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Estero, Postecoglu crede alla Champions League

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Tottenham - Depositphotos

Estero, Ange Postecoglu, allenatore australiano  del Tottenham, in questa stagione con sulla panchina degli Spurs ha collezionato 28 presenze con 15 vittorie.

Arrivato a Londra nell’estate 2023 per riportare il Tottenham in Europa dopo mesi pesanti con l’addio di Conte e il non raggiungimento del piazzamento europeo nella scorsa stagione, per il tecnico ex Celtic ad agosto è arrivata la batosta dell’addio di Harry Kane.

Nonostante la cessione pesante, il Tottenham sta facendo una buona stagione in Premier League, con la squadra del nord di Londra che si trova al quinto posto in classifica a cinque punti dal piazzamento Champions League attualmente ottenuto dall’Aston Villa.

Estero, Postecoglu crede alla Champions League

Il tecnico degli Spurs ha parlato alla vigilia della sfida contro il Crystal Palace, ecco le sue parole in conferenza stampa:

Dobbiamo essere pronti ma, ancora una volta, per noi è più importante scendere in campo e giocare il nostro calcio. Dobbiamo cercare di dominare nelle aree in cui vogliamo dominare e portare energia e impegno. Di recente lo abbiamo fatto ma cerchiamo anche di dominare con il nostro modo di fare calcio.”

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F.A. Cup, 1-0 City sul Chelsea: decide Bernardo

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Chelsea virtuoso e in crescita, ma vincono sempre gli altri. 1-0 City a Wembley e 11esima finale di F.A. Cup, la terza per Pep.

Il City (ancora) in finale di F.A. Cup

Nonostante la semifinale di F.A. Cup fosse stata schedulata a tre giorni dai 120 minuti giocati in Champions League contro il Real Madrid, cosa che ha fatto arrabbiare e non poco Guardiola, il Manchester City vince ancora (1-0 sul Chelsea) e giocherà una finale della principale coppa nazionale inglese per l’11esima volta.

I Blues giocano un’ottima partita e per larghi tratti della semifinale si fanno preferire ai loro ben più accreditati avversari, probabilmente ancora scossi dall’eliminazione in Champions. Non si può dire che Pochettino l’abbia preparata meglio, in quanto risulta evidente dalla mimica facciale (e non solo) del tecnico spagnolo che i suoi giocatori in campo non stessero facendo ciò che lui gli aveva chiesto di fare, ma sicuramente i giocatori sono quelli che hanno interpretato meglio la gara.

Il gioco diretto ed estremamente verticale del Chelsea risulta terribilmente più efficace del reiterato fraseggio dei citizens, marchio di fabbrica del catalano ma mai così sterile e prevedibile, e soltanto la scarsa vena realizzativa di Jackson (che sbaglia almeno tre gol fatti) impedisce ai londinesi di giocare la seconda finale stagionale.

Chelsea, crescita evidente ma manca qualcosa…

Il City la vince con i cambi e con la profondità irreale della sua rosa. Quando puoi permetterti di inserire uno spacca partite come Doku dalla panchina, che con gli avversari provati da 60/70 minuti di rincorse continue dietro al pallone, puoi anche permetterti di giocare sottotono per tutta la prima parte di gara.

Le sgasate del belga spaccano lo spartito tattico sapientemente preparato da Pochettino e proprio da una sua sgasata sulla sinistra arriva il tap-in vincente di Bernardo Silva. Il Chelsea, dopo aver perso la finale di EFL Cup ai supplementari con il Liverpool, cede ancora all’ultima curva di una gara molto convincente.

Sarebbe ingiusto giudicare il progetto del Chelsea soltanto sulla base del miliardo speso sul mercato nell’ultimo anno e mezzo. L’analisi calcistica deve vertere sui giocatori e sulle loro possibilità, non su miope semplificazioni del pensiero come monte ingaggi, soldi spesi sul mercato, valore della rosa et similia.

Certo, questi sono dati e come tali rappresentano la colonna portante dell’esegesi. Tuttavia, essi non devono essere solo sciorinati ma contestualizzati e analizzati. Va data loro una sostanza poiché una forma già di loro la hanno e saremmo tutti analisti se per fare analisi bastasse mettere in fila due statistiche trovate sul web.

La crescita del Chelsea è evidente e non potrebbe essere altrimenti quando metti in campo la squadra con l’età media (23,1 anni) più bassa della Premier League. L’unica cosa da rimproverare alla dirigenza dei londinesi è il pervicace e ostinato rifiuto nei confronti di una prima punta di ruolo.

Jackson si sbatte molto e il suo apporto alla manovra è encomiabile, così come lo sforzo profuso in partita attraverso i numerosi scatti ad allungare le difese avversarie, ma rimane un attaccante di associazione e non un finalizzatole. Sarebbe anche ingiusto chiedergli di diventare cecchino implacabile quando è sempre stato una seconda punta, un giocatore di completamento che ha bisogno di giocare con un riferimento affianco.

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In Olanda il Vitesse è ultimo con -1 punto: ecco perché

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Il Vitesse è matematicamente retrocesso nella Seconda Serie Olandese. A 4 giornate dal termine sono 26 i punti dalla salvezza.

Perché il Vitesse è a -1 punto in classifica?

A quattro giornate dal termine, l’Eredivisie rischia di riscrivere la storia. Mai nessuna squadra, tranne quelle retrocesse d’ufficio e i cui punti erano un semplice pro forma, infatti ha mai terminato un campionato professionistico con un valore negativo in classifica.

Un primato che, suo malgrado, potrebbe spettare al Vitesse, che in questo momento in classifica ha -1 punto. Ma com’è possibile? Sul campo la formazione olandese di punti ne aveva totalizzati 17, ma recentemente gliene sono stati tolti 18 con una delle penalizzazioni più severe della storia di questo sport.

Il motivo? Stando al comunicato diramato dalla KNVB, la Federazione Calcistica Olandese, sul proprio sito ufficiale, la ragione sarebbe un mancato (e reiterato) pagamento delle licenze necessarie per iscriversi al campionato.

Le indagini si sono protratte ben oltre l’inizio della stagione, complice anche una scarsa collaborazione della società incriminata, e hanno portato al pronunciamento nella giornata di ieri. Di seguito, la nota della KNVB:

❝Il comitato indipendente per le licenze della KNVB ha inflitto una sanzione di 18 match point al Vitesse. Il club di Arnhem riceve questa punizione a causa del ripetuto mancato rispetto dei requisiti dei regolamenti sulla licenza, per un periodo di tempo più lungo. L’importo della sanzione si basa sull’eccezionale gravità ed entità delle violazioni del sistema di licenze. Ciò include, tra l’altro, la fornitura di informazioni errate che erano importanti per l’indagine forense su una possibile violazione della normativa sanzionatoria e l’omissione di informazioni importanti per la valutazione della continuità di Vitesse. Inoltre, il comitato per le licenze si pronuncerà su altre possibili violazioni nel prossimo periodo. In questo contesto, si attendono ulteriori informazioni da parte di Vitesse. Il comitato per le licenze si attiverà nuovamente se verranno imposte ulteriori sanzioni.❞

Vitesse

La risposta del club di Arnhem

Da canto suo, il Vitesse non solo non ha minacciato le vie legali ma anzi ha ammesso la propria colpevolezza ringraziando la federazione per la clemenza con la quale gli ha permesso di mantenere comunque la propria licenza.

Le indagini sono tutt’ora in corso e non è escluso che nel corso della prossima stagione, che il Vitesse giocherà nella seconda serie olandese, possano arrivare altre sanzioni. Di seguito, il comunicato del club:

Non faremo appello contro la sanzione e cogliamo a piene mani l’occasione di conservare la licenza del club. Anche se questo è un giorno buio per tutti coloro che hanno a cuore il Vitesse, questa è la dura realtà. Dopotutto, una punizione del genere era inevitabile. Siamo estremamente contenti dell’opportunità che ci viene offerta di mantenere la nostra licenza, c’è fiducia nella nuova direzione del club. Ci aggrappiamo a questo e continueremo così. Il Vitesse non deve e non può scomparire!❞

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Ligue 1

Skriniar, flop milionario al PSG: può dire addio già in estate

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Psg

Ambientamento non facile a Parigi per Milan Skriniar, che dopo una stagione d’esordio molto deludente potrebbe già andare via in estate.

Skriniar al PSG un flop annunciato

Che Skriniar non fosse un giocatore di livello lo sapevano tutti. Che molto probabilmente avrebbe fallito il salto di qualità definitivo, come accaduto in passato a molti pseudo-fenomeni transitati per la Serie A, anche. Che uno come lui, pachidermico nei movimenti e ruvido palla al piede, non fosse adatto al gioco di Luis Enrique (linea altissima, tanto campo da coprire alle spalle e il dogma della costruzione dal basso) era addirittura lapalissiano.

Partito come titolare a inizio stagione, complice anche l’infortunio di Kimpembee, lo slovacco ha sciorinato una serie di prestazioni agghiaccianti che lo hanno lentamente fatto sprofondare nelle retrovie delle gerarchie del tecnico catalano. 26 presenze stagionali per un totale di 1910 minuti on the pitch, ossia circa 21 partite intere.

L’arrivo a Gennaio di Lucas Beraldo, difensore mancino dal sinistro educatissimo che nei suoi primi mesi in Europa si è subito guadagnato la fiducia di Luis Enrique, ha ridotto ulteriormente lo spazio per l’ex-difensore dell’Inter. Infatti, da Dicembre in avanti Skriniar è partito titolare soltanto in quattro occasioni.

Skriniar

Possibile addio già in estate?

Stamane l’Equipe ha dedicato un articolo ai possibili sviluppi del mercato sotto la Torre Eiffel, in un’estate in cui la dirigenza parigina avrà il non facile compito di sostituire Mbappé. Il fuoriclasse francese saluterà la capitale francese a parametro zero e, per quanto le risorse del club siano pressoché illimitate, tre o quattro cessioni importanti sarebbero propedeutiche a finanziare la seconda rivoluzione tecnica di Luis Enrique.

Skriniar è stato inserito fra i papabili partenti, assieme a Kolo Muani, Ramos e Ugarte. Sorprende la presenza del mastino uruguaiano, che nella prima parte di stagione era stato un equilibratore fondamentale per la mediana parigina prima che Luis Enrique gli preferisse Fabian Ruiz. Meno quella dei due attaccanti arrivati in estate per una cifra superiore ai 200 milioni di euro, dato che spesso lo spagnolo ha preferito giocare senza centravanti.

Tuttavia, ognuno di questi tre giocatori ha certamente dimostrato una capacità di adattamento ai ai dettami dell’iberico certamente maggiore rispetto a quella palesata da Skriniar. A prescindere da come (e se) terminerà l’esperienza transalpina dello slovacco, la cosa certa è che all’Inter nessuno lo sta rimpiangendo e anzi probabilmente è lui che sta rimpiangendo di aver lasciato l’Inter. 

I nerazzurri sono una delle migliori squadre al mondo in tutti gli indicatori difensivi. Clean sheet e reti subite, tiri in porta concessi, xGA et similia. Al posto dello slovacco sono arrivati un giocatore come Pavard (che ha un pedigree internazionale che lo slovacco nemmeno si sogna) e un giocatore futuribile ma che sta dando già ampie garanzie nell’immediato come Bisseck.

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