Serie A
Milan, Allegri: “Dobbiamo pensare solo a noi stessi. Domani affrontiamo un Genoa cresciuto molto. Sul rinnovo di Maignan…”
Alla vigilia di Milan-Genoa, il tecnico dei rossoneri, Massimiliano Allegri, è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match.
Di seguito un estratto delle parole dell’allenatore del Milan in vista della sfida contro il Genoa, in programma domani alle 20:45.
Milan, le parole di Allegri
Domani Milan-Genoa coincide con la sua duecentesima panchina in rossonero e con l’esperienza da tedoforo olimpico: che significato ha?
“Il passato serve per provare a migliorare il futuro e correggere ciò che non è andato. Per quanto riguarda la fiamma olimpica sono davvero felice: sarà un’emozione e un’esperienza bellissima, ringrazio il CONI per questa opportunità. Per la partita, affrontiamo un Genoa che ha segnato in tutte le ultime dieci gare ed è cresciuto molto con De Rossi. Hanno tiratori di qualità e Colombo sta facendo molto bene, sono contento per lui perché è un ragazzo straordinario. È una gara da affrontare con grande rispetto. I risultati di ieri hanno alzato la quota Champions intorno ai 74 punti”.
Un commento su Modric e sulla situazione di Maignan?
“Per quanto riguarda Mike, la società sta lavorando per il futuro del Milan. Ci sono tanti ottimi giocatori e il club sta costruendo un progetto importante, ma la cosa fondamentale è arrivare tra le prime quattro. Modric non è una sorpresa dal punto di vista tecnico: ciò che colpisce è la passione che mette nel lavoro e l’umiltà con cui si presenta ogni giorno. Quando sbaglia un passaggio si arrabbia con sé stesso e chiede scusa. Contro il Cagliari ha mancato di un metro un passaggio difficile per mandare Loftus-Cheek in porta. È un esempio per i più giovani. Le qualità tecniche gliele ha date madre natura, ma la differenza la fanno la passione e l’amore per questo sport. Oggi ci sono molte distrazioni, per questo è importante avere giocatori concentrati sugli obiettivi”.
Anche la Juventus può rientrare nella corsa scudetto?
“La Juventus ha concluso il girone d’andata. La quota scudetto penso sia tra gli 86 e gli 88 punti, dipende da come si chiude la prima parte di stagione. Chi è a 36 deve fare circa 50 punti nel ritorno, e la Juve ha la forza per riuscirci. Con Spalletti ha cambiato marcia in termini di risultati e prestazioni. Noi dobbiamo pensare a noi stessi e al nostro obiettivo: arrivare a marzo nelle prime quattro o comunque a ridosso. I risultati dimostrano quanto sia complicato. Servono equilibrio, piedi per terra e serietà in ogni partita. Tutte iniziano 0-0, non abbiamo vantaggi solo perché siamo il Milan”.
C’è ancora un confronto possibile con i Milan del passato?
“Quando si parla delle vecchie squadre si tende sempre a dire che fossero più forti, ma il confronto va fatto con i giocatori attuali. Questo Milan è una squadra forte, con valori morali importanti. Tutti hanno un obiettivo chiaro: ottenere il massimo dalle proprie potenzialità”.

LA DELUSIONE DI RAFAEL LEAO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cosa si aspetta da Leao in questa fase?
“Leao deve pensare a fare gol, perché le punte vengono giudicate su questo. A Cagliari ha segnato pur non stando benissimo. Questo fastidio se lo porta dietro, ma può solo migliorare. Nella prima parte di stagione ha saltato diverse partite per problemi tra polpaccio e adduttore. Lo stesso vale per Nkunku, che domani non sarà disponibile: speriamo di recuperarlo per Firenze, perché la botta alla caviglia gli dà ancora fastidio”.
Cosa si aspetta dal mercato?
“Dal mercato non mi aspetto nulla. Ho una società che lavora per il futuro del Milan. Tare e Furlani stanno facendo il loro lavoro e io sono molto tranquillo”.
Come giudica l’inserimento di Fullkrug?
“Sta migliorando la condizione. A Cagliari è entrato mostrando disponibilità e caratteristiche che non avevamo. Si è presentato bene. Speriamo possa trovare anche lui il gol, perché abbiamo bisogno di reti”.
Leao e Pulisic insieme dall’inizio: cosa possono dare?
“Lo vedremo. Finora hanno giocato una ventina di minuti insieme. Se tutto va bene oggi e domani mattina, dovrebbero partire titolari. Non sono ancora al massimo: Pulisic ha un fastidio al flessore, Leao all’adduttore. Ma la cosa importante è che tutta la squadra faccia una buona partita. Questi mesi sono fondamentali per arrivare a marzo nelle migliori condizioni, con calma e pazienza”.
Si parla molto dei gol al primo tiro in porta e di un Milan che potrebbe non reggere questo ritmo…
“Lavoriamo ogni giorno sulla qualità del gioco, sulla velocità di passaggio e sulla fase difensiva. Vogliamo migliorare quando abbiamo palla e quando non ce l’abbiamo. Sui gol al primo tiro posso dire che ho chiesto ai ragazzi, visto che vado avanti con l’età, di farmi soffrire un po’ meno (ride, ndr). Scherzi a parte, è una qualità importante. Sanno che ogni pallone può essere decisivo. Al Milan una palla non pesa come per una squadra di metà classifica: può decidere una stagione. Serve crescita mentale, ma non è una vergogna, anzi è una qualità”.
Quanto è importante Rabiot anche dal punto di vista mentale?
“È una regola di vita. Non è che i più anziani siano più bravi tecnicamente: nel calcio conta l’esperienza, il numero di partite giocate. Il Milan ha giocatori con meno presenze ma di grande qualità, che possono diventare fondamentali per il futuro”.
Esistono troppi pregiudizi sul calcio di Allegri?
“Non lo so. Io ho cercato di imparare dai migliori, da quelli che hanno vinto. Ho capito che non esiste un solo metodo per vincere, altrimenti lo userebbero tutti. I giocatori sono diversi, così come gli allenatori. Bisogna metterli nelle condizioni migliori per rendere. Alla fine conta il risultato, il modo per arrivarci può essere diverso. Vale nel calcio come in tutti gli sport”.
Poco tempo per recuperare tra Genoa e Fiorentina: come si gestisce?
“Quando ci sono partite ravvicinate bisogna ruotare, ma intanto pensiamo a domani. Quest’anno, se avessimo avuto anche la Champions, sarebbe stato meglio. Secondo me sarebbe intelligente anticipare l’orario serale alle 20: se giochi alle 20, alle 23 sei già a letto”.
Che tipo di sfida è quella con De Rossi?
“In campo l’ho incrociato poche volte, faceva parte di quei giocatori molto forti. Ha tutte le qualità per allenare ad alto livello, deve fare il suo percorso. È già molto avanti rispetto alla sua esperienza. Sono molto legato a suo padre: abbiamo giocato insieme a Livorno nell’85. Daniele era appena nato”.
Come valuta il momento di Loftus-Cheek?
“Sono molto contento di Ruben. Incrociando le dita sta bene. Ieri ha fatto differenziato ma domani sarà a disposizione. Deve essere più determinante in zona gol, ha potenzialità importanti anche nel gioco aereo. Ma il giudizio è molto positivo”.
Qual è la vera forza di questo Milan?
“Le critiche, se giuste, fanno bene. Nessuno ha la verità in tasca, nemmeno io. La forza del gruppo è la voglia quotidiana di migliorarsi. Abbiamo subito dieci gol in alcune partite e c’è stato un momento di calo di attenzione. Ora speriamo di dare continuità”.
È curioso che il Milan non pareggi mai…
“A livello numerico sembra un’anomalia, ma a fine stagione i numeri si equilibrano. Non credo si possa finire senza pareggi. La quota scudetto resta tra 86 e 88, molto dipende dagli scontri diretti”.
Dan Peterson dice che un tecnico deve farsi odiare ma anche amare i giocatori: è d’accordo?
“Sono totalmente d’accordo. Gli faccio gli auguri. Ho avuto piacere di rivederlo a Milanello: a 90 anni ha una lucidità incredibile. C’è sempre da imparare dalla sua semplicità. Quando allenava era sempre vicino ai giocatori, sempre a tre passi da loro. È stato bello parlarci”.
Chivu, Conte e Allegri: il buono, il brutto e il cattivo?
“Non lo so. Posso solo dire che, in questo momento, sono quello che guarda il duello”
Serie A
Udinese, vicina la cessione in prestito di Goglichidze al Watford!
Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, l’Udinese ha trovato un accordo con il Watford per quanto riguarda la cessione in prestito di Saba Goglichidze.

NICOLO ZANIOLO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Udinese, la vicina cessione di Goglichidze al Watford
Il difensore georgiano di proprietà dell’Udinese è vicino al Watford. Il difensore può andare in prestito in Inghilterra. Solamente 9 presenze con il club friuliano, mentre all’Empoli l’anno scorso ha disputato ben 36 partite, fornendo anche un assist. Dovrebbe riuscire a trovare maggiore spazio in Championship, con il club che attualmente occupa la posizione numero 8 in classifica, a -1 dalla zona playoff.
Serie A
Roma, nuovi contatti con la Fiorentina per Fortini! I dettagli
La Roma vuole regalare un rinforzo a Gian Piero Gasperini e, la situazione di Fortini alla Fiorentina, è particolarmente traballante. Scopriamo insieme i dettagli.
La Roma e il Napoli hanno mostrato interesse di recente per il giocatore viola, il quale ha un contratto in scadenza nel 2027. L’intesa tra il club toscano e il calciatore è molto distante al momento, dunque non è da escludere una cessione in questi ultimi giorni di calciomercato.
Secondo quanto riportato da Fiorentinanews.com, la squadra che ha mostrato più interesse per l’italiano classe 2006 sono proprio i giallorossi. Nelle ultime ore ci sono stati nuovi contratti tra l’entourage di Niccolò Fortini e la Roma.

LA GRINTA DI GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma, i numeri di Niccolò Fortini
In maglia viola non sta avendo un rendimento particolarmente incisivo, dati i 0 gol e assist in 23 presenze (anche se la maggior parte da subentrato). Alla Juve Stabia invece, la scorsa stagione, ha sorpreso particolarmente gli addetti ai lavori: 2 gol e 3 assist in Serie B, con un club in quel momento neopromosso dalla Serie C.
In estate aveva attirato gli occhi di vari club italiani, ma la Fiorentina è stata brava a saper restitere alle offerte per lui. Non sembra rientrare particolarmente nei piani di Vanoli, oltre ad un accordo per il rinnovo che ad oggi sembra molto improbabile da trovare. Unendo i pezzi del puzzle la soluzione logica è solamente una: l’addio ora o in estate. Tuttavia, il calciomercato sa sempre come sorprendere i tifosi e, ad oggi, è ancora tutto da dover scrivere.
Serie A
Milan, Pulisic ancora a secco nel 2026
Milan – Imprecisione sotto porta e condizione non ottimale frenano l’americano. Allegri lo gestisce, ma i rossoneri rallentano…
Christian Pulisic resta uno dei volti simbolo della stagione del Milan, ma l’inizio del 2026 racconta una storia diversa. L’attaccante statunitense non ha ancora trovato il gol nel nuovo anno e, rispetto agli standard altissimi mostrati nei mesi precedenti, il suo rendimento ha subito una frenata evidente.
L’ultimo sorriso sotto porta risale al 28 dicembre, nel netto 3-0 inflitto al Verona. Da allora, zero reti e qualche occasione sprecata di troppo, come contro la Fiorentina, dove almeno due chance nitide non sono state capitalizzate. Un problema di mira, certo, ma non solo. A pesare è anche una condizione fisica non ottimale, conseguenza di acciacchi che ne stanno limitando continuità e brillantezza.
Il calo di Pulisic si riflette anche sui numeri del Milan. I rossoneri restano tra gli attacchi più prolifici della Serie A, ma senza i gol del numero 11 la media realizzativa è scesa: dopo Verona, la squadra di Allegri non è più andata oltre una rete a partita e, quando ha vinto, lo ha fatto sempre con il minimo scarto, collezionando anche diversi pareggi.
Milan, cosa è successo a Pulisic?
Eppure i dati stagionali restano importanti. Prima dello stop, Pulisic viaggiava a ritmi da bomber vero: 8 gol in 11 partite, miglior marcatore del Milan e principale rivale di Lautaro Martinez nelle prime fasi del campionato. Poi l’infortunio al bicipite femorale tra ottobre e novembre e, ora, un dolore alla caviglia che ne condiziona allenamenti e minutaggio.

CHRISTIAN PULISIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
La panchina contro la Roma è stata un segnale chiaro: Allegri non vuole forzare. Anche perché, con l’arrivo di Fullkrug e la crescita di Nkunku, il tecnico può permettersi una gestione più attenta, aspettando che Pulisic ritrovi la miglior forma senza sovraccaricarlo in un momento delicato della stagione.
Il Milan sa di aver bisogno del suo numero 11 al massimo delle potenzialità nella fase decisiva dell’anno. Ritrovare il Pulisic dei mesi scorsi non significherebbe solo tornare a segnare con più continuità, ma anche riaccendere l’ambizione di una squadra che punta a giocarsi fino in fondo i propri obiettivi.
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