Focus
Serie A, monte ingaggi a confronto: chi spende di più?
Quali sono le squadre di Serie A che spendono di più per gli ingaggi dei loro giocatori? Una classifica ci aiuta a fare chiarezza.
Grazie a Transfermarkt.it possiamo analizzare al meglio sia il monte ingaggi che le squadre del nostro campionato investono ma soprattutto il cambiamento, in più o in meno, rispetto alla stagione precedente.

LA GRINTA DI ANTONIO CONTE CHE DA INDICAZIONI AI SUOI RAGAZZI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A, monte ingaggi: chi in vetta?
Al comando della classifica c’è l’Inter di Christian Chivu, con un monte ingaggi di 139,2 milioni di euro. Un esborso significativo dato soprattutto ai rinnovi, alle volte importanti, di giocatori come Lautaro Martinez, Alessandro Bastoni, Hakan Calhanoglu e Nicolò Barella per citarne alcuni. Tutto questo per allontanare le tentazioni esterne ed estere.
Tuttavia svolgono un ruolo fondamentale anche gli ingaggi a parametro zero di alcuni giocatori svincolati, come Marcus Thuram, con cui si va a risparmiare su costo del cartellino ma si aggiungono costi maggiori alla voce ingaggi.
Di poco sotto insegue la Juventus, con 126,5 milioni. Il podio lo conclude la Roma (111,9 milioni), con il Napoli però vicinissimo (111,7 milioni). Molto distante il Milan di Massimiliano Allegri (quinta posizione), molto sotto la soglia dei 100 milioni.
La detentrice della Coppa Italia invece, il Bologna, si attesta in 11esima posizione, rimanendo sotto i 5 milioni di euro di ingaggi (47). Chiude questo report il neopromosso Pisa (19 milioni), di poco sotto al Lecce (20) che dimostra per l’ennesimo anno, grazie al programma di Corvino, un esempio di sostenibilità nella nostra Serie A.
Monte ingaggi: chi ha speso e chi risparmiato
A colpire poi arriva lo studio su chi abbia tagliato o alzato le spese sugli ingaggi rispetto alla scorsa stagione. Delle prime 10 dello scorso anno solo due squadre hanno diminuito il proprio monte ingaggi: il Milan e l’Inter. I rossoneri hanno optato per un taglio molto netto, registrando un -12,7 milioni rispetto al febbraio 2025, grazie alle cessioni di Theo Hernandez ed esuberi come Chukwueze.
I nerazzurri invece registrano un -3,8. Il Biscione ha leggermente tagliato le spese scegliendo di puntare su alcuni giovani nell’anno zero interista dopo l’addio di Simone Inzaghi. Lo stesso non si può dire di altre squadre della nostra Serie A. Come la Juventus per esempio.
Dopo la parentesi Giuntoli, i bianconeri sembrano essere tornati a spendere. Testimonianza è l’ingaggio, a parametro zero, di Jonathan David. Ovviamente c’è da dire che, a meno di sorprese, il prossimo anno dovrebbero sparire i 22,2 milioni spesi per Dusan Vlahovic.
Eppure la Vecchia Signora non è la più spendacciona. A comandare qui è il Napoli campione in carica. La squadra di Antonio Conte, visti i nuovi acquisti, ha aumentato il proprio monte ingaggi di 30 milioni di euro.
A seguire la squadra partenopea è la Roma di Gasperini (+24), alle prese con l’inizio di un nuovo corso. Da segnalare il significativo cambiamento del Como (+11), dato soprattutto dagli ingaggi di molti giovani talenti.
Focus
Napoli, accadde oggi: i due rigori di Insigne con il Perugia
Oggi, 6 anni fa, il Napoli ospitava il Perugia per gli ottavi di finale della Coppa Italia 2019/2020. Una partita importante in un momento difficile.
Siamo all’inizio del 2020, e la stagione del Napoli é disastrosa sotto ogni punto di vista. I Partenopei hanno concluso il girone d’andata all’undicesimo posto e, in campionato, hanno ottenuto una sola vittoria nelle ultime undici partite. Il passaggio del turno in Champions League non é bastato a salvare la panchina di Carlo Ancelotti. Al suo posto arriva Gennaro Gattuso.
Il 2020 dei Partenopei inizia con due sconfitte in campionato contro Inter e Lazio: dopodiché, inizia la Coppa Italia. La squadra di Gattuso affronta in casa il Perugia, una partita importante soprattutto per il morale della squadra. La squadra umbra, però, sogna il colpaccio al San Paolo per mandare i Partenopei sempre più in crisi.
Napoli-Perugia, 14 gennaio 2020

LA CONCENTRAZIONE DI GENNARO GATTUSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Gattuso non fa particolari cambi, lasciando solo Allan, Callejon e Milik in panchina. Al loro posto giocano Elmas, Lozano e Llorente: in panchina c’é anche il nuovo arrivato Diego Demme, preso dal Lipsia. Il protagonista della partita é senza dubbio il capitano dei Partenopei, Lorenzo Insigne. Il numero 24 degli azzurri crea diversi pericoli alla difesa del Perugia con la sua velocità.
Dopo le occasioni da gol per Fabian Ruiz, Manolas e Lozano, la partita si sblocca dopo 25 minuti. Nzita commette fallo su Lozano in area di rigore, e l’arbitro indica il dischetto senza alcuna esitazione. Il rigore viene battuto e segnato da Insigne che porta i padroni di casa in vantaggio.
Poco dopo arriva un altro rigore per i Partenopei: cross di Mario Rui da calcio di punizione, e Iemmello anticipa Llorente toccando il pallone con il gomito. L’arbitro, Massimi, non se ne accorge inizialmente: tuttavia, dopo un check al VAR, assegna un altro rigore alla squadra di Gattuso. Anche in questo caso lo batte Insigne, anche in questo caso il capitano dei Partenopei batte Fulignati, 2-0 (37′).
Poco prima dell’intervallo, Massimi é costretto ad un altro check al VAR, ma questa volta per assegnare un rigore al Perugia, causato da un fallo di mano di Hysaj. Sul dischetto si presenta Iemmello, ma Ospina riesce a parare il rigore. Nel secondo tempo non ci sono particolari episodi da segnalare, a parte una prestazione più determinata del Perugia rispetto al primo tempo, e l’esordio di Diego Demme in azzurro, entrato dalla panchina al posto di Fabian Ruiz.
La partita finisce, dunque, 2-0 per la squadra di Gattuso che accede ai quarti di Coppa Italia dove affronterà la vincente di Lazio-Cremonese.
Focus
Messina, i perché dell’esonero di Romano
Il Messina ha ufficializzato l’esonero del tecnico Giuseppe Romano, affidando la squadra al duo Parisi-Bombara: i perché dell’esonero.
Il Messina ha ufficializzato l’esonero del tecnico Giuseppe Romano, affidando temporaneamente l’incarico al duo Parisi-Bombara: i perché dell’esonero del tecnico che ha annullato il -14 in classifica dei peloritani.

IL PALLONE DELLA SERIE A 2025-2026 ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Messina, esonerato il tecnico Giuseppe Romano: i perché dell’esonero del tecnico che ha annullato il -14 in classifica
Il Messina ha annunciato oggi l’esonero del tecnico Giuseppe Romano, affidando la guida tecnica temporaneamente a Alessandro Parisi e Domenico Bombara, in attesa che dirigenza peloritani decida il nuovo tecnico, che deve essere in linea con le scelte societarie in vista del girone di ritorno del campionato di Serie D girone I. Una scelta che lascia sorpresi, visto che il tecnico è riuscito tra mille difficoltà ad annullare il -14 in classifica, una vera impresa visto che non c’è riuscita ad esempio la Triestina in Serie C. Vediamo allora quali sono i perché di questa scelta.
Innanzitutto per la squadra giallorossa inizia un nuovo campionato in tutti i sensi: ad agosto non si sapeva nemmeno se partecipava al torneo, poi la squadra è stata assemblata in maniera veloce, prendendo qualche giocatore svincolato visto che già il mercato era verso la fase di chiusura, ed allora la scelta come tecnico cadde su una vecchia bandiera come Romano, colui che ha riportato da giocatore i peloritani di nuovo tra i professionisti dopo il primo fallimento. Inoltre, la squadra con i nuovi acquisti cambierebbe volto, molti dei nuovi giocatori non accetterebbero una situazione di sofferenza e sacrificio, utile per annullare la penalizzazione ma no se si vuole centrare la salvezza.
Comunque la società giallorossa ha ringraziato Romano per il suo lavoro, davvero ai limiti dell’incredibile visto che ha lavorato in condizioni davvero quasi impossibili. Ora però inizia una nuova stagione praticamente, con un nuovo tecnico che incarni lo spirito che la nuova società vuole dare.
Calciomercato
Roma, alla scoperta di Robinio Vaz: primo colpo di Massara
Appena un anno fa Robinio Vaz faceva il suo esordio al Marsiglia. Adesso il classe 2007 è pronto a sbarcare a Roma come rinforzo offensivo per Gasperini.
La Roma ha finalmente chiuso per l’arrivo del primo acquisto del proprio mercato invernale. Da tempo Gasperini chiedeva a gran voce innesti per il reparto avanzato, in grande difficoltà. L’innesto offensivo non sarà Jack Raspadori, il preferito dell’allenatore ma che ha scelto l’Atalanta, ma bensì Robinio Vaz dell’Olympique Marsiglia. Affare in dirittura d’arrivo con il club francese per un operazione, tra prestito e diritto di riscatto che può diventare obbligo, da 25 milioni di euro complessivi.
Roma, chi è Robinio Vaz

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Vaz è un attaccante molto talentuos0, classe 2007, che si è messo in mostra nell’OM di De Zerbi. Proprio al tecnico italiano il giovane centravanti deve l’esordio in prima squadra, arrivato in Coppa di Francia nel gennaio del 2025. Le caratteristiche migliori del ragazzo nato a Mantes-la-Jolie, periferia nord ovest di Parigi, sono la velocità e la capacità di giocare nello stretto. Il Marsiglia lo ha prelevato nell’estate del 2024 dalle giovanili del Sochaux.
In un anno ha raccolto 22 presenze con il Marsiglia tra tutte le competizioni, tra cui 4 gettoni in Champions League, mettendo a referto 4 gol e 3 assist. Quest’anno, sfruttando gli infortuni di Gouiri e Aubameyang è partito dal primo minuto al centro dell’attacco francese in 3 occasioni. Ma il più delle volte, come nella doppietta contro Angers, ha inciso di più partendo dalla panchina. Il tecnico lo stava inserendo con diligenza nel suo scacchiere, ma le difficoltà riscontrate dalla dirigenza sul fronte rinnovo hanno portato il club a valutare le offerte arrivate, tra cui quella della Roma.
Di conseguenza, sono emerse tensioni crescenti con la dirigenza, che hanno portato all’esclusione del giovane dalle ultime gare, durante le quali ha assistito dalla panchina alla vittoria contro il Monaco e alle sconfitte contro Nantes e PSG in Supercoppa. Nel frattempo, la Roma ha iniziato a muoversi, cercando di superare la concorrenza di squadre inglesi e tedesche per acquistare un ragazzo con buone potenzialità, ma ancora in fase di crescita.
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