<p><strong>Bentornati sulla prima rubrica di Calcio Style dedicata alla Ligue 1, dove cercherò di trasmettervi la passione per il calcio francese.</strong></p>
<h2>Il Marsiglia non sa più vincere</h2>
<p>Il <strong>Marsiglia</strong> non riesce a battere il <strong>Metz</strong>, la squadra più in difficoltà di questa <strong>Ligue 1</strong>, al <strong>Velodrome</strong>. Gli ospiti, penultimi in classifica prima dell&#8217;inizio di questa giornata, hanno accolto il figliol prodigo <strong>Mikautadze</strong> in prestito secco dall&#8217;<strong>Ajax</strong> (fallimentare la sua esperienza in Olanda) nelle ultime ore di mercato.</p>
<p>Il georgiano non ha segnato, ma la sua presenza in campo è stata sufficiente per permettere a <em>Les Grenats</em> di <strong>interrompere un&#8217;emorragia di sconfitte che in questa Ligue 1 durava da sette partite</strong>. L&#8217;ultimo punto raccolto dalla squadra di <strong>Boloni</strong> risale al 26 Novembre: 2-3 sul campo del <strong>Lorient</strong>.</p>
<p>Non solo: <strong>il Marsiglia è sin qui l&#8217;unica squadra in questa Ligue 1 a non aver vinto con il Metz né all&#8217;andata né al ritorno</strong>. Due a due all&#8217;andata e uno a uno al ritorno, dove non è bastato il gol del neo arrivato <strong>Moumbagna</strong>.</p>
<p>La squadra di <strong>Gattuso</strong> è rimasta in dieci alla metà del primo tempo, con il VAR che ha trasformato in espulsione un fallo di capitan <strong>Gigot</strong> che l&#8217;arbitro <strong>Hakim</strong> <strong>Ben El Hadj</strong> aveva ritenuto meritevole solo del cartellino giallo. Nonostante l&#8217;inferiorità numerica, i padroni di casa sono andati in vantaggio (56&#8242;) salvo farsi riprendere neanche cinque minuti dopo dal gol (decisivo) di <strong>Udol</strong>.</p>
<p>Il Marsiglia fallisce (nuovamente) il ritorno in zona Europa e <strong>rischia di veder scappare il quarto posto</strong> (obiettivo minimo della dirigenza, <a href="https://www.calciostyle.it/esteri/gattuso-ha-ribaltato-il-marsiglia-tutti-i-dati-della-svolta">come affermato dallo stesso Gattuso</a>) a otto punti. Il Metz, da canto suo, guadagna un punto pesante e inaspettato nel pervicace tentativo di raggiungere la salvezza.</p>
<div id="attachment_293742" style="width: 2570px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-293742" class="wp-image-293742 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2023/10/novara-gattuso-scaled.jpeg" alt="Ligue 1" width="2560" height="1850" /><p id="caption-attachment-293742" class="wp-caption-text">LPS/Fabrizio Carabelli</p></div>
<h2>Lille impresentabile: PSG già in fuga</h2>
<p><strong>PSG</strong> sconfitto e criticato alla vigilia del periodo più intenso e delicato della stagione, a metà del guado fra la fine delle coppe afro-asiatiche e il ritorno della <strong>Champions League</strong>. <strong>Nizza</strong> potenzialmente a -5, in caso di vittoria contro il <strong>Monaco</strong> nel big match di domani sera, e in grado di regalarci una Ligue 1 aperta e combattuta anche grazie al peggior PSG dell&#8217;era <span class="mw-page-title-main"><strong>Al-Khelaïfi</strong>.</span></p>
<p>Una speranza durata quattro minuti. Non solo il tempo che è intercorso fra il gol di <strong>Yazici</strong> e quello di <strong>Ramos</strong>, ma anche quello necessario per ribadire <strong>la totale inadeguatezza tattica di Fonseca nella gestione dei big match</strong>.</p>
<p>Un limite enorme, palesato anche a <strong>Roma</strong> e rimarcato, con una veemenza a tratti sconcertante, anche al <strong>Parco dei Principi</strong>. <strong>Il Lille presentato a Parigi da Fonseca è di una pochezza imbarazzante</strong>. Non solo per la quantità esorbitante di errori tecnici, ma soprattutto per la tenuta difensiva.</p>
<p>E dire che <em>Les Dogues</em> erano anche partiti bene. La corsia di destra, composta da <strong>Santos</strong> e <strong>Zhegrova</strong>, ha fatto vedere le cose migliori della partita. Fra cui il gol del vantaggio di Yazici, dopo sei minuti dal fischio d&#8217;inizio. Un uno a zero che andava trattato con i guanti e che invece gli ospiti dilapidano quasi subito.</p>
<p>Oramai ogni settimana si vedono talmente tanti gol presi per colpa di una costruzione dal basso che il materiale per i montaggi horror da far diventare virali in rete si spreca. Al contrario, <strong>le reti segnate immediatamente dopo una ripartenza da dietro si contano sulla dita di una mano</strong>.</p>
<p>Dopo anni sto ancora cercando di capire dove sia questo rapporto costi-benefici estremamente profittevole di cui i <em>giochisti</em> vanno cianciando con la solennità di un predicatore religioso. A un&#8217;uscita da dietro pigra e non necessaria fa seguito la pessima serata di <strong>Alexsandro Ribeiro,</strong> quasi omonimo del centrale della <strong>Juventus</strong>, la cui partita viene perfettamente esemplificata dalla seconda rete.</p>
<p>Un liscio clamoroso, tra l&#8217;altro con il suo piede, con cui si manda il pallone sul tacco destro e quindi all&#8217;angolino. Esercizio ginnico dal coefficiente di difficoltà difficilmente quantificabile e <strong>Chevalier</strong> battuto. Probabilmente l&#8217;unico modo per battere il <em>portierino</em> (ma in procinto di diventare un <em>Portierone</em>) del Lille in una serata di grazia come tante gliene sono capitate nella sua breve carriera.</p>
<p>Infatti, <strong>il passivo per gli ospiti sarebbe potuto essere ben peggiore senza la serie sconfinata di prodezze sciorinate dal futuro numero uno della nazionale francese</strong>. Il Lille, complice l&#8217;assetto estremamente prudente scelto da Fonseca, vivacchia speculando sullo svantaggio minimo.</p>
<p>A metà secondo tempo il portoghese tenta il tutto per tutto, in maniera tardiva come spesso gli capita, ma il cambio di assetto (da un 4-2-3-1 senza un vero centravanti a una sorta di 4-4-2 con <strong>David</strong> spalleggiato da Yazici) frutta &#8220;solo&#8221; una discesa di <strong>Ounas</strong> sulla destra. Il turco, però, anziché mandare <strong>Navas</strong> (che <strong>Luis Enrique</strong> ha preferito a <strong>Donnarumma</strong> in un atto diplomatico degno di un mediatore nel conflitto russo-ucraino) e tutto il pallone in fondo alla rete decide di cercare il piazzato con quattro maglie del PSG sulla traiettoria.</p>
<p>Il suo (timido) tentativo, ovviamente, si spalma su uno degli avversari in barriera e <em>de facto</em> la partita finisce lì. Perché poco dopo il neo-entrato <strong>Barcola</strong> fa fare una figuraccia a <strong>Ismaily</strong>, regalando a <strong>Kolo Muani</strong> il tap-in del tre a uno. <strong>Salvo miracoli il PSG si porterà a casa anche questa edizione della Ligue 1</strong>, ma già mercoledì contro la <strong>Real Sociedad</strong> sarà un&#8217;altra storia.</p>
<div id="attachment_323666" style="width: 1610px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-323666" class="wp-image-323666 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/02/randal.jpg" alt="Ligue 1" width="1600" height="900" /><p id="caption-attachment-323666" class="wp-caption-text">Photo Source: <a href="https://en.psg.fr">Paris Saint-Germain Official Website</a>.</p></div>
<h2>Ligue 1, il punto sulla zona Europa</h2>
<p>Se si eccettua la vittoria del <strong>Lens</strong> sullo <strong>Strasburgo</strong>, delle squadre in lotta per le zone europee non ha vinto nessuno. Vittoria netta quella della squadra di <strong>Haise</strong>, che nello pseudo-scontro diretto contro quella di <strong>Vieira</strong> rimarca la totale inadeguatezza degli alsaziani a sognare un piazzamento europeo.</p>
<p>Primo tempo dominato dai <em>Sang Et Or</em>, che vanno in vantaggio per due a zero (reti di <strong>Wahi</strong> e <strong>Costa</strong>) prima che <strong>Delaine</strong> accorciasse le distanze negli ultimi vagiti della prima frazione. Poi <strong>Sotoca</strong>, alle idi della ripresa, chiude i conti.</p>
<p>Strasburgo tranquillo a metà classifica, ma più vicino alla zona retrocessione (6 punti) che a quella europea. <strong>Sono infatti dieci i punti di distanza proprio dal Lens</strong>, ora sesto in classifica ma tornato pienamente in corsa anche per la <strong>Champions League</strong>. Data la sconfitta del <strong>Lille</strong> e il pareggio del <strong>Brest</strong>.</p>
<p>La squadra di <strong>Roy</strong> paga le fatiche infrasettimanali, trasferta al Parco dei Principi in <strong>Coupe de France</strong>, a cui non è abituato e non va oltre l&#8217;uno a uno sul campo del fanalino di coda <strong>Clermont</strong>. Perde anche il <strong>Reims</strong>, due a zero sul campo di un <strong>Lorient</strong> alla seconda vittoria consecutive in questa Ligue 1.</p>
<p><strong>Non era mai successo quest&#8217;anno che i bretoni vincessero due gare di fila</strong>. L&#8217;ultima volta nello scorso campionato, con la vittoria per tre a uno sul campo del PSG e quella per due a uno nel derby bretone con il Brest.</p>
<p>Per i padroni di casa in gol anche l&#8217;ex-<strong>Milan Bakayoko</strong>, autore del due a zero finale, che non segnava in Ligue 1 dal 12 Gennaio del 2020: più di quattro anni fa! E a proposito di Milan, continua il periodo di forma smagliante degli altri rossoneri: quelli di Francia. Infatti, <strong>il Rennes ha vinto ancora</strong>.</p>
<p>Uno a zero su un campo difficile come quello del <strong>Le Havre</strong>, ma vincendo da squadra grazie a un gol di <strong>Borigeaud</strong> nella ripresa. Ed è ciò che era mancato ai bretoni nella prima parte di stagione: <strong>essere una squadra</strong>. E ora, nonostante l&#8217;infortunio di <strong>Le Fee</strong> che non ci sarà nel playoff, il Rennes può contare su una impalcatura di squadra capace anche di sopperire alle assenze dei singoli.</p>
<p>Il Rennes ora è settimo, a quattro punti dalla coppia Lens-Lille che detengono rispettivamente l&#8217;ultimo posto utile per la Conference e per l&#8217;Europa League. <a href="https://www.calciostyle.it/europa-league/milan-contro-il-rennes-non-sara-una-passeggiata-i-numeri-dei-francesi">Il 2024 dei bretoni è stato sin qui perfetto</a>. <strong>Sette vittorie su sette nel nuovo anno fra tutte le competizioni</strong>. Le vittorie consecutive sono otto se consideriamo anche quella sul campo del Clermont nell&#8217;ultima gara del 2023.</p>
<div id="attachment_323683" style="width: 967px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-323683" class="wp-image-323683 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/02/Schermata-2024-02-12-alle-10.44.27.png" alt="Ligue 1" width="957" height="539" /><p id="caption-attachment-323683" class="wp-caption-text">Photo Source: <a href="https://www.staderennais.com">Stade Rennais F.C. Official Website</a>.</p></div>
<h2>Ligue 1, il punto sulla zona salvezza</h2>
<p>Colpaccio del <strong>Lione</strong> sul campo del <strong>Montpellier</strong>, che conferma di essere una squadra uscita stravolta dal mercato invernale e inguaia gli uomini di <strong>Der Zakarian</strong>. L&#8217;OL ha vinto otto delle dodici partite in cui <strong>Pierre Sage</strong> si è seduto sulla panchina lionese e si è tirato fuori dalla zona retrocessione.</p>
<p>La vittoria del Lione rimette in corsa anche il Montpellier, <strong>che si è sentito salvo troppo presto</strong>. Talmente tranquillo della sua posizione da metà classifica da aver ceduto il suo miglior difensore, <strong>Esteve</strong>, al <strong>Burnley</strong> nel mercato di Gennaio. Ma la classifica in Ligue 1 è talmente corta (dal 10esimo posto dello Strasburgo al 16esimo del Lorient ballano appena sei punti) che una distrazione di due o tre partite può vanificare il lavoro di un&#8217;intera stagione.</p>
<p>I padroni di casa era anche andati in vantaggio nel primo tempo con <strong>Nordin</strong> e avevano interpretato la partita meglio degli ospiti. Tuttavia, lo spirito OL ha fatto la differenza e permesso al Lione di rimanere dentro la partita nonostante i fantasmi della retrocessione bussassero alla loro porta. E una partita in bilico spesso la decidono i campioni, quelli che il Lione, nonostante tutto, continua ad avere. E allora prima il solito sigillo di <strong>Lacazette</strong> e poi quello di <strong>Caqueret</strong>.</p>
<p>&#8220;Il Lione ai lionesi&#8221; sarà stata anche solo un&#8217;opera di marketing, <strong>ma se il Lione non saluterà la Ligue 1 dovrà dire grazie soprattutto a quelli che con questa maglia ci sono cresciuti</strong>. Torna a vincere in Ligue 1, dopo sei partite, anche il <strong>Nantes</strong>. Il momento era difficilissimo per la squadra di <strong>Gourvennec</strong>, dopo l&#8217;eliminazione dalla Coupe de France per mano del piccolo Laval (squadra di Ligue 2) e con la vittoria in campionato che mancava dal 2 Dicembre. <strong>Però i canarini l&#8217;hanno vinta in perfetto stile Gourvennec</strong>.</p>
<p>26% di possesso palla. Appena 0,38 di xG e 2 tiri nello specchio, <strong>che però sono anche le due reti con i quali il Nantes ha vinto uno scontro diretto pesantissimo in chiave salvezza</strong>. Ovvero quelle di <strong>Mohamed</strong> (punizione magistrale dopo appena due minuti dal fischio d&#8217;inizio) e la rete a inizio secondo tempo di <strong>Kadewere</strong>. Inutile la rete a tempo di scaduto di <strong>Dallinga</strong> per i padroni di casa, che si sono visti annullare un gol per fuorigioco millimetrico di <strong>Magri. </strong>Il Nantes respira e il <strong>Tolosa</strong> torna a vedere i mostri.</p>
<div id="attachment_323687" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-323687" class="wp-image-323687 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/02/LBD_5410_d5207dbed6.jpg.webp" alt="Ligue 1" width="800" height="533" /><p id="caption-attachment-323687" class="wp-caption-text">Photo Source: <a href="https://www.ol.fr/fr">Olympique Lyonnais Official Website</a>.</p></div>
<h2>Derby al Monaco fra le polemiche</h2>
<p>Il derby della Costa Azzurra, infuocato non solo dall&#8217;accesa rivalità fra le due squadre ma anche da una direzione arbitrale assolutamente non all&#8217;altezza della partita, va al <strong>Monaco</strong>. <strong>Farioli</strong> rimane saldamente al secondo posto, in virtù dei passi falsi di Brest e Lille, <strong>ma il PSG a +11 non lo riprendi più</strong>.</p>
<p>Soprattutto si rifà sotto il Monaco, che conquista tre punti pesantissimi per rinforzare la propria candidatura alla zona Champions. I monegaschi vincono uno scontro diretto e per di più in territorio nemico, su un campo difficilissimo dove <strong>quest&#8217;anno nessuno aveva ancora vinto</strong>. Lo non senza polemiche.</p>
<p>E&#8217; un periodo non felice per gli arbitri francesi, <strong>soprattutto per quanto concerne la gestione delle espulsioni</strong>. Solo nelle ultime partite abbiamo avuto quella inconcepibile di <strong>Maripan</strong> contro il Marsiglia o quella esagerata di <strong>Gradit</strong> contro il PSG. Ieri sera all&#8217;Allianz Riviera, però, <strong>si è andati oltre</strong>.</p>
<p><strong>Dante</strong> prende nettamente il pallone e poi sullo slancio anche la caviglia del suo avversario. L&#8217;intervento è duro, ma non presenta nessuna delle caratteristiche fondamentali per rientrare nella casistica dei &#8220;<em>falli che rischiano di ledere l&#8217;integrità fisica dell&#8217;avversario</em>&#8220;. La gamba è alta, ma non troppo. Il punto di contatto con la caviglia non è potenzialmente compromettente e soprattutto <strong>non c&#8217;è il rischio concreto di fare del male all&#8217;avversario</strong>.</p>
<p>Nonostante, <strong>Eric Watellier</strong> viene richiamato dal VAR (ennesimo caso il cui la tecnologia &#8220;corregge&#8221; una decisione corretta con quella sbagliata) e completa la sua disastrosa serata espellendo il capitano del Nizza. Se l&#8217;intervento di Dante di ieri sera è da espulsione, <strong>quello di Soglo di settimana scorsa è da codice penale</strong>. Eppure quell&#8217;intervento non venne sanzionato nemmeno con il fallo.</p>
<p>Una grave disomogeneità di giudizio, che ha incattivito una partita già molto nervosa e messo il Nizza di fronte a un Everest da scalare subito dopo il gol del due a uno di <strong>Zakaria</strong>. Ai padroni di casa, senza <strong>Diop</strong> (infortunato) e con la coppia <strong>Boga-Moffi</strong> impegnata nella finale di <strong>Coppa D&#8217;Africa</strong>, per poco non riesce l&#8217;impresa grazie al &#8220;<em>local boy</em>&#8221; <strong>Guessand</strong>. Due a due e la sensazione è che agli uomini di Farioli possa anche andare bene così, ma la disattenzione che porta al gol del definitivo tre a due nemmeno tre minuti dopo è imperdonabile.</p>
<p>Solo una volta il Nizza quest&#8217;anno aveva subito tre gol, nella trasferta di Le Havre che sin qui rimane la peggior partita dell&#8217;era Farioli, ma, al di là di una direzione arbitrale da ufficio inchieste, <strong>ieri sera la difesa nizzarda ha scricchiolato pericolosamente e non è la prima volta</strong>.</p>
<p>Di recente è accaduto spesso e Farioli deve ritrovare la sua solidità difensiva se vuole conquistare uno dei primi tre posti. Se la mano del bravissimo allenatore italiano comincia a vedersi meno, <strong>sarà difficile per il Nizza qualificarsi alla prossima edizione della Champions League</strong>.</p>
<p>Onestamente in Ligue 1 ci sono squadre più attrezzate e sin qui non si è visto semplicemente per la bravura di Francesco. Ora però il tecnico toscano deve rimboccarsi le maniche e rimettere a sistema la sua squadra. Il calendario, in questo senso, non aiuta. Alla prossima si va a Lione, in casa di una squadra in estrema salute e senza la guida illuminata del 40enne ex-<strong>Bayern Monaco</strong>.</p>
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Aggiornato al 12/02/2024 11:42
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