Champions League
Feyenoord, Van Persie: “C’è sempre speranza, li abbiamo studiati molto. I giocatori devono ascoltare me, non la stampa. Paixao…”
Robin Van Persie ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Feyenoord, valida per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League.
Il neo allenatore degli olandesi ha presentato la sfida di San Siro che si prospetta molto difficile da trasformare in trionfo ma i bianco rossi comunque ci proveranno.
Feyenoord, le parole di Van Persie
Un paio di settimane qui il Feyenoord ha vissuto una serata magica col Milan. Servirà ancora più magia, ci crede?
“È il bello dello sport, del calcio. C’è sempre speranza, anche se la gente crede sia molto piccola. Paixao? È un peccato, ha avuto un problemino: può sempre succedere”.
Tornando al passaggio col Milan, anche lei ha vissuto dei miracoli simili da giocatore?
“Non parto dalla mia esperienza, ci sono tanti esempi di squadre che hanno sorpreso. Vorremmo sorprendere anche noi, il sentimento è un po’ che sia impossibile ma non credo sia vero: avremo le nostre occasioni e dovremo essere forti”
Non avete giocato questo weekend, l’Inter sì.
“Noi ci siamo allenati sabato e domenica. Ho visto la partita col Monza, è l’Inter che conosciamo: è bello vederla giocare, fa sempre ottime cose in attacco, in difesa, in transizione. È una grande sfida, ma avremo delle chance: loro hanno il loro modo di giocare e funziona molto bene, ma anche contro una squadra molto forte avremo sempre delle occasioni e abbiamo studiato dove possono arrivare”.

Calvin Stengs e Mattia Zaccagni ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Penserete alla partita di domenica col Twente?
“Pensiamo sempre a domani. Pianifichi tutto, ma il primo obiettivo è sempre la partita dell’indomani, anche nel minutaggio da dare ai giocatori”.
I rientri saranno titolari?
“Vediamo, intanto siamo contenti che siano tornati. Forse qualcuno esordirà, ci sono giovani che non hanno ancora debuttato”.
Lo stop di Paixao sarà lungo?
“Non penso, ma vedremo nei prossimi giorni”.
Fronteggiate ancora l’emergenza.
“I miei giocatori ci devono credere, negli anni ho visto cose ancora più pazze. Il contesto è chiaro, è una sfida complicatissima ma non ci nascondiamo da questo. È quello che è, i giocatori che abbiamo adesso penso siano molto forti e lo fanno vedere tutti i giorni. Sfideremo l’Inter con questi giocatori, non ha senso pensare a troppi scenari: ho fiducia nel gruppo”.

Rome, Italy 07.11.2023: Feyenoord during warm-up before the Uefa Champions League 2023-2024 football, group E, between SS Lazio vs Feyenoord at Olympic Stadium in Rome.
Cambierà posizione ai giocatori?
“Ovviamente è sempre meglio far giocare qualcuno nella sua posizione, nel suo ruolo. Non sempre è possibile, lo abbiamo visto la scorsa settimana con Paixao: è come un puzzle, devi pensare a fisico e disponibilità”.
Avete capito il problema di questi infortuni?
“Può succedere sempre, in ogni allenamento i ragazzi danno tutto. È un rischio che c’è sempre, Paixao ha giocato tantissimo in questa stagione ed è molto speciale che abbia giocato tanto: è normale si possa infortunare. Se avesse potuto, l’avrei fatto giocare”.
Quali sono le difficoltà con Ivanusec?
“Bella domanda, per il mio corso ho visto un Croazia-Olanda: ha giocato benissimo e ho pensato ‘che giocatore’. Poi è andato al Feyenoord, ho sempre pensato fosse forte, però è una domanda se possa giocare a questi livelli. Ci sono tante cose, dalla forma al carattere, che risultano decisive”.
Come convincere i giocatori che l’impresa è possibile?
“Prima di tutto, non seguire la stampa. Non aiuta: vuole far credere che è già persa questa partita, e invece dobbiamo ancora giocarla. È una grandissima sfida e lo sappiamo: non dico che vinceremo sicuramente, ma dovete capire che daremo di tutto e ci crediamo alla rimonta. Possiamo fare un miracolo, è il bello dello sport: è per questo che siamo tutti qui e che domani 4.600 tifosi verranno da Rotterdam”.
Se non ci riuscirete, cosa la soddisfarebbe?
“Per come la vedo io, non ci sono vittorie, pareggi, sconfitte. Io penso a come ci presentiamo, al nostro atteggiamento, alla fiducia che abbiamo in noi stessi. Daremo tutto ed è la cosa più importante, non vincere o perdere”.
Photo Source: Feyenoord.com
È soddisfatto di quello che ha visto a Rotterdam?
“All’inizio sì, del primo tempo sì. Poi ci siamo ammosciati. Io non chiedo una vittoria, non è così semplice: ci sono tante cose da fare durante una partita e vogliamo focalizzarci su quello che dobbiamo fare”.
All’andata sembrava 4-2-1-3 e ha sorpreso. Dobbiamo attenderci lo stesso schieramento offensivo?
“Quello che potete aspettarvi è una squadra che sarà unita, che andrà ad attaccare insieme, a difendere insieme. Alla fine, non è il modulo a fare la differenza, se è un 4-4-2 o un 4-3-3. Dobbiamo focalizzarci su come stiamo in campo e su quello possiamo avere un’influenza”.
L’Inter ha subito due gol dal Monza, vi dà fiducia?
“Beh, in Champions ne hanno subito solo uno. Abbiamo visto la partita e ci siamo preparati, senza fare cose diverse dal solito. Abbiamo studiato ogni punto dell’Inter, ma anche di noi stessi: siamo focalizzati sulle nostre occasioni. Come gioca l’Inter si sa, ma anche loro ogni tanto lasciano degli spazi e lì dobbiamo essere bravi noi. Anche contro di noi l’Inter ha avuto qualche occasione, noi una o due: contro queste squadre così forti è importante segnare, l’abbiamo visto con il Milan. In quella partita il Feyenoord ha avuto difficoltà, ma poi serve anche che la gara giri dalla nostra parte. A Rotterdam non è successo”.
Champions League
Ranking UEFA, serve di più dalle italiane per ottenere il 5° posto in Champions League
Italia in corsa per il quinto posto in Champions League secondo il ranking UEFA, confermando la sua posizione tra le prime cinque.
Implicazioni per la Serie A
L’Italia mantiene saldamente il quinto posto nel ranking UEFA, una posizione cruciale che al momento non garantirebbe un ulteriore posto per le squadre italiane nella prestigiosa Champions League. Questo risultato è fondamentale per il calcio italiano, che continua a dimostrare competitività e qualità nei tornei europei.
Confermarsi tra le prime nazioni nel ranking UEFA non è solo una questione di prestigio, ma ha anche implicazioni dirette sulla partecipazione delle squadre italiane nelle competizioni europee.
Un altro posto in Champions League significherebbe maggiori opportunità per i club di Serie A di mostrare il loro valore sul palcoscenico europeo, portando benefici economici e sportivi. L’attenzione resta alta mentre le squadre italiane continuano a lottare per punti preziosi nelle competizioni attuali.
Dopo questa giornata delle coppe europee è ovviamente cambiata la classifica del ranking UEFA: Con la vittoria della Roma e della Juventus, i pareggi di Napoli e Bologna e le sconfitte di Inter e Atalanta.
La classifica del Ranking Uefa
1) Inghilterra 16.847 punti (9 squadre su 9 in corsa); 2) Germania 14.035 (7 su 7); 3) Polonia 13.625 (3 su 4); 4) Spagna 13.312 (8 su 8); 5) Italia 13.071 (7 su 7); 6) Portogallo 13.050 (4 su 5); 7) Francia 12.071 (7 su 7); 8) Cipro 11.406 (3 su 4); 9) Grecia 10.650 (4 su 5); 10) Danimarca 10.500 (2 su 4).

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Fonte: l’account X di Gianluca Di Marzio
Ranking UEFA, corsa al quinto posto in Champions League: Italia ancora 5ª gianlucadimarzio.com/ranking…
— Gianluca Di Marzio (@DiMarzio) Jan 23, 2026
Champions League
Juventus, tre punti con qualche sbavatura: chi ai playoff?
La Juventus riesce a superare il Benfica di Mourinho, seppur non in maniera perfetta, e si assicura uno spot ai playoff di Champions League.
Il successo bianconero porta le firme di Thuram e McKennie ma a tratti la difesa ha rischiato di capitolare. Nonostante ciò il percorso continuerà e i possibili avversari sono già noti.
Juventus, il momento è d’oro e domenica arriva il Napoli
Spalletti non sbaglia una delle ultime chance per proseguire il cammino in Champions League, imponendosi contro i portoghesi e raggiungendo quota 12 punti alla pari dell’Inter e un punto sotto l’Atalanta. La vittoria di ieri rappresenta l’ennesimo passo avanti dei bianconeri da quando è arrivato il tecnico toscano in panchina.
Il rullino nella massima competizione europea racconta di 3 vittorie (consecutive) e 1 pareggio, che hanno permesso alla Juve di recuperare parte del terreno perso sotto la gestione Tudor. Sia in Serie A che in Champions infatti, dall’avvento dell’ex Napoli, la musica è cambiata radicalmente rilanciando anche le ambizioni del club.
Tuttavia, seppur il risultato racconti diversamente, per certi tratti i bianconeri hanno calato i ritmi regalando spazi e occasioni al Benfica. Errori individuali e disattenzioni in fase di impostazione hanno rischiato di compromettere un match delicato e decisivo per il proseguo della stagione. Inoltre, il calcio di rigore di Pavlidis, terminato quasi in rimessa laterale, poteva significare la perdita di punti (2 o addirittura 3).
Dal punto di vista offensivo però Yildiz e compagni sono stati efficaci, sfruttando le occasioni al momento giusto e andando in gol con due centrocampisti. Questa posizione di classifica ora mette la Juve nelle possibilità di affrontare Galatasaray o Qarabag ai playoff e una tra Arsenal e Bayern Monaco agli ottavi di finale.
Ora la testa è sì alla prossima giornata in casa del Monaco in programma mercoledì 28 gennaio, ma soprattutto allo scontro diretto contro il Napoli di domenica all’Allianz Stadium. Un’occasione per vendicare la sconfitta dell’andata e ridurre sensibilmente il gap che li separa proprio dagli azzurri. La settimana di fuoco è appena iniziata ma Spalletti intende domarla cavalcando l’onda di entusiasmo creata in questi mesi.

LUCIANO SPALLETTI GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Champions League
Arsenal, la notte di San Siro è una dichiarazione d’intenti europei
A San Siro l’Arsenal impressiona per qualità, fluidità e organizzazione: la squadra di Arteta interpreta il calcio moderno con personalità e manda un segnale forte all’Europa
L’Arsenal visto ieri in Champions League ha dimostrato di essere, a tutti gli effetti, una squadra vera. In un panorama calcistico come quello attuale, lontano dalle grandi corazzate del recente passato – dal Barcellona della MSN al Real Madrid di Ronaldo, Bale e Benzema – le partite appaiono più equilibrate e meno scontate. Eppure, a San Siro, contro l’Inter vicecampione d’Europa, i Gunners hanno dato una lezione di calcio moderno.
La squadra di Mikel Arteta non si limita a giocare bene: interpreta il calcio contemporaneo in maniera quasi didattica. Nulla è casuale, nulla è ripetitivo. Le giocate non sono mai fini a sé stesse, ma cambiano forma e ritmo in base allo spazio, al momento e all’avversario. Rapidità di pensiero, occupazione intelligente del campo e una fluidità che ricorda quella di una playstation, ma applicata su un campo reale e contro un avversario di altissimo livello.
I numeri rafforzano le sensazioni. L’Arsenal ha incassato appena due gol nella competizione europea e continua a colpire con impressionante regolarità sui calci piazzati: sono 19 le reti realizzate su calcio d’angolo, un dato che va ben oltre la statistica se si considera che, mediamente, una squadra segna su corner una volta ogni dieci partite. Qui non è casualità, ma studio, lavoro e innovazione costante.
L’Arsenal di Arteta non è solo una squadra organizzata: è un progetto maturo, consapevole e in continua evoluzione. In un calcio che cerca nuovi riferimenti dopo l’era delle super-squadre, i londinesi si candidano seriamente a diventare un modello. E la notte di San Siro, più che una vittoria, è sembrata una dichiarazione d’intenti.

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