Serie A
Milan-Sassuolo: le probabili formazioni e dove vederla
Domenica 15 dicembre alle ore 15 andrà in scena allo stadio San Siro la sfida tra Milan e Sassuolo. Le due squadre sono distanziate da soli 5 punti in classifica, i rossoneri provengono da due vittorie consecutive fuori casa pertanto vorrebbero continuare la striscia positiva per cercare di scalare una classifica che vista in questo momento appare migliore rispetto ad un mese fa, però comunque molto scomoda. Il Sassuolo proviene invece dal pareggio casalingo contro il Cagliari per 2-2 che ha un sapore amaro per come è arrivato, i sardi hanno infatti trovato la rete del pareggio al 90’, quando i tre punti per i padroni di casa sembravano ormai conquistati.
Rinnovata fiducia a Piatek
Pioli trova un organico in forma, i giocatori sono motivati e carichi dopo i sei punti in due gare. Il tecnico parmigiano conferma il consueto modulo 4-3-3 con Musacchio e Romagnoli centrali difensivi davanti all’estremo difensore Donnarumma, sulle fasce Conti e Theo Hernandez, entrambi in forma strepitosa. Centrocampo affidato a Bennacer che vince il ballottaggio con Biglia, con lui giocherà uno tra Krunic e Kessie con ulteriore ballottaggio tra Calhanoglu e Paquetá. Attacco formato dal confermatissimo Piatek che sarà supportato da Suso ed il ritrovato Bonaventura la cui forma fisica sta migliorando partita dopo partita con ottimi risultati.
Unico dubbio Boga
Il tecnico De Zerbi dovrebbe affidarsi all’undici titolare Schierato in campo contro il Cagliari. Nel suo 4-2-3-1 ai lati verranno schierati Toljan e Kyriakopoulos, mentre al centro della difesa spazio a Peluso e Romagna con Ferrari che dovrebbe accomodarsi in panchina. Confermato Locatelli in mezzo al campo insieme ad uno tra Obiang e Magnanelli. In attacco Boga che se la giocherà con Traore, anche se le quotazioni danno il primo in vantaggio.
Le probabili formazioni
Milan (4-3-3): Donnarumma, Conti, Musacchio, Romagnoli, Theo Hernandez, Kessiè, Bennacer, Paquetá, Suso, Piatek, Bonaventura. Allenatore: Pioli
Sassuolo (4-2-3-1): Turati, Toljan, Romagna, Peluso, Kyriakopoulos, Locatelli, Magnanelli, Berardi, Djuricic, Boga, Caputo. Allenatore: De Zerbi
I precedenti
Milan e Sassuolo si affrontano per la dodicesima volta in totale, 7 le vittorie dei rossoneri contro le 4 dei neroverdi, un solo pareggio. Nel computo delle reti segnate il Milan conduce per 23 a 18. Allo stadio San Siro invece gli scontri sono stati 6, in 4 occasioni i rossoneri sono usciti con i tre punti, mentre il Sassuolo ha vinto una volta, un solo pareggio. Le reti sono 11 ad 8 a favore di rossoneri. La partita con il maggiore numero di reti risale al 2016/2017 con il risultato di 4-3. Il risultato più frequente è il 2-1.
Dove vederla
La sfida tra. Ilan e Sassuolo valevole per la 16esim giornata di serie A verrà trasmessa domenica 15 dicembre alle ore 15 su Sky. Come di consueto sarà possibile seguire l’incontro anche da po, smartphone e tablet.
Serie A
Roma: contro il Como Gasperini pensa al rilancio di El Shaarawy
Per la gara contro i comaschi il tecnico della Roma potrebbe inserire il Faraone dal primo minuto assieme a Pellegrini a supporto di Malen.
La Roma arriva a Como ancora in piena emergenza offensiva. Contro la squadra di Fabregas mancherà di nuovo Soulè, il cui rientro è ormai rimandato a dopo la sosta per le Nazionali. Oltre all’ala argentina, Gasperini è ormai certo di aver perso anche Dovbyk fino alla fine della stagione assieme a Ferguson, mentre per Dybala la speranza è di poterlo riavere almeno per maggio.

STEPHAN EL SHAARAWY IN AZIONE IN EUROPA LEAGUE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Contro il Como El Shaarawy potrebbe ritrovare il campo dopo più di due mesi
Nonostante la buona prova fornita nel secondo tempo della gara di giovedì contro il Bologna, per Robinio Vaz si prospetta una partenza iniziale in panchina oggi contro il Como: stesso discorso per Zaragoza, che contro i rossoblù è sembrato ancora una volta incapace di incidere in maniera significativa. Ecco allora che, nelle ultime ore, Gasperini starebbe pensando di rilanciare Stephan El Shaarawy dal primo minuto.
Il Faraone, la cui stagione fino ad ora è stata con molte ombre e poche luci, sembra aver smaltito definitivamente l’infiammazione al tendine d’Achille che lo ha costretto a saltare le ultime undici gare tra Serie A ed Europa League, ed il tecnico dei giallorossi sarebbe pronto a schierarlo da titolare nella sfida di oggi contro il Como.
L’ultima presenza di El Shaarawy in maglia giallorossa risale ormai a più di due mesi fa, quando l’ex Milan entrò nel secondo tempo della gara contro il Sassuolo, partita in cui regalò anche l’assist per la rete del 2-0 di Soulé. Da quel momento in poi per El Shaarawy è iniziato il problema al tendine d’Achille che lo ha costretto a saltare praticamente gli ultimi due mesi di stagione. Ora però i guai fisici sembrano finiti, e Gasperini potrebbe affidarsi proprio a lui per dare supporto a Donyell Malen nell’attacco giallorosso per provare a vincere questo scontro diretto che sa di spareggio Champions.
Focus
Milan e le rimonte scudetto in Serie A: il capolavoro di Zac
Dagli anni ’60 al Milan di Zaccheroni fino alla Serie A 2025/26: tutti i casi in cui la corsa scudetto si è riaperta con rimonte clamorose e finali imprevedibili.
Quando le rimonte in Serie A diventano possibili: i precedenti che tengono vivo il sogno scudetto
Negli ultimi sessant’anni la Serie A ha regalato stagioni imprevedibili e rimonte memorabili, in cui squadre considerate fuori dai giochi sono riuscite a ribaltare la corsa scudetto negli ultimi mesi. Dalle grandi sfide degli anni ’60 fino alle imprese del Napoli di Maradona negli anni ’80, il campionato italiano ha spesso smentito pronostici e certezze, ricordando a tutti che nulla è scritto fino all’ultima giornata.
Tra i casi più emblematici c’è il Milan di Alberto Zaccheroni nella stagione 1998‑99, capace di recuperare un importante svantaggio sulla Lazio e di chiudere davanti a tutti al termine di una rimonta costruita passo dopo passo. Una stagione che è rimasta nella memoria collettiva come simbolo di resilienza, gestione dei momenti chiave e capacità di sfruttare ogni minimo passo falso delle rivali.
Dal Milan di Zaccheroni al Napoli di Maradona: le grandi rimonte del passato
Nel corso dei decenni diverse squadre hanno incarnato il mito della rimonta scudetto, ribaltando una classifica che sembrava già definita.
L’Inter degli anni ’60, ad esempio, è stata protagonista di campionati in cui la lotta al vertice si è decisa solo nel finale, con sorpassi e controsorpassi che hanno fatto la storia.
Anche il Napoli di Diego Armando Maradona ha vissuto momenti in cui, partendo da situazioni complicate, è riuscito a girare la stagione a proprio favore, trasformando crisi in trionfi.
Questi precedenti hanno alimentato nel tempo l’idea che in Serie A la parola “fine” non possa mai essere scritta in anticipo, soprattutto quando in campo scendono grandi campioni e piazze caldissime.
La Serie A 2025/26: classifica, numeri e sogni di rimonta del Milan
Guardando all’attuale campionato 2025/26, il tema delle rimonte torna prepotentemente d’attualità. Dopo 28 giornate l’Inter guida la classifica con 67 punti, inseguita dal Milan a quota 60, mentre il Napoli è terzo con 56 e mantiene salda la propria presenza nella zona alta.
Il derby vinto dai rossoneri ha ridotto il distacco dai nerazzurri a sette lunghezze, riaccendendo almeno in parte il dibattito sulla possibilità di una rimonta nella corsa scudetto.
Gli analisti continuano a considerare l’Inter favorita, ma i numeri lasciano ancora aperto un piccolo spiraglio, soprattutto se nelle prossime settimane dovessero esserci risultati inattesi negli scontri diretti e contro avversarie di media classifica.

RAFAEL LEAO IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Perché la rimonta non è mai da escludere
Anche se il margine resta importante e la matematica sembra sorridere alla capolista, la storia della Serie A insegna che un campionato può cambiare volto in poche giornate.
Un filotto di risultati positivi da parte delle inseguitrici, un momento di flessione della prima in classifica o qualche infortunio decisivo possono riaprire scenari che oggi appaiono solo teorici.
Proprio le stagioni iconiche del passato dimostrano che la linea tra dominio e rimonta può essere sottilissima, specie quando la pressione aumenta e ogni punto pesa come un macigno.
Per questo, anche nella stagione 2025/26, la memoria delle imprese “impossibili” tiene viva la speranza dei tifosi che sognano un finale di campionato tutto da riscrivere.
La memoria delle imprese fa sognare il presente
Le grandi rimonte del passato non sono soltanto pagine di storia, ma diventano una chiave di lettura per interpretare l’attualità del campionato.
Sapere che altre squadre sono riuscite a ribaltare distacchi importanti alimenta la fiducia di spogliatoi e tifoserie, che continuano a crederci anche quando la vetta sembra lontana.
Sotto questo punto di vista, la stagione 2025/26 si inserisce in una tradizione fatta di colpi di scena, sorpassi inattesi e finali al cardiopalma.
Finché la matematica non emetterà il suo verdetto definitivo, l’idea di una nuova rimonta resterà una possibilità concreta nel campionato che più di tutti ha dimostrato di amare le imprese difficili.
Serie A
Inter, Barella e Frattesi in crisi: derby opaco e nuovi dubbi anche per l’Italia
Barella e Frattesi faticano con l’Inter e deludono nel derby col Milan: numeri, motivi della crisi e possibili scelte di Gattuso per l’Italia.
Negli ultimi mesi il brillante centrocampo dell’Inter sembra essersi improvvisamente inceppato.
Al centro delle critiche sono finiti Nicolò Barella e Davide Frattesi.
Barella nervoso e poco incisivo: lontano dal suo standard e l’Inter ne risente
Abituato a essere il motore emotivo e tecnico dell’Inter, Barella nel derby non è mai riuscito a prendersi la scena.
Il centrocampista sardo è apparso nervoso fin dai primi minuti, più concentrato su proteste e confronti accesi con arbitro, avversari e compagni che sulla gestione del pallone in mezzo al campo.
Questo atteggiamento è tornato a emergere con frequenza, troppa frequenza.
Anche i numeri raccontano un’annata al di sotto delle aspettative: finora Barella ha messo a referto soltanto un gol stagionale, un dato distante dalle cifre a cui aveva abituato l’ambiente nerazzurro.

DAVIDE FRATTESI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Frattesi, ingresso inutile nel derby e stagione in molto in ombra
Se la gara di Barella ha lasciato dubbi, quella di Frattesi ha acceso ancora più perplessità. Inserito nel finale proprio al posto del compagno di reparto, il numero 16 non è riuscito a cambiare volto alla partita, restando di fatto ai margini del gioco.
Le statistiche della sua stracittadina parlano chiaro: nessun passaggio completato, nessun tiro, zero dribbling riusciti, nessun contrasto o duello vinto e una palla persa.
Dati che raccontano una presenza quasi invisibile e che si inseriscono in una stagione complessivamente sottotono, in cui Frattesi non è ancora riuscito a trovare il primo gol con la maglia dell’Inter. Incredibile no?
Non solo l’Inter: Nazionale e le scelte di Gattuso
La crisi di Barella e Frattesi non riguarda soltanto l’Inter, ma ha inevitabili riflessi anche sulla Nazionale.
Negli ultimi anni i due sono stati pilastri dell’Italia: Barella ha sfiorato quota 70 presenze con 10 reti, mentre Frattesi ha messo insieme 8 gol in 33 partite azzurre, uno dei centrocampisti più prolifici del gruppo.
Finora il commissario tecnico Gennaro Gattuso ha continuato a confermare entrambi, concedendo loro grande fiducia e minutaggio. In vista ci sono le qualificazioni al Mondiale, i due azzurri servono come il pane… anzi di più!
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