Serie A
Sassuolo, Grosso: “questo è un ambiente in cui le occasioni e i momenti possono determinare il livello e le categorie, non tutto viene matematico”
Sassuolo-Cremonese alle 12:30: Fabio Grosso presenta in conferenza stampa il match del 22° turno di Serie A. Tutte le dichiarazioni del tecnico neroverde.
Domani alle ore 12:30, il Sassuolo sarà impegnato davanti ai propri tifosi nel matinée contro la Cremonese, gara valida per il ventiduesimo turno di Serie A.
Il tecnico neroverde Fabio Grosso si è presentato in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti e presentare la partita in programma.
Di seguito, le dichiarazioni di Fabio Grosso.
Com’è la situazione infortuni? Qual è l’aggettivo per questa partita?
“È uno scontro diretto tra due squadre che sono tornate in Serie A in questa annata e hanno fatto un percorso simile, veniamo entrambe da un periodo in cui non si riesce a portare a casa la posta in palio per intera a casa, sono tutti ingredienti che alimentano questa sfida.
Sono tutte considerazione che conosciamo e abbiamo fatto, abbiamo per voler e dover fare una grande prestazione”.
Chi ritorna?
“Indisponibili ormai per lunga data saranno ancora Pieragnolo e Candé, ko anche Boloca spero di recuperarlo presto. Pinamonti ha un’influenza e Cheddira ha cambiato maglia, gli altri sono dentro”.
Come sta Berardi?
“Gli altri rientrano, da capire bene il minutaggio e l’utilizzo ma tutti i disponibili sono pronti per fare gara, ma è importante cominciarla bene e saperla anche finire bene. Troviamo delle nostre armi che ci permettono di riempire la gara”.
“Questa è una squadra che ha un filo conduttore chiaro, Nicola è una brava persona e un bravissimo allenatore. La Cremonese si sa difendere bene, ricerca tanto gli inserimenti con queste corse che arrivano dagli esterni e dai centrocampisti, è una squadra che ti tiene sempre all’erta e ha caratteristiche che gli hanno permesso di fare un percorso importante.
Siamo entrambi in una situazione bella e che entrambi vogliamo mantenere, per farlo bisogna avere grande ritmo, grande coraggio, la lucidità di saper riconoscere i momenti e la
‘follia’ di saper esprimere la propria qualità”.
Rammarico per come è andata a Napoli?
“Quando le gare finiscono non puoi fare più niente per cambiarle. Il campionato è una maratona, ci sono dei momenti e queste sensazioni fanno parte di tutti i campionati e poi all’interno c’è la sensazione di essersi preparati per correre e volerlo fare bene, riconoscendo i momenti. Questa è stata una tappa contro un avversario forte, siamo stati nella partita, abbiamo fatto belle cose ma sono due partite diverse perché quando vai in questi stadi succedono cose e quando vai negli scontri diretti ne succedono altre, bisogna riconoscere quello che serve fare quando arrivano le partite in cui l’equilibrio è diverso, in cui gli avversari alzano la soglia dell’attenzione, c’è grande rispetto da ambo le parti e in cui i piccoli dettagli possono spostare e noi dobbiamo essere bravi a spostarli dalla nostra”.
La sensazione è che questa è una squadra che sbanda meno del previsto perché il Sassuolo resta in campo fino alla fine con la sua personalità.
“Concordo. Siamo una squadra tanto nuova, sono arrivati tanti interpreti perché il livello lo richiedeva e il fatto di saper stare dentro questo campionato è importante. Questo campionato ti mette davanti a delle sfide molto complicate però vediamo che tante squadre riescono ad avere questa continuità di prestazione, la somma di punti che andrai a fare alla fine non va oltre un determinato livello e questa è una caratteristica importante su cui abbiamo lavorato perché saper stare dentro la partita alla lunga ti porta più vantaggi che svantaggi”.
Qual è l’aspetto principale che si porta dal trittico con Juve, Napoli e Roma? In cosa vede il suo Sassuolo migliorato rispetto all’andata?
“Sono passati tanti mesi rispetto all’andata, la conoscenza rispetto all’andata è diversa, siamo stati in grado di fare dei bei risultati. In quel momento eravamo appena arrivati e avevamo preso due sveglie che ci hanno fatto capire cosa richiedeva il campionato. Non stiamo trovando la vittoria in questo momento ma abbiamo fatto dei risultati comunque importanti. La continuità di andare alla ricerca di prestazioni in ogni gara diventa importante. Ci sarà bisogno di un livello altissimo e bisogna saper spostare i dettagli dalla nostra parte. Da queste tre gare mi porto il fatto di aver fatto bene ma non mi porto a casa niente, questo è uno spunto importante”.
Che atteggiamento dobbiamo aspettarci dal Sassuolo?
“Noi non ci dobbiamo snaturare, dobbiamo portare avanti la nostra modalità di gioco che ci ha permesso di fare belle cose, riconoscendo quello che serve dentro la partita e la bravura è quella di conoscere quello che succede e poi riesci a trovare la situazione migliore, diventi operativo e devi saper fare, quando non lo fai poi gli avversari ti mettono in difficoltà quindi bisogna cercare fare al meglio le cose che noi sappiamo fare bene e poi ovviamente c’è da saper riconoscere i pregi avversari e provare a limitarli”.
Il ritorno di Berardi è importante anche dal punto di vista psicologico…
“I nostri giocatori importanti ci servono e ci serviranno sempre, senza nulla togliere a chi ha giocato in questa fase. Abbiamo avuto delle assenze pesanti, siamo contenti di riaverlo cosi come siamo contenti di avere gli altri e ci auguriamo”.
Quindi dobbiamo aspettarci Moro o Skjellerup dall’inizio?
“Stanno molto bene tutti e due, abbiamo anche altre soluzioni che proviamo in allenamento.
Nel reparto offensivo abbiamo le soluzioni per poter sopperire a questa assenza, ci auguriamo che Andrea possa stare meglio e credo possa riuscirci, se non dovesse esserci grande”.
Domanda provocatoria: è soddisfatto del mercato?
“Ho fatto una riflessione. È due anni che sono qui e questa è una fase che ti crea sempre un po’ di turbolenze, ti toglie energie, anche a livello personale è uno spunto per essere migliori.
Anche l’anno scorso è stato cosi. Per me è importante mantenere la lucidità, provare a fare al meglio il mio ruolo, in ogni società ci sono le varie competenze, io devo far esprimere al massimo gli interpreti a mia disposizione e la bravura che bisogna avere e voglio provare a fare sempre al meglio”.
Anche in passato alcuni suoi predecessori lamentavano queste turbolenze durante il mercato…
“Anche ascoltando in giro non vedo tutta questa serenità in giro (ride, ndr). A me piace cavalcarla, provare ad aumentare i momenti di lucidità per mantenere la serenità per fare al meglio il mio compito”.
Vede delle affinità tra Squinzi e Arvedi?
“Ho avuto il piacere di conoscere solo i figli del dottor Squinzi, ho avuto il piacere di incontrare il dottor Arvedi, anche li c’è lungimiranza, una grande visione, vedo affinità e vedo
affinità positive”.
Nicola avrebbe meritato una carriera differente?
“L’ho conosciuto personalmente e penso tante cose belle di lui. Mi piace come persona, ha ottenuto tante cose positive, poi questo è un ambiente in cui le occasioni e i momenti possono determinare il livello e le categorie, non tutto viene matematico. lo gli auguro il meglio perché è una persona che stimo tantissimo così come stimo il professionista”.

UNA PARATA IN USCITA CON I PIEDI DI MILE SVILAR ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Roma, Ghilardi sempre più un titolare
La Roma si gode la grande crescita di Daniele Ghilardi. Il difensore italiano, dopo mesi di ambientamento, ha ormai raggiunto il livello dei titolari.
Le sorti di Ghilardi alla Roma sono cambiate in poco più di due mesi. Il difensore classe 2003, dopo un avvio in sordina, ha avuto una crescita costante. Il tecnico Gasperini, da sempre molto attento allo sviluppo dei giovani, è andato molto cauto con l’inserimento del difensore arrivato in estate dall’Hellas Verona. Fino a dicembre Ghilardi è stato utilizzato con il contagocce, sia in campionato che in Europa. Tanto che probabilmente molti tifosi si stessero chiedendo il perché del suo acquisto. Nel frattempo Ghilardi ha avuto modo di apprendere i compiti richiesti dal tecnico, e di osservare da vicino i suoi compagni di reparto più esperti Hermoso e Mancini.
Roma, Ghilardi da oggetto misterioso a risorsa: tutto passando per Cagliari

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Adesso il il numero 87 giallorosso è di fatto uno dei titolari della retroguardia della Roma, e anche nella gara di ieri contro il Cagliari è stato ancora una volta perfetto. Proprio dalla gara di andata contro i rossoblù è iniziato il percorso di crescita di Ghilardi. Nella gara di andata, giocata in Sardegna, Ghilardi fu mandato in campo in una situazione di emergenza, con i giallorossi in 10 uomini. Venne impiegato fuori ruolo, da esterno a sinistra, e fu protagonista in negativo nel decisivo gol di Gaetano, che condannò i giallorossi alla sconfitta.
Poco più di due mesi dopo la situazione è completamente diversa. Ora Ghilardi è stabilmente nelle rotazioni giallorosse, e di partita in partita si sta dimostrando sempre più attento in difesa, concentrato, e molto efficace nelle sortite offensive richieste dal Gasp. Arrivato nella Capitale dall’Hellas Verona con la formula del prestito, i giallorossi sono già convinti al 100% di esercitare il suo riscatto. La Roma è pronta a spendere 9 milioni di euro per il centrale classe 2003.
Serie A
Atalanta, l’Atlético Madrid vuole Ederson per l’estate!
L’Atlético Madrid avrebbe intenzione di rinforzare il proprio centrocampo con l’acquisto di Ederson dall’Atalanta.

Ademola Lookman amareggiato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Atalanta, Ederson segue Lookman in Spagna?
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’Atlético Madrid avrebbe intenzione di acquistare Ederson. L’Atalanta non avrebbe intenzione di cederlo, ma si tratta comunque di una possibilità concreta quella che porta l’ex Salernitana fuori dall’Italia. Il centrocampista brasiliano potrebbe trasferirsi in Spagna, dopo svariate stagioni in nerazzurro.
Ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello nel corso degli ultimi anni, dunque non sorprende l’interesse di un club come quello dei colchoneros. Potrebbe dunque seguire il suo ex compagno di squadra, Ademola Lookman e proseguire la propria carriera a Madrid.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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