficoltà del danese sono apparse evidenti, anche a causa di una manovra che ha prodotto pochissime soluzioni negli ultimi trenta metri.

DAVID NERES IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, senza Neres manca qualità
Il calo di rendimento di Højlund non è casuale e coincide con l’assenza di David Neres. Vergara ed Elmas, infatti, interpretano la trequarti in modo diverso rispetto al brasiliano: sono più rifinitori che attaccanti e dialogano meno con la punta, togliendo profondità e appoggi centrali.
Højlund, già sovraccaricato dai tanti minuti giocati, ha bisogno di un compagno che gli porti via l’uomo. In attesa del rientro di Neres, diventa quindi fondamentale intervenire sul mercato con un rinforzo offensivo, un profilo più da attaccante che da trequartista. Resta però l’ostacolo del saldo zero, che rende l’operazione complicata anche con le possibili cessioni di Lang e Lucca.
Senza nuove soluzioni, però, il rischio è quello di spegnere anche la vena offensiva di Højlund.
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