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Psg, Messi: “Non ero felice. Non è stato affatto un incubo”

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Lionel Messi

Lionel Messi ai microfoni di Sport ha avuto modo di parlare della propria esperienza al Psg, dichiarando di aver vissuto un’esperienza fantastica ma senza essere felice. 

Messi ha ricordato però le difficoltà iniziali del trasferimento improvviso, dopo una vita passata a Barcellona. Ecco le parole del fuoriclasse dell’Inter Miami. 

Messi

Messi, le parole sull’esperienza al Psg

Messi, come vivi l’affetto che proviene da Barcellona?

È spettacolare. Tutto ciò che mi arriva da Barcellona, ​​dalla gente, da un periodo come quello che abbiamo vissuto, mi fa sempre provare un po’ di nostalgia. E molta emozione.

Questa non vuole essere un’intervista, ma piuttosto una conversazione con Messi stimolata da un premio che SPORT consegnerà la prossima settimana come giocatore più amato nella storia del Barcellona . E questa forte emozione si percepisce quando i ricordi tornano a galla…

La verità è che mi mancano davvero tutti quei momenti. Forse li apprezzo di più ora rispetto a quando accadevano, per le dinamiche quotidiane e per cosa significava giocare partita dopo partita e pensare alla partita successiva senza poter godere di ciò che stavamo facendo. Oggi, vedendoli con più calma e più rilassatezza, da lontano, dopo un paio d’anni, li vivi molto di più.

Messi ti piace quello che è successo allora?

Mi piace guardarlo, ovviamente, perché erano momenti molto significativi, importanti. Le immagini che apparivano lì, nel video, rappresentavano momenti specifici in cui accadevano cose importanti. Sono bei momenti da ricordare.

Messi, la gente non lo dimentica, questo è certo.

Credo di averti parlato una volta. Mi è rimasta una strana sensazione dopo essere andato via, per come è andata a finire, per come ho finito per giocare gli ultimi anni senza tifosi, a causa della pandemia. Dopo aver trascorso tutta la mia vita lì, non me ne sono andato come avevo immaginato, come avevo sognato. Immaginavo, come ho detto, di giocare tutta la mia carriera in Europa, a Barcellona, ​​e poi venire qui come ho fatto, perché quello era il mio piano, quello che volevo. E beh, anche l’addio è stato un po’ strano, per la situazione, per tutto. Ma comunque, penso che l’affetto della gente ci sarà sempre, per quello che ho detto, per tutto quello che abbiamo passato.

È passato così tanto tempo…

Credo che siano passati 16 anni dalla prima squadra e 20 o 21 da quando sono arrivato al Barcellona, ​​quando avevo 12 o 13 anni. Quindi è un lungo periodo, tante esperienze di vita, e ovviamente l’affetto non mi abbandona mai.

Alla fine, gli anni passano e sembra che arrivino nuovi giocatori e nuove speranze, ma quell’amore, quella passione, per tutto ciò che hai generato in così tante persone rimane. Perché hai lasciato il segno in tanti; ci sono persone che hanno la tua immagine o il tuo nome tatuati addosso.

Sì, è quello che succede sempre nel calcio. Arrivano nuovi giocatori e nuove persone, ma la storia non si dimentica mai, non solo per me, ma per tutti coloro che hanno fatto parte del club. Ci sono persone molto importanti che hanno contribuito e aiutato il club a diventare ancora più grande.

Sarà sempre ricordato con affetto e non verrà mai dimenticato. Hai già menzionato il momento più triste, ma qual è stato il momento più felice?

È difficile sceglierne solo uno. Grazie a Dio ho avuto la fortuna di vivere molti momenti. Non so, di solito quando parliamo di felicità pensiamo ai titoli, ai successi, alle cose importanti che abbiamo realizzato. Ma il primo sestuplo con Guardiola è stato straordinario, così come l’ultima Champions League con Luis Enrique. Non so, è difficile scegliere un solo momento.

Ci sono state così tante esperienze…

Porterò con me tutto quello che ho vissuto in quel periodo, tutto quello che ho vissuto come persona, come giocatore. Porterò con me tutto questo. Quando rivedo immagini e ricordi, mi tornano in mente flash di quello che è successo, di quella stagione, di quello che abbiamo vissuto, e porterò con me tutto.

La felicità non riguarda solo i titoli. Se non guardi alle vittorie, cosa ti porti via?

Essere parte di questo club, essere arrivato da bambino, essere cresciuto e aver trascorso tutta la mia vita a Barcellona. Sono grato a Dio per avermi portato in quel posto quando ero bambino e anche per la nascita dei miei figli in questa città, e per tutto il club e la città in generale, perché me ne sono andato da bambino, sono cresciuto e ho trascorso tutta la mia vita lì. Ci sono così tante cose, non solo nel club, ma anche in città, per cui devo rimanere.

Segui ancora la squadra? Ci hai detto che li seguivi quando eri a Parigi, e so che lo fai anche qui.

Sì, sì, certo, e per di più ora siamo in molti a stare insieme e commentiamo e chiacchieriamo sempre di tutto quello che succede nel club, dei risultati e della partita.

A Barcellona hai detto di essere felice, ma a Parigi, l’ultima volta che ti abbiamo visto, non ce l’hai detto esattamente. Ora sembra che ti sia ripreso un po’, o molto, non so come, ma sei contento dei risultati che stai ottenendo.

Potrebbe sembrare che Parigi fosse un “inferno”, e non lo era nemmeno. Quando dico che non mi sono divertito, non è perché non mi sentissi bene in quello che facevo e in quello che mi piace fare – giocare a calcio, giorno dopo giorno, allenarmi, partite – ma perché non mi sentivo bene con me stesso. Ma poi, a dire il vero, abbiamo vissuto un’esperienza molto positiva in famiglia, la città è spettacolare, ci siamo divertiti. Era la prima volta che lasciavamo Barcellona e tutto era nuovo per noi, ed è per questo che è stato anche molto difficile, perché non è stato un infortunio, è successo e basta. Ma la verità è che non mi sentivo bene nella mia vita quotidiana, facendo quello che mi piace fare. E qui, sì, stiamo bene, ci godiamo la città, la vita di tutti i giorni. Come dicevo, è una vita molto simile a quella che avevo a Castelldefels, con la squadra del cuore vicina, la scuola dei bambini molto vicina, tutto a portata di mano, comodo. Viviamo lontano dalla città, che è bellissima, ma il traffico è intenso.

 

 

Liga

Il Villarreal non si ferma: altra vittoria per il sottomarino giallo

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Spagna

Continua l’incredibile cammino in Liga del Villarreal di Marcelino. La formazione spagnola batte anche il Getafe portandosi a – 2 punti dal 1° posto.

Può il Villarreal interrompere l’egemonia in Spagna di Real Madrid e Barcellona? Ancora difficile a dirsi, ma quel che è certo che al momento il Submarino Amarillo è in piena lotta per il vertice del campionato spagnolo. La formazione allenata da Marcelino non sbaglia l’appuntamento allo stadio della Ceramica contro il Getafe nella 15° giornata di Liga. La formazione di casa batte i madrileni con il punteggio di 2-0. Decisivi le reti dell’ex Inter Tajon Buchanan e dell’attaccante georgiano Mikautadze.

Villarreal, posto in Champions quasi blindato: si può pensare in grande

Villarreal

Inizio di campionato da incorniciare per il Villarreal. La squadra della Comunidad Valenciana non ha mai raccolto così tanti punti nelle prime 15 giornate nella propria storia. Con la vittoria di oggi pomeriggio, la formazione di Marcelino è salita a quota 35 punti, 2 soli in meno del Barcellona capolista; gli attuali 11 punti di vantaggio sul 5° posto quasi certificano la 2° partecipazione consecutiva in Champions League per gli spagnoli.

 

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Premier League

L’Aston Villa batte l’Arsenal 95esimo e riapre la Premier League

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Aston Villa

L’Aston Villa batte in extremis i Gunners con un gol di Buendia e si porta a tre punti dal primo posto in classifica, occupato proprio dall’Arsenal.

In una gara al cardiopalma l’Aston Villa batte l’Arsenal al Villa Park per 2-1 e riapre, di fatto, la Premier League.

In un pazzo finale Buendia regala la vittoria all’Aston Villa

Arsenal

Mikel Arteta Manager of Arsenal gives his team instructions during the Premier League match Burnley vs Arsenal at Turf Moor, Burnley, United Kingdom, 17th February 2024
(Photo by Craig Thomas/News Images)

La squadra di Emery ospitava i Gunners nella gara valida per la quindicesima giornata del campionato. I londinesi arrivano forti del distacco di sei punti proprio sui Villains, ma sono quest’ultimi a partire subito forte al fischio d’inizio.

L’Aston Villa passa in vantaggio al 36esimo grazie alla rete di Cash, e ci rimane fino all’intervallo. Nella ripresa il tecnico dell’Arsenal Arteta prova a cambiare le carte in tavola con l’ingresso di Trossard: proprio lui sarà l’autore della rete del pareggio al 52esimo.

I Gunners provano addirittura a ribaltarla, ma l’Aston Villa tiene duro. Al 95esimo Buendia, entrato dieci minuti prima proprio al posto di Cash, sigla la rete del 2-1 che fa impazzire tutto il Villa Park.

La vittoria dell’Aston Villa sull’Arsenal riapre i discorsi per la lotta al vertice. I Villains si portano a tre lunghezze di distanza proprio dai londinesi, in attesa della gara tra Manchester City e Sunderland.

 

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Ligue 1

PSG-Rennes, probabili formazioni e dove vederla

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Lille

Il PSG ospita il Rennes al Parco dei Principi nella 15° giornata di Ligue 1. Il match è in programma stasera alle 21:05.

Il PSG punta a riprendersi la vetta del campionato nell’15° turno di Ligue 1. I campioni di Francia in carica affronteranno al Parco dei Principi il Rennes. Reduce dalla sconfitta di Monaco, la squadra di Luis Enrique è finita dietro di un punto dalla capolista Lens.

Il PSG ha segnato in tutte le partite di campionato disputate dal pareggio per 0-0 con il Lorient nell’agosto 2023, mentre non ha subito gol in cinque delle sei partite di massima serie disputate in questa stagione nella Capitale. Parigini imbattuti negli ultimi cinque incontri con il club bretone in tutte le competizioni.

Dall’altra parte c’è il Rennes di Habib Beye. Dopo un avvio di stagione deludente, il club rossonero si è ripreso in questo periodo. Dopo 6 gare consecutive senza vincere, i bretoni hanno ottenuto 4 vittorie consecutive in Ligue 1. Al momento il Rennes occupa il 5° posto con 24 punti raccolti, a -5 dalla zona Champions League.

Qui PSG

In casa PSG continua l’assenza di Hakimi e Doué. In dubbio la presenza di Nuno Mendes per un problema muscolare. La gara contro il Rennes può essere quella giusta per rivedere Ousmane Dembelé dal 1′ minuto. Il Pallone d’Oro può comporre l’attacco con Kvaratskhelia e Barcola. Mayulu può giocare a centrocampo, prendendo il posto di Fabian Ruiz. Zaire-Emery e Lucas Hernandez confermati da terzini.

PSG

Photo Source: Paris Saint-Germain Site Officiel.

Qui Rennes

Per la trasferta di Parigi il Rennes non avrà a disposizione l’ex Udinese Seko Fofana. Per il resto Beye potrà contare sulla formazione tipo al Parco dei Prinicipi. Davanti a Samba agirà il terzetto Ait Boudlal, Jacquet, Brassier. Frankowski e Merlin sulle fasce, Embolo e Lepaul in attacco.

PSG-Rennes, le probabili formazioni

PSG (4-3-3): Chevalier; Zaire-Emery, Zabarnyi, Pacho, Hernandez; Neves, Vitinha, Mayulu; Barcola, Dembele, Kvaratskhelia. All: Luis Enrique.

Rennes (3-5-2): Samba; Ait Boudlal, Jacquet, Brassier; Frankowski, Camara, Rongier, Cisse, Merlin; Lepaul, Embolo. All: Beye.

PSG

Depositphotos_601297176_S

PSG-Rennes, dove vederla

La partita di Ligue 1 tra PSG e Rennes sarà trasmessa in diretta su SKY ed in streaming su NOW TV con fischio d’inizio in programma oggi alle 21:05.

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