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Champions League

Ecco le variazioni delle rose in Champions League

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Dopo il mercato di Gennaio, di seguito, i cambiamenti nelle rose Champions comunicati dai vari club alla UEFA e pubblicati dalla Federazione europea, per la FASE FINALE.

Ajax
Aggiunti: Lisandro Magallán, Lassina Traoré, Bruno Varela
Esclusi: Dennis Johnsen, Azor Matusiwa, Luis Orejuela, Kaj Sierhuis, Maximilian Wöber

Atlético
Aggiunti: Álvaro Morata, Nehuén Pérez, Ricard Sanchez
Esclusi: Gelson Martins, Darío Poveda, Cristian Rodriguez, Salomón

Barcelona
Aggiunti: Jeison Murillo, Kevin-Prince Boateng, Moussa Wagué
Esclusi: Rafinha, Munir, Denis Suárez

Bayern
Aggiunti: Alphonso Davies, Joshua Zirkzee
Esclusi: Sandro Wagner, Frank Evina

Dortmund
Aggiunti: Leonardo Balerdi, Herbert Bockhorn
Esclusi: Jeremy Toljan, Shinji Kagawa

Juventus
Aggiunti: Martín Cáceres, Leonardo Spinazzola
Esclusi: Medhi Benatia, Juan Cuadrado

Liverpool
Aggiunti: Ki-Jana Hoever, Alex Oxlade-Chamberlain, Ben Woodburn*
Esclusi: Nathaniel Clyne, Dominic Solanke, Pedro Chirivella, Kamil Grabara

Lyon
Aggiunti: Malcolm Barcola, Lucas Tousart
Esclusi: Zachary Brault, Jordan Ferri

Manchester City
Aggiunti: Claudio Bravo, Gabriel Jesus*, Philippe Sandler
Esclusi: Brahim Díaz, Luke Bolton, Eliaquim Mangala

Manchester United
Aggiunti: none
Esclusi: Marouane Fellaini

Paris Saint-Germain
Aggiunti: Leandro Paredes, Metehan Güçlü
Esclusi: Tim Weah, Yacine Adli

Porto
Aggiunti: Pepe, Fernando Andrade Santos, Francisco Soares
Esclusi: Vincent Aboubakar, Riechedly Bazoer, Chidozie Awaziem, Sérgio Oliveira, Rui Pedro

Real Madrid
Aggiunti: Brahim Díaz, Diego Altube Suárez, Jaume Grau
Esclusi: Kiko Casilla

Roma
Aggiunti: Daniel Cerantola Fuzato
Esclusi: Žan Celar, Luca Pellegrini

Schalke 04
Aggiunti: Rabbi Matondo, Jeffrey Bruma, Bastian Oczipka
Esclusi: Abdul Rahman Baba, Naldo, Franco Di Santo, Jannis Kübler

Tottenham
Aggiunti: Juan Foyth
Esclusi: Mousa Dembélé

Fondatore e Direttore Editoriale della testata giornalistica Calciostyle.it. Nato a Roma, classe 1981.

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Champions League

Arsenal, la notte di San Siro è una dichiarazione d’intenti europei

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Arsenal

A San Siro l’Arsenal impressiona per qualità, fluidità e organizzazione: la squadra di Arteta interpreta il calcio moderno con personalità e manda un segnale forte all’Europa

L’Arsenal visto ieri in Champions League ha dimostrato di essere, a tutti gli effetti, una squadra vera. In un panorama calcistico come quello attuale, lontano dalle grandi corazzate del recente passato – dal Barcellona della MSN al Real Madrid di Ronaldo, Bale e Benzema – le partite appaiono più equilibrate e meno scontate. Eppure, a San Siro, contro l’Inter vicecampione d’Europa, i Gunners hanno dato una lezione di calcio moderno.

La squadra di Mikel Arteta non si limita a giocare bene: interpreta il calcio contemporaneo in maniera quasi didattica. Nulla è casuale, nulla è ripetitivo. Le giocate non sono mai fini a sé stesse, ma cambiano forma e ritmo in base allo spazio, al momento e all’avversario. Rapidità di pensiero, occupazione intelligente del campo e una fluidità che ricorda quella di una playstation, ma applicata su un campo reale e contro un avversario di altissimo livello.

I numeri rafforzano le sensazioni. L’Arsenal ha incassato appena due gol nella competizione europea e continua a colpire con impressionante regolarità sui calci piazzati: sono 19 le reti realizzate su calcio d’angolo, un dato che va ben oltre la statistica se si considera che, mediamente, una squadra segna su corner una volta ogni dieci partite. Qui non è casualità, ma studio, lavoro e innovazione costante.

L’Arsenal di Arteta non è solo una squadra organizzata: è un progetto maturo, consapevole e in continua evoluzione. In un calcio che cerca nuovi riferimenti dopo l’era delle super-squadre, i londinesi si candidano seriamente a diventare un modello. E la notte di San Siro, più che una vittoria, è sembrata una dichiarazione d’intenti.

Arsenal

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Champions League

Atalanta, la Champions non ammette blackout: sfumano gli ottavi?

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Atalanta-Athletic Club

Un secondo tempo da dimenticare rimette tutto in discussione: l’Atalanta spreca un’occasione enorme e ora gli ottavi si complicano.

Alla fine del primo tempo di Atalanta-Athletic Club, la Dea era a un passo dagli ottavi di Champions League. Il gol del vantaggio firmato da Scamacca e una gara apparentemente sotto controllo avevano messo la squadra di Palladino nella situazione ideale. 

I nerazzurri avevano anche sfiorato il raddoppio, con un altro gol annullato allo stesso Scamacca e il palo colpito da De Ketelaere, e avevano dato la sensazione di poter chiudere definitivamente il discorso al rientro dagli spogliatoi. Nella ripresa, però, qualcosa si è inceppato. L’Atalanta ha abbassato il ritmo e concesso campo agli spagnoli, che ne hanno approfittato.

Atalanta-Milan, Napoli

Ademola Lookman a terra rammaricato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Atalanta, classifica ribaltata e ottavi a rischio

Il pareggio di Guruzeta al 58° ha cambiato l’inerzia della gara, poi l’uno-due di Serrano e Navarro nel giro di quattro minuti ha gelato la New Balance Arena. Il gol di Krstović all’88° arriva troppo tardi per riaprire davvero la partita. 

Una sconfitta durissima, arrivata con appena tre tiri concessi e tre gol subiti, ma soprattutto pesante per la classifica: l’Atalanta scivola fuori dalle prime otto per la sola differenza reti, dettaglio che però può costare caro. In Champions League non sono ammessi blackout, e pochi minuti possono complicare il percorso. 

Ora servirà una vittoria contro l’Union Saint-Gilloise nell’ultima giornata e possibilmente tanti gol, sperando anche in risultati favorevoli dagli altri campi. Gli ottavi erano a un passo, ora sono un obiettivo da rincorrere fino all’ultimo respiro.

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Champions League

Juventus, Spalletti: “È stato veramente difficile no. Si fa 2 partite in cui teniamo sempre palla, si sta sempre dentro l’area avversaria e non si fa gol.”

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Bremer

Il tecnico della Juventus Luciano Spalletti ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto 2 a 0 contro il Benfica in Champions League.

Il tecnico della Juventus Luciano Spalletti ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto 2 a 0 contro il Benfica in Champions League. Di seguito, le sue parole in conferenza stampa.

Juventus, il tecnico Luciano Spalletti ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto 2 a 0 sul Benfica

LA GRINTA DI LUCIANO SPALLETTI E ALBERTO GILARDINO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Juventus, Spalletti: “La partita è stata in equilibrio: i colpi di testa di David e Miretti sono stati importanti…”

Il tecnico della Juventus Luciano Spalletti ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto 2 a 0 contro il Benfica in Champions League. Di seguito, le sue parole in conferenza stampa.

BATTIBECCO COL TIFOSO – «Dopo non gli ho detto niente. A tutti i palloni che sbagliavamo diceva ‘Spalletti levalo’, ‘Spalletti levalo’, a tutti. Gli ho detto ‘Guarda ho 5 sostituzioni’, poi non mi sono più girato. Era una roba continuativa. Mi son girato e gli ho detto che non posso sostituirli tutti, ma è stata una roba naturale. Nella correttezza del dialogo»

LA PREOCCUPANO GLI ALTI E BASSI ED E’ STATA DIFFICILE – «È stato veramente difficile no. Si fa 2 partite in cui teniamo sempre palla, si sta sempre dentro l’area avversaria e non si fa gol. E stasera è stata una partita difficile? In ogni modo usciamo sempre buscandone. La partita è stata in equilibrio: i colpi di testa di David e Miretti sono stati importanti…Nell’inizio del secondo tempo non siamo riusciti a fare un passaggio in più, a liberare un uomo, perdendo palloni timidi, si è fatta venire la tosse al pallone. Poi McKennie ha avuto una situazione importante, si è colpito un palo. Partita in equilibrio, non una partita difficile o rubata. Noi ci siamo meritati quello che è venuto fuori. Come atteggiamento ce lo siamo meritato, è sempre stato di quelli giusti. Ho un po’ d’anni, erano 4/5 partite che non si vinceva col Benfica, si deve dire bravi alla squadra»

COME EVITARE I BRUSII DELLO STADIO – «Solo giocare un calcio bello, è quello il senso della nostra ricerca di essere dentro un modo di fare che sia coinvolgente per la gente, a braccetto con la gente. Un calcio bello da vedere e che si vinca poi qualche partita. Le partite dobbiamo vincerle, ci siamo esposti a qualche ripartenza ma i calciatori devono viverla come una cosa che può succedere se vai a fare quel calcio lì. Qui c’è una storia, i tifosi han visto calciatori importanti qui. Cambiaso sa giocare a calcio, c’è stato un momento in cui è stato chiacchierato di andare in una squadra forte. L’insistenza di giocare palla gli va riconosciuta. Poi noi si riesce a ribaltare l’azione. Difendere per buttare palla in fallo laterale poi la palla ce l’han sempre gli altri».

 

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