IGOR TUDOR E DUSAN VLAHOVIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
<p><strong><a href="http://juventus.com">Juventus</a>, l’1-1 contro la Lazio lascia i bianconeri in balia delle proprie paure. Ennesima occasione sprecata per blindare il quarto posto, ma a preoccupare è soprattutto il caos interno. Squalifiche, nervosismo e cambi discutibili alimentano una crisi profonda.</strong></p>
<p>Non è solo un punto, e non è solo un pareggio. <a href="https://www.calciostyle.it/video/lazio-juventus-1-1-goal-e-highlights">L’1-1 raccolto ieri pomeriggio contro la Lazio</a> ha lasciato <strong>strascichi pesanti</strong> nell’ambiente bianconero. La Juventus, ancora formalmente in corsa per un posto nella prossima <em>Champions League</em>, sembra però aver <strong>smarrito ogni certezza</strong> tecnica, tattica e, soprattutto, identitaria. E il risultato contro i biancocelesti rischia di essere il simbolo di un finale di stagione che sta rapidamente scivolando nel baratro.</p>
<h2>Classifica corta, ma nervi scoperti</h2>
<p>Una vittoria a Roma avrebbe consentito alla Juventus di portarsi <strong>solitaria al quarto posto</strong>, staccando di due lunghezze tutte le inseguitrici. Invece, con il pareggio, i bianconeri restano sì quarti con <strong>64 punti</strong>, ma <strong>a pari merito con la stessa Lazio</strong> e <strong>con la Roma a un solo punto di distanza (63)</strong>, con una partita ancora da giocare – lunedì sera a Bergamo contro l’Atalanta. Una sfida da guardare con il fiato sospeso, con i tifosi juventini costretti a <strong>tifare <em>Dea</em> per evitare il sorpasso giallorosso</strong>.</p>
<p>Ma oltre alla classifica, è l’atmosfera a Torino a far tremare i polsi. Il pareggio contro la Lazio ha acceso le micce di un malcontento già evidente da settimane. Basti pensare che, alla squalifica per condotta violenta di <strong>Yildiz</strong> contro il Monza si è aggiunta ieri anche quella di<strong> Kalulu,</strong> che rappresenta solo l’ennesima spia di un ambiente al collasso.</p>
<p>Ad alimentare il caos è stata sicuramente anche la gestione tecnica di <strong>Igor Tudor</strong>, le cui scelte hanno scatenato polemiche dentro e fuori lo spogliatoio. Emblematici, in tal senso, i cambi effettuati nella ripresa: <strong>Coinceicao richiamato in panchina dopo appena 40 minuti</strong> di gioco, e <strong>Adzic sostituito solo 10 minuti dopo il suo ingresso</strong>. Due decisioni che hanno lasciato attoniti giocatori, staff e tifosi, e che secondo molte fonti interne avrebbero incrinato ulteriormente i già fragili equilibri nello spogliatoio.</p>
<div id="attachment_463836" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-463836" class="size-full wp-image-463836" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2025/05/Tudor-e-Conceicao-2.jpg" alt="Juventus" width="1000" height="600" /><p id="caption-attachment-463836" class="wp-caption-text">IGOR TUDOR PARLA CON FRANCISCO CONCEICAO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )</p></div>
<p>La sensazione che emerge è quella di una <strong>Juventus allo sbando</strong>, senza uno schema, senza coesione, <strong>priva di una guida riconosciuta e rispettata</strong>. Tudor, subentrato con l’intento di rimettere ordine e dare un’identità alla squadra, appare oggi più come un corpo estraneo che come un leader. Il suo rapporto con la rosa sembra deteriorato, e l’impressione è che manchi completamente il rispetto reciproco tra tecnico e giocatori.</p>
<h2>Non solo <em>Champions&#8230;</em>la Juventus sta perdendo la faccia</h2>
<p>Il problema, oggi, non è solo il rischio di <strong>mancata qualificazione alla <em>Champions League</em></strong>, con tutte le pesanti conseguenze economiche e di prestigio che comporterebbe. Il vero dramma, per la Juventus, è l’impressione di <strong>una squadra che non rispetta più nemmeno se stessa</strong>. Giocatori nervosi, cambi umilianti, clima cupo e che non sono segnali da grande club, e ancor meno da una società come la Juventus, che ha sempre fatto del rigore, dell’orgoglio e dell’equilibrio i suoi tratti distintivi.</p>
<p>Con due giornate ancora da giocare, il destino è ancora nelle mani dei bianconeri. Ma servirà un cambio di rotta radicale per salvare la stagione e, forse, per <strong>salvare la credibilità</strong> di un progetto tecnico che oggi sembra <strong>già in fase terminale</strong>.</p>
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Aggiornato al 15/10/2025 19:35
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