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Con Jimenez Fonseca ha trovato il suo “nuovo” Tiago Santos

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Milan futuro

Alex Jimenez è stata una delle poche note liete (forse l’unica) del momento del Milan, deflagrato in una sfera di negatività dopo il pari con il Genoa.

Nella grigia serata di San Siro, dove il piatto pareggio a reti bianche contro il Genoa ha “rovinato” la festa per i 115 anni di storia del Diavolo, il Milan e Fonseca potrebbero aver scoperto una gemma di rara preziosità.

Nel calcio i “modelli” non si esportano

Appena arrivato a Milano, Fonseca ha cercato di replicare in Via Aldo Rossi l’impianto di gioco che gli aveva permesso di riportare il Lille ai fasti d’un tempo. Del resto, e nessuno ne ha mai fatto mistero, il tecnico lusitano è stato scelto dalla dirigenza meneghina proprio per il gioco espresso in Francia.

Il desiderio del board americano era quello di vedere un Milan dominante e padrone del gioco, oltreché esteticamente bello da vedere. Nulla di tutto questo, perché Milano non è Lille. Le pressioni e le aspettative della piazza sono diverse. La struttura societaria è diversa. I giocatori sono diversi. Alcuni saranno sicuramente più bravi di quelli che l’ex-Roma ha lasciato nel Nord della Francia, altri meno ma non è questo il punto.

Il punto è che, provando a replicare quanto fatto oltralpe con i giocatori che si è ritrovato al Milan, Fonseca si è ben presto reso conto di non avere il materiale umano necessario. Meglio o peggio, di nuovo: non è un discorso di qualità tecnica, ma di caratteristiche tattiche. Non è un caso che la prima richiesta di Fonseca, una volta arrivato a Milanello, sia stato Tiago Santos: laterale che ha fatto sbocciare proprio a Lille.

Jimenez

Paulo Fonseca (foto KEYPRESS)

L’esperimento di Fonseca: Jimenez “nuovo” Tiago Santos?

Tiago Santos, in patria e in Francia, viene considerato una sorta di “nuovo Cancelo“. E infatti, per lui Fonseca aveva studiato dei compiti tattici molti simili a quelli a cui il suo connazionale adempieva quando era agli ordini di Guardiola al Manchester City. Il portoghese partiva da una posizione di laterale difensivo destro in una linea a quattro, per poi venire dentro il campo in fase d’impostazione per costruire a tre.

Al Milan Fonseca non ha un giocatore con queste caratteristiche, che possa contestualmente garantire la superiorità numerica in mezzo al campo; una prima uscita più pulita; e maggiore controllo del pallone. Al suo posto è arrivato Emerson Royal (che ha caratteristiche completamente diverse) e soprattutto a sinistra non c’è Alexsandro Ribeiro o Ismaily ma Theo Hernandez, che certo non puoi relegare a fare il centrale.

Per questo motivo, Fonseca le ha provate tutte. Prima ha portato l’ex-Tottenham dentro il campo (con risultati pessimi), poi ha fatto la stessa cosa con Theo. Quindi ha abbassato (a turno) uno dei due interni (Fofana e Reijnders) in mezzo ai due centrali, rispolverando l’imperitura salida lavolpiana, e poi ha provato a costruire sempre a tre ma accentrando uno dei due laterali (Emerson) per poi alzare l’altro (Theo).

Jimenez

DELUSIONE THEO HERNANDEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Chi è Jimenez e come può risolvere i problemi del Milan

Nulla di tutto questo ha funzionato. Qualsiasi sistema di gioco scegliesse, Fonseca finiva sempre per “perdere” uno dei suoi giocatori migliori. Prima Theo, poi Leao. Quest’ultimo è stato parzialmente rivitalizzato dalla scelta di affiancarlo al centravanti in fase di costruzione, portandolo a giocare quasi da seconda punta in fase di possesso, schiacciando l’esterno opposto (soprattutto Musah, ma anche Chukwueze) sul laterale destro.

Una scelta che ha pagato sul breve periodo, regalando compattezza e solidità alla squadra, ma che alla lunga è parsa imbrigliare il Milan, appiattendolo su dettami tattici troppo rigidi e che non le permettevano di esprimere a pieno la qualità dei suoi interpreti. Fonseca ha lamentato spesso l’assenza di una vera e propria alternativa al laterale francese, che l’hanno spinto ad adattare diversi giocatori in sua assenza.

Tanto che, ad inizio stagione, giocò addirittura Saelemaekers (prima di essere ceduto in prestito alla Roma) terzino sinistro. Un po’ per necessità e un po’ per volontà, contro il Genoa l’allenatore portoghese ha deciso di dare pista ad Alex Jimenez. Prodotto della cantera del Real Madrid, in estate il Milan lo ha riscattato (dopo che la scorsa stagione era arrivato in Lombardia in prestito) per circa 5 milioni di euro.

Jimenez

Rafael Leao rammaricato (foto KEYPRESS)

Non solo vice: il Milan ha già in casa il dopo-Theo?

Una scelta sintomatica della fiducia che la dirigenza nutre in questo ragazzo. Fondamentalmente destro di piede ma bravo a disimpegnarsi anche con il mancino, con il Milan Futuro Jimenez ha giocato prevalentemente da esterno d’attacco. Sintomatico delle sue qualità offensive, ma Fonseca in carriera ha dato a più riprese dimostrazione di saper plasmare giocatori con velleità offensive in porzioni di campo non propriamente convenzionali.

Basti pensare a Weah della Juventus, che con lui al Lille giocava terzino destro. Jimenez, per caratteristiche, è il giocatore della rosa del Milan che maggiormente si avvicina a Tiago Santos. Con le dovute differenze (lo spagnolo è più un giocatore di fascia che un play disossato), ma non è da escludere che Fonseca voglia provare a portarlo dentro il campo. Dato che, e ormai lo abbiamo capito tutti, per Fonseca Emerson è un terzino posizionale. Il terzino bloccato che, in fase d’impostazione, stringe assieme ai due centrali.

Rimarrebbe sempre il problema di dove collocare Theo Hernandez in questo sistema, ma l’idea di poter alternare due giocatori validi, variando modo di impostare a seconda dell’avversario, è certamente un qualcosa che non può non far felice Fonseca, arrovellato com’è a cercare soluzioni che garantiscano imprevedibilità e profondità al suo Milan.

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Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia

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Marek Hamsik

Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.

La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.

Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).

Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Cagliari, Napoli

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.

I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.

Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.

Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.

I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.

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Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato

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Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.

In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai. 

Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.

Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

Napoli

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Napoli, Champions e mercato si intrecciano

La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero. 

Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas. 

Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa. 

La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.

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Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri

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Monza, Atalanta, Maldini, Lazio

La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.

Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee. 

Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

Lazio

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lazio, dove può giocare Maldini

Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti. 

Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.

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