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Inter-Milan 4-2: le pagelle dei rossoneri
Partita double face per il Milan, bello ed impossibile nel primo tempo, provinciale nel secondo, e nella parola provinciale ho detto tutto. Senza nulla togliere ai meriti interisti, il Milan deve solo recitare il mea colpa per avere gettato alle ortiche una partita vinta, che bastava gestire meglio. In vantaggio di due rete grazie ai gol di Rebic ed Ibrahimovic il Milan si porta negli spogliatoi con un vantaggio tale da amministrare con tranquillità il secondo tempo, ma per la squadra di Pioli nulla è scontato ed infatti il secondo tempo è monstre e l’Inter ci mette solo due minuti a riportare la partita in parità grazie ai gol di Brozovic e Vecino, rispettivamente al 51’ ed al 53’ minuto. 2-2 e palla al centro. Tutto da rifare per un Milan che nel primo tempo aveva fatto sognare i tifosi e che si è sciolto come neve al sole. Sterili le giocate, molli nella gestione della palla, ecco quindi il gol di De Vrij al 70’ ed il raddoppio di Lukaku al 90’. Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca e mille dubbi e recriminazioni. Una vittoria persa, buttata via che lascia l’amaro in bocca. Non si va da nessuna parte così.
Le pagelle dei rossoneri
Donnarumma 6: quattro gol sul groppone, ma senza eccessive colpe.
Conti 4,5: un colabrodo, responsabile sul gol del 2-2. Si fa saltare da Young e non da mai l’idea di essere in partita.
Kjaer 5: può fare meglio, impreciso e confuso.
Romagnoli 5: deve arginare Lukaku, perde irrimediabilmente su tutta la linea.
Theo Hernandez 6: l’unico in grado di impensierire costantemente l’Inter, anche nel secondo tempo, spina nel fianco continua.
Bennacer 5: gara di sacrificio, amministra il gioco fino a che il pallino è nelle mani del Milan, si perde quando l’Inter sale in cattedra.
Kessie 5: sbaglia una prima occasione piuttosto facile, fa legna, ma nulla di più (dall’81’ Paquetá s.v.)
Castillejo 5,5: bene nel primo tempo, ha corda e grinta, nel secondo tempo pare una brutta copia. (Dall’80’ Leao s.v.)
Calhanoglu 6,5: colpisce un palo dopo soli 8 minuti, è l’ultimo a mollare, sempre nel vivo dell’azione.
Rebic 6: un inizio di gara sopra le righe, segna il gol del vantaggio. Svanisce come il resto della squadra nel secondo tempo. (Dall’84’ Bonaventura s.v.),
Ibrahimovic 7: lo svedese è sul pezzo e lo dimostra subito, segna un gol di testa, colpisce un palo nel finale. Sontuoso.
Pioli 5: un bel primo tempo dimostra che le sue idee sono buone. Impossibile ed improbabile presentarsi per i secondi 45 minuti in questo modo. La squadra spegne la luce, ma non è un problema fisico, ma mentale.
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Atalanta, Palladino individua i (pochi) difetti di una Dea brillante
Atalanta, Raffaele Palladino si è dimostrato soddisfatto della vittoria sul Torino, ma ha evidenziato come si possa migliorare. Qui di seguito le parole dei tecnico campano.
L’Atalanta torna a flirtare con i tempi gasperiniani, anche se sulla panchina non siede più il tecnico di Grugliasco.
Le tre vittorie consecutive e la cattiveria agonistica come costante sono ormai un marchio di fabbrica del nuovo corso targato Raffaele Palladino, che sta ampiamente ripagando i tifosi della Dea dopo un inizio da incubo.
Una classifica soddisfacente, che già di per sé può ritenersi in linea con quanto la società chiedeva, tuttavia, non può riempire la pancia del tecnico nerazzurro, che ha evidenziato ieri, nel post partita, alcuni elementi da affinare per rendere il giocattolo Atalanta ancora più letale.
“Dobbiamo però essere più cinici“ – ha detto Palladino nella conferenza post partita ieri sera – “creiamo tanto ma non concretizziamo abbastanza. Devo trovare gol anche da altre zone del campo, ad esempio dai ‘quinti'”.
“Zappacosta ha preso un palo e Bernasconi può inserirsi di più” – ha concluso l’ex allenatore di Monza e Fiorentina – “anche dai centrocampisti mi aspetto qualche inserimento in più“.
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Pietro Mennea come Steve Jobs: ricordo di un campione
A Santa Maria di Castellabate, nel cuore del Cilento, il 24 gennaio si accenderanno i riflettori su uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno. Stiamo parlando del Premio Letterario Sportivo 2026 dedicato a Pietro Mennea. Scrittori provenienti da tutta Italia e ospiti illustri si riuniranno a Villa Matarazzo, sede del Museo e Biblioteca del Calcio “Andrea Fortunato”, per celebrare non solo la grandezza sportiva dell’uomo più veloce d’Italia, bensì il suo impegno civile, magari talvolta meno raccontato ma altrettanto rivoluzionario.
UN EVENTO TUTTO DA VIVERE NEL RICORDO DEL GRANDE PIETRO MENNEA: LA GRANDE LETTERATURA SPORTIVA SBARCA IN PROVINCIA DI SALERNO
L’evento, organizzato dalla Fondazione Polito, si conferma un punto di riferimento nazionale per chi intreccia sport, letteratura e memoria. Tutto ciò trasformando il ricordo del grande e inimitabile Pietro Mennea in un motore culturale capace di parlare alle nuove generazioni. Il Premio affonda le sue radici in un tema che Pietro Mennea considerava una vera missione: il “Passaporto Ematico”. Non si trattava di una semplice campagna informativa, ma di un progetto pionieristico che Mennea portò avanti con determinazione insieme all’amico Davide Polito (Presidente Fondazione Polito). Ciò con l’obiettivo di diffondere in Italia una cultura della prevenzione basata su controlli medici regolari e consapevolezza del proprio stato di salute.
Ebbene sì in un’era particolare in cui la medicina preventiva non era ancora al centro del dibattito pubblico, Mennea scelse a quanto pare di esporsi in prima persona. Il tutto mettendo la sua credibilità di campione al servizio di un messaggio sociale forte, concreto e ancora oggi di straordinaria attualità. Il “Passaporto Ematico” non era solo un documento sanitario, ma un invito a prendersi cura di sé con responsabilità, attraverso visite e monitoraggi effettuati presso studi medici autorizzati. E oggi più che mai riveste una straordinaria rilevanza, non smetteremo mai di ribadirlo nel nostro blog. Saremo sempre al fianco della prevenzione!
La cerimonia del 24 gennaio non sarà soltanto un tributo alla leggenda dello sport, ma un’occasione per riaffermare il valore di un’eredità morale che continua a ispirare. In un mondo che corre veloce, proprio come Mennea in pista, il Premio Letterario Sportivo diventa un momento di riflessione collettiva su ciò che significa davvero essere campioni. Eh già, non solo record e medaglie, bensì fatica, impegno, etica, dedizione e capacità di trasformare la propria notorietà in un bene comune.
A Santa Maria di Castellabate, tra le suggestive sale di Villa Matarazzo, la figura di Mennea tornerà a vivere attraverso le parole degli autori, le testimonianze degli ospiti e la forza di un messaggio che non ha perso intensità. Un appuntamento che da ben tre edizioni unisce cultura, sport e salute. E che conferma quanto il mito della “Freccia del Sud” continui a correre, oggi più che mai, nella memoria e nel futuro del Paese. Sotto un estratto video dell’edizione 2024 al Museo del Calcio Andrea Fortunato in provincia di Salerno.
Che altro aggiungere… Un premio che come detto richiama anche una battaglia che Mennea sentiva sua. Sì, proprio quel super passaporto ematico, strumento fondamentale per tutelare la lealtà sportiva e la salute degli atleti, che Pietro sosteneva con forza.
MENNEA COME STEVE JOBS: FUORICLASSE AUTENTICO
Sudore, umiltà, motivazioni e tanto sacrificio alla base del suo straordinario successo: “I campioni possono nascere ovunque, anche a Barletta, l’importante è avere gli stimoli e gli elementi giusti come la determinazione e massima fiducia in se stessi. Voglio anche rilevare che la mia razza ha una rabbia e testardaggine migliori di quelle di Steve Jobs. Il famoso giornalista Gianni Brera si stupì della mia mente, definendola addirittura mesopotamica!”. Nel corso di una indimenticabile serata a Jesi (An) (ben oltre un decennio fa – ne avevamo già parlato nel nostro blog in più circostanze) fu presentato il suo volume, il ventitreesimo per l’esattezza, dal titolo “La corsa non finisce mai”. Pietro Mennea, come si fa a dimenticarlo? Un fuoriclasse indimenticabile, super, incredibile. Un grande esempio di vita e di sport. Chapeau!

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Milan, Loftus-Cheek alla Lazio? Risponde direttamente Lotito
Milan, la questione Loftus-Cheek ha tenuto banco in queste ultime settimane. Ha voluto fare chiarezza direttamente il presidente della Lazio Claudio Lotito.
Sull’affare Loftus-Cheek si è detto e scritto tanto in queste ultime settimane. Sappiamo che il centrocampista inglese era uno dei nomi suggeriti da Maurizio Sarri per rinforzare la rosa, ma è altrettanto vero che l’ingaggio da 4 milioni ha fin da subito frenato la dirigenza.
Sul tema ha voluto precisare Claudio Lotito intervenuto ai microfoni di TMW. Ecco le sue parole:” Vorrei fare una precisazione, sui due giocatori che avete detto (Raspadori e Loftus-Cheek) non sono voluti venire. Sono stati contattati e hanno detto no grazie”.
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