Esteri
Doppietta di Gabigol, Flamengo campione del Sudamerica!
Il Flamengo batte il River Plate campione in carica e fa sua 38 anni dopo ,la 60° edizione della Copa Libertadores , il massimo torneo calcistico sudamericano. Una partita condotta quasi interamente dagli argentini che si apprestavano ad alzare il loro quinto trofeo intercontinentale,ribaltata nei minuti finali ,come successe in un famoso Bayern-Manchester United di Champions League,dalla squadra di Rio de Janeiro ,da una doppietta di Gabigol, protagonista meno atteso(almeno dalle nostre latitudini) in una partita incredibile,ricca di emozioni come solo questa terra magica, e questo continente sanno regalare.
La Partita
Uno stadio strapieno,due tifoserie coloratissime e caldissime, uno spettacolo pre-partita quello organizzato dalla CONMEBOL semplicemente elettrizzante. Al Monumental di Lima in Perù,sede scelta dopo il forfait di Santiago del Cile dopo i noti problemi di ordine pubblico dovuto alle proteste nel paese, si sfidavano nella prima finale unica della Libertadores, il River Plate, campione in carica ,vittorioso l’anno prima in quella che fu soprannominata la finale definitiva contro il Boca,invece di definitivo non c’era un bel niente,perché il River è tornato di nuovo in finale battendo di nuovo gli odiatissimi cugini,e il Flamengo che punta al titolo 38 anni dopo,schierando una formazione di altissimo profilo e reduce da un percorso nella competizione se vogliamo ancora più difficile e trionfale di quello del River. I Brasiliani sono indubbiamente una macchina da guerra con una formazione fortissima per il calcio sudamericano,ma il River ha più esperienza a stare a questi livelli e si vede nelle gambe e soprattutto nella testa e infatti passa in vantaggio subito al 14°,paso de la muerte di Fernandez e goal di Borré , la partita e la coppa si incamminano verso Buenos Aires in un primo tempo dove il Flamengo non è pervenuto. Nel secondo tempo gli uomini di Jesus si sciolgono e macinano gioco e creano la prima occasione , si fa per dire , con Gabigol , tiro centrale neutralizzato facilmente da Armani, è un’azione che sveglia i Brasiliani che giocano con più spensieratezza, da li la partita è bellissima ma il River non sta a guardare anche perchè il Flamengo preme,si creano cosi occasioni da una parte all’altra , e quando tutto sembrava finito dopo una bella azione ,Giorgian de Arrascaeta libera al minuto 89, Gabigol a porta libera che insacca,facendo esplodere di gioia il settore rossonero. Tutto Finito? si va ai supplementari ? macché… quando ancora i tifosi Brasiliani sono ubriachi di gioia per il pareggio raggiunto in extremis ,dalla difesa del Flamengo parte un lancio per Gabigol che fà a sportellate con Pinola e Martinez e trafigge con un mix di rabbia,potenza e tecnica la porta dei Millionarios al 91°. Gli ultimi minuti sono un classico sudamericano , espulso Palacio espulso Gabigol e trionfo Flamengo . Gioia immensa per il popolo rossonero presente a Lima ,al Maracana, a Rio e in tutto il Brasile. Appuntamento a dicembre dove il Flamengo sfiderà di nuovo il Liverpool come 38 anni fa nell’Intercontinentale , oggi mondiale per Club, coincidenze?.
La rivincita di Jesus e la gloria eterna di Gallardo
E’ una rivincita , per il porteghese Jorge Jesus ,che vince un trofeo continentale dopo le due sconfitte consecutive in finale di Europa League (2013-2014) alla guida del Benfica. Criticato in patria per il suo passaggio allo Sporting eterno rivale del Benfica nel 2015 ,si è rimesso in gioco attraversando l’Atlantico e atterrando a Rio , alla guida di una squadra che ha reso molto europea ,assecondato da una dirigenza che gli ha messo a disposizione una rosa di altissima qualità per il calcio sudamericano. Gallardo viene sconfitto , ma quello svolto fin qui sulla panchina del River è indubbiamente un capolavoro, ha preso una squadra e una società in costruzione nel 2014 e l’ha portata a vincere svariati trofei continentali e 2 Coppe Libertadores.
Gabigol interrompe la maledizione
In molti hanno notato il gesto di Gabigol all’ingresso in campo. Infatti il giocatore brasiliano accarezza la coppa prima della gara , in quello che fu un gesto costato caro nel recente passato a Tymoshchuk del Bayern battuto in finale di Champions dal Chelsea e Payet dell’Om sconfitto in finale di Europa League dall’Atletico di Simeone. Leggende narrano che fu proibito alla nazionale italiana anche solo di guardare la coppa del mondo all’ingresso in campo nella finale di Berlino del 2006,gesto che CR7 ha fatto più volte(quello di non guardare), specialmente a Cardiff nella finale,vinta fra Real e Juventus. Gabigol però scherzi a parte in Brasile sembra tornato quello di un tempo ,goal e giocate importanti, quelli di ieri poi hanno avuto un importante risonanza mediatica in tutto il mondo,e un posto nei cuori dei tifosi del Flamengo.
Esteri
Real Madrid, disfatta in Coppa del Re: di chi è la colpa?
Álvaro Arbeloa si assume la piena responsabilità per la sconfitta del Real Madrid, puntando sulla Liga e la Champions come obiettivi principali per il futuro.
Real Madrid, le parole di Arbeloa
Álvaro Arbeloa, nuovo allenatore del Real Madrid, ha commentato la recente disfatta della sua squadra contro l’Albacete, prendendosi la piena responsabilità. “È colpa mia. Sono il massimo responsabile per questa sconfitta”, ha dichiarato Arbeloa dopo la partita. La sua presa di posizione ha suscitato reazioni miste tra i tifosi e gli analisti, ma dimostra la determinazione dell’allenatore nel proteggere il gruppo e mantenere alta la motivazione per i prossimi impegni.
Nonostante la delusione, Arbeloa ha voluto guardare avanti, sottolineando che l’attenzione ora è rivolta alla Liga e alla Champions League. “Pensiamo ora alla Liga e alla Champions League, che sono i nostri grandi obiettivi”, ha aggiunto. La sua fiducia nei confronti della squadra rimane intatta, e l’allenatore è deciso a trasformare la sconfitta in un’opportunità di crescita per affrontare con maggiore determinazione i prossimi appuntamenti importanti.
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Fonte: l’account X di Fabrizio Romano
🚨 Álvaro Arbeloa: “It’s my fault. I’m the maximum responsible for this loss”.
“We now think about La Liga and the Champions League, which are our great goals”. pic.twitter.com/BnNFUNJZUl
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) January 15, 2026
Ligue 1
Il PSG si coccola il Pallone d’Oro: rinnovo in arrivo per Dembélé
Il PSG vuole rinnovare il contratto di Ousmane Dembélé. Il vincitore dell’ultimo Pallone d’Oro resta centrale nei piani dei parigini.
Le discussioni tra il club parigino e l’attaccante francese sono attualmente in fase iniziale, senza ancora una proposta formale.
Nuove trattative tra Dembélé e PSG
Il Paris Saint-Germain ha ufficialmente comunicato a Ousmane Dembélé l’intenzione di aprire negoziati per un rinnovo contrattuale. Nonostante l’interesse manifestato dal club, al momento non sono stati presentati numeri o proposte concrete sul tavolo delle trattative. La volontà del PSG di mantenere Dembélé tra le proprie fila è chiara, ma il processo di negoziazione è solo agli albori.

Passi futuri e aspettative
Nei prossimi giorni sono previsti ulteriori contatti tra le parti per discutere i termini del nuovo contratto. Entrambe le parti sembrano intenzionate a raggiungere un accordo, ma sarà fondamentale stabilire dettagli finanziari e durata. L’attesa cresce tra i tifosi che sperano di vedere Dembélé brillare ancora al Parco dei Principi.
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Fonte: l’account [X di Fabrizio Romano](https://x.com/FabrizioRomano)
🚨❤️💙 Negotiations between Ousmane Dembélé and PSG over new deal are at initial stages.
PSG informed Dembélé about intention to open talks over new deal, no formal proposal/numbers on the table yet.
More contacts to follow soon.
🎥➕ https://t.co/ofOjXOYMWA pic.twitter.com/8uy8DdUIu0
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) January 15, 2026
Esteri
Real Madrid, cosa si cela dietro l’esonero di Xabi Alonso?
Dalla sconfitta con il Barcellona ai rapporti freddi con lo spogliatoio: si chiude dopo pochi mesi l’avventura dell’ex tecnico del Leverkusen sulla panchina del Real Madrid. Ma cosa è andato storto?
L’avventura di Xabi Alonso sulla panchina del Real Madrid si è chiusa molto prima del previsto. Arrivato in estate per raccogliere l’eredità di Carlo Ancelotti, volato alla guida del Brasile, l’ex allenatore del Bayer Leverkusen sembrava pronto per il grande salto in una big europea. Invece, pochi mesi dopo, le strade con il club blanco si sono già separate.
Real Madrid, il percorso di Xabi Alonso
La Supercoppa spagnola ha rappresentato il punto di non ritorno. Per la dirigenza quella era l’“ultima spiaggia”: vincerla avrebbe potuto garantire continuità al progetto. Dopo il successo nel derby contro l’Atletico Madrid in semifinale, il Real si è arreso al Barcellona in finale, una sconfitta pesante che ha accelerato la decisione della società.

Ma il ko con i blaugrana è stato solo l’atto finale. Alla base dell’addio c’è un rapporto mai davvero decollato con lo spogliatoio, soprattutto nella gestione extra-campo, oltre a risultati giudicati al di sotto delle aspettative. In Liga il Real è a -4 dal Barcellona dopo 19 giornate, mentre in Champions League occupa il settimo posto con 12 punti, frutto di 4 vittorie e 2 sconfitte nelle prime sei gare.
Il club ha voluto chiarire che non si tratta di un esonero. «La separazione è avvenuta di comune accordo, auguriamo il meglio a Xabi Alonso», ha spiegato Emilio Butragueño. Al suo posto il Real Madrid ha una soluzione interna, affidando la panchina ad Álvaro Arbeloa, simbolo del madridismo e volto della continuità societaria.
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