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Coppa d’Africa 2025

Nigeria, le Super Aquile volano in Coppa d’Africa. Agli ottavi anche l’Egitto di Salah

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La Nigeria stende con un 2-0 la Guinea-Bissau e chiude a punteggio pieno. Egitto avanti senza entusiasmare.

Due gol della Nigeria sulla Guinea-Bissau fanno dimenticare qualche difficoltà nell’attenzione alle conclusioni rivali dal limite dell’area, vediasi la volé dal limite di Jorginho nel finale di prmo tempo.
Le aquile guadgnano il successo nella ripresa.

Prima Iheanacho mette alla prova Gomis calciando dalla sua metà campo, poi trova con un cross di punta da destra l’ex Roma Umar Sadiq pronto all’1-0 al 55′.

Gli stoccatori bissini spaventano ancora la Nigeria al 60′: la punizione di Candé dal limite è larga di poco sul secondo palo.

La Nigeria risponde al 74′ e scrive la parola fine sull’incontro con uno spunto notevole di Moses Simon da sinistra la cui conclusione sulla traversa è ribattuta in rete da Trost-Ekong.

Il VAR è in versione africana ed impiega 4 minuti per confermare la rete inizialmente non convalidata.

Nigeria unica a chiudere con bottino pieno il cammino nel girone.

Nigeria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Col minimo sforzo Salah e compagni sono qualificati agli ottavi chiudendo il girone con l’1-0 sul Sudan.

I faraoni bussano per la prima volta con Mostafa Mohamed di testa al 30′ e con la stessa modalità, ovvero per via aerea, siglano il vantaggio con Abdelmomem che sfrutta un corner svettando sul primo palo al 35′.

Nella ripresa si vede anche Salah che impegna al 50′ con un guizzo Mustafa ad una bella parata e poco dopo apparecchia con una sponda per il raddoppio di Al Sulaya che spreca però un rigore in movimento.

La vittoria egiziana è minata solo da qualche incertezza di El Sheeenawy il quale a 10 dal termine si fa sfuggire una presa su calcio piazzato trovando pronto Karshom alla deviazione.

Il portiere però è bravo a farsi trovare pronto e l’Egitto è meritatamente qualificato.

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Coppa d’Africa 2025

Coppa d’Africa 2025: quando il calcio brilla più dei diritti

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Coppa d'africa

La Coppa d’Africa 2025 è stata presentata come il grande salto definitivo del Marocco nel calcio globale, ma cosa viene trascurato dai media?

Come spesso accade con i grandi eventi sportivi, non tutto finisce sotto i riflettori. E infatti, anche nei primi giorni di AFCON, media indipendenti e organizzazioni internazionali hanno continuato a segnalare le ombre che accompagnano questo torneo.

Secondo l’Agenzia Nazionale per le Strutture Pubbliche, i cantieri degli stadi hanno lavorato senza sosta fino all’ultimo per rispettare le scadenze e permettere l’avvio della competizione, oggi seguita in tutto il mondo. Hespress e Morocco World News hanno raccontato turni di lavoro durissimi e cantieri sovraffollati, soprattutto a Rabat e Casablanca.

Lo stadio Prince Moulay Abdellah è diventato il simbolo di questa corsa contro il tempo. È un impianto imponente, un vero capolavoro architettonico. Ma Atalayar ha riportato che, per consegnarlo nei tempi promessi, sono state spostate risorse umane da altri progetti pubblici. Una scelta che, secondo osservatori locali, ha mostrato come il calcio sia diventato una priorità assoluta, anche rispetto a servizi essenziali.

Coppa d’Africa, cosa c’è dietro

Coppa d'Africa

Stadium in the costruction site, Rabat, Morocco

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro continua a ricordare che l’edilizia è il settore più pericoloso del Marocco. Eppure, anche dopo l’inizio del torneo, il tema delle condizioni di lavoro è rimasto quasi assente nei comunicati ufficiali.

Human Rights Watch ha sottolineato che la pressione delle scadenze sportive ha aumentato il rischio di incidenti e ridotto i controlli sulla sicurezza. I salari, secondo Salary Expert, sono rimasti bassi e spesso non sufficienti a reggere il costo della vita.

Il torneo è cresciuto, lo spettacolo è iniziato, ma chi ha costruito gli stadi è rimasto fuori dal racconto principale.

Durante i preparativi, il Parlamento marocchino aveva approvato la Legge Organica 97.15 sul diritto di sciopero. Secondo la Confederazione Democratica del Lavoro e l’Unione Marocchina del Lavoro, questa legge ha limitato fortemente la possibilità di protesta proprio nei settori legati ai grandi eventi sportivi.

Il Global Rights Index 2025 ha collegato questa scelta a un clima di maggiore controllo sociale in vista di appuntamenti come l’AFCON. Il messaggio è stato chiaro: i cantieri non dovevano fermarsi, nemmeno per rivendicare diritti. Le proteste dei giovani, esplose nei mesi precedenti al torneo, sono nate proprio da qui.

Secondo Middle East Eye e Human Rights Watch, la domanda posta dai giovani è stata semplice e diretta: perché investire miliardi negli stadi mentre sanità e istruzione restano in difficoltà?

Il Ministero della Salute marocchino ha confermato che la spesa sanitaria è rimasta invariata. Le manifestazioni sono state represse con forza, con arresti e condanne documentati da diverse organizzazioni per i diritti umani.

Anche in questo caso, il calcio non è stato il vero problema. È stato ciò che il calcio ha rappresentato.

Amnesty International e il Comitato ONU sui Diritti Umani hanno segnalato che molti cantieri dell’AFCON hanno impiegato lavoratori migranti subsahariani in condizioni di forte vulnerabilità.

Subappalti informali, assenza di contratti, nessuna tutela reale. È stato il lato più silenzioso del torneo, quello che difficilmente trova spazio nei video promozionali o nelle conferenze stampa dei primi giorni.

Secondo Bloomberg e Morocco World News, il governo ha puntato su turismo e investimenti esteri per giustificare le spese legate alla Coppa d’Africa. Ma analisti citati da Atalayar hanno avvertito che il rischio è quello di trasformare il calcio in una vetrina costosa, lontana dai bisogni reali della popolazione.

Il debito pubblico è rimasto alto e le promesse di benefici futuri non sono bastate a spegnere il malcontento sociale.

Conclusione

La Coppa d’Africa 2025 non è stata solo una competizione di calcio. È stata uno specchio. Ha mostrato un Marocco moderno, ambizioso e organizzato. Ma ha mostrato anche un paese dove diritti del lavoro, dissenso e priorità sociali sono stati spesso messi in secondo piano.

Come ha osservato Human Rights Watch, il vero risultato di questo torneo non si leggerà solo nei tabellini, ma nel modo in cui il paese affronterà le sue contraddizioni quando i riflettori si spegneranno.

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Coppa d’Africa 2025

Marocco fa sul serio: partita pulita e senza rischi

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CAF - Depositphotos

Marocco ha battuto la Tanzania con una partita solida e ordinata. Non è stata una gara spettacolare, ma è stata una partita gestita bene.

Marocco, Coppa d'Africa

Fin dai primi minuti il Marocco ha preso in mano il gioco. Più possesso palla, più ordine e maggiore qualità tecnica. La Tanzania ha provato a difendersi bassa, chiudendo gli spazi, ma ha fatto fatica a uscire dalla propria metà campo.

Il Marocco ha costruito le sue azioni con calma, senza forzare. Non c’è stata frenesia. La squadra ha mosso il pallone da una fascia all’altra, cercando il momento giusto per colpire. Anche quando il gol tardava ad arrivare, non si è mai vista confusione. La Tanzania ha corso molto, ha messo fisicità e impegno, ma ha creato poche vere occasioni. Ogni volta che provava ad attaccare, il Marocco era ben messo in campo e pronto a recuperare palla.

Nel secondo tempo il copione non è cambiato. Il Marocco ha continuato a controllare il ritmo, gestendo il vantaggio e abbassando i rischi. Nessuna giocata inutile, nessuna perdita di equilibrio. Una partita da squadra matura.

Non è stata una vittoria rumorosa, ma una vittoria intelligente. Di quelle che servono nei tornei, dove conta andare avanti e risparmiare energie. In sintesi, il Marocco ha dimostrato di sapere adattarsi anche a partite meno aperte, usando testa, organizzazione e pazienza. Non sempre serve brillare: a volte basta fare le cose semplici nel modo giusto è il Marocco lo ha fatto.

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Coppa d’Africa 2025

Marocco, i padroni di casa vanno ai quarti: decisivo B. Diaz

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brahim diaz

Dopo aver dominato il girone A di Coppa d’Africa, il Marocco padrone di casa batte la Tanzania per 1-0 e accede ai quarti di finale.

Il Marocco non fallisce la prima gara ad eliminazione diretta. La squadra padrone di casa, e tra le favorite assolute per la vittoria della Coppa d’Africa, sconfigge la Tanzania a Rabat per 1-0. Decide la sfida il gol firmato dal trequartista del Real Madrid Brahim Diaz al 64′. L’ex Milan porta così a quota 4 il numero di gol realizzati nella competizione, diventando il capocannoniere del torneo.

La nazionale guidata dal ct Walid Regragui accede così ai quarti di finale. I Leoni dell’Atlantico aspettano il risultato dell’ottavo di finale tra Sudafrica e Camerun, in programma questa sera, per conoscere il loro prossimo avversario.

Coppa d'africa

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