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<p><strong>Esattamente il 7 luglio del 1974 la nazionale d&#8217;Olanda, guidata da Johan Cruijff, sbatteva contro la Germania Ovest, perdendo così il Mondiale.</strong></p>
<p>Nella splendida cornice dell&#8217;<em>Olympiastadion</em> di <strong>Monaco di Baviera</strong>, <strong>Germania Ovest ed Olanda</strong> danno vita ad una delle più atroci ingiustizie mai accadute nella storia del calcio.</p>
<div id="attachment_400336" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-400336" class="wp-image-400336 size-full" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/12/Depositphotos_74324441_S-e1733762923810.jpg" alt="olanda" width="1000" height="600" /><p id="caption-attachment-400336" class="wp-caption-text">Depositphotos_74324441_S</p></div>
<h2>Germania Ovest-Olanda: il grande spreco olandese</h2>
<p>Non si trattava di una semplice finale Mondiale. Era una lotta tra due compagine lontane anni luce l&#8217;una dall&#8217;altra. In primis dallo stile di gioco. I tedeschi facevano della concretezza, del pragmatismo e della determinazione i loro dogmi principali.</p>
<p>L&#8217;Olanda dalla sua è una nazionale che sta assorbendo lo spirito di rivoluzione calcistica degli anni &#8217;70 che si sta sempre più sviluppando in ogni ambito culturale, nel suo paese. Rivoluzionari era un termine che calzava a pennello per i giocatori <em>Oranje</em>, sia dentro che fuori dal campo.</p>
<p>Capelli lunghi, basettoni, maglie arancio acceso, addirittura le compagne e mogli in ritiro da una parte, mentre dall&#8217;altra fuorigioco, pressing asfissiante e ricerca incessante del gol. Praticamente in due parole: <em>Arancia Meccanica</em>. Al contrario dei teutonici che scendono in campo con rigidità e compattezza.</p>
<p>A pilotare le due fazioni calcistiche due giocatori meravigliosi: <strong><a href="https://www.transfermarkt.it/johan-cruyff/profil/spieler/8021">Johan Cruijff</a>,</strong> il direttore d&#8217;orchestra Oranje e giocatore del <a href="https://www.calciostyle.it/calciomercato/barcellona-sfuma-nico-williams-ora-occhi-in-casa-liverpool"><strong>Barcellona</strong></a>, e <strong>Franz Beckenbauer</strong>, il punto cardine dei <em>Die Mannschaft. </em></p>
<p>Il cammino fino alla finale era stato pressocchè simile, ma diverso allo stesso tempo. L&#8217;Olanda aveva chiuso in testa in entrambi i gironi, mentre i tedeschi erano arrivano secondi nel primo girone (dietro alla <strong>Gemania Est</strong>), per poi vincere il secondo girone.</p>
<p>Tutto questo faceva presagire l&#8217;Olanda come la favorita del torneo. Ma come nella maggiore della ipotesi non sempre vince chi ha il favore del pronostico. E così accade. Gli uomini guidati in campo da Cruijff però andavano in vantaggio dopo appena due minuti grazie ad un rigore di <strong>Neeskens</strong>, per poi venire agguantati e superati dai tedeschi.</p>
<p>Al 25esimo ci pensava <strong>Paul Breitner</strong> a impattare la finale sul momentaneo 1-1 grazie ad un altro rigore, mentre prima dello scadere della prima frazione, al minuto 43, <strong>Muller</strong> con un diagonale ravvicinato portava avanti i teutonici.</p>
<p>Il risultato rimarrà così fino al fischio finale. Per la formazione olandese tanto rammarico per aver sprecato un&#8217;occasione d&#8217;oro visti gli interpreti in campo. Quindi si può benissimo affermare che il 7 luglio del 1974 non abbia vinto la migliore.</p>
<p>Per chiudere, <strong>Andrè Agassi</strong> (grande tennista statunitense) nella sua biografia scrisse: &#8220;Il dolore per una sconfitta è sempre superiore alla gioia per una vittoria. Ma se tutte le sconfitte fanno male, alcune sono peggio di altre&#8221;.</p>
<p> ;</p>
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Aggiornato al 07/07/2025 18:55
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