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TOP 11 Svincolati: chi sono i migliori giocatori che si libereranno a Luglio?
Ecco i migliori giocatori che vedranno scadere il proprio contratto il prossimo 30 Giugno e che quindi saranno svincolati da Luglio.
Il mercato svincolati può essere un’occasione importante per qualsiasi squadra a qualsiasi livello. Dai club più importanti (come il Real Madrid, che sta per assicurarsi Mbappé) a quelli che hanno poca liquidità da investire sul mercato.
Vediamo alcuni dei migliori giocatori che dal 1 Luglio 2024 saranno liberi di firmare per qualsiasi squadra e proviamo a stilare un potenziale 11 titolare.
I migliori portieri “svincolati”
Balza all’occhio il nome di Keylor Navas. Il costaricano ha vinto tutto con il Real Madrid e tanto (quantomeno a livello locale) con il PSG. Ha giocato in due dei migliori club al mondo e vanta anche un quarto di finale di un campionato del mondo (Brasile 2014) in cui è stato forse il miglior portiere della rassegna.
Chiaro, gli anni passano per tutti e Navas viene da un anno e mezzo in cui al PSG è stato utilizzato poco e nulla. Lo scorso inverno sei mesi di prestito al Nottingham Forest, dove ha fatto bene anche se non benissimo.
Nonostante i suoi 36 anni suonati, ho motivo di credere che Navas abbia ancora molto da dare al calcio internazionale. Credo che abbia ancora tanta voglia di giocare a calcio. Non tanto per i trofei (ripeto, ha vinto tutto) ma per la voglia di rivalsa scaturita dal fatto di essere stato accantonato dal PSG per motivi “politici” e assolutamente non tecnici.
Fra gli altri portieri che si svincoleranno questa estate bisogna menzionare anche Casteels, esperto portiere del Wolfsburg, oltre ad Álvaro Valles che sta facendo molto bene nel Las Palmas: rivelazione del campionato spagnolo.

Anche Alex Meret, portiere del Napoli Campione d’Italia, vedrà il suo rapporto con il club partenopeo esaurirsi il prossimo 30 Giugno. (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)
I migliori difensori “svincolati”
Quando si parla di difensori prossimi alla scadenza del contratto, il primo nome che balza all’occhio è quello di Raphael Varane. Anche lui in carriera ha vinto tutto, dalla Champions League (più volte) al Mondiale, ma non appena ha provato a essere leader fuori da Madrid le cose per lui non sono andate bene.
Le sue prestazioni a Old Trafford sono state estremamente deludenti e ha a tal punto patito l’assenza di Sergio Ramos da venir messo ai margini da ten Hag. Sebbene parliamo di un giocatore, quantomeno dal punto di vista anagrafico, non ancora sul viale del tramonto, dato che compirà 31 anni il prossimo 25 Aprile, dà l’impressione di non avere più motivazioni.
Per lui si era parlato del Bayern Monaco, ma è più probabile un esodo in Arabia Saudita o un ritorno romantico nella sua Lens. Un altro veterano a cui prossimamente scadrà il contratto con una big inglese è Thiago Silva. Al netto dei quasi 40 anni che compirà il prossimo 22 Settembre, il difensore brasiliano sembra ancora pienamente arruolabile per questi livelli.
Probabilmente non più adatto a squadre che intendono giocare con una linea molto alta, al pari di Mats Hummels, ma pur sempre una garanzia. Spicca il nome di Mario Hermoso fra i centrali. Non ha fatto benissimo all’Atletico Madrid, dopo una prima stagione su altissimi livelli, ma rimane un difensore estremamente affidabile. Mancino (e ce ne sono pochi validi in giro) che può interpretare tutti i ruoli: dal centrale a due (o a tre) passando per il terzino.
Altro giocatore duttile e affidabile è Lucas Vázquez del Real Madrid. Nato da modesto esterno attacco e trasformato da Zidane in un laterale basso (o anche alto) di difesa estremamente credibile. Sinonimo di duttilità è anche l’interista Darmian, che può giocare praticamente in tutti i ruoli della difesa.

Rabiot-Kroos, profumo di Juve?
Due pezzi da novanta (ma anche qualcosa in più) saranno liberi da oneri contrattuali la prossima estate. Parliamo di Toni Kroos (che piace alla Juventus) e di Adrien Rabiot, che nella Juventus ci gioca e che sta pervicacemente cercando di convincerlo a rinnovare il contratto.
Non sarà facile, ma forse la prospettiva di essere affiancato dal fuoriclasse tedesco potrebbe essere un ottimo incentivo. Un altro che ha vinto tutto con il Real Madrid è Luka Modric, anche se per lui sembra quasi scontato un ritorno in patria alla Dinamo Zagabria.
Poco male. Ci si può sempre consolare con Koke (metronomo dell’Atletico di Simeone e anche della nazionale spagnola) e con Ndidi. Il centrocampista nigeriano sta vivendo una inaspettata metamorfosi grazie a Enzo Maresca.
L’allenatore italiano lo ha trasformato da giocatore di rottura davanti alla difesa a mezz’ala di inserimento. Ora unisce la sua proverbiale capacità di recuperare palloni e una fisicità sopra la media a una gamba importante, coadiuvata da una imprevedibile capacità di buttarsi negli spazi. L’esemplificazione perfetta del concetto di box-to-box midfielder inglese. Ovviamente il Leicester sta facendo di tutto per tenerlo, ma non sarà facile visto che su di lui ci sono i principali club europei e mondiali: su tutti Barcellona e Bayern Monaco.

Credit: Ettore Griffoni.
Attaccanti: Mbappé, ma non solo
Quando si parla di attaccanti prossimo allo svincolo, non si può non citare Kylian Mbappé. Il “colpo del secolo” il Real Madrid lo farà a “costo zero“. Apri un milione di virgolette, dato che sono trapelate le prime (folli) cifre del contratto che legherà il miglior giocatore del mondo alle merengues.
Vicino a lui tutti gli altri attaccanti del mondo impallidiscono. Anche due giocatori di comprovato valore internazionale, come Taremi (promesso sposo dell’Inter) e Rafa Silva del Benfica. Il portoghese piace molto alla Lazio dato che è un pupillo di Sarri, ma bisogna vedere se il tecnico rimarrà a Roma.
Oltre a Giroud, la cui situazione contrattuale con il Milan è ancora tutta da definire, in bilico c’é anche la posizione di Wissam Ben Yedder che potrebbe separarsi dall’amore della sua vita (il Monaco) per cercare una nuova sfida.
TOP 11 “Futuri” Svincolati (4-3-3): Navas; Hermoso, Thiago Silva, Varane, Darmian; Rabiot, Kroos, Ndidi; Mbappé, Taremi, Rafa Silva.
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La mini-crisi di Pulisic e come l’asso americano può uscirne, per il bene suo e del Milan
Christian Pulisic sta vivendo una fase apparentemente negativa che, per chi lo conosce, assomiglia in realtà più a una mini-crisi più che a un vero ridimensionamento.
I numeri raccontano un dato semplice e al tempo stesso ingombrante: nel 2026 non ha ancora segnato e nelle ultime uscite è capitato spesso che la sua gara terminasse prima del triplice fischio. In una stagione in cui il Milan è pienamente coinvolto nella corsa Scudetto, ogni dettaglio diventa tema di discussione: forma fisica, gestione dei minuti, lucidità sotto porta, persino il modo in cui l’avversario prepara la partita per disinnescarlo.
Prestazioni di gennaio altalenanti
Il primo nodo è la produzione offensiva dopo il cambio d’anno. Pulisic arrivava da un 2025 chiuso con buone sensazioni, ma gennaio lo ha visto alternare prestazioni utili per intensità, strappi e ripiegamenti a gare più opache, senza però trovare l’episodio del gol che spesso “sblocca” anche la testa. La stampa italiana ha collegato questo periodo a una gestione non semplice sul piano fisico, tra acciacchi e lavoro specifico per tornare al 100%. Si è parlato di fastidi e di un programma mirato per ritrovare brillantezza e precisione negli ultimi metri.
Qui entra in gioco anche la questione della continuità di minutaggio. Se un esterno vive di ritmo, di letture e di timing sull’uno contro uno, è naturale che giochi a fiammate quando non riesce a completare le partite con regolarità. Le statistiche di impiego e la cronaca recente mostrano come, in diverse gare di gennaio, sia stato sostituito oppure utilizzato in modo parziale, proprio mentre il Milan cercava equilibrio e gestione delle energie.
La gestione di Allegri
Con Massimiliano Allegri in panchina, le rotazioni e la gestione dei momenti della partita non sorprendono. È un tecnico che ragiona per controllo, per fasi e per scelte di utilità più che per gerarchie immutabili. Non è un caso che nelle conferenze recenti abbia insistito sul concetto di procedere passo dopo passo in un periodo fitto e delicato.
Questo approccio può produrre due effetti opposti su un giocatore come Pulisic. Da una parte lo protegge, perché se c’è un fastidio o manca esplosività Allegri tende a evitare il rischio di trascinarlo oltre soglia. Dall’altra parte, però, lo priva di quei minuti finali in cui spesso si aprono spazi, le difese si allungano e un esterno rapido può trovare il guizzo decisivo. In pratica, meno minuti possono significare meno occasioni per segnare, e meno gol possono rendere ancora più semplice scegliere la sostituzione. Un circolo che non è drammatico, ma che va interrotto.
Guardando le partite, la sensazione è che Pulisic stia pagando soprattutto una combinazione di fattori. In primo luogo la precisione nell’ultimo gesto: anche quando arriva in zone interessanti, gli manca talvolta la pulizia della giocata, con controlli imperfetti, tiri affrettati o passaggi forzati. In secondo luogo pesa il modo in cui viene affrontato dagli avversari. Quando un esterno diventa centrale nel sistema, le marcature diventano più aggressive, con raddoppi costanti e linee che si orientano su di lui, rendendo più costosa la giocata naturale. Infine c’è la condizione fisica, che non è stata lineare. I recenti stop e fastidi hanno inciso sulla brillantezza e, per un calciatore che basa molto sul cambio di passo e sulla rapidità di esecuzione, anche una minima flessione diventa evidente.
Per la corsa Scudetto serve anche Pulisic al Milan
Il Milan, però, non può permettersi di aspettare troppo a lungo. Il campionato è entrato nella fase in cui i punti pesano doppio e ogni pareggio lascia cicatrici. Il recente 1-1 con la Roma ha rallentato la rincorsa e ha mantenuto il distacco dalla vetta, in un momento in cui il margine di errore si assottiglia.
Quando si è a ridosso della capolista, anche un singolo episodio può cambiare l’inerzia di una stagione. Una partita sbloccata da un inserimento, un rigore procurato, un cross decisivo possono fare la differenza. È per questo che la mini-crisi di Pulisic diventa un tema collettivo: non riguarda solo lui, ma l’efficacia complessiva della catena di destra, la qualità delle transizioni e la capacità del Milan di trasformare il possesso in occasioni pulite.
In questo clima è inevitabile che attorno alla lotta Scudetto cresca un racconto fatto di aspettative, percentuali e scenari. Lo si vede nei commenti televisivi e nelle analisi che citano oscillazioni di valutazioni e previsioni, spesso riportate anche da bookmakers online di quote sportive come DomusBet come termometro esterno dell’umore del campionato. Il Milan è certamente considerato ancora in corsa ma, d’ora in poi, la squadra di Allegri potrà sbagliare pochissimo.
Come uscire dalla mini-crisi
La via d’uscita è più pragmatica che psicologica. Serve innanzitutto ritrovare continuità atletica: se i fastidi sono alle spalle, è fondamentale una sequenza di partite con carichi progressivi ma stabili. Allo stesso tempo può aiutare semplificare le scelte, perché nei momenti di difficoltà spesso funziona tornare a poche giocate base prima di cercare la soluzione brillante. Infine Allegri può lavorare sul contesto tattico, disegnando per lui situazioni favorevoli, come l’alternanza tra fascia e mezze posizioni o catene di gioco che gli permettano di ricevere senza il raddoppio immediato.
La buona notizia per il Milan è che una mini-crisi di questo tipo è reversibile in fretta. Basta un gol magari non spettacolare, un assist pesante o una partita in cui torna a saltare l’uomo con naturalezza. Quando succede, spesso cambia anche tutto il resto: i minuti in campo, la fiducia e soprattutto la sensazione che la squadra abbia di nuovo un’arma in più nella corsa al titolo.
Le interviste
Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”
Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.
EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026
Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.
Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.
PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”
Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.
Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?
“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.
Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?
“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”
Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?
“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.
Come vede l’Inter di Chivu?
“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”
Le piace il Milan e il gioco di Allegri?
“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.
Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?
“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.
“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO
Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?
“Sarebbe bello, sicuramente…”
Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?
“No. Perché dite così?”
Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”
Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…
“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…
In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”
Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.


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Roma e Napoli frenano, Juve e Inter allungano: ma attenti al Diavolo
La classifica del campionato si sta delineando sempre di più, con il Biscione che allunga, il Diavolo che insegue e tiene testa, ma anche Roma, Napoli e Juve che nonostante le difficoltà mantengono il loro status di favorite.
Il palinsesto delle scommesse sportive con i match live di Serie A su Betfair vede anche il Como come grande sorpresa, fresco di qualificazione ai quarti in Coppa Italia. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per un campionato mozzafiato, oltre che spettacolare.
Straordinario Como bracca la top 6
Ormai si tratta solo di resistere e di allungare la presa, perché la top 6 è già stata conquistata dal Como, manca soltanto l’allungamento verso la quinta posizione. L’obiettivo della società è ambizioso e Fabregas è la persona giusta per realizzarlo, intanto, occhi puntati sui quarti di Coppa Italia contro i campioni d’Italia.
Atalanta e Inter le più in forma nelle ultime 5 gare
Due situazioni diverse, con la Dea a caccia del sesto posto e il Biscione che domina alla prima posizione, ma lo score nelle ultime 5 gare è perfettamente uguale per i due club lombardi: 13 punti su 15 messi in cassaforte.
Il Biscione sta dominando con il miglior attacco del campionato, che con i 12 gol del capocannoniere di Serie A, Lautaro Martinez, raggiunge già quota 50 reti.
Juve in allungo, frenano Roma e Napoli
Il Napoli sta soffrendo con i numerosi infortuni, che hanno sicuramente inflitto un danno pesante alla squadra di Conte, tuttavia, gli Azzurri mantengono il quarto posto, pur se con il freno a mano tirato.
Ne approfitta la Juve, che dopo la vittoria per 3 – 0 contro i Partenopei può allungare verso il quarto posto, mentre la Roma deve stare attenta a non perdere troppi punti se vuole rimanere aperta la porta dello scudetto. I Giallorossi possono vantare la migliore difesa del campionato con 13 reti subite nelle prime 22 gare.
Attenti al Diavolo: il suo nome è Allegri
Il palinsesto delle quote serie a è tutto milanese, con il Biscione che domina gli Antepost da favorito assoluto e il Diavolo che insegue con il forcone tra i denti, perché il vero nome di Belzebù quest’anno è Max Allegri, che ha ipnotizzato le statistiche e non perde quasi mai.
Soltanto una sconfitta per il club di Max nelle prime 22 gare, un ottimo risultato che porta il Rossoneri a 5 punti dalla vetta, pronti a sfruttare ogni errore dei cugini per passare in testa alla classifica.
Altre curiosità di Serie A
Oltre a Lautaro, anche Pulisic, Yildiz e le due punte del Como, Paz e Douvikas, puntano alla doppia cifra, con Calhanoglu, Leao e Orsolini pronti ad allungare nella classifica dei capocannonieri.
Il Bologna e la Lazio stanno vivendo un periodo di difficoltà, con i Felsinei proiettati totalmente in Coppa Italia ed Europa League, e le Aquile in crisi di risultati. Intanto, lo scontro per il sesto posto tra Atalanta e Como è appena cominciato, in un derby lombardo che rischia di monopolizzare anche la quinta posizione.
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