L’ESULTANZA DI SIMONE INZAGHI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
<p><strong>La stagione dell&#8217;Inter, a prescindere da come andrà a finire, sarà da ricordare. Il capolavoro di Inzaghi prescinde dai risultati.</strong></p>
<p>Se il secondo sia il primo degli sconfitti o il secondo dei vincitori, non spetta a me dirlo. Ogni tifoso ha la sua visione delle cose ed è normale che sia. L&#8217;estasi per un trofeo è una sensazione con pochi eguali, ma non vanno dimenticate neppure le emozioni che si provano durante il percorso: <strong>a prescindere dall&#8217;esito dello stesso</strong>.</p>
<h2>Inter, 180 minuti che non cambiano il giudizio sulla stagione</h2>
<p>In Italia, ma non solo, <strong>dovremmo apprezzare maggiormente i percorsi</strong>. Perché è vero che il risultato è l&#8217;unica cosa che conta, ma questo parte da un presupposto: ovvero che tu parta con la legittima ambizione di vincere. Questo non è certamente il caso dell&#8217;<strong>Inter</strong>. Magari in Italia sì, ma in <em>Champions League</em> sicuramente no e il percorso nella massima competizione europea per club dei nerazzurri non ha solo un valore economico.</p>
<p>Non si tratta di travestirsi da commercialisti prestati al tifo. Il <a href="https://www.inter.it/it"><em>Biscione</em></a>, in tutta la sua storia, ha disputato &#8220;appena&#8221; cinque volte una finale di <em>Champions</em>. Quella di sabato prossimo contro il <strong>PSG</strong> non sarà solo la sesta complessiva, <strong>ma anche la seconda (in tre anni) con Inzaghi al timone</strong>. Ciò che significa che il tecnico piacentino da solo ha portato in dote alla benamata un terzo delle finali che quest&#8217;ultima ha disputato nella più prestigiosa competizione internazionale per club. Comunque vada, <strong>Inzaghi ha già scritto la storia</strong>.</p>
<p>E c&#8217;è una differenza sostanziale fra l&#8217;Inter di Inzaghi e quelle dei suoi illustri predecessori, <strong>ovvero che quelle squadre partivano per vincere o comunque per essere almeno protagoniste</strong>. Questa, checché ne dicano i patrioti da divano, <strong>assolutamente no</strong>. <strong>Barella</strong> non è <strong>Pedri</strong> e <strong>Dimarco</strong> non è <strong>Alphonso Davies</strong>.</p>
<p>L&#8217;Inter non ha una rosa degna di sedersi al tavolo delle grandi d&#8217;Europa, eppure, esattamente come fu per <strong>Mourinho</strong>, <a href="https://www.calciostyle.it/competizioni/champions-league/inzaghi-e-come-mourinho-linter-elimina-ancora-il-barca"><strong>Inzaghi ha una capacità straordinaria di convincere i suoi giocatori che l&#8217;impossibile sia possibile</strong></a>. E quel tatticismo a tratti esasperato, tanto vituperato in patria dai cultori del bel gioco, ha permesso ad una outsider di arrivare a novanta minuti dalla storia: <strong>quando nessuno se l&#8217;aspettava</strong>.</p>
<p>Il percorso in <em>Champions</em>, certo, non può cancellare quanto l&#8217;Inter sia mancata dal punto di vista del prestigio nazionale. Dove, lì sì, <strong>era auspicabile che i nerazzurri vincessero almeno un titolo su tre</strong>. Però la <em>Champions</em> ti logora, mentalmente e fisicamente, ed essere arrivati, a centottanta minuti dal triplice fischio stagionale, a giocarti tutto, qualcosa vorrà dire. Perché il risultato di una partita, risultante di un insieme di variabili aleatorie, <strong>non può sostituire il giudizio su un percorso durato 9 mesi e quasi 60 partite</strong>.</p>
<p>Il volersi giocare tutto, fino alla fine e senza fare calcoli, è un atto di coraggio e va lodato come tale. Certo, la critica è spietata e se, alla fine dei conti, ti presenterai a mani vuote, non avrà pietà di te. Tuttavia, sono abbastanza convinto che Inzaghi, se potesse tornare indietro, <strong>rifarebbe tutto allo stesso modo</strong>. Perché stagioni così, percorsi così, sono quelli che ti fanno (davvero) crescere: checché se ne dica.</p>
<div id="attachment_465278" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-465278" class="wp-image-465278 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2025/05/Inzaghi-e-Arnautovic-2.jpg" alt="Inter" width="1000" height="600" /><p id="caption-attachment-465278" class="wp-caption-text">SIMONE INZAGHI CARICA MARKO ARNAUTOVIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )</p></div>
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Aggiornato al 21/05/2025 9:18
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