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Juventus, assemblea degli Azionisti: tutti gli aggiornamenti-LIVE
Oggi si è tenuta l’assemblea degli Azionisti Juventus: approvato il bilancio al 30 giugno 2023. Tutti i dettagli, parole e racconto dell’incontro.

Approvazione del bilancio dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2023
Parla Ferrero: «Nel 2022/23 abbiamo avuto procedimenti sportivi che ci hanno visti impegnati sulle così dette plusvalenze incrociate e manovra stipendi. Il primo si è concluso il 23 maggio 2023, con una penalizzazione di 10 punti in classifica alla squadra già scontati nel precedente campionato. Il secondo procedimento è stato chiuso con l’applicazione di una sanzione pecuniaria da 700mila euro, una sorta di patteggiamento. Terminano qui i procedimenti intentati dalla Procura federale alla Juventus. Poi abbiamo avuto, per le medesime ragioni, procedimenti sportivi che si basavano sul concetto di assenza di lealtà, correttezza, a livello di Uefa. I motivi sono le plusvalenze incrociate, la manovra stipendi, con il procedimento chiuso a luglio 2023 con la Juve esclusa dalla coppa a cui doveva partecipare a livello Uefa. Da pagare inoltre un contributo economico di 10 milioni in tre tranches. Questo chiude il procedimento a livello Uefa. Con questi due italiani prima, e questo europeo, i procedimenti nei confronti della Juve sono stati chiusi. Poi esiste un processo penale pendente, ossia l’indagine da cui sono scaturite tutte, la Corte penale ha dichiarato incompetente la sede di Torino e spostato a Roma. Al momento non abbiamo alcun aggiornamento su questo. Poi abbiamo due procedimenti Consob: ha chiesto alla Juventus di pubblicare i cosiddetti pro-forma, di come sarebbero stati i bilanci sulla base delle indicazioni fornite dalla Consob, che non condivide le opinioni della società. Ci ha chiesto di far vedere al pubblico, agli azionisti, quali sarebbero stati gli effetti. I pro-forma che riguardano i bilanci precedenti sono stati pubblicati e abbiamo fatto dei comunicati stampa, abbiamo ripreso questi pro-forma, dando massima informativa agli azionisti, al mercato, a tutto quanto, sugli effetti se avessimo seguito le loro indicazioni. Sempre tre aspetti: le plusvalenze, la manovra stipendi, e le recompre sui giocatori venduti. Abbiamo sempre sostenuto diverse opinioni sull’applicazioni di questi principi. Sul bilancio che noi oggi andiamo ad approvare, l’impatto che non deriva dal passato ma nell’anno del bilancio è minimo. L’operazione Dragusin-Cambiaso porta ad una plusvalenze di 2.5 milioni di euro, a fronte di quella che è stata una doppia compravendita a cui la Juve ha dato una contropartita da 3.5 milioni. Il resto sono cose avvenute nel passato ma si trascinano nel futuro e prima che si esauriscano gli effetti di ciò ci vorranno un paio d’anni».
Parla Scanavino: «La stagione sportiva si è conclusa con la terza posizione sul campo, poi retrocessa in 7^ posizione. Ottimi risultati dalla Next Gen, che ha fatto un’ottima stagione e raggiunta la finale di Coppa Italia. Ci tengo a sottolineare la valenza di questo progetto. Ci sono, anche quest’anno, giocatori della Next Gen presenti nella rosa della Prima squadra di Allegri. Oltre a Miretti, Fagioli e Iling, si sono aggiunti Yildiz, Huijsen e Nonge, che hanno un grande potenziale. Le Women hanno vinto la finale di Coppa Italia, contribuendo ad aumentare il numero di trofei. Portano il nostro club ad una dimensione moderna e contemporanea. La campagna trasferimenti 22/23 è stata all’insegna dell’equilibrio finanziario, mantenendo una competitività della rosa. Se vogliamo indicare le operazioni significative, abbiamo visto l’ingresso di Bremer, Kostic, Milik, Cambiaso, il cui costo è stato recuperato attraverso la cessione di De Ligt e Kulusevski. Il conto economico evidenzia una crescita dei ricavi di 64 milioni e di un abbassamento dei costi di 41 milioni. Nella stagione 22/23 c’è stato un impatto sui diritti tv minore rispetto agli anni precedenti. C’è un risparmio significativo: 40 milioni derivano dal personale tesserato e dagli oneri annessi. L’indebitamento finanziario è salito a 187 milioni. Nel mercato 23/24 c’è stato l’ingresso di Weah che ha talento e potenzialità e in uscita l’operazione più significativa è stata Zakaria. Sono stati fatti rinnovi importanti come Danilo e Rabiot. C’è stato poi l’ingresso di Giuntoli, la cui storia di successo e curriculum parlano da soli, basti ricordare le imprese col Carpi e col Napoli. Giuntoli è stato nominato Football Director, coadiuvato da Giovanni Manna per la gestione della parte sportiva della Prima squadra. Abbiamo avuto un ottimo risultato nella campagna abbonamenti, per un totale di oltre 17 mila. Abbiamo lanciato un’altra campagna abbonamenti per il girone di ritorno che sta dando buoni risultati e chiuderà il 31 dicembre».
Prende la parola Stefano Cerrato, Chief Financial Officer & Investor Relator che illustra la situazione bilancio.
Prende la parola Roberto Spada, Presidente del Collegio Sindacale, che informa come l’Azionista Bava ha presentato 3 denunce. La risposta del Collegio Sindacale: «Tenuto conto dei fatti denunciati dall’Azionista Bava, non sono state rilevate omissioni, irregolarità, da segnalare alle Autorità».
Iniziano le domande degli Azionisti.
Terminate dopo circa 1 ora e mezza le domande degli Azionisti. Ora il CdA prepara le risposte, che arriveranno dopo 5 minuti di pausa.
Prende la parola Ferrero in risposta alle domande degli Azionisti.
CRITICA SULL’ARRENDEVOLEZZA DEL CDA
«Voi dovete fare le critiche e noi dobbiamo accettarle, per poi fare tesoro dei vostri suggerimenti. È giusto avere una dialettica anche, tra Consiglio e Azionisti. All’atto della nomina nostra, eravamo in questa aula, avevamo detto e ho detto che avrei cercato di difendere la società in tutte le sedi, con rigore e pacatezza. Parlavo di sedi competenti. Quando ho parlato anche della storia gloriosa di questa società, degli ultimi 100 anni, ho ricordato anche i precedenti presidenti e gli ultimi Scudetti vinti. Massimo rispetto ai presidenti precedenti. A me è sempre stato insegnato che le sentenze si rispettano. Qualche giorno dopo essere eletto presidente mi hanno informato che c’era un processo a Milano, ho deciso di partecipare anche io. Esco da lì con meno 15 punti, sostanzialmente fuori da qualunque zona coppe. Quello era un Tribunale sportivo, del quale ho accettato giocando a calcio. Ho detto ‘Certo che ci difendiamo’, ma nelle sedi competenti, ossia di fronte al Collegio di Garanzia del CONI. Assoldo i migliori avvocati e vado avanti, combattiamo, e arriviamo al -10. Questo consente di entrare in zona Uefa. I processi si esauriscono, ma c’è un grado ultimo perché i processi possono andare avanti. Arrivati all’ultimo grado ci siamo fermati, abbiamo rispettato le sentenze. Secondo giro, gli stipendi. Forti dell’esperienza precedente abbiamo patteggiato. Potete dirmi che mi sono calato le braghe, ma ho pagato 700mila euro. Capitolo Uefa: qual è il danno? Non potevamo stare fuori 2 o 3 anni fuori da queste competizioni. Con la sorta di patteggiamento, ci siamo adeguati a quanto deciso dall’Uefa, rinunciando alla Conference League. Questo è quello che io ho inteso difendermi nelle sedi competenti, rispettando gli organi di giustizia. Lo abbiamo fatto con serietà. Il risultato è che oggi la squadra c’è, gioca, è seconda, si gioca una prossima partita straordinaria. Il prossimo anno torneremo a giocare le coppe e torneremo a scrivere la straordinaria storia di questa squadra. Se ho sbagliato lo vedremo poi».
AMMINISTRAZIONI PRECEDENTI – «Indipendentemente da quello che riguarda i bilanci e tutti, abbiamo sempre ritenuto in tutte le sedi, e anche nei confronti avuti di comunicati stampa e quant’altro, ritenuto che i nostri bilanci siano stati fatti correttamente».
SUPERLEGA
«Noi abbiamo espresso le nostre posizioni nei comunicati stampa. La Juve è uscita dal progetto Superlega: era un contratto da un certo numero di squadre. Poco dopo averlo firmato, l’80% uscì da questo contratto, l’Inter non è mai entrata e rimasero tre squadre. La Juve ha semplicemente fatto quello che han fatto le altre squadre, mandando una richiesta per recedere il contratto. Questo è il progetto Superlega. Il 21 dicembre ci sarà la sentenza, e la Juventus prenderà atto delle decisioni della massima Corte Europeo e, dopo un attento esame di questa sentenza, vedremo quali saranno gli effetti. Li valuteremo assieme a tutti gli altri Player della famiglia del calcio europeo».
MOGGI E GIRAUDO – «Quei procedimenti riguardano le loro posizioni e si rifanno ai fatti del 2006. La società ha difeso la propria posizione e potrà valutare gli impatti dei giudizi solo quando saranno conclusi».
CHINE‘ – «Il Procuratore avvia le indagini, la società ha costantemente interloquito con lui, rappresentando a questo organo le proprie ragioni. Abbiamo avuto un rapporto con la Federazione e col suo Procuratore di interlocuzione costante. Possiamo rispettare le autorità e dialogare con loro come stiamo facendo».
INIZIATIVE POST PROCEDIMENTI PENALI – «Le valuteremo. Il processo penale è tornato alla fase antecedente, di rinvii a giudizio, e pende al Tribunale di Roma. Siamo attese delle decisioni che prenderanno».
POGBA E FAGIOLI – «Siamo ovviamente dispiaciuti, molto dispiaciuti, come consiglio e come singoli, e come società intera per quello che è successo ai nostri calciatori Pogba e Fagioli. Su Fagioli confermiamo quanto abbiamo già comunicato, lo supportiamo nel percorso terapeutico, fornendogli supporto che merita. Il rinnovo di contratto va in questa direzione. Su Pogba rimaniamo in attesa, c’è questo processo che dovrebbe partire per doping. Siamo in attesa, non abbiamo novità ma aspettiamo gli sviluppi».
DELISTING – «Non rientra tra le operazioni che le società può fare. Non risulta che la priorità abbia preso questa decisione. Non abbiamo notizie di delisting in corso. Se dovessero essere immaginate, ci sono delle norme e verranno comunicate».
Parla Scanavino
GIOVANI – «Sono al centro della strategia della Juventus. Sia dal punto di vista sportivo, ma anche come tifosi. Juventus non è solo la prima squadra come tifosi in Italia, ma anche come tifosi giovani in Italia. I dati più sorprendenti arrivano lato social a livello globale. Abbiamo lanciato iniziative per i giovani, distribuite in maniera quotidiana sulle piattaforme Instagram, TikTok, Twitch. Secondo gli ultimi risultati, siamo il quinto brand globale per attrazione dei giovani con 25 milioni di follower. Vogliamo essere presenti nelle modalità corrette, sugli strumenti che i giovani usano oggi. Dobbiamo essere capaci di darglieli nei modi corretti, altrimenti la strategia di comunicazione non ha successo. Non è importante l’approccio digital, ma anche quello fisico, coinvolgendoli ad esempio allo stadio».
CAMPAGNA ABBONAMENTI – «I risultati sono in linea con il budget, con gli obiettivi prefissati. Già da diverse partite lo Stadium è sold out, quindi il tema della disaffezione dei tifosi in questo momento non è così grave. La nuova campagna è volta a garantire posti allo stadio ai tifosi che vorranno essere presenti nel girone di ritorno. Abbiamo già superato oltre un migliaio di abbonati e avremo ancora tempo a dicembre per incrementarlo».
STADIO PER WOMEN E NEXT GEN – «Stiamo valutando diversi scenari del futuro. Il nuovo stadio di Biella per le Women sembra funzionare molto bene, siamo stati recentemente a vedere la partita Juventus-Roma. Hanno accolto la squadra con entusiasmo. In futuro non escludo possa essere presa in considerazione di fare uno stadio ad hoc».
SPONSOR JEEP – «È in scadenza a fine stagione e siamo da tempo in trattativa con diversi brand per la stagione successiva. Per un periodo di più stagioni legate alla sponsorizzazione di maglia».
2 minuti di contro-risposte a testa, ora, per gli Azionisti.
Chiude Ferrero: «Ho operato nel rispetto delle normative regolamentari. Noi di professionisti ne abbiamo interpellati, ne abbiamo tantissimi che collaborano con noi. Abbiamo anche una società di revisione e tanti consulenti. Abbiamo ritenuto che la società, anche in passato, abbia operato nel rispetto».
Approvato il bilancio e la copertura dagli azionisti al 30 giugno 2023 con perdite di 123.294.244,97 euro al 99%. Contrari 0,31%, astenuti 0,003%. Non votanti 0,004%.
2. Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti
Iniziano le domande degli Azionisti.
Risponde Ferrero sui rapporti con la stampa: «Ringrazio e apprezzo il commento sulla nostra relazione sulla remunerazione. Poi la domanda riguardava i rapporti con la stampa. Esiste la libertà di stampa, è difficile da credere (ride ndr), ma Repubblica e La Stampa sono liberi e indipendenti. Noi crediamo nella liberta di stampa. Esiste la libertà di stampa, credeteci, perché voi ne avete prove dato che quando c’è da attaccare la Juventus quei giornali sono sempre in prima fila».
Arrivano le contro-risposte degli Azionisti. Durata 2 minuti a testa.
Approvata la relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti. Dati favorevoli 99,3%, contrari 0,15%, astenuti 0,012%, non votanti 0,0003%.
3. Integrazione del collegio sindacale
Iniziano le domande degli Azionisti. 5 minuti a testa.
Solo un intervento, nessuna contro-risposta.
Approvata l’integrazione del collegio sindacale. Dati favorevoli 99,98%, contrari 0,00055%, astenuti 0,013%.
Parte straordinaria
Assume la presidenza Gianluca Ferrero.
1. Riduzione del capitale sociale sino al limite legale per perdite e aumento del capitale sociale, a pagamento, da effettuarsi entro il 31 dicembre 2024 per un totale complessivo di 200 milioni di euro
Roberto Spada, Presidente del Collegio Sindacale: «Noi come Collegio esprimiamo parere favorevole per l’aumento di capitale».
Iniziano le domande degli Azionisti. 5 minuti a testa.
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Casino Online Glorion e la cultura del gioco tra rituali sportivi e intrattenimento digitale
Nel calcio, come in molte altre passioni popolari, esiste una ritualità che accompagna l’attesa. In questo contesto si colloca anche Casino Online Glorion.
Nel calcio, come in molte altre passioni popolari, esiste una ritualità che accompagna l’attesa: la partita del weekend, il commento pre-gara, l’analisi delle formazioni. È un tempo sospeso, fatto di preparazione e concentrazione, che non riguarda solo i novanta minuti in campo ma tutto ciò che li circonda. Negli ultimi anni, questo modo di vivere l’attesa e lo svago si è allargato anche al digitale, coinvolgendo piattaforme e ambienti online sempre più strutturati.
In questo contesto si colloca anche Casino Online Glorion, che rappresenta una delle realtà attraverso cui osservare come il concetto di casinò online venga oggi percepito: non come un evento isolato, ma come parte di un ecosistema di intrattenimento che convive con sport, informazione e tempo libero quotidiano.
Attesa e concentrazione due elementi comuni
Chi segue il calcio conosce bene il valore dell’attesa. Prima del fischio d’inizio c’è spazio per l’analisi, per il confronto, per la previsione di ciò che potrebbe accadere. È una dimensione mentale che va oltre il risultato finale e che rende il gioco interessante anche fuori dal campo.
Nel mondo del casinò online esiste una dinamica simile. Anche qui il tempo non è solo azione, ma preparazione, scelta, osservazione. Piattaforme come Casino Online Glorion si inseriscono in questo spazio di attenzione, offrendo un ambiente digitale che viene vissuto in modo parallelo ad altre forme di intrattenimento, spesso negli stessi momenti della giornata in cui si leggono notizie sportive o si seguono approfondimenti calcistici.
Il gioco come esperienza strutturata
Così come una partita è fatta di fasi diverse, anche il casinò online si articola in sezioni e modalità differenti. Non è un flusso caotico, ma un insieme organizzato di esperienze che richiedono ordine e chiarezza, elementi sempre più apprezzati dagli utenti abituati a piattaforme digitali evolute.
Dal campo allo schermo come cambia il modo di vivere lo svago
Il calcio moderno è cambiato anche grazie alla tecnologia: VAR, statistiche avanzate, analisi in tempo reale. Allo stesso modo, l’intrattenimento online legato ai casinò ha seguito un’evoluzione che lo ha reso più accessibile e integrato nella quotidianità.
Il casinò online non è più legato a un luogo fisico, così come il calcio non si vive più solo allo stadio. Oggi si segue una partita dallo smartphone, si commenta sui social, si guarda una sintesi mentre si è in movimento. Questa flessibilità è una caratteristica comune anche alle piattaforme di casinò online, che vengono consultate in momenti di pausa, prima o dopo un evento sportivo.
Una fruizione parallela
Per molti utenti, il digitale consente di alternare contenuti diversi senza rigidità. Si passa dall’analisi di una partita alla consultazione di una piattaforma di intrattenimento, seguendo ritmi personali. In questo senso, Casino Online Glorion si colloca all’interno di una routine digitale già consolidata, fatta di accessi brevi e mirati.
La dimensione live un filo diretto con lo sport
Uno degli aspetti che avvicina maggiormente casinò online e mondo sportivo è la modalità live. Nel calcio, il live è l’essenza stessa del gioco: l’azione in tempo reale, l’imprevedibilità, la tensione del momento. Anche nei casinò online, le sezioni live cercano di riprodurre questa sensazione di immediatezza.
Tavoli con croupier in diretta e giochi trasmessi in tempo reale introducono una dimensione simile a quella della partita seguita minuto per minuto. Non si tratta di contenuti registrati, ma di eventi che accadono davanti allo schermo, richiamando un linguaggio ormai familiare a chi segue sport e dirette.
Il ritmo come elemento centrale
Nel calcio il ritmo di una gara può cambiare improvvisamente. Nel digitale, il live mantiene questa variabilità, offrendo un’esperienza che si sviluppa nel tempo e che viene osservata con attenzione, proprio come una fase cruciale di una partita.
Tecnologia e accessibilità una nuova normalità
Così come il calcio è diventato sempre più accessibile grazie alle piattaforme digitali, anche il casinò online ha beneficiato di un’evoluzione tecnologica che ne ha ampliato la fruizione. Smartphone e tablet consentono un accesso immediato, rendendo queste piattaforme compatibili con stili di vita dinamici.
L’attenzione all’usabilità è un punto di contatto importante. Nel calcio digitale, statistiche e contenuti devono essere chiari e leggibili; allo stesso modo, nel casinò online la navigazione semplice e ordinata è diventata un requisito fondamentale.
Continuità dell’esperienza
Ritrovare facilmente una sezione, muoversi tra diverse aree senza confusione, mantenere una struttura riconoscibile: sono elementi che accomunano molte piattaforme digitali moderne, dallo sport all’intrattenimento.
Una cultura del gioco che si evolve
Il gioco, inteso come competizione o come esperienza ludica, è parte integrante della cultura sportiva. Il casinò online rappresenta un’altra espressione di questa cultura, con regole e linguaggi propri, ma con dinamiche che richiamano l’attenzione, l’attesa e la partecipazione emotiva.
Piattaforme come Casino Online Glorion mostrano come il concetto di gioco venga oggi declinato in forme diverse, adattandosi ai contesti digitali senza perdere la sua identità.
Tra sport e intrattenimento digitale
Nel panorama attuale, calcio e casinò online non sono mondi separati, ma comparti che condividono spazi, tempi e strumenti. Entrambi vivono sullo schermo, entrambi fanno leva sull’interesse e sull’attenzione dell’utente, entrambi si inseriscono in una routine fatta di informazione, commento e svago.
In definitiva, osservare l’evoluzione di Casino Online Glorion attraverso una lente sportiva aiuta a capire un fenomeno più ampio: il tempo libero digitale è sempre più integrato, fluido e connesso. Proprio come il calcio moderno, anche l’intrattenimento online si adatta ai nuovi ritmi, mantenendo però quei rituali che rendono l’esperienza riconoscibile e condivisa.
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Audero: “Sto bene, ma poteva andarmi peggio. Al tifoso dell’Inter chiedo solo “perchè?””
Il portiere della Cremonese Emil Audero si è espresso alla Gazzetta dello Sport in merito a quanto accaduto nell’ultimo match contro l’Inter dove è stato colpito da un petardo
A seguire un estratto dell’intervista
Le parole di Audero
“POTEVA ANDARE PEGGIO”
“Innanzitutto sto abbastanza bene. Almeno di testa perché ripensando a quello che è successo mi rendo conto che le conseguenze potevano essere molto più gravi. Ma è tutto molto difficile da digerire. A fine partita, una volta scesa l’adrenalina, il collo mi si è irrigidito. Ora va anche peggio perché l’orecchio fa male e pure la schiena è rigida. Nei prossimi giorni farò accertamenti per capire se c’è qualche problema, ma insomma… diciamo che poteva andare anche peggio”.
LE SENSAZIONI A CALDO
“Un boato, come si mi avessero tirato una martellata all’orecchio, facevo fatica a sentire. Nella gamba destra vedo un taglio, il calzoncino stracciato, e sento un bruciore fortissimo. Non mi fossi spostato, poteva veramente finire molto male”.
“NON SAPEVO PERCHÉ FOSSI LÌ”
“Non mi era mai successo in carriera. Nel secondo tempo ho avvertito un senso di vuoto. La ferita al ginocchio mi faceva male, ma il problema era dentro di me. Un senso di delusione profondo e poca voglia di giocare. Ero in campo, stavo facendo il mio lavoro che amo da morire. Ma intanto i mei pensieri andavano al luogo dello scoppio. Poco più in là e chissà… la mano, il braccio, o anche peggio. Ho pensato: perché sono in campo? Perché sto giocando? La testa e i pensieri giravano a mille. È stata una sensazione bruttissima”.
LA VICINANZA DELL’INTER
“Ho un ottimo rapporto con società e giocatori. Tutti, a cominciare dal presidente, sono venuti a sincerarsi delle mie condizioni. Erano preoccupati. Nella mia carriera ne ho passate tante. Sono un uomo di campo e quindi volevo proseguire. L’idea di speculare su quello che era successo non fa parte del mio carattere”.
IL MESSAGGIO AL TIFOSO COLPEVOLE
“Gli vorrei chiedere: perché? Qual è il tuo scopo: supportare la tua squadra o fare casino? Perché hai deciso di fare male agli altri e a te stesso? Spiegami il senso di tutto questo…”.

LAUTARO MARTINEZ E MARCUS THURAM RAMMARICATI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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La mini-crisi di Pulisic e come l’asso americano può uscirne, per il bene suo e del Milan
Christian Pulisic sta vivendo una fase apparentemente negativa che, per chi lo conosce, assomiglia in realtà più a una mini-crisi più che a un vero ridimensionamento.
I numeri raccontano un dato semplice e al tempo stesso ingombrante: nel 2026 non ha ancora segnato e nelle ultime uscite è capitato spesso che la sua gara terminasse prima del triplice fischio. In una stagione in cui il Milan è pienamente coinvolto nella corsa Scudetto, ogni dettaglio diventa tema di discussione: forma fisica, gestione dei minuti, lucidità sotto porta, persino il modo in cui l’avversario prepara la partita per disinnescarlo.
Prestazioni di gennaio altalenanti
Il primo nodo è la produzione offensiva dopo il cambio d’anno. Pulisic arrivava da un 2025 chiuso con buone sensazioni, ma gennaio lo ha visto alternare prestazioni utili per intensità, strappi e ripiegamenti a gare più opache, senza però trovare l’episodio del gol che spesso “sblocca” anche la testa. La stampa italiana ha collegato questo periodo a una gestione non semplice sul piano fisico, tra acciacchi e lavoro specifico per tornare al 100%. Si è parlato di fastidi e di un programma mirato per ritrovare brillantezza e precisione negli ultimi metri.
Qui entra in gioco anche la questione della continuità di minutaggio. Se un esterno vive di ritmo, di letture e di timing sull’uno contro uno, è naturale che giochi a fiammate quando non riesce a completare le partite con regolarità. Le statistiche di impiego e la cronaca recente mostrano come, in diverse gare di gennaio, sia stato sostituito oppure utilizzato in modo parziale, proprio mentre il Milan cercava equilibrio e gestione delle energie.
La gestione di Allegri
Con Massimiliano Allegri in panchina, le rotazioni e la gestione dei momenti della partita non sorprendono. È un tecnico che ragiona per controllo, per fasi e per scelte di utilità più che per gerarchie immutabili. Non è un caso che nelle conferenze recenti abbia insistito sul concetto di procedere passo dopo passo in un periodo fitto e delicato.
Questo approccio può produrre due effetti opposti su un giocatore come Pulisic. Da una parte lo protegge, perché se c’è un fastidio o manca esplosività Allegri tende a evitare il rischio di trascinarlo oltre soglia. Dall’altra parte, però, lo priva di quei minuti finali in cui spesso si aprono spazi, le difese si allungano e un esterno rapido può trovare il guizzo decisivo. In pratica, meno minuti possono significare meno occasioni per segnare, e meno gol possono rendere ancora più semplice scegliere la sostituzione. Un circolo che non è drammatico, ma che va interrotto.
Guardando le partite, la sensazione è che Pulisic stia pagando soprattutto una combinazione di fattori. In primo luogo la precisione nell’ultimo gesto: anche quando arriva in zone interessanti, gli manca talvolta la pulizia della giocata, con controlli imperfetti, tiri affrettati o passaggi forzati. In secondo luogo pesa il modo in cui viene affrontato dagli avversari. Quando un esterno diventa centrale nel sistema, le marcature diventano più aggressive, con raddoppi costanti e linee che si orientano su di lui, rendendo più costosa la giocata naturale. Infine c’è la condizione fisica, che non è stata lineare. I recenti stop e fastidi hanno inciso sulla brillantezza e, per un calciatore che basa molto sul cambio di passo e sulla rapidità di esecuzione, anche una minima flessione diventa evidente.
Per la corsa Scudetto serve anche Pulisic al Milan
Il Milan, però, non può permettersi di aspettare troppo a lungo. Il campionato è entrato nella fase in cui i punti pesano doppio e ogni pareggio lascia cicatrici. Il recente 1-1 con la Roma ha rallentato la rincorsa e ha mantenuto il distacco dalla vetta, in un momento in cui il margine di errore si assottiglia.
Quando si è a ridosso della capolista, anche un singolo episodio può cambiare l’inerzia di una stagione. Una partita sbloccata da un inserimento, un rigore procurato, un cross decisivo possono fare la differenza. È per questo che la mini-crisi di Pulisic diventa un tema collettivo: non riguarda solo lui, ma l’efficacia complessiva della catena di destra, la qualità delle transizioni e la capacità del Milan di trasformare il possesso in occasioni pulite.
In questo clima è inevitabile che attorno alla lotta Scudetto cresca un racconto fatto di aspettative, percentuali e scenari. Lo si vede nei commenti televisivi e nelle analisi che citano oscillazioni di valutazioni e previsioni, spesso riportate anche da bookmakers online di quote sportive come DomusBet come termometro esterno dell’umore del campionato. Il Milan è certamente considerato ancora in corsa ma, d’ora in poi, la squadra di Allegri potrà sbagliare pochissimo.
Come uscire dalla mini-crisi
La via d’uscita è più pragmatica che psicologica. Serve innanzitutto ritrovare continuità atletica: se i fastidi sono alle spalle, è fondamentale una sequenza di partite con carichi progressivi ma stabili. Allo stesso tempo può aiutare semplificare le scelte, perché nei momenti di difficoltà spesso funziona tornare a poche giocate base prima di cercare la soluzione brillante. Infine Allegri può lavorare sul contesto tattico, disegnando per lui situazioni favorevoli, come l’alternanza tra fascia e mezze posizioni o catene di gioco che gli permettano di ricevere senza il raddoppio immediato.
La buona notizia per il Milan è che una mini-crisi di questo tipo è reversibile in fretta. Basta un gol magari non spettacolare, un assist pesante o una partita in cui torna a saltare l’uomo con naturalezza. Quando succede, spesso cambia anche tutto il resto: i minuti in campo, la fiducia e soprattutto la sensazione che la squadra abbia di nuovo un’arma in più nella corsa al titolo.
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