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Roma, la prima di Gasperini: “La pressione è anche forza, vedo entusiasmo. Ho la sensazione di aver fatto la scelta giusta”

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Roma, Gasperini

Gian Piero Gasperini, nuovo allenatore della Roma, si è presentato per la prima volta ai tifosi ed ai giornalisti. L’era di Gasp è pronta ad iniziare.

Nonostante le notizie che hanno scombussolato un pò l’ambiente, oggi è il Gasperini Day a Roma. L’ex tecnico dell’Atalanta si è presentato in conferenza stampa ai suoi nuovi tifosi, accompagnato da Claudio Ranieri, dirigente senior del club giallorosso.

Gasperini ha firmato con la Roma un contratto di tre anni, fino al 2028. L’obiettivo, neanche troppo nascosto, è quello di tornare in Champions League, competizione a cui il club giallorosso manca da troppo tempo.

Roma, Gasperini

GIAN PIERO GASPERINI SORRIDENTE ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

Roma, le prime parole di Gasperini

Ranieri:

“Buongiorno a tutti. Credo che per la prima volta vediate due allenatori insieme. Io, fino al 30 giugno, sono ancora l’allenatore, quindi non sbagliate. Mi avete anche dato del bugiardo quando mi è stato chiesto: “È Gasperini?”. Ho risposto di no. Perché non era ancora Gasperini. L’ho contattato io, gli avevo chiesto la disponibilità e lui mi ha detto: “Perché no?”. Ma da lì a dire che fosse lui, insomma, ce ne correva di tempo e di cose. I Friedkin hanno scelto lui perché è un allenatore che sta facendo benissimo. Ovunque è andato ha fatto bene: Crotone, Genova, e poi l’Atalanta… lo sappiamo tutti. È un allenatore che riesce a cambiare la fisionomia di un atleta, riesce a rendere ottimi determinati giocatori. È quello che tutti noi speriamo.

Lui è consapevole delle difficoltà che incontreremo nei prossimi due mercati, ed è proprio per questo che, quando si è detto che sarebbe arrivato, io ho scelto di farmi da parte. Perché restare io e perdere un altro anno di tempo? Invece, era giusto iniziare la costruzione con lui fin da subito. Gian Piero è stato chiamato per cominciare a costruire qualcosa che speriamo tutti possa dare frutti importanti. Ha una personalità forte, è schietto, dice le cose in faccia, anche a brutto muso a volte – ma fa parte del carattere di ognuno di noi. Io stesso, poche volte, vi ho detto le cose a brutto muso, perché fa parte del mio carattere. Ma riuscivo a restare nel mio.

Capisco il vostro lavoro, capisco che è un lavoro difficile trovare la notizia tutti i giorni, e voi siete bravissimi perché vi portate avanti. Adesso ci direte anche chi sarà il nuovo direttore sportivo, così possiamo andare avanti. Con tutto questo voglio appunto presentare qui Gian Piero. Lo conoscete tutti per quello che ha fatto, per cui Gian Piero è qui con noi. Grazie per essere venuti. Grazie”.

Gasperini

Friedkin le ha chiesto come si fa a stare stabilmente in Champions League? Si è dato una risposta al perché la Roma non sia mai entrata in Champions League in questi anni?

“Io ho chiaramente i primi contatti dovuti con Claudio e lui mi ha descritto benissimo per filo e per segno quello che è la realtà di Roma, della squadra e di questa società e le vicissitudini che ci sono state, alcune positive altre negative in questi anni e poi ho avuto modo di incontrare la proprietà e ho incontrato delle persone che hanno un grande entusiasmo sulla Roma, non so se questo traspare, ma dalle parole che ho avuto io con loro ho detto che loro spendono molto tempo sulla Roma e nei loro pensieri hanno indubbiamente dei progetti ambiziosi che hanno fatto fatica fino a questo momento a raggiungere e che hanno individuato in me, attraverso Claudio, la possibilità di creare qualcosa di costruttivo e di forte.

Ci siamo confrontati anche su quelle che sono un po’ le loro idee, è chiaro che loro sanno benissimo di questa situazione di fair play finanziario e di questi primi due mercati, però è anche una società, una proprietà molto forte che ha intenzione di investire nella Roma, ma di investire bene, in modo un po’ più sostenibile di quello che è stato magari in questi anni precedenti. E soprattutto vogliono riportare la Roma in alto e questo mi sembra molto sufficiente per poter avere avuto un’impressione molto favorevole e positiva”.

Ranieri

Il nuovo DS?

“Ci sono vari nomi, la società farà la scelta migliore”.

Il suo rapporto con Gasp?

“Era antipatico anche a me, gliel’ho detto. Tra i tanti nomi, ho fatto il suo: Roma ha bisogno di un personaggio forte, che vuole migliorare. Non sraà facile, per questo gli diamo un anno per farsi capire. Serve pazienza. Il mio rapporto sarà di un amico che sta in disparte e se serve proverà a risolvere”.

Gasperini

Cosa l’ha convinta a venire qui? Che timori vede?

“Tutti quanti, da quando sono arrivato, mi mettete un po’ in guardia su questa situazione di Roma, di una città difficile calcisticamente dove è complicato raggiungere degli obiettivi, per tutta una serie di motivi, di ragioni. Io credo che questa debba essere una forza, non una debolezza. Il fatto che voi siete in tanti, poi mi parlano delle radio, poi mi parlano della pressione, però io da fuori vedo un grande entusiasmo, una grande voglia di calcio, una grande voglia di raggiungere obiettivi. Io penso e credo che tutte queste energie e tutte queste forze vadano probabilmente incanalate nel modo migliore. Se adesso, come dicevate prima, negli ultimi sei anni, o anche in precedenza, ci sono state difficoltà a raggiungere magari degli obiettivi sperati, probabilmente possiamo correggere qualcosa, no? Possiamo portare qualcosa in una direzione giusta che consenta magari alla Roma di essere più forte, più competitiva, anche perché le energie che si vedono sono straordinarie.

Se Napoli è riuscito negli ultimi tre anni a vincere lo Scudetto, se Parigi è diventata la capitale d’Europa non più solo per il turismo ma anche per il calcio, cosa che fino a 15 o 20 anni fa non era, probabilmente vuol dire che si può fare anche qui, non solo a Torino, Milano o altrove. È chiaro che per poterlo fare bisogna costruire il mondo giusto, mettere tutte le situazioni nella spinta giusta. Siccome anche tutti quanti voi siete tifosi della Roma, quindi volete tutti il meglio per la Roma, come del resto lo vuole chi lavora dall’altra parte. Se riusciamo a fare questo siamo un po’ più forti”.

Ranieri

Come è andata la trattativa?

“Ci siamo sentiti, poi a fine campionato di nuovo. Ci siamo incontrati a Firenze… è noto. C’è stat subito sintonia, è motivato ed entusiasta. Sono contento e soddisfatto. Bisogna lavorare, ci sarà un cambio di mentalità. Io sono stato un fratello maggiore per la squadra, li ho stimolati senza accusare nessuno. Con alcuni ci sono riuscito, con altri meno. Fa parte del ruolo. I calciatori vogliono una persona schietta come Gasperini”.

Che si aspetta tra tre anni?

“Andare in Champions, poi il campionato. Ma ora siamo alla base, in una nuova nascita. I Friedkin hanno speso tanto e vogliono farlo ancora. Stanno andando avanti sullo stadio. Si vuole portare il brand Roma in alto. Questo ci ha fatto innamorare”.

Gasperini

Sul feeling con i tifosi.

“Il feeling con i tifosi, io credo che ci sia, c’è sempre stato. Roma è Roma, ma mai come Roma. Se rientra una parte mia, è chiaro che è inutile nascondersi: quello che conta sono i risultati. Poi bisogna capire quali sono i risultati. Io credo che noi dobbiamo porci prima di tutto l’idea – ed è quello che mi ha spinto veramente in modo forte ad affrontare questa realtà – che possiamo fare qualcosa di giusto, possiamo alzare il livello. Certo, se parto dai risultati che ha fatto Claudio nelle ultime 22-23 giornate, sono stati straordinari, ma questo significa una cosa: quello che conta più di tutti è la squadra. E lui ha dato una dimostrazione fondamentale.

Al di là dei singoli, che sono sicuramente importanti, però gli stessi giocatori che erano in grandissima difficoltà di risultati, riuscendo ad avere un po’ più di atteggiamento anche per la squadra, è stato molto bello anche vedere tutti quelli che erano in panchina, come aiutavano, come spingevano. Questo è un valore da difendere, da mantenere, ed è la base sulla quale si può fare squadra e con la squadra poi ottenere il meglio. Non è che si possa, in una piazza come Roma, fare programmi a dieci anni. Si deve essere molto più veloci, molto più concreti. Però è anche vero che bisogna prendere la base di quella che è oggi e cercare di fare da lì un punto e cominciare a far crescere una squadra, sperare e volere fortemente che i tifosi si identifichino in quella squadra: per come gioca, per come affronta gli avversari, per come vince. E questo credo sia il primo punto che mi impongo, poi il resto viene di conseguenza”.

Ranieri ha detto che lei sa cambiare la fisionomia di alcuni giocatori. Crede di poterlo fare con Dybala?

“Non dobbiamo cambiare la fisionomia di Dybala, è un giocatore che va bene così. Io spero che Dybala stia bene. Spero che Dybala abbia sempre una buona salute e una buona condizione. Per lui, come per tanti altri giocatori, è chiaro che c’è un prospetto di squadra che deve essere molto identificata in tutti i componenti, come è stata la Roma nella seconda parte, dove tutti spingono nella stessa direzione, al di là dei personalismi.

E poi ci sono i singoli, sui quali, con lo staff e con tutti quanti, ci mettiamo a disposizione per cercare di migliorare un po’ di condizione, un po’ di tecnica, un po’ di tattica, un po’ di personalità. Se riesci ad alzare il livello anche dei singoli, la squadra ne trova giovamento. Questo fa parte del mio lavoro da sempre, forse perché ho fatto anche tanto il settore giovanile, quindi questo mi ha aiutato a lavorare anche sulla prospettiva dei giocatori. Gli obiettivi sono questi. Non ci sono giocatori che non sono adatti a giocare. Devono stare bene. Dybala, quando sta bene, è un grande giocatore. Quando ha delle difficoltà, anche a voi piace meno. E quindi noi dobbiamo cercare di far stare bene i giocatori il meglio possibile”.

Lei ha costruito tanti attaccanti forti.

“Lo erano già, non ho fatto nulla se non tirare fuori il meglio da loro. Fa parte del mio modo di giocare, le mie squadre hanno fatto tanti gol. Si tratta di una mia caratteristica da riproporre anche qui. Partiamo da quello che c’è, poi sul mercato vedremo più avanti”.

Cosa si aspetta da questa stagione?

“Il massimo sarebbe la qualificazione in Champions, per lo scudetto è presto. Voglio rendere la squadra più forte, con giocatori internazionali e con un nocciolo duro nel gruppo. Questo ci porterà a trattare giocatori in futuro che ora non possiamo permetterci. Ora mi auspico questo, con una base solida nel gruppo, con giocatori anche giovani. Questa può essere la forza”.

Ranieri

Cosa ha chiesto a Gasp?

“Di fare Gasperini… Percassi dopo il quarto anno chiedeva sempre la salvezza, noi non saremo a quel livello, ma gli chiediamo di fare bene. I tifosi si identificheranno, ci vorrà tempo. Se andavamo in Champions, avremmo incontrato tutte grandi squadre e non siamo pronti per questo. Ma siamo agguerriti per l’Europa League. Mi auguro un bel percorso. Uniti, con la consapevolezza di dover ingoiare amaro. Ho detot a Gasperini che i tifosi vogliono vedere la squadra combattente anche nel perdere”.

La questione Nazionale? Cosa può dirci?

“Si è detto tutto, rispetto l’Italia ma sono della Roma”.

Ci spiega la questione del rinnovo di Svilar?

“Ha fatto Ghisolfi, io ho solo chiamato dicendo che si può far bene. Sia lui che noi siamo ambiziosi per qualcosa di importante, ho fatto solo questo”.

Ci spiega il FFP?

“Ci sono dei paletti, dobbiamo rientrare, ma sono sicuro che ci riusciremo. Dal 2026 potremo operare con più serenità. Io sono fiducioso, ci sono due mercati in cui bisogna stringere i denti. Ci sono squadre che spendono tanti milioni per ragazzi, noi non possiamo farlo. Dobbiamo fare il meglio possibile, parlo per il calcio italiano”.

Qual è la composizione migliore a livello societario?

“Non posso sapere se verrà inserito qualcun altro. A livello calcistico la base c’è, arriverà un nuovo DS. Per il resto, non sta a me deciderlo”.

Gasperini

Cosa è cambiato rispetto all’esperienza all’Inter?

“Devo dare segnali importanti per prendere la gente e portarla dalla tua parte, dare un’identità. Questa è l’ambizione più grossa, la sinergia tra squadra e tifo. Solo così superi le difficoltà, il campionato è tosto con squadre emergenti e in rialzo. C’è una corsa alla Champions per creare un gap con le rivali. Quando entri in una piazza come Roma serve farlo forte: con una squadra che ti segue e un ambiente forte. Solo così migliori”.

C’è qualcuno sacrificabile? Penso a Paredes

“Partiamo da ciò che c’è visti i risultati e lo spirito dimostrato. Non possiamo essere gli stessi, è normale che mi aspetto un mercato in entrata che possa portare migliorie e alzare il livello. Mi aspetto anche una base solida nel gruppo. Fa tutto parte di un mix. Mi auguro che la Roma possa avere figure che possano portarla più in alto”.

Quale caratteristiche cerca?

“I giocatori spesso vanno costruiti in casa, prendendo profili emergenti per farli crescere. Per essere una squadra d’alto livello serve che siano calciatori internazionali, di spessore e di valore. Questo è il programma, anche con giocatori ad oggi emergenti. Penso a Mancini e Cristante, oggi sono internazionali. Questi ragazzi devono avere l’obiettivo di fare la stagione migliore possibile. Non è il momento di accontentarsi, anche se hai 22 o 30 anni. Questo deve essere lo spirito. Parto da una base forte, grazie a Claudio. Con lui c’è stato un cambio di risultati e di prestazioni. Non è sufficiente difendere le posizioni”.

Cosa può dirci di Pellegrini e Soulé?

“Devono avere lo spirito di fare la migliore stagione. A tutti piace il pellegrini che entrava e faceva gol. Soulé è un attaccante e serve fare gol e assist. Oggi nel calcio moderno devi saper anche difendere, devi essere squadra. Quanto fatto dal PSG è straordinario, ha raggiunto il massimo senza campioni ma con ragazzi cresciuti in casa. Anche il Napoli è un esempio, la Roma stessa. Questi sono i principi. Oggi il calcio cambia velocemente, devi andare all’estero. L’Atalanta ha vinto l’Europa League dopo 25 anni, dal 2010 nessuna vince la Champions. Serve levarsi i luoghi comuni”.

C’è stato l’inserimento della Juve?

“Sì, ma ho avuto la sensazione che la Roma fosse la scelta giusta per la mia carriere e per il mio modo di fare calcio. Questo è quello che cerco, di cui ho bisogno. Sono convinto di aver preso la scelta giusta”.

Le cose con Juric non sono andate bene, ha capito quali sono stati gli errori del croato?

“La mia esperienza è diversa, con Juric abbiamo condiviso tanto insieme. Sono passati tanti anni, le esperienze sono state diverse. Il mio modo di vedere calcio si è evoluto. Ci sono due aspetti: la ri-aggressione del pallone o aspettarla. Io preferisco avere il pallone, ma non è sempre possibile: serve saper fare tutto. Per me è stato un metodo vincente, ma ora lo fanno in tanto e serve duttilità. Su Juric non so cosa non ha funzionato”.

Cosa proverà a sfidare l’Atalanta? Un suo pregio e un suo difetto?

“C’è tempo per quello. Io lavoro tanto, mi piace farlo. Mi piace convincere i calciatori, senza imporre nulla. Molti risultati sono arrivati grazie a questo e poi alle prestazioni. Un difetto? Faccio fatica a trovarli (ride, ndr), forse me la prendo troppo…”.

Ci può spiegare la sua preparazione estiva? Sarà “alla Zeman”?

“Non ho mai fatto un gradone. Con le mie preparazioni non è mai morto nessuno (ride, ndr). L’importante è che i calciatori si divertano e si sentano fortunati nel fare questo lavoro. L’allenamento è fondamentale, sarà fatto in funzione di stare bene e migliorarsi. Non può essere un problema, ma bensì anche un divertimento. Se non sorridi non puoi giocare bene a calcio. Bisogna creare un bel clima di lavoro e di crescita l’uno con l’altro. Il mio lavoro è finalizzato a questo. Non serve un clima teso, gli avversari stanno fuori, non qui dentro”.

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Ardemagni (ex Milan) a IGsport47: “Col fuoco dentro. Su Inzaghi..”

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pisa

L’ex attaccante del Milan Matteo Ardemagni (quasi 39 anni) sena filtri. Eh già, carico e determinato come non mai. Dal Milan di Ancelotti a una nuova sfida nelle Marche, con la maglia della Civitanovese: è Ardemagni show. Ecco cosa ha detto, in queste ore, ai microfoni di Smart Club, programma sportivo Made in Marche, sotto la regia della brava giornalista Marta Bitti.

L’ex Milan e Atalanta Ardemagni: un bomber ex Serie A senza limiti

Eccolo al top a IGsport47, nell’interessante e appassionante programma Smart Club. Alla conduzione Marta Bitti, affiancata da Cristiano Lambertucci e Luca Baiocco, spazio per l’appunto a un grande protagonista del calcio italiano. Una carriera lunga e ricca di gol, con oltre 100 sigilli realizzate in Serie B, raccontata tra aneddoti, analisi tecnico-tattiche e uno sguardo sul presente e sul futuro, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Matteo Ardemagni carico e determinato come non mai nelle Marche per mettere esperienza, carisma e fame al servizio della sua nuova squadra. Obiettivo salvezza in Eccellenza.

Cresciuto in società come Milan e Atalanta, con un passato importante a Perugia e in molti club blasonati del calcio italiano, Ardemagni ha raccontato in sostanza il suo percorso agonistico e le sue motivazioni nel programma sportivo marchigiano Smart ClubLe sue parole fanno ben capire di che pasta è fatto: un giocatore maturo, esperto, consapevole e ancora determinato a lasciare il segno.

Matteo Ardemagni, un viaggio calcistico tra grandi club e oltre 100 gol in carriera: alla Civitanovese per fare grandi cose

La storia di Matteo Ardemagni è quella di un attaccante che ha saputo costruire la propria identità passo dopo passo, dopo una lunga gavetta. Esperienza precoce nel Milan di Ancelotti, dove ha respirato fin da giovanissimo l’aria dei campioni. Ha poi completato la formazione nell’Atalanta, società da sempre attenta ai talenti offensivi.

Da lì è iniziato un percorso ricco di tappe prestigiose: Triestina, Cittadella, Modena, Perugia, Avellino, Ascoli, Frosinone, fino alle più recenti esperienze in Serie C. Con oltre 100 reti nei campionati professionistici, Ardemagni è divenuto a tutti gli effetti emblema puro di affidabilità e dedizione. Un attaccante cresciuto a pane e gol, capace di adattarsi a contesti diversi mantenendo sempre una performance costante.

Le dichiarazioni a Smart Club: “Unità e sacrificio, così si conquista la salvezza”

Ospite del programma Smart ClubArdemagni (che conosce bene le Marche: ad Ascoli indossò in passato la fascia di capitano) ha parlato con grande lucidità del momento della squadra e delle sue motivazioni personali. L’attaccante ha sottolineato come la sfida salvezza passi soprattutto dalla compattezza del gruppo: “Non basta il singolo, serve unione d’intenti. Mi sento vivo, ho il fuoco dentro”. Come dire, quando gli atleti di una squadra remano tutta dalla stessa parte, anche le difficoltà possono trasformarsi in belle opportunità.

Ha poi aggiunto che la sua scelta di approdare nelle Marche nasce dal desiderio di sentirsi ancora protagonista: “Voglio dare tutto. Ho accettato questa sfida con umiltà, cercherò di aiutare i giovani. Credo nel progetto. I nostri tifosi possono fare la differenza, dentro e fuori dal campo”. Parole che confermano la sua determinazione, motivazione e la volontà di essere un punto di riferimento per la generazione young.

Civitanova (Civitanovese – Eccellenza) e il nuovo capitolo: nelle Marche per lasciare un segno, non per una passerella qualunque… “Pippo Inzaghi mi disse che…”

Ardemagni ha parlato anche del suo impatto con l’ambiente marchigiano, elogiando la passione dei tifosi e la serietà della società civitanovese. “Obiettivo salvezza, dobbiamo meritarla”, ha dichiarato. L’attaccante ha poi evidenziato l’importanza del lavoro quotidiano: “La differenza la fanno i dettagli: allenarsi bene, aiutarsi, non mollare mai. È questo lo spirito che voglio trasmettere”. Un messaggio chiaro, che conferma come Ardemagni non sia solo un rinforzo tecnico, ma anche un valore aggiunto sul piano umano e motivazionale. Il suo punto di riferimento è stato Pippo Inzaghi: “Pippo mi diceva sempre il gol arriverà, l’importante è farsi trovare pronto”. Che dire, a buon intenditor poche parole. E’ possibile rivedere la puntata anche su YouTube sul canale SmartClub IGSport47.

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Serie A

Roma, Pellegrini: “Sono un ragazzo fortunato, perché indosso da anni la mia maglia preferita. Champions League? Siamo sulla buona strada”

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Roma-Udinese

La Roma si prepara ad affrontare il Napoli nel 25° turno di Serie A. A pochi giorni dalla sfida, Lorenzo Pellegrini ha parlato in esclusiva ai microfoni di CBS sport.

La tappa di Napoli può diventare uno snodo cruciale per il cammino della Roma verso l’obiettivo Champions League. Una sfida che ha un grande significato per la classifica dei giallorossi, in piena lotta per entrare nelle prime 4 posizioni in Serie A. Un traguardo che sogna di coronare a fine stagione Lorenzo Pellegrini, il cui futuro nella Capitale resta in dubbio.

Il capitano giallorosso ha infatti il contratto in scadenza nel prossimo giugno, e non si è mai parlato concretamente di rinnovo. Tematica che il numero 7 della Roma ha trattato nell’intervista recentemente rilasciata a CBS sport. Di seguito le sue parole.

Roma, le parole di Pellegrini

Maglia della quale sei più orgoglioso di avere a casa?

“Io sono un ragazzo fortunato, perché indosso già la mia maglia preferita, sai? Non scambio sempre la maglia con gli altri giocatori, ma sicuramente una delle maglie che custodisco con più cura è quella di Messi. L’ho presa quando abbiamo giocato contro l’Argentina con la Nazionale, perché mi piace davvero molto”.

Gasperini.

“Quando si cambia l’allenatore, è importante per me farlo all’inizio della stagione. Così, almeno c’è il pre-campionato per capire le sue richieste. Ma sono molto felice di essere allenato da Gasperini. Penso che sia un allenatore che permette di migliorare molto, anche tecnicamente. Per quello che chiede in campo, la posizione del corpo, il cercare di andare sempre in verticale, provando sempre ad essere molto offensivi. Mi piacciono molto queste cose. Alla fine, con lui si migliora anche fisicamente. Ma penso che sia molto, molto bravo anche tecnicamente. Posso dire solo cose positive”.

La Roma non è in Champions League dal 2018. Quant’è alta la motivazione a tornarci? 

“Sì, quest’assenza ci mette un po’ più di pressione addosso, ma alla fine è quello che vogliamo, quello per cui lavoriamo. Non giochiamo da molti anni in Champions e questo non va bene per un club come la Roma, secondo me. Questo è quello che penso, ma sapete che amo la Roma. Non posso dire nulla di diverso ora. Siamo sulla buona strada, perché all’inizio della stagione abbiamo iniziato un nuovo progetto. E sapete, è sempre difficile perché quando arrivi vicino alla fine: anche un punto fa la differenza. E lo abbiamo visto l’anno scorso, quando abbiamo mancato la Champions League per un punto. Siamo arrivati quinti a un punto dalla Juventus. Quindi stiamo cercando di guardare ogni dettaglio, ogni cosa che abbiamo per fare del nostro meglio per vincere”.

Legame con la Roma.

Roma, curva Sud

“È una sensazione incredibile perché quando sei un bambino, un bambino normale, non te lo aspetti. Nasci qui, vivi qui e sogni di essere un calciatore. Ma se parli con ogni bambino qui a Roma, ti dirà: ‘Voglio diventare un giocatore della Roma’. Al 100%. Perché abbiamo questa tradizione qui, abbiamo sempre avuto capitani romani, giocatori romani. E penso che questo sia bellissimo perché alla fine il calcio è passione, è amore, è tutte queste cose. Sono un ragazzo molto fortunato perché ho quello che volevo davvero. Ho potuto vincere con questa maglia e questo era il mio vero grande sogno quando ero bambino.

La sensazione è incredibile ogni giorno, anche adesso che sono qui. Ho iniziato a giocare nella Roma quando venivo qui a Trigoria a 9 anni e ho fatto la mia prima partita quando avevo 18 anni. Ma proprio ora, anche stamattina, quando ho indossato la maglia, ho sentito quella sensazione e ho pensato: ‘Ok, Lorenzo, sei un ragazzo molto fortunato’. In questi casi, c’è una bella responsabilità da prendere”.

Carriera.

“Quando ho deciso di andare al Sassuolo, quando avevo 19 anni, ho fatto quella scelta perché volevo migliorare e pensavo: ‘Ok, probabilmente proprio ora a 18 anni non sono pronto per realizzare il mio sogno’. Così ho deciso di andare lì. Sono stati due anni molto speciali perché a Sassuolo puoi vivere molto bene. Puoi giocare. Non hai la pressione che hai qui, specialmente se sei nato qui. E dopo conoscete la storia, no? La sensazione è incredibile perché, ovviamente, come hai detto tu, tutti cercano di capire… Probabilmente non sanno quello che è stato fatto prima. Ma ogni anno, ogni passo è importante per essere quello che siamo. Quindi penso di essere molto orgoglioso ed è un vero onore per me avere la possibilità di indossare questa maglia ogni giorno”.

 

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Serie A

Roma, Gasperini ritrova due attaccanti per Napoli

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La Roma si prepara al big match di domenica sera in casa del Napoli. Buone notizie per Gian Piero Gasperini: Paulo Dybala e Robinio Vaz sono tornati ad allenarsi in gruppo, mettendo nel mirino la loro presenza per il match del Maradona.

La 25° giornata di Serie A può rappresentare uno snodo cruciale, con due scontri diretti chiave, soprattutto per la lotta scudetto, ma anche per la zona Champions League. L’affascinante sfida tra Napoli e Roma di domenica sera al Maradona può raccontare molto delle ambizioni delle due squadre, quando stiamo per avvicinarci all’ultimo decisivo terzo della stagione.

I giallorossi, al momento 4° in classifica al pari della Juventus, devono sfatare il tabù degli scontri diretti contro un Napoli che avrà voglia di rivalsa dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia arrivata in settimana. Inoltre gli azzurri, in caso di vittoria, possono staccarsi in maniera quasi definitiva dalla lotta al 4° posto.

Roma, Gasp ritrova Vaz e Dybala: Hermoso resta in dubbio

PAULO DYBALA PENSIEROSO IN PANCHINA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Una sfida quindi che va ben oltre la rivalità vista l’alta posta in palio. Roma che è tornata ad allenarsi a Trigoria agli ordini di Gasperini. Il tecnico giallorosso ha avuto modo di ritrovare due pedine preziose per il suo attacco: Paulo Dybala e Robinio Vaz. Entrambi hanno svolto la seduta con il resto del gruppo, e sono pronti ad essere protagonisti in campo al Maradona. Gli altri infortunati, Koné, El Shaarawy, Hermoso, Ferguson e Dovbyk, hanno proseguito il loro iter di recupero. L’unico che sembra avere chance di recuperare per domenica sera è il difensore spagnolo.

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