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Udinese, Zaniolo: “Volevo fortemente venire qui. Penso solo al campo e ad aiutare la squadra”

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Udinese

Il nuovo numero 10 dell’Udinese Nicolò Zaniolo si è presentato ufficialmente in conferenza stampa. Di seguito le sue parole. 

LUdinese presenta ufficialmente l’ultimo colpo di mercato del club bianconero, Nicolò Zaniolo. Il trequartista italiano spera di rilanciare la sua carriera dopo stagioni fallimentari, sfruttando la chance data dalla formazione friulana. Nello scacchiere di Runjaic l’ex Roma e Fiorentina prenderà il posto di Florian Thauvin, che ha fatto ritorno in patria. La maglia assegnata al classe 2000, la numero 10 fa capire quanto l’Udinese punti su di lui. Di seguito le prime dichiarazioni di Zaniolo in conferenza stampa.

Udinese, la dirigenza parla della trattativa Zaniolo

La conferenza stampa si apre con le parole della dirigenza bianconera.

Il primo a parlare è il direttore generale Franco Collavino.

“Siamo molto felici di presentare Zaniolo, si tratta di una ciliegina sulla torta, è uno dei più grandi talenti di questa generazione del calcio italiano. Il suo curriculum parla per lui, ha maturato esperienza sia in Italia che all’estero e siamo convinti che possa essere un valore aggiunto. Siamo convinti che il nostro contesto gli permetterà di tornare agli standard che conosciamo.

Questa è stata un’estate molto intensa, abbiamo fatto un mercato importante con molti investimenti. Abbiamo rafforzato la rosa nei punti necessari, consegnando al mister una rosa competitiva per gli obiettivi da raggiungere. Ci hanno lasciato alcuni ragazzi, alcuni avevano completato il percorso ad Udine, altri hanno fortemente voluto andare altrove per motivi personali, a tutti diciamo grazie ma ora pensiamo al presente”.

Prende la parola il direttore sportivo Nani, svelando i retroscena dell’affare Zaniolo.

“La trattativa è stata complessa per tanti motivi, alle 16:00 il presidente del Galatasaray ha telefonato a Zaniolo e in viva voce gli aveva detto che non si sarebbe mosso. Poi sul dopo potremmo scrivere un libro. La volontà del ragazzo è però stata decisiva. Quando abbiamo cercato Nicolò la montagna sembrava difficile da scalare, ma lui ci ha voluto fortemente, vuole tornare a livelli importanti e in nazionale, altre squadre si sono inserite ma le ha rifiutate credendo fortemente in noi, anche con il rischio di restare al Galatasaray.

Quello che mi ha sorpreso e convinto è anche la sua maturità, ha riconosciuto gli errori fatti, quanto gli infortuni lo abbiano condizionato e ha anche novità nella sfera privata che se vorrà dirà lui. Parliamo di un ragazzo che ha calcato palcoscenici importanti, sa anche le mie promesse se sbaglia qualcosa, gliele ho dette in romano (ride ndr). L’ho avvisato in modo colorito che qui non si sbaglia, ho molta fiducia nelle sue qualità tecniche”.

Udinese, le parole di Zaniolo.

Udinese

NICOLO ZANIOLO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Come stai fisicamente?

“Ho cominciato presto perché il campionato turco comincia prima, non sono ancora al top perché l’ultimo periodo è stato un po’ travagliato. Sono a completa disposizione del mister per aiutare. Mi aspettavo forse addirittura meno e invece è una sorpresa bellissima quello che ho trovato qua, 300 persone che lavorano e danno il massimo dalla mattina alla sera. Penso che in questo momento della carriera fosse il passo giusto per la mia carriera”.

Questo potrebbe essere veramente il posto giusto per rilanciarti?

“Sì, qui si pensa solamente al campo, ci sono pochissime cose extra. Ho fatto doppio allenamento tutti i giorni in questi dieci giorni, abbiamo una buona squadra e secondo me potremmo sorprendere”.

Senti che sia l’ultima occasione?

“Non penso molto al singolo, penso solo ad aiutare la squadra, non ho l’ossessione di dover dimostrare, voglio solamente aiutare la squadra e dare il meglio”.

Cosa ti è mancato negli anni? 

“In questi anni non è stata questione di sfortuna, ci ho messo anche del mio. A volte se non giocavo titolare mi chiudevo un po’ in me stesso. Però cerco di ascoltare le persone giuste in famiglia e ho cercato di crescere. Non ho avuto continuità, questo un po’ mi ha pesato, un giocatore deve poter sbagliare, devo essere bravo io a non mollare mai anche quando le cose non vanno bene”.

La maglia numero 10.

“Quando un bambino comincia a giocare a calcio sogna un po’ la 10, qui l’hanno vestita giocatori come Di Natale, ho chiesto se era disponibile e mi è stato detto di sì. Posso giocare sulla destra, legare il gioco, attaccare la profondità, mi metterò a disposizione”.

Italia.

“Non è un ossessione ma sicuramente un obiettivo, sono sicuro che le prestazioni buone le farò vedere se giocherò per la squadra e non da solo”.

Runjaic.

Udinese

Kosta Runjaić ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

“C’è stato feeling fin da subito, è stato molto sincero e chiaramente come in tutte le squadre ci sono delle regole. L’impressione è stata positiva, io poi le cose le dico subito direttamente, spero di cominciare ora domenica con 3 punti”.

Hai cambiato stile di gioco negli anni.

“Questi due infortuni mi hanno cambiato in positivo, ne ho parlato in una lunga intervista tempo fa. Ho imparato per esempio a guardare alla palestra in modo positivo e non più come un peso, ora in campo non ho più paura di fare certi movimenti e certi cambi di direzione, nello stile di gioco invece non penso abbia avuto un’influenza”.

Impatto con Udine?

“Una bellissima città, l’ho visitata in questi giorni e l’impressione è ottima. La gente è molto educata, per fare una foto ti chiede il permesso, sono stati giorni belli”.

 

Serie A

Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu

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Giancarlo Ratti

Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.

L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.

Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

Inter

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Inter, il segreto di Chivu

Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.

Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A,  segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.

I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.

Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.

 

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Serie A

Verona, é caccia al sostituto di Paolo Zanetti

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Hellas Verona

Il Verona si affida a Paolo Sammarco come traghettatore dopo l’esonero di Zanetti. Nel frattempo il club veneto é alla ricerca del sostituto.

Era solo una questione di tempo l’esonero di Paolo Zanetti vista la situazione disastrosa del Verona in campionato. I gialloblù si trovano ultimi a 14 punti, con 2 vittorie, 8 pareggi, 13 sconfitte, 18 gol fatti e 41 subiti (7 nelle ultime 2 partite).

Per la prossima partita di campionato contro il Pisa ci sarà Paolo Sammarco seduto sulla panchina gialloblù. L’attuale allenatore della Primavera guiderà Orban e compagni da traghettatore in attesa di sapere chi sarà il sostituto di Zanetti. Da ricordare che il Pisa é a pari punti con i gialloblù e, come loro, ha appena cambiato allenatore.

Verona, chi al posto di Zanetti? D’Aversa verso il no, idea Pagliuca

Verona

ROBERTO D’AVERSA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

 

Come riportato da Hellas Live, uno dei candidati a sostituire Zanetti sulla panchina gialloblù era Roberto D’Aversa, Tuttavia, l’ex tecnico di Parma, Sampdoria, Lecce ed Empoli non sembra intenzionato ad accettare la proposta del club scaligero.

Sullo sfondo c’é anche il nome di Guido Pagliuca, ex tecnico di Juve Stabia ed Empoli, contattato dal Verona. Tuttavia, non va esclusa la possibilità che potrebbe essere proprio Sammarco ad allenare il club veneto fino alla fine della stagione. Come andrà a finire?

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Serie A

Roma, Gasperini: “Mancata precisione e fortuna: ma questo gruppo non molla”

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Roma

Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini commenta nel post gara la sconfitta arrivata per 1-0 sul campo dell’Udinese.

Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Sky Sport al termine della sfida contro l’Udinese, che ha visto i capitolini soccombere per 1-0. I giallorossi non sono riusciti a rispondere alle vittorie di Juventus e Napoli. 

Roma, le parole di Gasperini

Analisi.

“Indubbiamente non è facile. Ci sono mancate giocate precise negli ultimi metri e un po’ di fortuna nel finale. Anche il gol preso, sintomo di una serata non fortunata. Ma questa è una squadra che da queste gare esce a testa alta e trova la forza per migliorarsi sempre”.

Passo indietro.

“Era una partita molto chiusa, anche loro hanno effettuato solo due tiri dalla distanza. Penso che sia difficile per tutte le squadre e non solo per noi. Una partita tecnicamente non bella. Quando porti 4, 5, 6 uomini dentro l’area per me sono occasioni. Penso che abbiamo fatto molto di più. Condivido l’analisi sul carattere e sulla gara. Questi sono campi difficili, con gli episodi si vince e si perde”.

Mercato.

ESULTANZA ROMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il mercato si è chiuso, ora abbiamo questi 4 mesi: non pensavo di sicuro di incontrare tutte queste difficoltà nell’inserire calciatori che cerchiamo da questa estate. Sono arrivati comunque Malen e Zaragoza, poi ragazzi giovanissimi. Cercheremo di fare il massimo”.

Rimpianti?

“No, no. Sono state fatte decine di nomi. Sono molto contento che poi in pochissimo tempo si sia creata la possibilità di Malen e poi di Zaragoza. Poi, dopo, nel mercato di gennaio mi rendo conto che non è mai facile. Però è andata così: questi due calciatori ci aiuteranno. Poi sono arrivati Vaz e Venturino, ma rappresentano il futuro, non possiamo pretendere siano competitivi subito per livelli alti. L’importante è non avere infortuni, dobbiamo recuperare Koné e Dybala e chi è ancora fuori. Dobbiamo continuare il percorso, questo gruppo non molla”.

Sei d’accordo con Conte sul numero di partite?

“Le partite fan parte di questo sistema. Le competizioni aumentano e ci sono sempre più partite. L’unico aspetto negativo sono questi infortuni che capitano, 90% delle volte in partita e non in allenamento. C’è sicuramente una motivazione. Nel gioco del calcio ti fai male, da sempre, gli infortuni sono sempre stati questi, dai flessori ai quadricipiti ai polpacci. Dalle ginocchia alle caviglia. Non si è mai riusciti a dimezzare i tempi, ci sono diagnosi molto più precise e talvolta eccessive che fermano i calciatori per molto meno. Le tante partite sono volute dalla tv, dalla gente. Poi dopo i rischi sono questi. Non c’è una scienza esatta”.
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