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Mondiali, Arabia Saudita favorevole a 64 squadre

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Mondiale

Durante il Gran Premio di F1 in Arabia Saudita, il principe Abdulaziz bin Turki Al-Faisal, sarebbe favorevole alla formula  64 squadre per i Mondiali del 2034.

Durante il Gran Premio di F1 a Gedda, il principe saudita Abdulaziz bin Turki Al-Faisal,  sarebbe favorevole ad una formula a 64 squadre per il Mondiale del 2034 che si disputerà in Arabia Saudita. Favorevole il Sudamerica, contrari Europa e Nordamerica.

Mondiali, l'Arabia Saudita, che ospiterà l'edizione del 2034, vuole una  formula a 64 squadre, ma l'Europa e il Nordamerica sono contrarie

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Mondiali, l’Arabia Saudita vuole per l’edizione del 2034 una formula a 64 squadre, Europa e Nordamerica sono contrarie

Il Gran Premio di F1 a Gedda, non si è parlato solo di motori, ma anche di calcio. Infatti, nell’autodromo saudita era presente il principe bdulaziz bin Turki Al-Faisal, che ha parlato dell’edizione del 2034 che sarà ospitata dall’Arabia Saudita. Il principe saudita vorrebbe che l’edizione si disputasse con la formula di 64 squadre, già proposta dall’Uruguay per l’edizione del centenario del 203o.

Infatti, il paese arabo ha come alleato i paesi sudamericani per l’allargamento della competizione, ma come contrari l’Europa e il Nordamerica. A tal proposito ci sono state le dichiarazioni del presidente dell’UEFA Ceferin e quello della CONCACAF Montagliani.

Il numero uno del calcio europeo, se così opposto al progetto saudita: “Mi ha sorpreso, più di quanto abbia fatto con voi. Non penso che sia una buona idea, per il mondiale in sé e per le nostre qualificazioni. Non abbiamo supportato questa proposta al Consiglio Fifa, non so da dove sia arrivata ed è strano non ne sapessimo nulla”.

Invece, si è espresso così il numero uno del calcio nordamericano, che ospiterà l’edizione dell’anno prossimo: “Non credo che espandere il Mondiale maschile a 64 squadre sia la scelta giusta, né per il torneo in sé né per l’intero ecosistema calcistico, dalle nazionali ai club, ai campionati e ai giocatori. Non abbiamo nemmeno dato il via al nuovo Mondiale a 48 squadre, quindi personalmente penso che parlare già di un’espansione a 64 squadre sia fuori luogo”.

Vedremo se la proposta saudita avrà riscontro in ambienti della FIFA.

Mondiali

Iran: a rischio il Mondiale negli Stati Uniti

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Mondiale

La situazione militare che coinvolge l’Iran, in seguito agli attacchi di Israele e Stati Uniti, proietta un’ombra pesante sulla partecipazione della nazionale di Teheran ai Mondiali 2026. Al momento non esiste alcuna decisione ufficiale, ma il tema è già entrato nel dibattito pubblico. Il presidente federale Mehdi Taj ha ammesso che, nelle attuali condizioni, è “difficile pensare serenamente alla Coppa del Mondo”, lasciando intendere come il calcio, in questo momento, non rappresenti una priorità.

Uno scenario che fino a poche settimane fa appariva remoto – il ritiro volontario dell’Iran dalla fase finale della rassegna iridata – oggi non può più essere escluso.

Iran nel girone USA: calendario e criticità logistiche

A rendere ancora più delicata la situazione è la collocazione logistica del girone iraniano. L’Iran dovrebbe disputare tutte le partite della fase a gruppi sul territorio statunitense, un elemento che assume inevitabile valenza politica nel contesto attuale. Il calendario prevede due gare a Los Angeles contro Nuova Zelanda e Belgio e una a Seattle contro l’Egitto. Giocare esclusivamente negli Stati Uniti, in un clima di tensione diplomatica e militare, rappresenta un fattore che va ben oltre l’aspetto sportivo.

Cosa succede se una nazionale si ritira dai Mondiali?

Il quadro normativo è definito dal regolamento della Coppa del Mondo FIFA 2026, in particolare dall’articolo 6.2. Le sanzioni economiche previste sono significative: una federazione che si ritiri almeno trenta giorni prima dell’inizio del torneo è soggetta a una multa di 250.000 franchi svizzeri, cifra che raddoppia a 500.000 franchi in caso di rinuncia più tardiva.

Non solo. La federazione interessata dovrebbe rimborsare alla FIFA tutti i contributi ricevuti per la preparazione al torneo, oltre a eventuali ulteriori pagamenti correlati alla partecipazione. Un danno economico rilevante, che tuttavia impallidisce rispetto alle implicazioni politiche e simboliche di una scelta di questo tipo.

I precedenti: Iran 2018 e 2022, ma anche Danimarca 1992

Non sarebbe la prima volta che la federazione iraniana si trova al centro di tensioni in vista di una grande competizione. Nel 2018 fece discutere il caso di Masoud Shojaei, centrocampista protagonista della qualificazione e figura pubblica impegnata su temi sensibili. La sua esclusione temporanea dalla nazionale alimentò sospetti di natura politica, ma la situazione rientrò con la convocazione ai Mondiali, dove scese in campo per 67 minuti nella vittoria contro il Marocco.

Nel 2022 l’attenzione internazionale si concentrò invece sul divieto di accesso imposto a circa duemila donne, regolarmente munite di biglietto, per una partita contro il Libano disputata a Mashhad. Anche in quel caso, tra pressioni e polemiche, la crisi si risolse prima dell’appuntamento iridato.

Su scala più ampia, il precedente più celebre resta quello degli Europei del 1992, quando la Danimarca venne ripescata in extremis dopo l’esclusione della Jugoslavia per ragioni geopolitiche, arrivando addirittura a vincere il torneo. Si trattava però di una competizione UEFA e di un quadro regolamentare differente.

Per quanto riguarda i Mondiali, bisogna tornare al 1950 per trovare casi di ritiri multipli: India, Turchia, Scozia e Francia non parteciparono alla fase finale, e nessuna venne sostituita. Un contesto storico lontanissimo dall’attuale, quando appare difficile immaginare un torneo con caselle vuote.

Un’indicazione più recente, pur in ambito diverso, arriva dal caso del Club León, escluso dal Mondiale per Club per violazione delle norme sulla multiproprietà. In quella circostanza la FIFA organizzò uno spareggio per assegnare il posto vacante, dimostrando una certa flessibilità operativa.

Scenario realistico: criterio geografico e spareggi

Il regolamento, all’articolo 6.7, attribuisce alla FIFA piena discrezionalità in caso di ritiro o esclusione di una federazione qualificata. Non sono previsti criteri automatici: l’organo di governo del calcio mondiale può adottare “tutte le misure ritenute necessarie”, inclusa la sostituzione con un’altra associazione.

Le ipotesi più plausibili seguono una logica geografica e competitiva. Se il ritiro dovesse arrivare in tempi relativamente brevi, si potrebbe immaginare la promozione dell’Iraq, con una rimodulazione degli spareggi intercontinentali. In caso contrario, soprattutto se la decisione giungesse a ridosso del torneo, è possibile che venga ammessa la nazionale sconfitta nello spareggio intercontinentale.

In questo scenario appare poco realistico ipotizzare un clamoroso ripescaggio dell’Italia, già ventilato nel 2022 ma privo di basi regolamentari solide. Gli Azzurri, peraltro, sono attualmente in corsa per qualificarsi sul campo.

(Foto: DepositPhotos)

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Mondiali

Olanda, Ruud Van Nistelrooij si unisce allo staff tecnico della nazionale

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AZ Alkmaar

Ruud van Nistelrooij si unisce allo staff tecnico della nazionale olandese come assistente di Ronald Koeman a partire dal 1° febbraio.

Un nuovo capitolo per la nazionale olandese

La notizia è ufficiale: Ruud van Nistelrooij, celebre ex attaccante, ha firmato il contratto che lo vedrà unirsi allo staff tecnico della nazionale olandese. A partire dal 1° febbraio, Van Nistelrooij lavorerà fianco a fianco con l’allenatore Ronald Koeman, assumendo il ruolo di assistente. Questa mossa strategica è parte di un piano più ampio per preparare la squadra in vista della Coppa del Mondo FIFA 2026.

Un ritorno alle origini

L’aggiunta di Van Nistelrooij rappresenta un ritorno alle origini per l’ex calciatore, che ha sempre mostrato un forte attaccamento alla maglia olandese. La sua esperienza nel calcio internazionale sarà un valore aggiunto per la squadra, fornendo supporto non solo tattico, ma anche motivazionale ai giocatori. Con queste nuove dinamiche, i tifosi sperano che la nazionale possa tornare a brillare sul palcoscenico mondiale.

Per altre notizie sul calciomercato, clicca qui.

Fonte: l’account X di Fabrizio Romano

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Mondiali

Mondiali, arriva l’Intelligenza Artificiale: l’annuncio della FIFA

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Mondiale per Club, Infantino

In vista dei prossimi Mondiali di giugno la FIFA e Lenovo hanno annunciato l’introduzione di nuove soluzione tecnologiche per aiutare i direttori di gara.

Mancano ormai sei mesi ai prossimi Mondiali di calcio, e l’attesa cresce sempre di più. Nella presentazione di fine anno il presidente della FIFA Gianni Infantino si è detto entusiasta, dichiarando che questa edizione sarà il più grande spettacolo mai visto.

Nelle ultime ore la FIFA e Lenovo hanno annunciato delle importanti novità riguardante la manifestazione che si svolgerà tra Stati Uniti, Messico e Canada: nei Mondiali di giugno saranno introdotti avatar digitali a supporto delle decisioni arbitrali.

FIFA, Gianni Infantino

Gianni Infantino, the current president of FIFA, attends the FIFA Council Meeting at which FIFA officially announces that 2021 FIFA Club World Cup will be held in China, in Shanghai, China, 24 October 2019. *** Local Caption *** fachaoshi

Mondiali 2026, arriva l’AI: le parole di Infantino

Queste novità riguarderanno da vicino i direttori di gara dei Mondiali e le trasmissioni televisive: modelli in 3D verranno utilizzati soprattutto durante le azioni di fuorigioco proponendo dei replay più immediati per arbitri e pubblico.

Una novità importante, che Infantino ha voluto commentare così: “FIFA e Lenovo stanno puntando con decisione su digitale e intelligenza artificiale, la nostra Football AI, per sostenere squadre e ufficiali di gara e allo stesso tempo offrire un’esperienza completamente nuova ai tifosi. Con Football AI Pro renderemo accessibili i dati e le analisi più complete a tutte le nazionali partecipanti e, in futuro, anche al pubblico”.

 

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