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Girona, è il momento di Miguel Ángel Sánchez Muñoz

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Girona, Miguel Ángel Sánchez Muñoz

Il Girona è la sorpresa del momento: saldamente al timone de LaLiga deve il suo eclatante successo anche al suo tecnico: Miguel Ángel Sánchez Muñoz.

E’ riuscito a surclassare persino il temibilissimo, e secondo in classifica, Real Madrid: stiamo parlando del Girona, vero club-rivelazione di questa stagione di campionato spagnolo.

Club che attualmente occupa il primo posto in classifica, a 2 punti di vantaggio sul club madrileno. Merito anche del suo allenatore: Miguel Ángel Sánchez
Muñoz
.

Girona, chi è Muñoz?

Quarantotto anni, ex giocatore dal discreto successo: è un ex capitano del Rayo Vallecano con 20 anni di carriera sul campo alle spalle.

Poi l’esordio come allenatore alle giovanili del Rayo Vallecano e successivamente alla Prima Squadra. e poi la prima squadra. Dopo l’esonero si è trasferito all’Huesca e gli ha fatto vincere la Segunda División.

Dopo l’ennesimo esonero è approdato al Girona, allora in Segunda División, e lo ha fatto promuovere in Primera Division facendolo classificare sesto.

Sotto la sua guida, nella scorsa stagione, il club ha raggiunto il decimo posto della Liga. Con Muñoz, il Girona ha giocato finora 109 partite.

Fari puntati su Muñoz

Non ci sono dubbi sul fatto che Muñoz, in arte Michél, sia uno degli allenatori più in vista del momento. Uno dei nomi caldi, come Motta, De Zerbi, Alonso e Farioli.

Dietro il club e il suo successo, certo, c’è anche un enorme gruppo internazionale: il City Football Group, in mani arabe, che detiene anche il campione della Premier League, il Manchester City.

Ma il segreto di Muñoz, garantiscono i bene informati, non risiede nei soldi del City Group ma nella tecnica.

Esteri

Benfica, l’effetto Mourinho non basta: due eliminazioni in una settimana

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Benfica-Napoli

Arrivato a settembre per alzare il livello delle Aquile, José Mourinho vede sfumare Coppa di Lega e Coppa di Portogallo e rischia di chiudere la stagione senza trofei.

L’avventura dello Special One sulla panchina del Benfica si sta rivelando molto più complicata del previsto. Tornato a Lisbona a metà settembre per sostituire l’esonerato Bruno Lage con l’obiettivo di far compiere alla squadra il salto di qualità definitivo, Mourinho ha incassato in pochi giorni due eliminazioni pesantissime.

Nel giro di una sola settimana, infatti, il Benfica ha detto addio prima alla Coppa di Lega, travolto 3-1 dal Braga, e poi alla Coppa di Portogallo, eliminato dal Porto di Farioli per 1-0 nel Clásico. Due competizioni che rappresentavano le occasioni più concrete per arricchire la bacheca stagionale e che ora riducono al minimo le possibilità di chiudere l’annata con un titolo.

La stagione di Mourinho finora

Fino a quel momento Mourinho poteva almeno vantare l’imbattibilità interna in campionato siccome le Aquile non hanno ancora perso in Liga Portugal (8 vittorie e 5 pareggi). Tuttavia, la classifica racconta di un Benfica terzo, distante 10 punti dal Porto dominatore e tre dallo Sporting Lisbona. Il secondo posto, che vale l’accesso ai preliminari di Champions League, resta un obiettivo minimo ma tutt’altro che scontato, anche per la mancanza di continuità mostrata finora.

Mourinho

Non va meglio in Europa. Il Benfica è attualmente 25° nella classifica della fase campionato di Champions League, fuori dalle posizioni che valgono gli spareggi per gli ottavi, con all’orizzonte sfide durissime contro Juventus e Real Madrid.

Mourinho ha ereditato una squadra che, con Bruno Lage, aveva perso una sola volta in dieci partite stagionali e mostrato solidità, pur senza brillare sul piano del gioco. Il compito affidatogli era soprattutto quello di dare una svolta mentale a un gruppo spesso incapace di concretizzare la propria superiorità. Un salto che, almeno per ora, non si è visto.

Dopo il ko con il Porto, lo stesso Mourinho ha ammesso le difficoltà: «Sono stato ingaggiato per portare titoli al Benfica in una situazione difficile. Io non sono importante, il Benfica lo è».

Paradossalmente, l’unico trofeo stagionale delle Aquile resta la Supercoppa di Portogallo vinta a luglio proprio da Bruno Lage, prima del suo esonero. Salvo clamorosi ribaltoni, sarà quello l’unico titolo di una stagione che, per il Benfica e per Mourinho, sta scivolando ben al di sotto delle aspettative.

 

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Ligue 1

PSG-Lille, probabili formazioni e dove vederla

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Lille

Il big match della 18° giornata di Ligue 1 è quello in programma venerdì al Parco dei Principi tra PSG e Lille. Calcio d’inizio a partire dalle ore 21:00.

Torna di scena la Ligue 1 con una gara molto attesa. Nell’18° turno del campionato francese il PSG, fresco vincitore della Supercoppa di Francia ai rigori contro l’OM, riceve al Parco dei Principi il Lille.

I parigini devono riscattare la clamorosa eliminazione in Coppa di Francia, arrivata lunedì sera contro i cugini del Paris FC. La squadra di Luis Enrique è al momento al 2° posto nel campionato, a -1 dalla capolista Lens. Paris che vuole sfruttare il fattore Parco dei Principi per sperare di riprendersi la vetta della classifica già in questo weekend. Il PSG ha infatti vinto gli quattro incontri consecutivi di Ligue 1 giocati davanti al proprio pubblico, collezionando un solo pareggio nelle nove partite casalinghe disputate in campionato.

Dall’altra parte c’è il Lille di Bruno Genesio. Difficile inizio di 2026 per il Losc, sconfitto in casa dal Rennes nell’ultimo turno di Ligue 1, e eliminato dall’Olympique Lione in Coppa di Francia. Una battuta d’arresto che ha posto fine alla striscia di 4 vittorie consecutive con cui Les  Dogues avevano chiuso il 2025. In classifica il Lille occupa la 4° posizione a quota 32 punti, al pari del Marsiglia.

Qui PSG

PSG

PSG

Dopo aver affrontato diversi mesi con molte assenze il nuovo anno ha restituito a Luis Enrique un PSG quasi al completo. Per la gara contro il Lille non ci saranno gli infortunati Safonov e Lee Kang-In, oltre ad Hakimi impegnato in Coppa d’Africa.

Atteso qualche cambio nell’11 del PSg rispetto alla gara di coppa persa contro il Paris FC. In difesa tornano Marquinhos e Nuno Mendes, con Pacho pronto a tornare nel ruolo di centrale. A centrocampo rientra anche Joao Neves, a discapito di Mayulu. In attacco spazio a Ousmane Dembelé, Desire Doué e a Bradley Barcola.

Qui Lille

Per la trasferta nella capitale francese Genesio non potrà contare su colui che firmò il pari dell’andata, il fratello di Kylian, Ethan Mbappé. Indisponibili anche gli squalificati Perraud e Alexsandro, e Ighamane, impegnato con il Marocco in Coppa d’Africa.

Nel 4-2-3-1 del Lille la coppia difensiva sarà composta da Ngoy e Mbemba. A sinistra pronto Verdonk. In mediana confermati André e Bentaleb, a discapito di Bouaddi, Sulla trequarti ci saranno Haraldsson, Fernandez-Pardo e Correia, dietro l’unica punta Olivier Giroud.

Lille

OLIVIER GIROUD IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

PSG-Lille, le probabili formazioni

PSG (4-3-3): Chevalier; Zaire-Emery, Marquinhos, Pacho, Mendes; Neves, Vitinha, Ruiz; Doue, Dembele, Barcola. All: L.Enrique.

Lille (4-2-3-1): Ozer; Meunier, Mbemba, Ngoy, Verdonk; Andre, Bentaleb; Correia, Haraldsson, Fernandez-Pardo; Giroud. All: Genesio.

PSG-Lille, dove vederla

La partita di Ligue 1 tra PSG e Lille sarà trasmessa in diretta su SKY ed in streaming su NOW TV con fischio d’inizio in programma venerdì 16 gennaio alle ore 21:00.

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Esteri

Real Madrid, disfatta in Coppa del Re: di chi è la colpa?

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Real Madrid

Álvaro Arbeloa si assume la piena responsabilità per la sconfitta del Real Madrid, puntando sulla Liga e la Champions come obiettivi principali per il futuro.

Real Madrid, le parole di Arbeloa

Álvaro Arbeloa, nuovo allenatore del Real Madrid, ha commentato la recente disfatta della sua squadra contro l’Albacete, prendendosi la piena responsabilità. “È colpa mia. Sono il massimo responsabile per questa sconfitta”, ha dichiarato Arbeloa dopo la partita. La sua presa di posizione ha suscitato reazioni miste tra i tifosi e gli analisti, ma dimostra la determinazione dell’allenatore nel proteggere il gruppo e mantenere alta la motivazione per i prossimi impegni.

Nonostante la delusione, Arbeloa ha voluto guardare avanti, sottolineando che l’attenzione ora è rivolta alla Liga e alla Champions League. “Pensiamo ora alla Liga e alla Champions League, che sono i nostri grandi obiettivi”, ha aggiunto. La sua fiducia nei confronti della squadra rimane intatta, e l’allenatore è deciso a trasformare la sconfitta in un’opportunità di crescita per affrontare con maggiore determinazione i prossimi appuntamenti importanti.

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Fonte: l’account X di Fabrizio Romano

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