Serie A
Hellas Verona, Zanetti: “Non avremo 20 occasioni stavolta, servirà lucidità. Con la testa ci siamo. Valentini e Gagliardini sono…
Paolo Zanetti ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Hellas Verona-Juventus. Il tecnico gialloblu ha parlato dell’avversario e dello stato della rosa.
Domani alle 18 andrà in scena una sfida particolarmente interessante fra la compagine scaligera e quella bianconera. Dopo il pareggio interno con la Cremonese c’è voglia di sorprendere tutti.
Hellas Verona, le parole di Zanetti
La Juve l’hai già battuta: come si può provare a metterla in difficoltà?
“Ogni stagione è diversa dall’altra. A noi è successo in un momento in cui eravamo in grandissima forma e loro in calo, si devono incastrare tante situazioni. Loro ora stanno molto bene, sono pieni di campioni e mettono in difficoltà tutti sia in Italia che in Europa, grazie a un grande allenatore che qui conoscete bene. Noi pensiamo a noi stessi cercando un’altra grande prestazione”.
Sugli infortuni?
“Si aggiunge Oyegoke, da valutare. Gli altri sono tutti in via di recupero, Valentini rientra la settimana prossima. Gagliardini è meno grave del previsto. Per Harroui servono 2-3 settimane, Fallou la prossima settimana”.
Sugli alti e bassi?
“Deprimersi quando le cose non vanno bene o esaltarsi quando facciamo bene non va fatto. Dobbiamo avere continuità, sapevamo sarebbe stato difficile. Poi contano i punti, ora chiaramente dobbiamo provare a fare di tutto per fare punti in queste partite difficili. L’importante è la prestazione, quella ci può dare continuità e fiducia nel tempo. Abbiamo lavorato bene, continuando il percorso di crescita quotidiano, ma con una consapevolezza e umore diverso. So che i ragazzi vogliono fare un’altra grande partita, si sono divertiti anche loro e hanno provato cosa voglia dire giocare al Bentegodi. Daremo il massimo”.

Fonte: Sito ufficiale Hellas Verona, https://www.hellasverona.it/news/benvenuto-gift-orban-e-un-nuovo-attaccante-gialloblu
Da tanto non vedevamo 20 tiri del Verona. Tanti ne hanno fatti Giovane e Orban: darai continuità a loro due?
“Sicuramente daremo continuità, devono giocare insieme. Poi è entrato bene Sarr, abbiamo bisogno di tutti. Questi due ragazzi hanno dimostrato di aver qualità, creando tanto anche se restando a zero gol. La squadra deve aiutarli ad avere le chance per fare gol. Le occasioni le hanno avute anche altri giocatori. Dall’altra parte per una squadra come la nostra il cinismo è troppo importante, una piccola nota negativa è che siamo stati poco cattivi con la Cremonese”.
Come si può colpire la Juventus?
“Va in gol con una facilità incredibile, è una squadra che segna tanto. Prende anche gol, ma perché ha affrontato squadre fortissime. La mano di Tudor si vede tantissimo, è una squadra molto, molto aggressiva. Ingaggia duelli, va forte, duelli a tutto campo. Si vede bene l’idea dell’allenatore, questo li sta esaltando con un ottimo spirito. Poi ha dei fuoriclasse che fanno la differenza nel calcio. Dovremo andare oltre noi stessi”.
Su Gagliardini: al suo posto Akpa-Akpro? O Bernede torna davanti alla difesa?
“Penso che Bernede sia stato uno dei migliori in campo da mezz’ala. Per qualità e necessità lo abbiamo provato in un altro ruolo, Gagliardini e Al Musrati sono arrivati alla fine del mercato. Il suo ruolo più congeniale è quello di mezz’ala, ha anche buona qualità nel servire gli attaccanti oltre a unire qualità e quantità. C’è da fare una scelta fra Akpa Akpro e Al Musrati, mi tengo il dubbio fino all’ultimo”.

Fonte: sito ufficiale Hellas Verona https://www.hellasverona.it/news/akpa-akpro-e-un-nuovo-centrocampista-gialloblu
Che Verona vedremo?
“Dovremo avere rispetto dell’avversario che incontreremo, senza essere presuntuosi. Arriviamo da una partita importante contro una diretta concorrente, dovremo mettere un vestito diverso non per volontà ma per la forza dell’avversario, difendendo in un certo modo, senza fare gli errori visti con la Lazio. Dovremo essere concentrati fin dai primi minuti. Cercando di essere cinici: non avremo 20 occasioni da gol in questa partita. Conta molto la mentalità, lo spirito. Arriviamo con una buona condizione psicologica e dal punto di vista fisico stiamo crescendo”.
Queste grandi squadre vincono con i colpi dei campioni, ma anche con i calci da fermo. Un piccolo difetto del Verona è che concede qualcosa a livello di colpi di testa?
“Non mi preoccupa, perché quando mi preoccupa poi succede e preferirsco non preoccuparmi. Abbiamo caratteristiche diverse dall’anno scorso, dal punto di vista fisico siamo diversi. L’anno scorso avevamo molti giocatori oltre il metro e 90, Gagliardini da quel punto di vista ci dava e darà una grossa mano, così come Valentini per il tempismo. Questa è una caratteristica da sopperire con l’atteggiamento. Quando andiamo a marcare dobbiamo essere sempre sul pezzo”.
Serdar può fare il play?
“Sta giocando molto bene dentro al campo. Penso che possa fare tutti i ruoli del centrocampo per quanto è bravo, ho visto un giocatore di livello alto e non è giusto spostarlo da lì”.
Giocherà Frese in difesa?
“Penso che sia Nunez che Nelsson avessero bisogno di mettere dentro benzina e condizione. Quando non sei in condizione sei poco lucido e fai prestazioni altalentanti. Nel tempo hanno acquisito una condizione diversa. Frese è più rodato, sta facendo molto bene. Vado avanti con lui, non lo nascondo”.
Belghali come lo hai visto? lo rivedremo con la Juventus?
“Sicuramente ci sarà, nella partita. Ha molto margine, ha dimostrato le doti tecniche, piuò essere importante. La cosa che mi è piaciuta di più è la predisposizione a mettersi bene difensivamente, avevamo start-updiato insieme Pezzella. Anche Fallou ha dimostrato di meritare fiducia, ma ora è infortunato e dunque merita di giocare Belghali”.
Serdar cosa sta dando allo spogliatoio?
“Me la aspettavo e, fra virgolette, la pretendevo, perché conoscevo le sue qualità tecniche e morali. Lui è il capitano della squadra, non è l’unico leader, ma gli chiedo di avere coraggio, costanza anche nel quotidiano, quando parla è molto chiaro e diretto. Parla poco e fa tanto. Per me è importante come segnale. Incarna perfettamente questo concetto, fermo restando che dal punto di vista tecnico sia uno dei migliori che abbiamo”.
Sulla scelta dei battitori di angoli e rigorista?
“Rigorista: mi piacerebbe batterli intanto, potrebbero essere Orban o Giovane, so che si combatteranno per questo ruolo ma sono i migliori a batterli in allenamento. Sugli angoli: sia Frese che Bradaric li battono molto bene e non hanno chissà che struttura per andare in mezzo”.

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Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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