Focus
Inghilterra-Southgate: il riassunto degli 8 anni da ct
Andiamo a rivedere gli 8 anni di Gareth Southgate da CT dell’Inghilterra. Un percorso fatto di tanti alti ma anche diversi bassi.
27 settembre 2016: Sam Allardyce si dimette da CT della Nazionale Inglese, 67 giorni dopo il suo arrivo. Al suo posto arriva Gareth Southgate, CT della Nazionale Inglese U21, come traghettatore.
L’esordio di Southgate sulla panchina inglese è l’8 ottobre 2016, con una vittoria per 2-0 contro il Malta. Dopo un pareggio con la Slovenia e una vittoria contro la Scozia, Southgate viene confermato come nuovo CT.
Inghilterra, gli 8 anni di Southgate: la semifinale con la Croazia

La Nazionale Inglese, con Southgate, si qualifica ai Mondiali in Russia del 2018. I Tre Leoni arrivano agli ottavi, arrivando secondi dietro al Belgio ed eliminando Panama e Tunisia. Agli ottavi, contro la Colombia, Kane e soci trionfano ai rigori. Tabù sfatato visto che è la prima vittoria ai rigori in un Mondiale per gli inglesi dopo 3 sconfitte.
Dopo la vittoria ai quarti contro la Svezia, i Tre Leoni affrontano la Croazia in semifinale. Un gol su punizione di Kieran Trippier, dopo 5 minuti, fa sognare in grande gli inglesi. Tuttavia, i croati la ribaltano e vincono ai supplementari con gol di Mandzukic. Rimane comunque un grande percorso per la Nazionale Inglese che non giocava una semifinale da EURO 1996.
Un anno dopo, Southgate vuole provare a trionfare nella prima edizione della Nations League: gli inglesi arrivano nuovamente in semifinale. Tuttavia, mancano nuovamente l’appuntamento con la finale, perdendo ancora ai supplementari, questa volta contro l’Olanda. La vittoria ai rigori contro la Svizzera, però, li vede almeno chiudere al terzo posto.
L’Italia ammutolisce Wembley
Dopo un deludente terzo posto nel girone di Nations League 2020/21, i Tre Leoni si preparano ad EURO 2020. La qualificazione agli ottavi arriva con fatica, e i tifosi non sono particolarmente contenti dello stile di gioco di Southgate.
Una vittoria agli ottavi con la Germania, però, fa tornare l’entusiasmo. Arrivano poi una vittoria contro l’Ucraina e un’altra ai supplementari con la Danimarca grazie ad un gol di Kane. I Tre Leoni sono in finale per la prima volta agli Europei.
La finale si gioca contro l’Italia a Wembley. Nonostante il vantaggio iniziale degli inglesi, gli Azzurri di pareggiano per poi trionfare ai rigori, beffando la squadra di Southgate.
Aspettando i Mondiali in Qatar del 2022, i Tre Leoni deludono pesantemente nel loro girone di Nations League 2022/23. Chiudono all’ultimo posto, senza vittorie, dietro a Italia, Ungheria e Germania. Southgate finisce nell’occhio del ciclone soprattutto dopo il clamoroso 0-4 subito in casa contro l’Ungheria.
Ai Mondiali in Qatar, l’Inghilterra si qualifica agli ottavi ma le critiche a Southgate continuano. Dopo una vittoria agli ottavi contro il Senegal, la Francia interrompe il percorso dei Tre Leoni ai quarti. Decisivi il gol di Giroud e il rigore sbagliato da Kane.
Un’altra beffa in finale e le dimissioni
Due anni dopo, l’Inghilterra prova a riscattarsi a EURO 2024, dopo la beffa subita a Wembley contro l’Italia. Anche in questo caso, la qualificazione agli ottavi è risicata. Agli ottavi, l’Inghilterra batte la Slovacchia ai supplementari: decisiva una rovesciata di Bellingham allo scadere dei tempi regolamentari: arriva poi una vittoria ai quarti con la Svizzera ai rigori.
Contro l’Olanda, un gran gol di Oliie Watkins, al novantesimo, manda la squadra di Southgate in finale: un occasione per riscattarsi dopo la finale di EURO 2020. Contro la Spagna, però, un gol di Oyarzabal a 4 minuti dal novantesimo manda le Furie Rosse sul tetto d’Europa.
Pochi giorni dopo, Southgate si dimette come CT della Nazionale Inglese. Nonostante le critiche, sono stati 8 anni nel complesso positivi viste le due finali agli Europei raggiunte.
Focus
Napoli, accadde oggi: vittoria scaccia crisi contro Sarri
Oggi, 6 anni fa, il Napoli ospitava la Juventus per la 21a giornata della Serie A 2019/2020. I Partenopei sognano il colpaccio contro la capolista.
Negli anni 2010 Napoli-Juventus era considerata una sfida decisiva per la lotta Scudetto: ma non nel 2020. Siamo alla 21a giornata della Serie A 2019/2020, e la Juve di Sarri e Ronaldo é prima a +3 sull’Inter. I Partenopei invece sono al quattordicesimo posto a +9 sul Brescia terzultimo.
Nonostante la situazione drammatica in campionato, la squadra di Gattuso é riuscita a qualificarsi alle semifinali di Coppa Italia. Infatti, il quarto di finale vinto contro la Lazio arriva pochi giorni prima del big match contro i bianconeri. Dunque, Insigne e compagni sognano un altro colpaccio.
Napoli-Juventus, 26 gennaio 2020

L’ESULTANZA DI GENNARO GATTUSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Non fa particolari cambi Gattuso nella sua formazione titolare, affidandosi ai soliti Callejon, Milik e Insigne. Gioca anche Demme dal primo minuto, mentre Koulibaly é fuori per infortunio. Sarri (prima al San Paolo da avversario per lui da quando ha lasciato il Napoli) si affida alla coppia d’attacco Higuain-Ronaldo con Dybala dietro.
Il primo tempo non regala particolari emozioni, con un solo tiro in porta che é dei padroni di casa. Milik prova a rendersi pericoloso più volte in attacco, senza però riuscire a trovare il gol. Dall’altro lato un tiro da fuori di Ronaldo esce di molto.
Nel secondo tempo la Juventus parte bene, e riesce a segnare il gol dello 0-1 con Ronaldo, che viene però annullato per fuorigioco di Higuain. Poco dopo, l’ex numero 9 argentino dei Partenopei sfiora nuovamente il gol con un diagonale bloccato da Meret. Come detto prima, i bianconeri iniziano bene nel secondo tempo, ma a sbloccare il risultato saranno gli uomini di Gattuso.
Insigne riceve palla, tira al limite dell’area, Szczesny respinge il tiro ma non può nulla sul tiro di Zielinski in ribattuta: azzurri in vantaggio (63′). La squadra di Sarri prova a reagire al gol subito, ma la difesa Partenopea resiste senza subire particolari occasioni da gol.
A due minuti dal novantesimo arriva il gol che praticamente chiude la partita: cross dalla destra di Callejon, e Insigne tira al volo di prima intenzione dai 13 metri. Szczesny tocca, ma non basta, é 2-0. Tuttavia, al novantesimo, la Juve riapre la partita con Ronaldo: lancio dalla mediana di Bentancur, e il numero 7 portoghese arriva sul pallone prima di Mario Rui e Di Lorenzo, prima di battere Meret.
La partita termina con un’ultima occasione per gli ospiti, una rovesciata di Higuain che finisce tra le braccia di Meret. Al fischio finale il San Paolo può festeggiare una vittoria importantissima che può essere importante per il proseguimento della stagione.
Focus
Palestra, il gol è solo l’inizio: quale sarà il prossimo passo?
A Firenze ha brillato ancora con assist, gol e leadership. Palestra cresce partita dopo partita e sembra ormai pronto per il grande salto.
Nella grande vittoria del Cagliari a Firenze c’è ancora una volta la firma di Marco Palestra. Una prestazione totale la sua, impreziosita da un assist e dal primo gol in Serie A, arrivato al termine di una partita giocata da vero protagonista.
Ormai il suo rendimento non è più una sorpresa: Palestra continua a crescere e a prendersi la scena con una naturalezza disarmante. La sensazione è che sfide come quella contro la Fiorentina siano solo un assaggio di tutto il potenziale che ha nelle gambe.
Questa stagione in Sardegna lo sta aiutando tantissimo nel suo percorso di maturazione, dandogli continuità, fiducia e responsabilità. Per il Cagliari di Pisacane è diventato imprescindibile: un porto sicuro nella costruzione della manovra, una certezza in entrambe le fasi, uno di quei giocatori su cui sai di poter sempre contare.

MARCO PALESTRA IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Palestra, futuro scritto in grande
Non è un caso che intorno a lui l’attenzione sia ormai altissima. Già dalla scorsa estate l’Atalanta aveva respinto gli assalti di Juventus e Napoli, e anche nella prossima sessione dovrà fare muro se vorrà trattenerlo. I top club italiani lo seguono da vicino, con l’Inter in prima fila soprattutto in caso di cessione di Dumfries, ma non mancano interessamenti dall’estero.
D’altronde Palestra è ormai a tutti gli effetti uno dei pezzi pregiati della Serie A, e solo un’offerta davvero irrinunciabile potrà convincere la Dea a lasciarlo partire. Probabilmente, anche per il ragazzo stesso, continuare a crescere in un progetto come quello atalantino, basato sui giovani e guidato da un allenatore come Palladino, sarebbe la scelta ideale, soprattutto se dovesse arrivare la qualificazione a una competizione europea.
Per ora, però, la testa resta sul Cagliari e sulla corsa salvezza. Il gol contro la Viola è solo l’inizio: il bello, per Palestra, deve ancora venire.
Focus
Hellas Verona, ci risiamo: gennaio è il mese degli addii
Come confermato da diversi esperti di calciomercato, Giovane lascerà l’Hellas Verona per accasarsi al Napoli. I gialloblu salutano un altro talento a gennaio.
Il brasiliano passerà sotto la guida di Conte per 20 milioni di euro più bonus, dopo aver collezionato 3 gol e 4 assist nella prima metà di questo campionato. Dopo Ngonge, Belahyane, Rrahmani e tanti altri, è il turno di Giovane.
Hellas Verona, una cessione dolorosa ma necessaria
La sopravvivenza delle piccole si sa, è principalmente legata alla plusvalenze. Il focus principale di una società che punta alla salvezza è nel lavoro di scouting e individuazione di talenti che poi possono generare guadagni importanti. Spesso i tifosi accusano i propri dirigenti di pensare solo ed esclusivamente all’aspetto economico, trascurando talvolta quello sportivo, ignorando però che una cattiva gestione dei fondi spesso comporta spesso e volentieri penalizzazioni, sanzioni o addirittura fallimenti.
Da quando l’Hellas è tornato stabilmente in Serie A, nel 2019, la gestione prima di Setti e poi oggi di Presidio Investors ha seguito un unico filo conduttore, che spesso ha generato un sentimento di rabbia tra i tifosi anche se poi alla fine l’obiettivo è sempre stato raggiunto, in un modo o nell’altro. Il traguardo finale ha sempre funto da scaccia critiche, anche se nella stagione successiva alcune situazioni si sono spesso ripetute.
Una di queste riguarda proprio il mercato di gennaio, o di riparazione come dir si voglia. Infatti, il giro di boa della stagione ha sempre rappresentato il momento in cui l’Hellas Verona ha cambiato faccia grazie al ds Sogliano, stravolgendo gli equilibri della prima parte di stagione (spesso disastrosa) e rilanciando la squadra verso la salvezza.
Tenendo come riferimento sempre l’annata che ha visto il ritorno nella massima serie in maniera stabile, si può contare un certo numero di giocatori che hanno iniziato la stagione in gialloblu per poi cambiare casacca a gennaio, portando diverse decine di milioni di euro nelle casse del club. Il primo della lista è Amir Rrahmani, giunto in Italia nel 2019 e diventato subito un punto di riferimento per difesa di Juric.
Il kosovaro è rimasto in prestito in riva all’Adige fino a giugno per poi passare al Napoli, in un’operazione da circa 15 milioni di euro. Un percorso simile l’ha fatto Sofyan Amrabat, che è passato alla Fiorentina già a gennaio per poi rimanere in gialloblu fino alla fine della stagione per circa 20 milioni di euro.
La stessa sorte poi è toccata a Ilic nel 2023 per circa 13 milioni di euro al Torino, Ngonge sempre in Campania per quasi 20 e poi ancora Hien all’Atalanta per 10, Belahyane alla Lazio per altri 10 e come ultimo in ordine di tempo proprio Giovane.
Un periodo dunque dove tanti salutano e al loro posto entrano risorse, che poi spetta al club reinvestire per provare salvare la situazione a metà del percorso.

Amir Rrahmani rammaricato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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