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Coppa Italia 2015/16: la favola dell’Alessandria
Rivediamo insieme il percorso dell’Alessandria in Coppa Italia nella stagione 2015/16. Una delle più grandi rivelazioni nella storia recente del torneo.
Le coppe hanno quasi sempre una squadra rivelazione che riesce ad arrivare più lontano del previsto nel torneo. Un grande esempio di una rivelazione in un torneo è il cammino dell’Alessandria in coppa nella stagione 2015/16.
La squadra allenata da Giuseppe Scienza prima e Angelo Gregucci poi, arriva quarta in Serie C (Lega Pro). Perde poi ai playoff contro il Foggia. Il cammino in Coppa Italia, però, è straordinario.
Coppa Italia 2015/16, il cammino dell’Alessandria

L’esordio in coppa degli uomini di Scienza avviene il 2 agosto al primo turno contro l’AltoVicentino. Dopo 7 minuti, l’Alessandria è in vantaggio di 2 gol grazie a Manuel Fischnaller e Massimo Loviso su rigore.
Una settimana dopo, nel secondo turno, c’è il Derby contro la Pro Vercelli: si gioca al Silvio Piola. Gli ospiti la sbloccano dopo 32 minuti ancora con Fischnaller: 5 minuti dopo arriva il pareggio della Pro Vercelli con gol di Francesco Ardizzone. Nella ripresa, l’Alessandria torna in vantaggio a mezz’ora dal novantesimo grazie ad un gol di Adriano Mezavilla. Dunque, Derby vinto e passaggio al terzo turno.
6 giorni dopo l’Alessandria ospita la Juve Stabia per il terzo turno: si gioca la sera di Ferragosto. In una serata di pioggia, I Grigi la sbloccano nel secondo tempo con un gol di Loviso (56′): adesso la situazione si fa interessante.
Il 2 dicembre c’è la prima vera sfida difficile: ai sedicesimi l’Alessandria affronta il Palermo al Barbera. In panchina, però, c’è il nuovo allenatore Angelo Gregucci. A fine primo tempo, gli ospiti sono in vantaggio addirittura di due gol (Loviso su rigore (4′) e Michele Marconi (23′). Il Palermo la riapre nel secondo tempo con gol di Trajkovski (55′), ma a 8 minuti dal novantesimo, il gol di Gianluca Nicco chiude la partita. Gilardino segna il 2-3 3 minuti dopo ma non basta: l’Alessandria è agli ottavi di Coppa Italia.
Un insolito quarto di finale
Dopo la trasferta al Barbera, I Grigi affrontano il Genoa al Marassi la sera del 15 dicembre. Manuel Marras porta gli ospiti in vantaggio a inizio secondo tempo, ma Pavoletti la pareggia nel recupero (90+2): si va ai supplementari. La partita sembra destinata ad andare ai rigori, ma a 7 minuti dal centoventesimo, Riccardo Bocalon segna il gol che vuole dire quarti di finale.
I quarti si giocano a gennaio contro lo Spezia all’Alberto Picco: gli Aquilotti agli ottavi hanno eliminato la Roma ai rigori. Entrambi le squadre sognano l’impresa di raggiungere la semifinale. La sbloccano i padroni di casa con un rigore di Calaiò (20′), ma negli ultimi minuti cambia tutto.
L’eroe della serata è Bocalon che con una doppietta (83′, 90+2) manda l’Alessandria clamorosamente in semifinale: un’impresa impronosticabile. Le due semifinali contro il Milan si giocano il 26 gennaio e il 1 marzo. All’andata, i rossoneri vincono in trasferta grazie ad un rigore di Balotelli a fine primo tempo.
C’è ancora speranza per una clamorosa impresa dell’Alessandria a San Siro, ma la superiorità dei padroni di casa si fa sentire. Finisce 5-0 con le reti di Menez (20′, 39′), Romagnoli (24′), Balotelli (89′) e un autogol di Roberto Sabato (80′). Si chiude così l’avventura indimenticabile dei Grigi, che nonostante la sconfitta pesante escono tra gli applausi.
Focus
Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia
Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.
La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.
Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).
Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.
I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.
Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.
Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.
I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.
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Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato
Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.
In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai.
Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.
Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, Champions e mercato si intrecciano
La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero.
Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas.
Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa.
La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.
Focus
Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri
La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.
Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee.
Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lazio, dove può giocare Maldini
Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti.
Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.
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