Matchday 1: 24-26 settembre 2026
Matchday 2: 27-29 settembre 2026
Matchday 3: 30 settembre-3 ottobre 2026
Matchday 4: 4-6 ottobre 2026
Matchday 5: 12-14 novembre 2026
Matchday 6: 15-17 novembre 2026
Quarti di finale: 25-30 marzo 2027
Spareggio Lega A/Lega B: 25-30 marzo 2027
Fase finale: 9-13 giugno 2027
Competizioni
Uruguay, il “Bielsismo” dura appena un anno. Suarez: “Ha distrutto il gruppo”
La sconfitta contro il Perù (1-0) ha scoperchiato il vaso di Pandora, facendo venire alla luce tutti i problemi di Bielsa con l’Uruguay.
Il terzo posto nelle qualificazioni sudamericane ai prossimi Campionati del Mondo non basta a inquadrare il caos che l’Uruguay sta vivendo in queste settimane. Il terzo posto con 15 punti (4 in meno dell’Argentina capolista e 1 in meno della Colombia) potrebbero ingannare, soprattutto alla luce del fatto che si qualificano le prime sei.
Uruguay, momento difficile. Bielsa, Suarez e “l’intervista fiume”
Poi però guardi il rendimento recente della Celeste e ti rendi conto che qualcosa non va. O meglio, che qualcosa si è rotto. In questa nuova tornata delle qualifiche, l’Uruguay ha realizzato 2 punti in 3 partite. Frutto dei due pari contro Paraguay e Venezuela, oltre all’ultima sconfitta contro il Perù: tre gare senza reti all’attivo.
L’Ecuador, attualmente quinto con 12 punti, è stato penalizzato di tre punti e questo alleggerisce un minimo la pressione attorno a Marcelo Bielsa. La situazione, però, rimane delicata. Ed è deflagrata tutta assieme, proprio dopo la sconfitta di ieri sera contro i peruviani. A scoperchiare il vaso di Pandora è stato Luis Suarez.
L’attaccante uruguaiano, che di recente ha detto addio alla Nazionale, ha concesso una recente intervista (in cui si è scagliato in maniera lapidaria contro i metodi dell’allenatore argentino) a DS Sports: “Ci sono state situazioni che si sono verificate alla Coppa America che mi hanno fatto male vedere, di cui non ho parlato per il bene del gruppo. Continuerà ad accadere. I giocatori raggiungeranno un limite ed esploderanno. Alla Coppa America, c’erano giocatori che mi dicevano ‘Luis, giocherò la Coppa America e poi non giocherò più’. Questo ti dice che ci stiamo avvicinando a una situazione difficile. Poi te ne rendi conto e torni perché ami il tuo Paese. Amiamo tutti rappresentare il nostro Paese. C’erano molti giocatori che organizzavano un incontro per chiedere all’allenatore di salutarci almeno con un buongiorno. Non ha nemmeno detto ciao. Ho avuto un incontro di cinque minuti con lui come leader della squadra e alla fine ha risposto solo con un ‘grazie mille’. Ci siamo sempre allenati in momenti diversi della giornata. Perché non dovrei voler passare del tempo con Maxi Araújo e Nico de la Cruz, che è un mio caro amico? Volevo allenarmi con Ronald Araújo e metterlo alla prova in una sessione di allenamento. L’armonia del gruppo e l’energia positiva, una buona sessione di allenamento, portano a prestazioni forti. Ma quando ti alleni in orari diversi è difficile. Quando sei così lontano dal gruppo… è una cosa importante. Lo rispetti e vai avanti, ma è così che mi sono sentito.”
Il CT si è poi difeso nella conferenza stampa immediatamente successiva alla sconfitta di Lima, ma ammettendo che “la sua autorità ne ha risentito“. Queste le sue parole: “Non ignoro tutto quello che è successo. So che la mia autorità è, in un certo senso, influenzata, ma ho preparato la partita con la massima serietà. E la risposta che ho trovato da parte dei giocatori è stata la stessa che ho avuto da quando ho iniziato a lavorare qui. La convinzione con cui è stata preparata la partita non è cambiata affatto, la professionalità e il modo in cui il gruppo e lo staff tecnico hanno lavorato è stato lo stesso di sempre. Potete immaginare che sono cose che appartengono alla sfera privata e che non ho intenzione di rispondere sul contenuto delle riunioni che si sono svolte e sulle questioni che sono state esaminate. Non posso dirvi di più perché dovrei descrivere aspetti che sono stati discussi. Capisco che corrispondono all’intimità di un gruppo. Dal mio punto di vista, questi episodi dovrebbero essere rivisti internamente.”

Nations League
Nations League 2026/27, Italia in seconda fascia
Giovedì 12 febbraio ci sarà il sorteggio per i gironi della UEFA Nations League 2026/27. L’Italia di Gattuso sarà in seconda fascia.
In attesa di capire se parteciperà al Mondiale quest’estate, giovedì l’Italia di Gattuso scoprirà il suo girone nella Nations League 2026/27. Come riporta il sito ufficiale della FIGC, gli Azzurri saranno in seconda fascia insieme all’Olanda, la Danimarca e la Croazia.
L’anno scorso l’Italia si qualificò ai quarti di finale, arrivando seconda nel suo girone dietro alla Francia: nel girone c’erano anche il Belgio e l’Israele. Ai quarti, Kean e compagni si arrendono alla Germania (1-2 all’andata, 3-3 al ritorno).
Come per l’ultima edizione, le prime due classificate dei quattro gironi della Lega A accederanno ai quarti di finale. La terza classificata di ogni girone giocherà uno spareggio contro la seconda di Lega B per rimanere in Lega A, mentre la quarta classificata di ogni girone retrocede in Lega B.
Di seguito, ecco le fasce della Lega A ed il calendario della Nations League 2026/27.
Nations League 2026/27, ecco le fasce della Lega A

LA CONCENTRAZIONE DI GENNARO GATTUSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
FASCIA 1: Portogallo, Spagna, Francia, Germania
FASCIA 2: ITALIA, Paesi Bassi, Danimarca, Croazia
FASCIA 3: Serbia, Belgio, Inghilterra, Norvegia
FASCIA 4: Galles, Cechia, Grecia, Turchia
Calendario Nations League 2026/27: la finale il 13 giugno 2027
Champions League
Inter, ottavi solo sfiorati: ora Mourinho o Bodø per arrivarci
La vittoria di Dortmund non basta: l’Inter manca gli ottavi diretti per un solo punto. Ora ai playoff una tra Benfica di Mourinho e Bodø/Glimt.
Non è bastata la vittoria in casa del Borussia Dortmund per regalare all’Inter la qualificazione diretta agli ottavi di Champions League. I nerazzurri chiudono a un solo punto dal traguardo, con tanto rammarico ma anche la consapevolezza di aver comunque fatto il proprio dovere fino all’ultimo. Il percorso europeo resta solido, ma il dettaglio fa la differenza e ora la strada verso gli ottavi passerà inevitabilmente dai playoff.

ZAPORIZHZHIA, UKRAINE – SEPTEMBER 28, 2021: JOSE MOURINHO in conference press. The UEFA Conference League match between FC Zorya Luhansk vs AC Roma
Inter, Mourinho o Bodø sulla strada degli ottavi
Il 30 gennaio l’Inter conoscerà la propria avversaria: da decima classificata incrocerà la 23ª o la 24ª, ovvero Bodø/Glimt o Benfica. Due scenari molto diversi.
Da una parte la trasferta in Norvegia, sul campo del Bodø, dove hanno lasciato punti anche Atletico Madrid e Manchester City in questa Champions. Dall’altra il ritorno di Mourinho, capace con i lusitani di ribaltare una situazione europea che sembrava compromessa, evitando l’eliminazione con una rimonta folle culminata nel gol qualificazione al 98° del portiere Trubin contro il Real Madrid.
L’Inter avrà il vantaggio di giocare il ritorno a San Siro, ma per ora la testa è tutta sul campionato: nella prossima trasferta di Cremona l’obiettivo è chiaro, difendere il +9 sul Napoli e il +5 sul Milan, continuando a spingere forte verso lo scudetto.
Champions League
Napoli, una Champions mortificante: la qualificazione era ampiamente alla portata
Il ko con il Chelsea certifica l’eliminazione: per il Napoli una Champions chiusa nel peggiore dei modi, tra rimpianti e occasioni sprecate.
Con la sconfitta contro il Chelsea, il Napoli saluta la Champions League e chiude quella che, numeri e sensazioni alla mano, è probabilmente la campagna europea più mortificante dell’era De Laurentiis.
Contro i Blues l’impegno non è mancato, anzi: gli azzurri hanno dato tutto quello che avevano, pagando però nel secondo tempo una stanchezza inevitabile. Eppure, sarebbe davvero bastato poco per avanzare nella competizione. La qualificazione era ampiamente alla portata, soprattutto guardando la classifica e le avversarie affrontate.

ANTONIO CONTE PENSA ALLA CHAMPIONS LEAGUE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, il vero delitto tra Eintracht e Copenaghen
Il vero suicidio europeo si è consumato nelle sfide contro Eintracht e Copenaghen. Due squadre nettamente inferiori, tutt’altro che irresistibili soprattutto sul piano difensivo, che il Napoli non è mai riuscito a battere. Partite affrontate male, senza cattiveria e con errori pesanti, aggravati anche dalla superiorità numerica contro i danesi, sprecata senza mai riuscire a chiudere una gara che avrebbe permesso di ipotecare la qualificazione.
Negli ultimi impegni è certamente mancata lucidità, complice un’emergenza infortuni continua che ha costretto Conte a scelte praticamente obbligate, ma uscire così dalla Champions resta un fallimento difficile da digerire.
Ora resta solo da leccarsi le ferite e concentrarsi sul campionato, con la consapevolezza che questa eliminazione pesa come un macigno.
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