Serie A
Anticipo serie A, analisi tecnica Juventus-Lecce
Anticipo serie A, stasera i bianconeri sono attesi al rilancio dopo la sconfitta di Reggio Emilia. Il Lecce è un banco di prova ostico
Senza le coppe europee, con la possibilità di pensare solo al campionato e l’obbligo assoluto di rientrare dalla porta principale in Champions League, la Juventus si è sciolta come neve al sole al cospetto del Sassuolo di Berardi.
Il 4-2 maturato al Mapei Stadium ha capovolto il mondo juventino: si è passati dall’ottimismo più sfrenato, al pessimismo più cupo. Soprattutto perché si sono rivisti i limiti conclamati della scorsa stagione.
Ossia una manovra lenta e involuta, difensori insicuri e attaccanti isolati dal resto del mondo. In quel contesto, la papera di Szeczesny e la clamorosa autorete di Gatti hanno completato il quadro. Dando il via al processo.
Con tanto di dirigenza negli spogliatoi della Continassa, impegnati a strigliare il gruppo. Allegri è tornato sotto tiro come “ai tempi belli”. Serve equilibrio: Empoli, Lazio, Udinese erano vittorie facili. Con il Bologna era andata bene.
Anticipo serie A, le mosse di Allegri e la serenità giallorossa
La differenza fra Juventus e Lecce sta tutta nello stato emotivo: bianconeri in tensione, giallorossi tranquilli. I primi devono vincere per forza, i secondi non hanno nulla da perdere e scendono in campo con animo leggero.
La classifica vede il Lecce davanti alla Vecchia Signora. Un caso ? No, il rendimento dei pugliesi non è il frutto del caso, ma di un progetto che parte da lontano. Un lavoro portato avanti da Corvino un mago nel suo lavoro.
Uno capace di scovare talenti in ogni zona del mondo e trasformare perfetti sconosciuti in grandi giocatori. L’ultimo è Krstovic, centravanti di razza e spauracchio numero uno per Bremer e compagni. Come bloccarlo ?
Allegri riparte da Rugani per Gatti, Milik e uno fra Chiesa e Vlahovic. Fagioli per Miretti, accanto a Rabiot e Locatelli. Cambiaso per Kostic. Basterà ? Occhio ai duelli in mediana, la sfida si deciderà in mezzo al campo.
Serie A
Cagliari, che sorpresa Fabio Pisacane: solidità, qualità e salvezza in pugno già a gennaio
Il Cagliari dopo aver battuto la Juventus, si ripete all’Artemio Franchi vincendo per 1-2. Ora la salvezza sembra essere in pugno: giù il cappello per Pisacane.
La squadra sarda è sicuramente una delle migliori sorprese di questo campionato. 2 vittorie nelle ultime 2 partite contro Juventus e Fiorentina, 25 punti in classifica e 11° posto conquistato, ad un passo dalla colonna di sinistra del tabellone.
La salvezza sembra essere ormai diventata una formalità per i rossoblu, che devono continuare con questo ritmo per conquistare la matematica con largo anticipo.
Quello che sorprende più di tutto però, è l’enorme qualità ed esperienza messa in mostra da un allenatore di appena 39 anni, alla sua prima avventura in un campionato di Serie A.

SEBASTIANO ESPOSITO PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cagliari, tutti in piedi per Pisacane
Ad inizio stagione c’era sicuramente grande interesse per vedere all’opera il giovane Pisacane. Quella del Cagliari è stata una scelta di grande coraggio, promuovendo il tecnico che aveva fatto molto bene alla guida della primavera.
L’ex giocatore rossoblu, sta dimostrando di essere un allenatore di enorme talento e qualità. Ha dato forma e ordine ad una squadra composta da buoni giocatori, riuscendo a valorizzare al meglio i migliori talenti della rosa, come Palestra, Esposito, Obert o Kilicsoy.
Ha trasmesso una mentalità molto moderna e sviluppata, che consente al Cagliari di poter interpretare le partite in maniera molto diversa in base all’avversario, sia difendendo con ordine, che attaccando con qualità.
Inoltre, Fabio Pisacane si sta rivelando impeccabile dal punto di vista comunicativo: mai una parola fuori posto sull’operato dell’arbitro, trasmissione di valori forti e un atteggiamento protettivo nei confronti dei suoi ragazzi.
Il tecnico sta dimostrando di essere un grande uomo prima ancora di un grande allenatore ed ha tutte le carte in regola per essere all’inizio di una carriera prosperosa.
Serie A
Roma-Milan, formazioni ufficiali: le scelte su Saelemaekers
Tutto pronto all’Olimpico per il big match Roma-Milan, valido per la 22° giornata di Serie A. Di seguito le scelte ufficiali di Gasperini e Allegri.
Roma e Milan sono pronte a dar spettacolo in questo incontro di alta classifica di Serie A. I giallorossi, padroni di casa, vogliono tornare a vincere un big match per mandare un segnale forte nella lotta alla Champions League. Gli uomini di Gasperini sono reduci da tre vittorie consecutive, tra cui quella di giovedì contro lo Stoccarda in Europa League.
Dall’altra parte c’è il Milan di Massimiliano Allegri. I rossoneri arrivano alla sfida dell’Olimpico con l’obiettivo di rimanere in scia della capolista Inter, vittoriosa nell’anticipo del venerdì contro il Pisa. Ottimo momento per il Diavolo, reduce da due vittorie consecutive in Serie A e che fin qui è stata la squadra ad ottenere più punti negli scontri diretti. Di seguito le scelte ufficiali.
Roma-Milan, formazioni ufficiali

Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Koné, Cristante, Wesley; Soulé, Dybala; Malen All: Gasperini.
Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, De Winter; Saelemaekers, Ricci, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Leao, Nkunku. Allenatore: Massimiliano Allegri.
Serie A
Atalanta, Raspadori alla prima gioia nerazzurra: ciliegina per il 3-0 della Dea
Atalanta, arriva il primo gol di Giacomo Raspadori con la maglia dei nerazzurri. La sua zampata contribuisce 4-0 al Parma.
Raffaele Palladino ha avuto ancora una volta ragione. A certificarlo e’ un 4-0 meno scontato di quello che potrebbe sembrare nelle dimensioni contro un avversario tutt’altro che morbido.
La nota positiva del successo pomeridiano sul Parma, però, a parte i tre punti, e’ la prima rete di Giacomo Raspadori con la maglia dell’Atalanta.
Dopo aver esordito la scorsa settimana in quel di Pisa, infatti, l’attaccante venuto dall’Atletico Madrid ha saputo griffare la porta avversaria nel pomeriggio della New Balance Arena, mettendo il penultimo sigillo al tabellino.
Colui che avrebbe dovuto essere ora un giocatore della Roma ha mostrato di essersi già bene integrato nel gruppo squadra, e ciò si e’ tradotto in una efficacia non scontata sotto porta.
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