Focus
Calcio inglese, i giocatori da tenere d’occhio per il 2026
Il futuro del calcio inglese è già qui: giovani talenti pronti a brillare tra Premier League e Mondiale 2026.
Calcio inglese, i talenti da seguire nel 2026 e oltre
Mentre il calcio mondiale continua a evolvere, l’Inghilterra rimane una delle nazioni più prolifiche nello sfornare giovani calciatori di qualità.
Tra under-21 già affermati e enfant prodige che stanno emergendo, la nuova generazione del calcio inglese promette di plasmare il futuro della Nazionale e dei grandi club europei.
Myles Lewis-Skelly (Arsenal / Nazionale Inglese)
Uno dei nomi più caldi del panorama giovanile inglese. Cresciuto nelle giovanili dell’Arsenal, Lewis-Skelly ha fatto il suo esordio in Nazionale maggiore nel 2025, segnando al debutto e diventando il più giovane marcatore nella storia dell’Inghilterra. Capace di giocare come terzino sinistro moderno, solido difensivamente e incisivo in attacco, rappresenta una certezza per il futuro.
Archie Gray (Tottenham Hotspur / Inghilterra U21)
Centrocampista completo e dinamico, Gray è spesso citato come uno dei talenti che potrebbe fare il salto definitivo verso la Nazionale A. Dotato di buona visione, tecnica e capacità di impatto sia in fase difensiva che offensiva, è considerato un potenziale elemento chiave per il centrocampo inglese in futuro.
Rio Ngumoha (Liverpool)
Già protagonista con la prima squadra del Liverpool nonostante la giovane età, Ngumoha ha mostrato fiducia, dribbling e spinta offensiva nelle rare occasioni concesse. È stato inserito in alcune formazioni e le sue performance precoci in coppe e amichevoli fanno ben sperare per un futuro da protagonista.
Seth Ridgeon (Fulham / Inghilterra U18)
Un centrocampista di grande equilibrio e visione di gioco, Ridgeon è già stato promosso in prima squadra al Fulham e seguito da analisti come promessa del futuro in mediana. È noto per la sua tecnica pulita, lettura delle situazioni e abilità di passaggio.
Leo Shahar (Newcastle United)
Difensore inglese incaricato di rafforzare il reparto arretrato dei Magpies, Shahar si è distinto nelle giovanili e ora è pronto per guadagnarsi minuti con la prima squadra. La sua affidabilità difensiva unita a buone qualità fisiche lo rende un prospetto interessante per il futuro.
Ryan McAidoo (Manchester City / Inghilterra U17)
Ala sinistra veloce e tecnica, McAidoo è cresciuto nelle giovanili del Chelsea prima di approdare al Manchester City, dove continua la sua formazione. È noto per la rapidità, la capacità di saltare l’uomo e i cross pericolosi.
Altri emergenti da tenere d’occhio
Tra gli altri nomi da tenere sotto osservazione ci sono, ad esempio, Emmanuel Fejokwu (West Ham U18): giovanissimo talento seguito anche dall’Olanda.
Un altro nome caldo è quello di MTrey Nyoni (Liverpool): centrocampista già sceso in campo in FA Cup e con qualità tecniche di livello.
Chiude questa ulteriore carrellata Shim Mheuka (Chelsea): attaccante giovane e dinamico con un buon feeling per la porta, già utilizzato in competizioni europee giovanili.
Calcio inglese, tanti giovani di talento
La nuova generazione inglese combina tecnica, versatilità e maturità tattica, frutto anche dei programmi di sviluppo delle accademie e della possibilità di esordire presto in Premier League o nelle coppe europee, spesso negata ai giocatori italiani.
Nel contesto del Mondiale 2026, questi giovani potrebbero non solo entrare nel giro della Nazionale maggiore, ma anche essere protagonisti assoluti nei rispettivi club, dando continuità alla tradizione di talento inglese nel calcio mondiale.
Focus
Roma: l’attacco preoccupa, e rimane il problema rimonte
Anche contro l’Atalanta l’impatto offensivo della Roma è stato nullo: negli ultimi 10 anni di carriera mai le squadre di Gasperini erano andate così male.
La Roma continua a faticare a trovare la via del gol. Anche nella prima gara del 2026 contro l’Atalanta la squadra giallorossa non ha concretizzato le poche occasioni avute a disposizione contro i nerazzurri ai quali, al contrario, è bastata una sola chance per mettere al sicuro il risultato.

GRATTACAPI PER GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma: i numeri di un attacco che non punge
Anno nuovo, soliti problemi di inizio stagione. Alla vigilia della diciannovesima giornata di Serie A, quindi metà campionato, la Roma si ritrova con solamente 20 gol fatti: meglio dei giallorossi hanno fatto tutte le squadre che la precedono in classifica, con l’Inter capolista solitaria a 35 marcature. Meglio della Roma addirittura anche Sassuolo e Como con 23 reti a testa.
Troppo poco per una squadra il cui obiettivo è arrivare in zona Champions. Numeri nuovi anche per lo stesso Gasperini: mai negli ultimi dieci anni di carriera le squadre del tecnico piemontese avevano segnato così poco.

EVAN FERGUSON E ARTEM DOVBYK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Oltre agli scarsi numeri offensivi rimane un altro problema correlato, quello delle rimonte: in campionato, nelle otto occasioni in cui la Roma è passata in svantaggio solamente in una è riuscita a recuperare (nel 2-1 al Franchi contro la Fiorentina). Nelle altre sette la Roma è uscita sempre sconfitta senza riuscire a segnare nemmeno una rete. In Europa League la solfa non cambia: nelle sconfitte interne contro Lille e Viktoria Plzen la Roma non è mai riuscita a rimontare.
I motivi della sterilità offensiva dei giallorossi sono vari: incapacità di concretizzare le occasioni, ma anche di crearle. Manca soprattutto la capacità di portare a casa le vittorie “sporche” o di corto muso quando le gare si fanno dure sin da subito. Il miglior realizzatore della squadra è Soulè con 5 reti. Tutti gli altri attaccanti hanno collezionato appena sei reti in totale. Numeri impietosi che Gasperini spera di poter sistemare al più presto: urgono rinforzi offensivi dal calciomercato che possano invertire la rotta.
Focus
Juventus, sei Yildiz-centrica: il 10 pronto al grande salto
La Juventus si gode il talento di Kenan Yildiz e prepara il maxi rinnovo di contratto con ingaggio praticamente da top player. Lui sarà all’altezza?
Negli ultimi anni la stella turca ha conquistato sempre più una posizione dominante all’interno della rosa bianconera ma non solo. Da giovane promessa ha cambiato status in top.
Juventus, un 10 non a caso: Yildiz sulle orme di Pinturicchio?
Nel calcio di oggi si sa, l’importanza del 10 è sempre meno centrale nel complesso di una squadra ma esistono ancora quei giocatori capaci di valorizzare un numero storico, da sempre simbolo di talento e qualità smisurati. Chi era degno di guadagnarsi quella maglia sarebbe stato il punto di riferimento per un intero gruppo e se si parla di Juventus il rimando è subito al leggendario capitano, Alessandro del Piero.
Dal suo ritiro sotto la Mole si sono succeduti diversi diez, da Tevez a Pogba passando per Dybala ma, nonostante il livello impressionante raggiunto da essi, nessuno sembra essere paragonabile a quello che oggi rappresenta Kenan Yildiz per prospettive e importanza all’interno del gruppo. I precedenti 10, della storia recente infatti, erano inseriti all’interno di una realtà consolidata e abituata a vincere, che grazie a loro ha mantenuto quella tendenza, mentre il turco ha la responsabilità di riportare la Vecchia Signora a trionfare in Italia e soprattutto in Europa, dove tanti hanno fallito.
Trasformare il contratto di un giovane, in uno da top player rappresenta non solo il riconoscimento di quanto di buono fatto fino ad ora per la causa bianconera, ma anche e soprattutto un segnale per il futuro che indica la volontà della società di costruire dalle fondamenta un gruppo che sappia incarnare la juventinità (che significa in particolare vincere).
Yildiz è centrale nel progetto bianconero e Spalletti ha intuito l’importanza di dare fiducia a un giocatore che rappresenta già il futuro, oltre che il presente, del club. In questa stagione sono 5 gol e 4 assist in 15 partite, che in tutto fanno 22 gol e 17 assist in poco più di 100 presenze. A soli 20 anni si tratta di un risultato straordinario e casi come questo, in Europa, ce ne sono veramente pochi.
Le trattative per il rinnovo proseguono ma l’augurio di tutti, tifosi, club, e appassionati in generale, è che per una volta il 10 possa ritornare quel giocatore che non si lascia condizionare e giura fedeltà a un club.

KENAN YILDIZ PUNTA IL DITO IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Focus
Palermo, un Barbera inglese per il sogno Euro 2032
In vista di Euro 2032, Palermo si candida come sede, con il Renzo Barbera restyling all’inglese: ecco il progetto di Populous, autore del nuovo Wembley.
Palermo si candida come sede per Euro 2032, con lo Stadio Renzo Barbera che farà un restyling all’inglese: vediamo il progetto dello studio Populous, autore del nuovo stadio dell’Arsenal e dl nuovo Wembley.

Palermo, per Euro 2032 il Barbera si prepara ad un restyling all’inglese: ecco il progetto di Populous, ha realizzato anche il nuovo Wembley
Palermo si candida per diventare una delle sedi di Euro 2032, per ottenere la possibilità di ospitare i match della massima rassegna europea, lo Stadio Renzo Barbera dovrà sottoporsi ad un restyling, ben 35 anni dopo quello effettuato per i mondiali di Italia 90. Tra i progetti al vaglio da parte dell’amministrazione comunale, quello che risulta più interessante è quello dello studio Populous, che ha realizzato il nuovo stadio dell’Arsenal e anche il nuovo Wembley.
Secondo le indiscrezioni trapelate, si prevede una copertura integrale dell’impianto di Viale del Fante, sostituendo l’odierna forma ad emiciclo. Il modello sarebbe quello dello stadio di Dortmund, in modo che l’ex Favorita non ospiti solo calcio ma anche altre tipologia di eventi, non solo calcistici.
Le prossime tappe saranno l’assegnazione dell’appalto entro il 28 agosto prossimo, poi i lavori inizieranno fra un anno, il 5 gennaio 2027. Quindi distanza di oltre 30 anni un Barbera nuovo di zecca, per potere ospitare grandi match, come quelli di Italia 90.
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