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Atalanta, Sulemana sarà il nuovo Lookman?

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Atalanta

L’Atalanta ha ormai chiuso per Kamaldeen Sulemana, classe 2002 del Ghana, che lascerà il Southampton per rinforzare l’organico di Juric.

Il calciatore ha, da sempre, subito moltissimo la pressione di un ingaggio costato al club inglese ben 25 milioni di euro (una cifra record per la squadra del Sud-Est del Regno Unito). Una cifra che, all’inizio, lo aveva lusingato ma che poi si è rivelata fonte di pressione perché sentiva perennemente di dover far goal.

Insomma, ora Kamaldeen Sulemana potrà giocare a calcio in un club che lo stima e che lo ha fortemente voluto ma nel quale non subirà questa pressione legata alla sua prestazione e dove, si pensa, potrebbe davvero riuscire a dare il meglio di sé. Questo, almeno, è ciò che si augura la dirigenza e il suo nuovo allenatore Ivan Juric.

Atalanta

IVAN JURIC CON IL PALLONE DELL’ EUROPA LEAGUE IN MANO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Atalanta, le cifre dell’affare

In un’Atalanta – post Gasperini – che si sente un po’ più grande rispetto e più allineata ai grandi club (lo ha dimostrato con una stagione passata davvero strepitosa) e che vuole puntare in alto, ecco che arriva Sulemana a fornire quello sprint in più.

Sulemana non troverà, soltanto, un club ed una tifoseria felice di averlo nel gruppo e nel progetto, ma anche una vecchia conoscenza proprio nell’allenatore Juric che lo ha conosciuto ed apprezzato proprio nel suo periodo al Southampton. L’accordo raggiunto vedrà la Dea versare 17 milioni di euro per il talento ghanese, con una clausola del 10% su un’eventuale futura rivendita.

Ora per il club nerazzurro si prospetta un inizio settimana davvero a mille: l’arrivo del giocatore previsto per lunedì e, subito dopo, le visite mediche.

Ed ecco che il calciatore potrà lasciarsi alle spalle una Premier League che lo ha visto un po’ troppo all’ombra per dimostrare tutte le sue qualità in Serie A.

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Calcio Europeo: le partite più belle del 2025

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Mondiale per Club

Con il 2025 terminato, andiamo a vedere le partite più belle dell’anno nel calcio europeo. Il 2025 ci ha regalato di sicuro diverse partite emozionanti.

Si conclude il 2025, un anno che ci ha regalato diverse emozioni calcisticamente parlando. Un anno in cui il Napoli ha vinto il suo quarto Scudetto. L’Inter ha raggiunto la sua seconda finale di Champions League in 3 anni. Il Bologna ha vinto un trofeo dopo 27 anni.

Le emozioni non sono mancate all’estero: il Crystal Palace vince la FA Cup. Il PSV Eindhoven vince l’Eredivisie al cardiopalma. Il Liverpool vince la Premier League nella sua prima stagione post-Klopp. Il Barcellona di Yamal vince la Liga. Il Chelsea vince il Mondiale Per Club. Ma quali sono le partite più belle del 2025? Scopriamolo insieme.

Calcio Europeo, le partite più belle del 2025: dalle due punizioni di Rice a Inter-Barcellona 4-3

Calcio Europeo, Arsenal, Declan Rice

Arsenal-Real Madrid 3-0, quarti di finale d’andata Champions League 2024/25, 8 aprile 2025. L’Arsenal è arrivata in Champions League solo due volte (l’ultima nel 2009). Quest’anno l’accesso tra le Final Four sembra quasi impossibile, visto che ai quarti affrontano il Real Madrid di Mbappe. La partita d’andata si gioca all’Emirates, dunque per gli uomini di Arteta sarà fondamentale vincere per poi giocarsela al Bernabeu. Dopo un primo tempo senza reti, nel secondo tempo è un uomo a prendersi la scena: Declan Rice. L’ex centrocampista del West Ham sblocca la partita al minuto 58 con un grandissimo gol da calcio di punizione. Dodici minuti dopo si ripete, segnandone uno ancora più bello che fa impazzire tutto l’Emirates. Arriva poi anche il terzo gol segnato da Mikel Merino (75′): l’Arsenal distrugge il Real Madrid, avvicinandosi alla semifinale. Vinceranno anche la gara di ritorno a Madrid, 1-2.

Man Utd-Lione 5-4, quarti di finale di ritorno Europa League 2024/25, 17 aprile 2025. Se la partita d’andata fu ricca di emozioni con 2 gol da entrambi le squadra, quella di ritorno è iconica. A fine primo tempo il Man Utd è in vantaggio di due gol grazie alle reti di Ugarte (10′) e Dalot (45+1). Tuttavia, il Lione riesce a pareggiarla nel secondo tempo con le reti di Tolisso (71′) e Tagliafico (78′): si va dunque ai supplementari. Poco prima della fine del primo tempo supplementare, i francesi completano la rimonta con gol di Cherki (105′), e sembrano chiuderla nel secondo tempo con un rigore di Lacazette (110′): appunto, sembrano. Arriva un altro rigore questa volta per lo United, segnato da Bruno Fernandes (114′), Mainoo segna il gol del pareggio (120′), e un minuto dopo Maguire, di testa, segna il gol del definitivo 5-4, mandando i Red Devils in semifinale e facendo impazzire Old Trafford.

Barcellona-Inter 3-3, semifinale d’andata Champions League 2024/25, 30 aprile 2025. Alla partita di ritorno ci arriviamo, ma va menzionata anche la partita d’andata di quella che è probabilmente la semifinale più folle nella storia della Champions League. Il primo gol arriva dopo soli 30 secondi, con i nerazzurri che la sbloccano con un gol bellissimo di Thuram di tacco. Passano 20 minuti, e arriva il 0-2 segnato da Dumfries in mezza rovesciata da calcio d’angolo. Tuttavia, il Barcellona la riapre con un grandissimo gol di Yamal (34′), per poi pareggiarla con Ferran Torres (38′). Nel secondo tempo, gli uomini di Inzaghi tornano in vantaggio grazie con un altro gol di Dumfries sugli sviluppi da calcio d’angolo, questa volta di testa (63′). Il vantaggio però dura solo 2 minuti: Raphinha tira da fuori, la palla colpisce la traversa e va a sbattere sulla schiena di Sommer, 3-3.

Inter-Barcellona 4-3, semifinale di ritorno Champions League 2024/25, 6 maggio 2025. Come nella partita d’andata, l’Inter passa in vantaggio di due gol grazie alle reti di Lautaro Martinez (21′) e Calhanoglu su rigore (45+1). Tuttavia, i blaugrana la ribaltano nel secondo tempo con le reti di Eric Garcia (54′), Dani Olmo (60′), e Raphinha (87′). Quando tutto sembra perduto però, arriva il gol del pareggio dall’uomo che non ti aspetti: Francesco Acerbi. L’ex centrale della Lazio riceve palla da Dumfries, e batte Szczesny di prima intenzione (90+3). Ai supplementari l’unico gol della partita lo segna Frattesi (99′): un gol che fa esplodere di gioia San Siro. Il Barcellona prova a pareggiarla, ma le parate di Sommer mantengono il risultato sul 4-3. Al fischio finale, San Siro può esultare: l’Inter è in finale di Champions League.

Juventus-Borussia Dortmund 4-4, 1a giornata Champions League 2025/26, 16 settembre 2025. Tre giorni dopo aver battuto l’Inter 4-3 in campionato con gol di Adzic allo scadere, l’esordio stagionale della Juventus in Champions contro il Borussia Dortmund è pirotecnico. Dopo un primo tempo senza reti, nel secondo tempo succede di tutto: la sbloccano gli ospiti con Adeyemi (52′), poi Yildiz segna il gol del pareggio con un grandissimo gol a giro (63′). Passano due minuti, e il Dortmund torna in vantaggio con gol di Nmecha (65′): passano altri due minuti e Vlahovic segna il gol del pareggio. Gli ospiti segnano altri due gol con Yan Couto (74′) e Bensebaini su rigore (86′), ma non finisce qui. Vlahovic riapre nuovamente la partita (90+4), e due minuti dopo arriva il pareggio dei bianconeri con un gol di Kelly di testa che fa impazzire di gioia Tudor e l’Allianz Stadium. Finisce 4-4.

Menzioni onorevoli

Benfica-Barcellona 4-5, 7a giornata Champions League 2024/25, 21 gennaio 2025

Man City-Real Madrid 2-3, playoff Champions League 2024/25, 11 febbraio 2025

Atletico Madrid-Barcellona 2-4, 28a giornata Liga 2024/25, 16 marzo 2025

Barcellona-Real Madrid 4-3, finale Copa del Rey, 26 aprile 2025

Feyenoord-PSV Eindhoven 2-3, 32a giornata Eredivisie 2024/25, 11 maggio 2025

Barcellona-Real Madrid 4-3, 35a giornata Liga 2024/25, 11 maggio 2025

Inter-Lazio 2-2, 37a giornata Serie A 2024/25, 18 maggio 2025

Spagna-Francia 5-4, semifinale Nations League 2024/25, 5 giugno 2025

Man City-Al Hilal 3-4, ottavi di finale Mondiale Per Club 2025, 1 luglio 2025

Newcastle-Liverpool 2-3, 2a giornata Premier League 2025/26, 25 agosto 2025

Israele-Italia 4-5, 6a giornata qualificazioni Mondiali 2026, 8 settembre 2025

Juventus-Inter 4-3, 3a giornata Serie A 2025/26, 13 settembre 2025

Ungheria Irlanda 2-3, 10a giornata qualificazioni Mondiali 2026, 16 novembre 2025

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Como, Douvikas è la chiave di un attacco incompleto

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como douvikas

Nella forza straordinaria del Como di Fabregas è diventato sempre più centrale l’apporto di Douvikas, soprattutto in termini di gol, e a Lecce è stato decisivo.

Il rotondo successo in casa dei salentini ha portato alla luce ancora una volta l’importanza dell’attaccante greco per il gioco della squadra biancoblù. Le defezioni in attacco dovute agli infortuni sembrano passate in secondo piano con lui in campo.

Como, l’importanza di Douvikas: adesso arrivano anche i gol

Nell’arco di una stagione non è importante il numero di imprevisti che sopraggiungono ma come vengono gestiti e la soluzione che viene adottata per ovviarne i problemi derivanti. È questo il caso del Como, che in Douvikas ha trovato un bomber ma allo stesso tempo un giocatore capace di aumentare notevolmente le capacità offensive del reparto d’attacco.

La situazione in cui si è ritrovato Fabregas a causa degli infortuni lo hanno costretto ad adottare uno stile di gioco prettamente improntato sui calciatori ancora a disposizione. Gli stop di Morata Diao sono stati un fattore determinante nelle ultime uscite, motivo per cui l’impiego costante di Douvikas è stato un segnale di fiducia per il giocatore, che ha così potuto incrementare il suo apporto.

In 16 partite sono i gol segnati ma l’importanza in campo dell’ex Celta Vigo si misura soprattutto nelle sue capacità di attaccare la profondità e offrire alla squadra soluzioni offensive efficaci. Inoltre le doti acrobatiche lo rendono in grado di tramutare in conclusione verso la porta la gran parte dei cross provenienti dalle fasce. Senza Morata, che predilige il gioco di squadra e l’aiuto nella manovra, e Diao, forte soprattutto nell’1 vs 1 e in velocità, Fabregas è riuscito a riempire il vuoto con qualcosa di sostanzioso.

Tuttavia l’attacco, così com’è oggi, non rispecchia ancora a pieno le qualità che, una squadra ambiziosa come il Como, vuole mettere in campo in Serie A. Tanti talenti, giovani di grandi prospettive, esperienza eppure manca quell’elemento che, aldilà dello sconfinato talento di Nico Paz, possa effettivamente incidere con regolarità sui risultati.

como douvikas

NICO PAZ IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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Napoli, il laboratorio di Conte: un calcio che cambia

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Napoli

Il Napoli apre il 2026 a Roma con idee chiare e un modulo ultra-offensivo: Conte si reinventa ancora e costruisce un Napoli imprevedibile

Domenica all’ora di pranzo il Napoli inaugurerà il suo 2026 all’Olimpico contro la Lazio, con l’obiettivo di confermare gli ottimi segnali mostrati negli ultimi impegni del 2025. Segnali che portano una firma chiara: quella di Antonio Conte. Il tecnico salentino ha ridisegnato ancora una volta la squadra, scegliendo un assetto molto offensivo che ha portato qualità, coraggio e imprevedibilità.

Il nuovo vestito è un 3-4-2-1 che assomiglia quasi a un 4-2-4: Di Lorenzo braccetto di destra, Matteo Politano trasformato in quarto di centrocampo con David Neres trequartista e a tratti seconda punta. 

Il risultato è un Napoli più fluido, capace di attaccare con tanti uomini e di creare superiorità negli ultimi trenta metri. È anche un ritorno al passato per Conte, che rispolvera idee già viste in altre esperienze, ma sempre adattandole ai giocatori che ha a disposizione.

Napoli

L’URLO DI ANTONIO CONTE CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Napoli, cambiare senza perdere identità

Non serve andare troppo lontano per capire quanto Conte sia maestro nel reinventarsi. Basta guardare il suo percorso in azzurro. L’avventura era iniziata con un 3-4-2-1 che però aveva non poche falle. Poi il passaggio al 4-3-3 con l’arrivo di Scott McTominay, quindi un 4-4-2 quasi obbligato dopo la cessione di Kvaratskhelia e i problemi fisici di David Neres, con Raspadori in avanti con Lukaku. Nei primi mesi di questa stagione si è visto anche un 4-1-4-1 più prudente per , prima del ritorno al 3-4-2-1 attuale, figlio delle tante indisponibilità a centrocampo.

E non è finita. Con il rientro di Romelu Lukaku, Conte guarda già oltre, a un possibile 3-5-2 che possa esaltare il gioco spalle alla porta del belga e la profondità di Højlund. Cambiano i numeri, cambiano le posizioni, ma non la sostanza: ogni scelta è pensata per esaltare le qualità dei singoli e per offrire sempre nuove chiavi di lettura alla squadra. Anche quando arrivano passi falsi, l’idea resta chiara e riconoscibile.

È questa capacità di adattarsi, di trovare soluzioni senza perdere competitività, che rende Conte un allenatore capace di spostare gli equilibri. Il nuovo Napoli nasce da qui: da un calcio che cambia forma, ma non ambizione. E che, proprio per questo, continua a vincere.

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