Serie A
Roma, 35 anni fa l’ultimo gol di Conti
Il 25 marzo del 1990, durante Roma-Verona giocatasi allo Stadio Flaminio, ci fu l’ultima rete in carriera di Bruno Conti in giallorosso.
Oggi sono passati 35 anni esatti dal 25 marzo 1990, durante un Roma-Verona giocatasi allo Stadio Flaminio con un Olimpico in restyling in vista di Italia ’90, Bruno Conti mise a segno la sua ultima rete con la maglia della Roma, coronamento della sua leggendaria carriera in giallorosso.
Roma, il 25 marzo di 35 anni fa l’ultima rete in giallorosso di Bruno Conti
Era il 25 marzo del 1990, 30° giornata del campionato 1989/90 che avrebbe portato fine stagione alle notti magiche di Italia ’90. Infatti che campionato per Roma e Lazio fu piuttosto particolare, visto che fu l’unico sino ad ora in tutta la storia del girone unico della Serie A che non giocarono all’Olimpico, in restyling per il Mondiale appunto, ma allo Stadio Flaminio. Proprio li contro il Verona di Osvaldo Bagnoli, Bruno Conti siglò la sua ultima rete della sua leggendaria carriera in maglia giallorossa.
Finì con un 5 a 2, con il capitano giallorosso che siglò la rete di apertura, con una bordata su punizione che non ci fu nulla da fare per una allora giovane portiere Angelo Peruzzi. Poi segnarono per i giallorossi Voller e Desideri con una doppietta a testa, mentre per veneti le reti furono di Magrin e Pusceddu. A fine stagione la Roma si qualificò in Coppa Uefa, persa l’anno successivo nella finale doppia con l’Inter, mentre il Verona retrocedette in Serie B, chiudendo il memorabile ciclo culminato con lo scudetto del 1985.
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Ma Conti è il capitano del secondo scudetto, atteso da 41 anni dal primo in piena seconda guerra mondiale con Amedeo Amadei, con il Presidente della Repubblica Sandro Pertini in tribuna, che colse l’occasione salutando tutta la rosa giallorossa fresca di tricolore, compreso Conti con una curiosità: il capitano giallorosso venne con il figlio Daniele, che negli anni ’90 avrebbe vestito la maglia giallorossa come il padre. Un simbolo per il club giallorosso, con ben oltre 300 presenze dal 1973 al 1991.
📅 35 anni fa il gol di Bruno Conti al Verona
💛 Fu l'ultimo della sua leggendaria carriera ❤️#ASRoma pic.twitter.com/l4oLAKiGMd
— AS Roma (@OfficialASRoma) March 25, 2025
Serie A
Pisa-Atalanta, probabili formazioni e dove vederla
L’anticipo della 21° giornata di Serie A va in scena venerdì sera, all’Arena Garibaldi, con la sfida tra Pisa e Atalanta. Di seguito le probabili formazioni.
Una sfida tutta nerazzurra apre le danze della 21° giornata di Serie A. Il Pisa riceverà all’Arena Garibaldi l‘Atalanta nell’anticipo del venerdì sera.
La formazione di casa, guidata da Alberto Gilardino, vuole tornar a far punti davanti al pubblico di casa. Se in trasferta bene o male il rendimento dei toscani è positivo, con 3 pareggi consecutivi nelle ultime uscite tra cui il 2-2 contro l’Udinese, l’Arena Garibaldi rappresenta un tabù da sfatare per credere nella salvezza. Il Pisa ha infatti segnato appena 1 gol in casa nelle prime 10 gare disputate in stagione. Il tecnico spera che i nuovi innesti arrivati nel mercato di gennaio possano invertire il trend negativo.
Dall’altra parte c’è l’Atalanta di Raffaele Palladino. Grandissima forma per i bergamaschi, reduci da tre successi consecutivi in Serie A. Una striscia di vittorie che ha permesso agli orobici di risalire la classifica, e di occupare il 7° posto, a pochi punti dalla zona europea. Contro il Pisa l’obiettivo è dare continuità per non fermare la risalita.
Qui Pisa

Mehdi Léris ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Per la gara contro l’Atalanta Alberto Gilardino deve fare i conti con parecchie assenze. Domani sera non ci saranno gli infortunati Raul Albiol, Vural, Lusuardi, Stengs e Cuadrado. Out anche Antonio Caracciolo, squalificato.
Aspettando l’inserimento a pieno regime dei nuovi acquisti ufficiali, Bozinov e Duronsimi, l’allenatore nerazzurro si affiderà alla vecchia guardia. In porta Scuffet in vantaggio su Semper. Calabresi è favorito in difesa per prendere il posto di Caracciolo, al fianco di Canestrelli e Bonfanti. Corsie laterali occupate da Angori e Touré, con Aebischer e Marin in mediana. Davanti confermati Moreo, Tramoni e Meister.
Qui Atalanta
Per la trasferta di Pisa Palladino non avrà a disposizione Djimsiti, Bakker e Bellanova. Difficile la convocazione di Lookman, dopo l’eliminazione della Nigeria dalla Coppa d’Africa, così come quella del nuovo acquisto Raspadori. Recuperati Koussonou e Kolasinac.
Rispetto all’11 sceso in campo contro il Torino dovrebbe esserci una sola novità dal 1′ minuto: il rientro di Scamacca. L’italiano favorito su Krstovic per guidare l’attacco della Dea, con Zalewski e De Keteleare confermati alle sue spalle. Fasce occupate da Bernasconi e Zappacosta, con De Roon e Ederson a centrocampo. Linea a 3 di difesa composta da Hien, Scalvini e Ahanor.

Isak Hien ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Pisa-Atalanta, le probabili formazioni
Pisa (3-4-2-1): Scuffet; Calabresi, Canestrelli, Bonfanti; Touré, Aebischer, Marin, Angori; Tramoni, Moreo; Meister. All: Gilardino.
Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Ahanor; Zappacosta, Ederson, De Roon, Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski; Scamacca. All: Palladino.
Pisa-Atalanta, dove vederla
La gara tra Pisa e Atalanta, valida per la 21° giornata di Serie A, sarà trasmessa su DAZN e su Sky Sport.
Serie A
Como, Fabregas: “Penso che questa è la cosa più importante. Parlo dopo le partite, oggi no perché era un momento difficile”
Il tecnico del Como Cesc Fabregas ha parlato stasera in conferenza stampa al termine del match perso per 3 a 1 contro il Milan a Sinigaglia.
Il tecnico del Como Cesc Fabregas ha parlato stasera in conferenza stampa al termine del match perso per 3 a 1 contro il Milan a Sinigaglia. Tra i temi affrontati, la partita contro i rossoneri e non aver pareggiato l’incontro.

CESC FABREGAS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Como, Fabregas: “Totalmente. Abbiamo iniziato bene il secondo tempo, creando, dominando”
Il tecnico del Como Cesc Fabregas ha parlato stasera in conferenza stampa al termine del match perso per 3 a 1 contro il Milan a Sinigaglia. Tra i temi affrontati, la partita contro i rossoneri e non aver pareggiato l’incontro.
Come un allenatore si approccia ai suoi ragazzi dopo una partita del genere
“Penso che questa è la cosa più importante. Parlo dopo le partite, oggi no perché era un momento difficile, speciale, perché i ragazzi hanno fatto molte cose bene, hanno lottato fino alla fine, creato, hanno magari meritato di più. Andare oggi a parlare…che gli puoi dire? Oggi bisogna andare a dormire con quella frustazione che va gestita, pensare, e parlare domani da lucidi, che si inizia ad aprire il cielo, esce il sole perché c’è un’altra partita importante lunedì”.
Sui cali fisici e mentali nella ripresa del Como
“Totalmente. Abbiamo iniziato bene il secondo tempo, creando, dominando. Dopo una palla persa in maniera superficiale, in contropiede, ti hanno fatto gol con due che gocano uno nel Portogallo ed una nella Francia. Fa parte del processo. Alle volte si impara così, perché capita che quando tutto va bene ti danno uno schiaffo morale per farti riprendere. Fa male, ma bisogna continuare a lavorare”.
Non averla pareggiata ti dà fastidio?
“Se non ti dà fastidio questo è meglio non giocare o non fare parte del calcio. Ma oggi è anche mia responsabilità devo essere lucido a mandare il messaggio giusto, perché se vengo qua infastidito posso usare parole delle quali domani mi penso. Sono orgoglioso dei ragazzi. Da allenatore poche cose posso recriminare ai miei ragazzi, perché se la rigiocassimo così la vinceremmo questa partita. Alle persone risultati piacerà questa partita. A quelle invece a cui piacere vedere il calcio penserà che il Como 8 volte su 10 la vince”.
A che livello è arrivata questa squadra?
“Che facciamo una partita bellissima ma la perdiamo subendo 3 gol. C’erano solo 2 opzioni per favore il Milan in questa partita: o perdendo palloni che poi loro trasformavano in contropiede, oppure con una giocata di qualche campione. Loro fanno gol sulla prima giocata della prima, mentre il secondo nasce da una palla persa, transizione, gol. Però di questi due punti ne abbiamo parlato. Fa male, ma dobbiamo continuare a lavorare”.
Cosa hai imparato da questa partita?
“Abbiamo giocato bene prima e dopo il vantaggio del Milan. Quando fai 700 passaggi e il Milan 200 non è una cosa normalissima. È vero che Rabiot e Maignan, mamma mia, hanno fatto una partita clamorosoa, ti vincono la partita con due azioni, dopo devi andare a casa, accettarlo, ma questo non vuole dire che non abbiamo giocato bene il secondo tempo. È vero che siamo corti a livello di giocatori, però la squadra ci ha trovato. GIocando così il calcio ti deve dare di più di quello che ti ha dato stasera. Bravo il Mian ma noi dobbiamo continuare”.
Serie A
Milan, Allegri: “Ci prendiamo questo risultato perché era molto importante per noi.”
Il tecnico del Milan Massimiliano Allegri ha parlato stasera in conferenza stampa al termine del match vinto contro il Como per 3 a 1 al Sinigaglia.
Il tecnico del Milan Massimiliano Allegri ha parlato stasera in conferenza stampa al termine del match vinto contro il Como per 3 a 1 al Sinigaglia. Tra i temi affrontati, il match contro i lariani, un commento su Maignan e uno su Rabiot.

MASSIMILIANO ALLEGRI AMAREGGIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Milan, Allegri: “Noi abbiamo avuto occasioni che se sfruttate meglio avremmo potuto fare ancora più male”
Il tecnico del Milan Massimiliano Allegri ha parlato stasera in conferenza stampa al termine del match vinto contro il Como per 3 a 1 al Sinigaglia. Tra i temi affrontati, il match contro i lariani, un commento su Maignan e uno su Rabiot.
A fine partita ha avuto modo di parlare con Fabregas?
“Ci prendiamo questo risultato perché era molto importante per noi. Sapevamo delle difficoltà di giocare contro il Como. Bravissimo Maignan a tenerci in piedi. Il secondo tempo è andato molto meglio, loro sono un po’ calati anche nel secondo tempo. Noi abbiamo avuto occasioni che se sfruttate meglio avremmo potuto fare ancora più male. Domenica c’è il Lecce e dobbiamo chiudere questo periodo nel migliore dei modi”.
Con Maignan che si fa?
“Problema della società. Io sono molto contento, credo che per fare grandi squadre c’è bisogno di grandi giocatori, come Mike”.
Guarderà più a chi c’è avanti o a chi c’è dietro?
“Dietro. Vincere a Como non era facile, anzi, molto difficile. Quindi direi bravi ai ragazzi perché nel momento di difficoltà ci siamo un po’ allungati quando invece dovevamo restare un po’ più attenti e concedere di meno,
Come mai Pulisic non è entrato?
“Arrivava da due partite molto dispendiose. C’erta bisogno di fisicità, quindi ho preferito mettere Ruben. Poi comunque è entrato Fullkrug, che ha fatto un bel secondo tempo, ed ha voluto esserci per forza”.
Questa sera il dna di Allegri si è visto, vedi Rabiot
“È uno dei migliori in Europa. Ogni tanto mi fa arrabiare, ma quando lo fanno arrabiare gioca da solo. Però tutta la squadra, Modric…si mettono tutti a disposizione. Hanno capito che per vincere le partite tutti si devono mettere a disposizione dopo che nelle ultime due è mancato un po’ questo aspetto”.
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