<p><strong>Apologia al coraggio di Alessandro Antinelli e alla sua forte presa di posizione contro il genocidio in Palestina, nel post-partita di Italia-Israele.</strong></p>
<p>Il giorno prima, la direttrice dell&#8217;ufficio stampa <em>Rai</em> (la Dottoressa Incoronata <strong>Boccia</strong>) aveva sentenziato: <a href="https://www.facebook.com/lastampa.it/videos/non-esiste-una-sola-prova-che-lesercito-israeliano-abbia-mitragliato-civili-iner/4130313897248288/">&#8220;<em>Non ci sono prove che i militari israeliani abbiano sparato su dei civili inermi</em>&#8220;</a>. Un negazionismo anacronistico nei termini, ma ahimè estremamente attuale nella forma. C&#8217;è infatti una marcata tendenza dell&#8217;informazione (soprattutto in <a href="https://www.calciostyle.it/editoriale/italia-quanta-ipocrisia-da-gattuso-e-gravina-su-israele">Italia</a>, ma non solo) a farsi oggetto del potere, sino a diventarne un megafono propagandistico.</p>
<h2>Il coraggio di Alessandro Antinelli: fiocco nero per omaggiare i giornalisti &#8220;vittime del genocidio a Gaza&#8221;</h2>
<p>Il giorno dopo, nell&#8217;immediato post-partita della gara vinta dall&#8217;<strong>Italia</strong> (3-0) contro <strong>Israele</strong>, il giornalista <strong>Alessandro Antinelli</strong> si presentava in postazione commento con un fiocco nero sulla giacca. Il motivo ci ha tenuto a precisarlo lui stesso: &#8220;<em>Voglio ricordare 250 tra giornalisti e giornaliste che hanno perso la vita a Gaza, in quello che la commissione d’inchiesta dell’Onu ha definito un genocidio e che i nostri colleghi hanno provato a raccontare</em>&#8220;. Lo ha fatto prima di analizzare tecnicamente il match, come ogni bravo giornalista dovrebbe fare. Quando si parla di Israele, in questa fase storica, <strong>non si può prescindere dal racconto di quanto sta succedendo in Medio Oriente</strong>, con una presa di posizione chiara e una condanna aprioristica.</p>
<p><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/15/antinelli-fiocco-nero-giornalisti-gaza-italia-israele-news/8160969/">L&#8217;iniziativa è partita dall&#8217;<em>Ussi</em></a> (<em>Unione Stampa Sportiva Italiana</em>, n.d.r.), che ha consegnato ai giornalisti in tribuna stampa e ai fotografi a bordo campo un fiocchetto nero per: “<em>ricordare la tragedia e il lavoro dei cronisti, di penna e d&#8217;immagine, e </em><em>per auspicare che ci sia una fine definitiva del conflitto per un futuro senza armi</em>”. Antinelli ha preso la palla al balzo per condannare le azioni del regime sionista quando è stato menzionato il &#8220;caso&#8221; di <strong>Elisa Dossi</strong>, cronista <em>Rai</em> che era stata colpita da un sasso mentre raccontava i disordini che si stavano svolgendo fuori allo stadio (contestualmente alla partita) fra manifestanti e polizia.</p>
<p>Le parole, forti e coraggiose, di Antinelli sembrano in grado di rompere il &#8220;soffitto di cristallo&#8221; che imbavaglia certi ambienti dell&#8217;informazione, sempre più supini ai capricci del potere. Soltanto un anno fa un altro giornalista <em>Rai</em>, <strong>Alberto Rimedio</strong>, <a href="https://www.goal.com/it/liste/rimedio-telecronista-rai-cosa-ha-detto-italia-israele-fischi/blt7776381c93c9a04a">stigmatizzava i fischi all&#8217;inno israeliano</a> (in occasione della gara di <em>Nations League</em> sempre fra Italia e Israele) da parte dei <em>supporters</em> azzurri. Sembra passato un secolo, <strong>e invece è trascorso esattamente un anno</strong>. Il processo di sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica, allo stato attuale, è tale da dissipare questa nube di omertà, <strong>anche grazie alle meritorie prese di posizione di tanti personaggi pubblichi e alle oceaniche manifestazioni di piazza</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-446572 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2025/03/Depositphotos_385090394_S-e1743067048953.jpg" alt="Antinelli" width="1000" height="600" /></p>
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Aggiornato al 23/12/2025 19:37
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