Focus
Massimo Oddo e il Milan, il filo rosso(nero) del destino
Inizia il quarto capitolo di Massimo Oddo al Milan. L’ex terzino rossonero è stato annunciato come nuovo allenatore del Milan Futuro.
La storia tra Massimo Oddo e il Milan inizia nei primi anni ’90, quando entra nel settore giovanile rossonero. Nel 1993, a 17 anni, si unisce alla Primavera del club, dove trascorre due stagioni prima di essere ceduto in prestito al Fiorenzuola, in Serie C1, nel 1995.
È lì che compie il primo passo nel calcio professionistico, dando il via a una lunga carriera che lo porterà a vestire nuovamente la maglia rossonera da protagonista.

Milan, Italy, July 2022: The flag of A.C. Milan waving. Milan is a professional football club based in Milan, Italy. Fabric textured background. Selective focus. 3D illustration
Il ritorno da grande
Dopo essersi affermato come uno dei migliori terzini destri italiani in maglia Lazio, nel gennaio del 2007 Oddo torna finalmente al club meneghino.
Il Diavolo lo acquista per poco meno di 8 milioni di euro, inserendo nella trattativa anche il cartellino di Pasquale Foggia. L’esordio arriva il 28 gennaio 2007 nella sfida contro il Parma, mentre il primo gol in rossonero arriva il 3 marzo, in un 3-1 contro il Chievo.
Ma il vero momento da sogno arriva pochi mesi dopo, il 23 maggio 2007, quando Oddo scende in campo da titolare nella finale di Champions League ad Atene contro il Liverpool e contribuisce al successo che regala al Milan la settima Coppa dei Campioni della sua storia.
La fascia da capitano e i trofei con il Milan
Dopo una stagione in prestito al Bayern Monaco nel 2008-09, Oddo torna ancora una volta in rossonero, restandoci fino al 2011. In questi anni ha anche l’onore di indossare la fascia da capitano per la prima volta il 26 gennaio 2011, nei quarti di finale di Coppa Italia contro la Sampdoria.
Il 7 maggio dello stesso anno, arriva un altro grande traguardo: il club meneghino vince lo Scudetto con due giornate d’anticipo pareggiando 0-0 contro la Roma.
Pochi mesi dopo, poco prima dell’addio, conquista con la squadra la Supercoppa Italiana contro l’Inter, seppur non mettendo piede in campo.
Questo è il suo ultimo ricordo rossonero, visto che il 31 agosto 2011 lascia definitivamente il club, chiudendo poi la carriera da calciatore in maglia Lecce nel giungo del 2012.
Il ritorno in panchina per risollevare il Milan Futuro
Dopo il ritiro, Oddo intraprende la carriera da allenatore, ma le sue esperienze non sono state particolarmente fortunate, né in Serie A né in B. Ha guidato diverse squadre, tra cui Pescara, Udinese, Crotone, Perugia e SPAL, senza mai riuscire a lasciare il segno.
Ora, però, il destino l’ha riportato nuovamente in rossonero. In giornata, infatti, è stato annunciato come nuovo allenatore del Milan Futuro in sostituzione del suo ex compagno Daniele Bonera, esonerato dopo una lunga serie di risultati negativi.
Oddo avrà il compito di risollevare le sorti della squadra, attualmente al terz’ultimo posto del girone B di Serie C, con la speranza di riportare in alto i giovani talenti rossoneri e di scrivere un nuovo capitolo della sua storia con il Milan.
Focus
Napoli, accadde oggi: tris di Cavani alla Roma
Oggi, 13 anni fa, il Napoli ospitava la Roma per la 19a giornata della Serie A 2012/13. Una delle tante partite con protagonista Edinson Cavani.
Già si era visto ai tempi del Palermo che Edinson Cavani era un attaccante da tenere d’occhio. Tuttavia, nessuno si aspettava un rendimento così fantastico con il Napoli. Acquistato dal club Partenopeo nell’estate del 2010, l’attaccante uruguaiano trascorre 3 stagioni in maglia azzurra. In queste 3 stagioni mette a segno 104 gol in 138 partite.
Inoltre, Cavani segna 8 triplette con i Partenopei tra campionato ed Europa League, segnando anche 4 gol in una partita. Una delle sue tante triplette arriva nella sua ultima stagione con la maglia azzurra in una partita contro la Roma.
Napoli-Roma, 6 gennaio 2013

La 19a giornata della Serie A 2012/13 si chiude con il big match tra Napoli e Roma. La squadra di Mazzarri vuole approfittare della sconfitta della Juventus contro la Sampdoria, e portarsi a -5. Quella di Zeman, invece, vuole provare ad agganciare Fiorentina ed Inter dopo le loro rispettive sconfitte.
Passano solamente 4 minuti, e i padroni di casa passano già in vantaggio. Cavani, lanciato da Pandev in area di rigore, deve solo battere Goicoechea e segna la prima rete della partita. La Roma, però, non ci sta e prova in tutti i modi a segnare il gol del pareggio. Tuttavia, De Sanctis riesce a compiere diverse parate sui tentativi di Destro (giornata storta per l’ex attaccante del Siena), Pjanic e Lamela.
Nel secondo tempo, i Partenopei ci mettono solamente 3 minuti a segnare il gol del 2-0: cross basso di Zuniga per Pandev che, di spalle (con Bradley a pressarlo) riesce a servire Cavani di tacco, e il Matador segna la sua doppietta. Nonostante i due gol di svantaggio, la Roma continua ad attaccare, mentre Zeman fa entrare dalla panchina Osvaldo al posto di Destro.
Dopo un’altra occasione da gol sprecata dai giallorossi, i padroni di casa segnano ancora: calcio d’angolo battuto da Pandev, e Cavani é il primo ad arrivare sul pallone di testa, battendo Goicoechea per la terza volta, segnando una delle sue tante triplette in azzurro (70′). Pochi minuti dopo, la Roma riesce a trovare il gol che nel complesso é meritato: grande palla in profondità di Pjanic per Osvaldo che deve solo battere De Sanctis, 3-1 (72′).
I giallorossi, però, finiscono in dieci per una doppia ammonizione di Pjanic: il secondo giallo arriva dopo un fallo su Dzemaili. Nonostante l’inferiorità numerica, però, la squadra di Zeman sfiora il gol del 3-2 con due colpi di testa di Bradley. Nei minuti di recupero, arriverà il gol del 4-1 con Maggio che chiude definitivamente la partita.
Vittoria importante, dunque, per la squadra di Mazzarri che approfitta della sconfitta della Juventus, portandosi a -5 dal primo posto.
Focus
Calciomercato, quando Messi seguì il Chelsea su Instagram
La finestra del calciomercato invernale del 2015 poteva essere quella in cui Messi lasciava il Barcellona. Tutto a causa di uno litigio con Luis Enrique.
Come sappiamo, Lionel Messi é una leggenda del Barcellona ed é considerato uno dei giocatori più forti del mondo. Tra il 2004 ed il 2021, la Pulce ha giocato in totale 778 partite per i Blaugrana, mettendo a segno 672 gol e fornendo 303 assist.
Tuttavia, non sono mancate le volte in cui si é parlato di lui che lasciava il Barcellona. Un esempio che viene in mente é nel gennaio del 2015 quando si parlava di un suo approdo al Chelsea.
Calciomercato 2015, il Chelsea ed il sogno Messi

Siamo nella stagione 2014/15, il primo anno di Luis Enrique da allenatore del Barcellona. Ma é soprattutto la stagione del triplete ottenuto grazie ai gol della MSN (Messi, Suarez, Neymar). Le voci di Messi al Chelsea avvengono nel gennaio del 2015 quando lui segue il club londinese su Instagram. Il motivo? Un rapporto difficile con Luis Enrique, definito da Messi “il padrone dello spogliatoio” quando va a lamentarsi di lui con il club.
Tutto ha inizio il 2 gennaio 2015, nel corso di una partitella durante il primo allenamento dell’anno. Messi subisce un fallo, Luis Enrique (che é l’arbitro non fischia), e la Pulce perde la pazienza. Di conseguenza, volano parole grosse tra giocatore ed allenatore. Due giorni dopo, il 4 gennaio 2015, c’è Real Sociedad-Barcellona, ma Messi parte dalla panchina: i Blaugrana perderanno 1-0 per un autogol di Jordi Alba nei primi minuti della partita.
Il giorno dopo, il 5 gennaio 2015, c’è l’allenamento a porte aperte: ma Messi non si presenta, adducendo a dei problemi gastrointestinali. Nel frattempo, il calciatore argentino apre la sua pagina Instagram ed inizia a seguire il Chelsea: questo gesto apre inevitabilmente una clamorosa voce di mercato e fa sognare i tifosi del Chelsea.
Alla fine, però, Messi e Luis Enrique faranno pace, spegnendo tutte le polemiche. E il fenomeno argentino rimarrà al Barcellona per altri 6 anni.
Focus
Man Utd, tutti gli allenatori dopo Sir Alex Ferguson
Dall’addio di Sir Alex Ferguson, il Man Utd ha avuto ben nove allenatori in 13 anni (traghettatori compresi). Qual é stato il loro rendimento?
David Moyes, Ryan Giggs (traghettatore), Louis Van Gaal, José Mourinho, Ole Gunnar Solskjaer, Michael Carrick (traghettatore) Ralf Rangnick, Erik Ten Hag, Ruud Van Nistelrooy (traghettatore), Ruben Amorim, Darren Fletcher (traghettatore). Sono questi tutti gli allenatori che si sono seduti sulla panchina del Manchester United dall’addio di Sir Alex Ferguson.
C’è chi é riuscito comunque ad ottenere qualche buon risultato insieme a qualche trofeo (Mourinho, Ten Hag). Tuttavia, c’é anche chi ha deluso completamente le aspettative (Van Gaal). Una cosa é certa però: dall’addio di Sir Alex, il Manchester United non é più la squadra che conoscevamo.
Man Utd, i post Sir Alex: da Moyes a Mourinho
Dopo 27 anni trascorsi con Ferguson allenatore (anni pieni di successi), il prescelto per la panchina del Manchester United per la stagione 2013/14 é l’ex allenatore dell’Everton, David Moyes. Nonostante lo scozzese esordisca con la vittoria della Community Shield, la sua esperienza con i Red Devils sarà un flop. Viene esonerato a fine aprile, con il Manchester United che chiuderà la stagione al settimo posto e fuori dall’Europa.
Dopo aver concluso la stagione 2013/14 con Ryan Giggs come allenatore ad interim, il Manchester United decide di affidare la panchina all’ex ct dell’Olanda, Louis Van Gaal, per la stagione 2014/15. Nonostante un avvio difficile, il tecnico olandese riuscirà a riportare i Red Devils in Champions League. Non arriverà nessun trofeo, ma nel complesso é una stagione positiva.
Le aspettative per la stagione 2015/16 sono altissime soprattutto per i tanti soldi spesi in estate (Martial 50 milioni, Depay 27,5 milioni, Darmian 18 milioni, Schweinsteiger 18 milioni, Schneiderlin 35 milioni). Tuttavia, la seconda stagione di Van Gaal come allenatore dei Red Devils sarà a dir poco deludente. Non basterà la vittoria della FA Cup (battuto il Crystal Palace in finale) a salvare la panchina dell’olandese.
Dopo Van Gaal arriva José Mourinho per la stagione 2016/17, e insieme a lui gli acquisti di Ibrahimovic (a zero) e Pogba (105 milioni): ad Old Trafford é tornato l’entusiasmo. La prima stagione dello Special One con i Red Devils é tutto sommato positivo, nonostante un sesto posto in campionato. La stagione é considerata positiva grazie ai trionfi in Community Shield, EFL Cup ed Europa League.
Solskjaer e Ten Hag tra alti e bassi

Nella stagione 2017/18 lo United di Mourinho arriva secondo in campionato (a -19 dal Man City). Tuttavia non arriverà nessun trofeo, anche perché in FA Cup si arrenderanno in finale contro il Chelsea di Conte.
La terza stagione di Mourinho al Manchester United (2018/19) sarà un caos totale, tra risultati negativi e malumori. Alla fine, il tecnico viene esonerato a dicembre, e al suo posto arriva Ole Gunnar Solskjaer come traghettatore. Una striscia di risultati positivi in campionato ed una rimonta negli ottavi di Champions League contro il PSG, porteranno il tecnico norvegese alla conferma. Solskjaer allenerà i Red Devils fino al 2021: con lui non arriverà nessun trofeo, ma comunque due stagioni concluse tra le prime quattro. Nella stagione 2020/21 il Manchester United arriva in finale di Europa League dove perderà ai rigori contro il Villarreal.
Solskjaer viene esonerato nel novembre del 2021: al suo posto arriva Michael Carrick da traghettatore che allenerà una partita (1-1 contro il Chelsea): dopodiché, arriva l’ex allenatore del Lipsia, Ralf Rangnick. Nonostante le reti di Cristiano Ronaldo, lo United conclude la stagione con un deludente sesto posto e senza trofei. Al posto di Rangnick arriva Erik Ten Hag.
L’ex allenatore dell’Ajax riesce a riportare il Manchester United in Champions League. Inoltre, riporta un trofeo ad Old Trafford, ovvero la EFL Cup. Lo United non vinceva un trofeo dal 2017, quando vinse l’Europa League 2016/17 con Mourinho. Da ricordare che Ten Hag ha dovuto anche occuparsi del caso Ronaldo che lascerà il club a stagione in corso.
Gli esoneri di Ten Hag ed Amorim
La seconda stagione di Ten Hag allo United si chiude con il trionfo in FA Cup in finale contro il Man City. Tuttavia, in Premier League, i Red Devils chiuderanno all’ottavo posto. La vittoria della FA Cup salverà il tecnico olandese dall’esonero, ma l’avvio disastroso della stagione 2024/25 no. Ten Hag lascia lo United nell’ottobre del 2024, con la squadra al quattordicesimo posto. Al suo posto arriva Ruud Van Nistelrooy come traghettatore che ottiene 4 punti in 2 partite, prima dell’arrivo di Ruben Amorim.
La stagione 2024/25, dunque, prosegue con Amorim, e i Red Devils arrivano in finale di Europa League dopo un cammino eroico: perderanno 1-0 contro il Tottenham. La Premier League, invece, é un disastro senza precedenti: lo United chiude addirittura al quindicesimo posto. Non finirà tra le ultime tre solo per la stagione ancora più disastrosa delle tre squadre retrocesse.
La stagione 2025/26 dello United é finora abbastanza altalenante, ma sicuramente molto meno disastroso della stagione precedente, visto che la squadra al sesto posto e in corsa per la Champions. Tuttavia, a causa di alcune tensioni con la società, Amorim viene esonerato: al posto suo ci sarà Darren Fletcher come traghettatore.
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