Lo Spezia spedisce nuovamente la Roma fuori dalla Coppa Italia come nel 2015. Le circostanze per certi versi risultano simili a quelle di sei anni fa, mentre per altri sono diametralmente opposte.

Sul campo gli uomini di Italiano hanno battuto i capitolini per quattro reti a due dopo 120 minuti, ma la vittoria spezzina sarebbe comunque maturata attraverso un 3-0 a tavolino complice l’illegale sesto cambio effettuato da Fonseca nel primo tempo supplementare.

In questo caso la Roma è decisamente riuscita a perdere la faccia, oltre che il match in sé.

Sul campo

Parlare di campo dopo quanto accaduto non risulta facile, ma è nostro dovere farlo, o quantomeno provarci.

Non sono bastati i 90 minuti a disposizione per decretare un vincitore: il risultato di 2-2, frutto delle reti di Galabinov e Pellegrini dagli undici metri supportate da quelle di Saponara e Mkhitaryan su azione, oltre ad aver messo a nudo le enormi carenze romaniste contrapposte alla solida identità bianconera, ha dato vita ai supplementari.

Al principio dell’extra time i padroni di casa sono riusciti nuovamente nell’impresa di autoinfliggersi la sconfitta collezionando due cartellini rossi in poco più di trenta secondi: prima è stato il turno di Mancini, espulso per somma di ammonizioni, e subito dopo è toccato a Pau Lopez, estromesso dalla disputa per aver calciato l’avversario piuttosto che il pallone.

Le reti del definitivo 2-4 ad opera dell’ex Verde e nuovamente di Saponara sono arrivate nel secondo tempo supplementare ed hanno gettato questa Roma nell’oblio.

 

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