<p><strong>Il Lione di Grosso, tornato in panchina dopo gli incidenti di Marsiglia, rimanda ancora l&#8217;appuntamento con la prima gioia stagionale: solo 1-1 con il Metz.</strong></p>
<p><strong>Skelly Alvero</strong>, uno dei volti nuovi del <strong>Lione</strong> di quest&#8217;anno, evita la sconfitta alla sua squadra con un tiro da fuori area. <a href="https://www.calciostyle.it/esteri/grosso-follia-a-marsiglia"><strong>Fabio Grosso</strong> torna in panchina dopo i fatti di Marsiglia</a>. Il suo volto emaciato e l&#8217;occhio destro ancora nero sono il ritratto del momento (nero, per l&#8217;appunto) del Lione, <strong>che non va oltre l&#8217;uno a uno in casa contro il Metz in uno insolito spareggio salvezza</strong>.</p>
<h2>Lione vs Metz: Primo Tempo</h2>
<p>Nel gioco del calcio non c&#8217;è niente di peggio di una squadra che prova a giocare un calcio alto, estetico e propositivo ma non ci riesce. Grosso rigira la squadra come un calzino. <strong>Alla pervicace ricerca della formula magica per tirare fuori il Lione dalla crisi</strong>. Difesa a tre. Difesa a quattro. Una o due punte.</p>
<p>Per la delicatissima partita casalinga contro il Metz, Grosso sceglie una squadra &#8220;scolastica&#8221;. Difesa a tre (che in realtà è a cinque) e centrocampo operaio. Con Caqueret e il giovane Diawara ad agire ai lati di Alvero. Inizialmente fuori i due giocatori di maggior talento della squadra, <strong>ovvero Cherki e Nuamah</strong>.</p>
<p><strong>Una scelta sintomatica della volontà di Grosso di escludere giocatori refrattari a un sistema tattico tanto rigido</strong>. Tuttavia, senza quel briciolo di talento sopravvissuto al dissanguamento estivo, il Lione perde troppo in termini di creatività. Le uniche due occasioni della prima frazione per i <em>Les Gones</em>, infatti, <strong>arrivano a ridosso dei due fischi dell&#8217;arbitro. </strong></p>
<p>La prima dopo appena trenta secondi. Ripartenza ben orchestrata da <strong>Lacazette</strong> e <strong>Mama Baldè</strong> che coglie impreparata la retroguardia del Metz. E la seconda sul finire del primo tempo. Bella percussione centrale del giovane Diawara, che chiede (e ottiene) lo scambio sulla sinistra con Tagliafico <strong>per poi calciare malamente al lato tentando un improbabile colpo di punta</strong>.</p>
<div id="attachment_298681" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-298681" class="wp-image-298681 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2023/11/17881211_LUB_1402_jpg_lubo_domo_20231008_174013_4cad6c1604.jpg.webp" alt="Lione" width="800" height="533" /><p id="caption-attachment-298681" class="wp-caption-text">Photo Source: <a href="https://www.ol.fr/fr">Sito Ufficiale de &#8220;L&#8217;Olympique Lyonnais&#8221;</a>.</p></div>
<h2>Lione vs Metz: Secondo Tempo</h2>
<p><strong>I primi sessanta minuti del Lione sono davvero desolanti</strong>. Anthony Lopez viene chiamato a un grande riflesso alle idi della prima frazione e poi deve ripetersi a inizio secondo tempo, quando il Metz bussa due volte e in rapida successione.</p>
<p>A quel punto Grosso scioglie le riserve e ridisegna il suo attacco. Fuori Baldè e il giovane Diawara, <strong>dentro Cherki e Nuamah</strong>. E qui la partita cambia, <strong>con il Lione che alza le linee e piazza le tende nella metà campo avversaria</strong>.</p>
<p><strong>Guillaume Dietsch</strong>, secondo portiere del Metz all&#8217;esordio assoluto in <strong>Ligue 1</strong>, viene chiamato alla prima (vera) parata della sua partita. Il francese, che è subentrato all&#8217;infortunato Oukidja nel primo tempo, respinge un tentativo da fuori area di Nuamah.</p>
<p><strong>Il Lione viene però colpito nel suo miglior momento</strong>. Lancio lungo di Lamine Camara per <strong>Jallow</strong>, che si libera del suo marcatore con una splendida giocata di tacco e poi esplode un formidabile sinistro a giro. La sua conclusione si stampa sul palo interno, <strong>ma rimbalza incredibilmente e finisce in rete</strong>.</p>
<p>Anche sfortunato il Lione che, obiettivamente, <strong>non merita di abbandonare il <em>Groupama</em> con un&#8217;altra sconfitta</strong>. I ragazzi di Grosso si ribellano al fato e con orgoglio trovano il gol del pareggio. Tacco di Cherki a liberare Alvero per la conclusione da fuori. <strong>Palla all&#8217;angolino e pubblico di casa che esplode</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-298685 size-large" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2023/11/fbl-fra-ligue1-lyon-metz-2-scaled-1-1024x683.webp" alt="Lione" width="1024" height="683" /></p>
<h2>La missione di Grosso</h2>
<p>Un finale di pura foga agonistica non basta al Lione per trovare la prima vittoria stagionale. La mano di Grosso comincia a vedersi. Mi è piaciuta molto <strong>la scelta di abbassare Tagliafico sulla linea dei tre centrali</strong>. <strong>Jeffinho</strong> ha preso il posto di Clinton Mata nell&#8217;ambito dell&#8217;arrembaggio finale. Il suo pestare con i piedi la linea laterale <strong>permetteva all&#8217;argentino di venire dentro il campo in fase di costruzione</strong>. La fascia sinistra del Lione diventa così intercambiabile, con il brasiliano che, a tratti, <strong>ha accentrato la propria posizione per lasciare la corsia alle sovrapposizioni dell&#8217;ex-Ajax</strong>.</p>
<p>Questo ha garantito maggiore imprevedibilità alla manovra del Lione, unito al <em>surplus</em> di qualità conferito dagli ingressi di Cherki e Nuamah. Il francese si è messo a girare attorno a Lacazette, cosa che prima faceva Mama Baldè ma con molta meno creatività, mentre invece <strong>la posizione estremamente larga del ghanese ha dato maggiore ampiezza all&#8217;azione dei padroni di casa</strong>.</p>
<p>Non so quanto un simile sistema di gioco sia sostenibile alla lunga, ma è stata sicuramente la scelta giusta per la gara di oggi. <strong>Il Lione odierno è ancora molto lontano dall&#8217;essere una &#8220;<em>squadra di Grosso</em>&#8220;</strong>. Il tecnico romano predica un calcio offensivo e arioso, ma <strong>la rosa attualmente a sua disposizione non offre un livello qualitativamente sufficiente</strong>.</p>
<p>Con tutto il rispetto per Grosso, che ha tutte le attenuanti del caso e il cui lavoro è ancora lungi dall&#8217;essere giudicabile, <strong>forse il Lione avrebbe fatto meglio ad affidarsi a qualche vecchio mestierante della panchina</strong>. Uomini esperti e navigati, che conoscono a menadito le delicate dinamiche del calcio transalpino. <strong>Specialisti in salvezze come Pascal Dupraz</strong>, per intenderci.</p>
<p>Sicuramente un nome poco altisonante e non del tutto allineato con la politica societaria del nuovo <em>board</em> dirigenziale del Lione, ma <strong>al Lione in questo momento serve un uomo in grado di tenere la barra dritta</strong>. E&#8217; troppo presto per dire se Grosso possa farlo a sua volta o meno. Certo è che <strong>il Lione ha bisogno di infilare la testa nel carro armato e di lottare punto su punto</strong> <strong>per regalarsi una salvezza quanto più tranquilla possibile</strong>.</p>
<p>E non è detto che questa squadra, viste le premesse e il modo in cui è stata costruita, sia in grado di farlo. <strong>La necessità di arrivare al risultato tramite una espressione corale elevata è spesso una condanna a certe latitudini della classifica</strong>. La missione di Grosso è proprio questa.</p>
<p>Il Lione attuale è una squadra composta per lo più da giovani inesperti. Da reietti del calcio di alto livello. Da buoni calciatori ma assolutamente non abituati a lottare con le unghie e con i denti per sopravvivere. Trasformare questo agglomerato di figurine in un gruppo unito, capace di lottare su ogni pallone come fosse l&#8217;ultimo, <strong>è l&#8217;ingrato compito che Grosso ha accettato.</strong></p>
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Aggiornato al 05/11/2023 18:19
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