Theo Hernandez (Milan) portrait during friendly football match AC Milan vs Panathinaikos FC at the Nereo Rocco stadium in Trieste, Italy, August 14, 2021 - Credit: Ettore Griffoni
<p><b>Il terzino dell&#8217;Al-Hilal Theo Hernandez ha rilasciato un&#8217;intervista a La Gazzetta dello Sport dove ha parlato del suo addio al Milan e del rapporto con Inzaghi.</b></p>
<p>Il francese torna a parlare dopo un lungo periodo e racconta della sua nuova esperienza all&#8217;Al-Hilal, ma soprattutto del suo addio al Milan in estate. Theo ha lasciato queste dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport, rivelando qualche retroscena e svelando qualche curiosità.</p>
<h2>Al-Hilal, le parole di Theo Hernandez</h2>
<p><strong>Theo, come si vive a Riad?</strong><br />
&#8220;Da dio. È stata la scelta migliore. L’unico neo è il traffico: tremendo&#8221;</p>
<p><strong>Come l’ha convinta Inzaghi?</strong><br />
&#8220;Mi ha detto: &#8216;Andiamo a vincere insieme?&#8217;. So che all’Inter lo chiamavano &#8216;demone&#8217;. In campo una persona, fuori un’altra: un gentleman. Ogni tanto mi ha fatto qualche battuta sul fatto che l’anno scorso gli ho fatto perdere la Supercoppa qui a Riad, ma anche lo staff mi ricorda i derby o i duelli con Dumfries&#8221;. Lui e lo staff mi sfottono per le sei vittorie di fila con l’Inter, ma l’anno scorso abbiamo vinto noi&#8230;&#8221;.</p>
<div id="attachment_457878" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-457878" class="size-full wp-image-457878" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2025/04/Inzaghi-2.jpg" alt="Al-Hilal" width="1000" height="600" /><p id="caption-attachment-457878" class="wp-caption-text">SIMONE INZAGHI LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )</p></div>
<p>Ha incontrato il Milan?<br />
&#8220;Sì, prima della partita con il Napoli. Quando andai via non riuscii ad abbracciarli tutti come avrei voluto. Mi dispiace che abbiano perso. Ho detto &#8216;bravo&#8217; a Bartesaghi, che si merita tutto, e abbracciato Modric, con cui ho giocato a Madrid. Un genio: è di un altro livello&#8221;.</p>
<p><strong>Ha visto anche i dirigenti?</strong><br />
&#8220;Allegri, Tare e Ibra. Furlani non si è fatto vedere&#8221;.</p>
<p><strong>Non sarebbe mai andato via?</strong><br />
&#8220;Mai. La mia priorità era restare&#8221;. Non ho mai chiesto cifre esorbitanti per il rinnovo né spinto per la cessione, tutto falso. Avrei meritato un trattamento migliore, alcuni compagni spingevano perché restassi&#8221;</p>
<p><strong>Lo scorso gennaio rifiutò il Como?</strong><br />
&#8220;Il mio agente non me ne ha mai parlato. Dicevano che avessi chiesto cifre esorbitanti per il rinnovo, che spingessi per la cessione&#8230; tutto falso&#8221;.</p>
<p><strong>Il suo post d’addio fu polemico:</strong> &#8220;La direzione che ha preso il club e alcune decisioni non rispecchiano i valori e l’ambizione che mi hanno portato qui.<br />
È la verità. Quando sono arrivato c’erano Massara, Boban e Maldini, il mio idolo. Ibra è un top, ma dopo Paolo è cambiato tutto in peggio&#8221;.</p>
<p><strong>Le critiche dei tifosi le hanno fatto male?</strong><br />
&#8220;Molto. So che ho commesso degli errori, come le espulsioni con la Fiorentina o col Feyenoord, ma siamo umani. Non ero sereno mentalmente e avrei potuto fare meglio, ma i tifosi sanno chi è stato Theo al Milan&#8221;.</p>
<p><strong>Si è parlato anche di presunte aggressioni.</strong><br />
&#8220;Finalmente ho l’occasione di parlarne: c’è chi vuole rovinarti la vita e la carriera. Sono stato male nel leggere certe cose, ma la mia famiglia sa che non è vero&#8221;</p>
<p><strong>Torniamo al campo: disertare il famoso cooling break di Fonseca fu un errore?</strong><br />
&#8220;È stato ingigantito. Io e Leao eravamo entrati da poco e siamo rimasti lì. Dicevano che non avessimo un bel rapporto con gli allenatori, ma non era vero. Io andavo d’accordo anche con Conceiçao. Lui era autoritario, ma la gente parlava a vanvera&#8221;.</p>
<p><strong>Si è sentito abbandonato dal Milan?</strong><br />
&#8220;Avrei meritato un trattamento migliore. Non me l’aspettavo. Alcuni compagni mi spingevano a restare, ma quando un dirigente ti chiama e ti dice &#8216;se resti qui ti mettiamo fuori rosa&#8217; io che cosa posso fare? Cerco altro&#8221;.</p>
<p><strong>Quante volte è stato vicino a lasciare i rossoneri?</strong><br />
&#8220;Onestamente non lo so. Al mio agente ho sempre detto di non dirmi nulla, in Italia avrei giocato solo nel Milan&#8221;.</p>
<p><strong>Era stato scelto grazie a Maldini.</strong><br />
&#8220;Il giorno in cui mi ha chiamato per incontrarci è stato il più bello della mia vita sportiva. Mi raggiunse a Ibiza e parlammo di fronte a un’aranciata. Non volevo crederci. Se sono diventato ciò che sono, e anche il difensore del Milan con più gol, è grazie a lui. Tuttora siamo sempre in contatto. La sua maglia con dedica mi emoziona: &#8216;Theo, il mio degno erede'&#8221;.</p>
<p><strong>Il suo addio l’ha spiazzata?</strong><br />
&#8220;Mi sono sentito spaesato. L’anno scorso io e Calabria ci presentammo a Milanello con la maglia di Paolo, a qualcuno non andò bene. Hanno strappato una bandiera per nulla. A parte Ibra, la mancanza di milanismo di sente&#8221;.</p>
<p><strong>Com’era Zlatan come compagno?</strong><br />
&#8220;In allenamento ci massacrava. Per il nostro bene&#8221;.</p>
<p><strong>Il segreto di Pioli, invece?</strong><br />
&#8220;Dopo quel ko a Bergamo per 5-0 ci rivoltò come un calzino. Ricordo i suoi discorsi e la sua calma. Lo scudetto del 2022 è nato lì, con quella sconfitta. Eravamo una famiglia, sono stati anni magici, irripetibili, da batticuore. E pensare che con Giampaolo all’inizio non giocavo quasi mai… ma vabbé, ero appena arrivato&#8221;.</p>
<p><strong>Il suo gol più bello?</strong><br />
&#8220;Quello in Milan-Atalanta 2-0, l’anno dello scudetto. Un coast to coast di 90 metri. I tifosi me ne parlano ancora: istinto puro&#8221;.</p>
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<p>Fonte: <a href="https://x.com/NicoSchira">l&#8217;account X di Schira</a></p>
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Aggiornato al 20/12/2025 8:49
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